Archivi tag: Castellammare di Stabia

Immacolata - Edicola al Parco Azzurro (foto Maurizio Cuomo)

Fratielle e surelle (‘a primma stella)

a cura di Enzo Cesarano

Volendo dare, ai numerosissimi stabiesi emigrati dalla nostra Castellammare, la possibilità di riascoltare “fratielle e surelle”, anni fa, chiedemmo al carissimo Aniello Lascialfari di prestare la sua voce per la nobile causa…

A distanza di anni, il modulare limpido e sonoro di Aniello omaggia e rappresenta (in punta di piedi) l’operato dei numerosi cantori stabiesi che nel periodo della “dodicina” (dal 26 di novembre al’8 dicembre), con sacrificio ed assoluta devozione percorrono, nelle primissime ore del mattino, vie e vicoli della nostra amata Città, invitando i fedeli a recarsi in chiesa per la recita del Rosario.

Immacolata - Edicola al Parco Azzurro (foto Maurizio Cuomo)

Immacolata – Edicola al Parco Azzurro (foto Maurizio Cuomo)


Ascolta la voce votiva di Aniello Lascialfari  (il “fratielle e surelle” del web) Continua a leggere

Castellammare anni '80 (stabilimento bagni acqua ferrata)

Gli stabiesi raccontano la loro Castellammare

Gli stabiesi raccontano la loro Castellammare

a cura del dott. Carlo Felice Vingiani

In questa pagina, invitiamo i lettori a commentare con le proprie memorie (ricordi ed eventuali aneddoti), i luoghi o i personaggi ritratti nelle immagini che di tanto in tanto avremo cura di pubblicare su liberoricercatore.it.

N.B.: gli interventi postati sulla pagina facebook di LR, più interessanti e pertinenti, saranno riportati sul nostro portale, a corredo delle foto pubblicate.


Ultima immagine inserita:

Viale Europa anni ’50

viale Europa anni ’50

Libero Ricercatore: Da questa cartolina d’epoca apparentemente poco significativa ad un occhio distratto, possiamo notare la trasformazione urbana che ha delineato nel tempo l’attuale Viale Europa. Continua a leggere

Terremoto 1980 (foto Antonio Cimmino 05)

Il Terremoto dell’80 a Castellammare (le immagini raccontano)

Il Terremoto dell’80 a Castellammare (le immagini raccontano)

a cura di Maurizio Cuomo

Terremoto dell'80

Terremoto dell’80 (foto Antonio Cimmino)

La pagina ospita una raccolta di immagini inedite, che ritraggono la nostra Castellammare nell’imminente post-terremoto.
Le foto sono tratte dagli archivi fotografici dei sig.ri Enzo Sansone, Gerardo D’Auria, Pasquale Ammendola e dei dott.ri Antonio Cimmino e Carlo Felice Vingiani (che ringraziamo pubblicamente per la gentile concessione).

 Le gallerie fotografiche:

Archivio “Carlo Felice Vingiani”


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Cattedrale

La Cattedrale di Castellammare di Stabia

articolo pubblicato il 22 novembre 2015

articolo del prof. Giuseppe D’Angelo

( testo tratto da “Rivivi la Città” )

In seguito al terremoto del 1456 che sconvolse il napoletano, la Cattedrale, sita al Quartuccio, era rimasta fortemente lesionata e sin d’allora si pensò ad una riedificazione delle fondamenta. Dopo numerosi tentativi incompiuti, nell’anno 1581 il vescovo stabiese mons. Ludovico Maiorano di Gravina risolse il problema cattedrale: tre anni dopo vendette quell’antica sita al Castello per investirne il ricavato nell’edificazione di una nuova. E in effetti, con delibera comunale del febbraio 1587, la Città ne decise la riedificazione, eleggendo all’uopo una commissione comunale.

La Cattedrale (opera del prof. Stefano Buonocore)

La Cattedrale (opera del prof. Stefano Buonocore)

Il Vescovo pose la prima pietra A dì 22 de novembre 1587. La costruzione procedette lentamente. Nell’anno 1643, può considerarsi virtualmente terminata; tanto è vero che la città concesse cappelle gentilizie a varie famiglie. La nuova cattedrale fu costruita sullo stesso sito della precedente, perché quella fu diruta… per farsi la nova forma della chiesa.

Nel 1668 vi fu istallato anche il nuovo organo, a destra dell’altare maggiore, ma mancava ancora di atrio, costruito nel 1713 a spese della città. Tale atrio “poggiato sopra quattro pilastri, che reggono tre archi, e dietro a questi appoggiate tre lamie a vela”, dopo una cinquantina d’anni, rischiando il crollo, fu costruito ex novo nel 1774.

Dopo la costruzione dell’Atrio e dell’Altare Maggiore, l’amministrazione comunale decise anche, nel 1774, la rifazione dell’antico campanile. Ma il vescovo si oppose perché avrebbe dovuto cedere dieci palmi di terreno. Dopo varie polemiche, anche con l’intervento del re, nel 1782 la città decise di ricostruirlo su suolo comunale, ove è al presente, per una spesa complessiva di 7323 ducati.

Fino al 1875 la cattedrale non subirà ulteriori interventi radicali. Nel 1880 viene recuperato dal monastero della Pace l’antico Coro ligneo e sistemato nell’abside, ove è tuttora. In tale anno inizia anche la costruzione della nuova cappella di S. Catello. Tutti i lavori avranno termine nel 1893, tanto che il 13 agosto il vescovo Sarnelli consacrerà solennemente la cattedrale.

All’interno si possono ammirare tele di Giuseppe Bonito, Nunzio Rossi, Lanfranco, lo Spagnoletto, sculture di Jerace, splendidi pastori del settecento napoletano a grandezza naturale.


N.B.: per eventuali ulteriori approfondimenti, si rimanda ad uno studio ben articolato ed esaustivo dal titolo “Il Duomo stabiese”, del prof. Giuseppe D’Angelo, pubblicato su www.gdangelo.it.

S. Maria dell'Orto

Da S. Maria dell’Orto al “Summuzzariello”

da S. Maria dell’Orto al “Summuzzariello”

( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
 S. Maria dell'Orto

S. Maria dell’Orto

Salendo per S. Maria dell’Orto, ed oltrepassando la chiesa che dà il nome alla strada, c’imbattiamo nei banchi di vendita dei pescatori, che conferiscono un colore caratteristico a questa strada.

Proseguendo per via Nocera (che ha tal nome perché ricalca il tracciato urbano dell’antica strada Nuceria-Stabiae), non si può fare a meno di soffermarsi al mercatino di via Principe Amedeo, dove, con modica spesa, si può trovare un po’ di tutto: dall’abbigliamento ai commestibili. Camminando in direzione di via Cosenza, giungiamo di fronte al Liceo Classico Plinio Seniore, che per anni è stato punto d’incontro della gioventù stabiese. Alle spalle dell’edificio, in via Marco Mario, vi è l’Antiquarium Stabiano, in cui sono custoditi, in attesa di altra sede più consona, i reperti archeologici (circa 8.000 oggetti) provenienti dagli scavi effettuati, a partire dal 1950, nell’ager stabianus. A poche centinaia di metri si trova il mercato ortofrutticolo, costruito agli inizi del ‘900 su un antico ippodromo cittadino. Per cui, ancora oggi gli stabiesi indicano tale luogo come “fora ‘a corsa”.