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Libero D’Orsi

Quello pubblicato a seguire è uno dei tanti poemi scritti dall’indimenticato archeologo e scrittore stabiese Libero D’Orsi, la nostra attenzione e la conseguente scelta è caduta su “Donna Fulgida”. Nel poema è narrata la triste storia della contessa longobarda, il cui fantasma come leggenda vuole, si aggira ancora oggi sull’isolotto in attesa del ritorno dei suoi cari.

Donna Fulgida

La poesia di Libero D’Orsi ripresa da un giornale locale di 73 anni fa… (si ringrazia il dott. Raffaele Scala per la preziosa segnalazione)

Donna Fulgida

Dal castello di Rovigliano
briciola d’isola nel mare di Stabia
viene un grido di dolore
ogni notte.

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Libero d'Orsi

Il “filone sportivo”

Il “filone sportivo”
di Frank Avallone

Ho frequentato la Seconda Media nel 1952, con la Prof.ssa Schettino, insegnante manesca, la cui severità era per noi motivo di orgoglio, perché assolutamente insuperabile; chi pensa di aver avuto un insegnante severo, di certo non ha idea di cosa riusciva a fare la Schettino! Ci puniva sempre alla grande.

Ricordo che qualche volta portava in classe il suo unico figlio “Luigino” (che poteva avere sette o al massimo otto anni di età), in tali occasioni lo faceva sedere con noi. Povero guaglione, quanti pizzichi e “scuzzettoni” ha preso, ogni volta che la madre ci voltava le spalle, erano mazzate accompagnate dalle intimazioni di stare zitto… e che lui per paura di prendersi ulteriori botte puntualmente rimaneva in silenzio.

Ora Luigino dovrebbe avere 63 – 64 anni, chissà se leggerà questo mio scritto, eventualmente lo facesse, gli vorrei dire: “Caro mio Luigino, scusaci, ma in qualche modo ci dovevamo pure vendicare di tua madre”.

Ma a onor del vero bisogna dire che la Schettino era una professoressa eccezionale, con l’unico difetto di essere manesca. Grazie signora Schettino, grazie di cuore per quello che ci hai insegnato (con le buone o le cattive).

Libero d'Orsi

Libero d’Orsi

Altro personaggio imponente di quegli anni era il Preside Libero D’Orsi, ricordo ancora le grosse scarpe che lui calzava, sempre impolverate, perché come noto, era dedito agli scavi delle antiche ville di Stabiae. Continua a leggere

Castellammare Dicembre 2014

Il Vesuvio negli occhi degli stabiesi

Il Vesuvio negli occhi degli stabiesi

di Giuseppe Zingone

Castellammare Dicembre 2014

Castellammare Dicembre 2014, foto Giuseppe Zingone

Si aggira sempre nella mia testa ogni qualvolta penso alla città natìa, è il Vesuvio;

Uno spettacolo che non è per tutti, e se mia suocera non abitasse in via Bonito, dovrei passeggiare in villa o salire in collina per ammirarlo. Eppure solo lontanamente riusciamo ad immaginare il Vesuvio, irato, fumante, con la sua colonna di fumo che si staglia nel cielo, qualche immagine ancora lo ricorda; ma come vivevano gli stabiesi le sue eruzioni, i tremori debordanti delle sue viscere? Continua a leggere