Archivi tag: Bonuccio Gatti

‘O juoco d”e nucelle

Tradizioni stabiesi

Tradizioni stabiesi

‘O juoco d”e nucelle
( Il gioco delle nocciole )

'O juoco d''e nucelle

‘O juoco d”e nucelle

Fino agli anni ‘60, era tradizione, per la maggior parte dei ragazzini, dei vari quartieri e rioni di Castellammare, giocare con le nocciole durante il periodo delle festività natalizie e anche oltre.

Era un gioco semplice e senza grosse pretese, bastava avere soltanto una buona coordinazione oculo-manuale e naturalmente le nocciole.

Ci si riuniva in gruppo, poi ogni partecipante doveva preparare il suo carrillo formato da tre nocciole poste una accanto all’altra sormontate da un’altra nocciola. I carrilli, così preparati, si mettevano insieme su uno spiazzo del cortile o della strada, poi si faceva ‘o tuocco cioè la conta e il designato dalla sorte, postosi ad una determinata distanza, tirava il primo colpo con una nocciola più grande delle altre chiamata menangola, e cercava di colpire e di far cadere il maggior numero di carrilli, che naturalmente vinceva. Continua a leggere

Santu Catiello e ll’alluvione

Il 20 gennaio 1764 una disastrosa alluvione provocò ingenti danni alla nostra città, ma grazie all’intercessione di San Catello (per noi stabiesi Santu Catiello) non ci furono vittime, al contrario dei paesi vicini come Lettere, Casola, Gragnano, Pimonte e Vico Equense.

A seguire la poesia composta (nel gennaio 2014) da Bonuccio Gatti, in occasione del 250° anniversario dell’alluvione.

Santu Catiello in una pittura di Ciro Alminni

Il santo patrono stabiese in una pittura di Ciro Alminni


Santu Catiello e ll’alluvione

Pure chist’anno è asciuta ‘a prucessione,
pure sta vota s’è mantenuta ‘a tradizione;
‘o maletiempo, accussì comme d’incanto,
è scumparuto propio pe f’ascì’ ‘o Santo!

E chistu ccà è pure ‘n’anno particolare,
ce sta ‘n’anniversario che è da ricordare:
250 anne fa ce fuje ‘na grossa alluvione,
ma Santu Catiello salvaje ‘a pupulazione. Continua a leggere

La tombola stabiese

La tombola stabiese

ideata e realizzata da Bonuccio Gatti

Tombola stabiese

Tombola stabiese

1 Castiellammare (Castellammare di Stabia, numero uno al mondo, è una ridente cittadina del golfo di Napoli sorta sulle rovine dell’antica Stabiae, nota già dall’antichità per la mitezza del clima, per l’abbondanza delle acque minerali e per le bellezze naturali ed artistiche.)

2 ‘E Terme (Due sono gli stabilimenti termali dove si possono effettuare cure idropiniche per diverse patologie.)

3 ‘O Stemma (Sullo Stemma Civico di Castellammare di Stabia, appare la scritta: Post fata resurgo, per ricordare che la nostra Città per ben tre volte è stata distrutta e altrettante volte è risorta!)

4 ‘E Cattedrale (Quattro sono le Cattedrali che ha avuto Castellammare.)

5 ‘E Porte d’‘a Città (Cinque erano le porte della nostra Città quando era cinta da mura.) Continua a leggere

Accadde Oggi (13 luglio)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 13 luglio

Artistica Fontana Basilio Cecchi

Artistica Fontana Basilio Cecchi

Nel 1933 viene inaugurata l’artistica fontana della scuola Basilio Cecchi

La Fontana della Basilio Cecchi fu inaugurata nel pomeriggio del 13 luglio 1933 con una solenne cerimonia presenziata dalle Autorità cittadine.

Dopo la benedizione pontificale impartita, su delega di S. E. il Vescovo della Diocesi, dall’Ispettore di religione Monsignor Don Francesco Pandolfi, la madrina, figlia del Podestà dell’epoca, infranse la rituale bottiglia di spumante gentilmente offerta dalla Ditta Iazzetta di Castellammare di Stabia.

Attualmente, purtroppo, dell’antico splendore è rimasto ben poco, essa rivive solo nella memoria di tanti, che come me, hanno frequentato quella scuola e la ricordano con le fontanine zampillanti, con la vasca piena di pesciolini rossi e piante acquatiche, col giardinetto e la siepe sempre ben curati.

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Il “torroncino dei morti”

Il “torroncino dei morti”

a cura di Maurizio Cuomo

Il torroncino dei morti

Il torroncino dei morti

Quest’oggi parleremo del “torroncino dei morti”, un tradizionale dolciume dal cuore tenero, che dalle nostre parti, il 2 di novembre, giorno della Commemorazione dei defunti, si usa regalare alla donna della propria vita. Ebbene, per quanto abbia potuto ricercare, sembra che: il dove, il come e il quando abbia avuto origine questa usanza non è del tutto ben chiaro (qualcuno dalle nostre parti ha azzardato nel dire che la suddetta usanza risalga almeno a 150 anni fa, personalmente non avendone certezza e soprattutto non avendone avuto alcun riscontro documentario, preferisco evitare datazioni di sorta), per cui mi limiterò nel dire che per testimonianza orale tramandata, questa usanza era in auge dalle nostre parti già a fine ‘800, tradizione peraltro radicata un po’ in tutta la regione Campania. Continua a leggere