Archivi tag: Castellammare di Stabia

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Il busto di Giuseppe Bonito

a cura di Maurizio Cuomo

Morto nel 1789, all’età di 82 anni, il pittore stabiese Giuseppe Bonito, fu onorato dai titoli di: Primo Pittore di Corte, Accademico di San Luca, Professore (dalla fondazione) e di Direttore “a vita” della Reale Accademia del disegno di Napoli e Cavaliere di Grazia del Reale Ordine Costantiniano di San Giorgio (conferito da Ferdinando IV di Borbone in persona).

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Nella sua città natale, Castellammare di Stabia, gli fu dedicato un busto di bronzo, opera dello scultore prof. Antonio Mennella. Commissionato su iniziativa della locale Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo, il busto all’illustre pittore, fu scoperto il 25 settembre 1960, con l’intervento dell’On. Alberto Folchi, Ministro per il Turismo e lo Spettacolo, e delle maggiori Autorità provinciali e cittadine. Continua a leggere

La Castellammare di fine 1800 in 3D

articolo del dott. Carlo Felice Vingiani 

L’invenzione della fotografia è databile al 1841, anno in cui il francese Louis Mandé Daguerre e l’inglese William Henry Fox Talbot ufficializzarono la loro rivoluzionaria scoperta e le procedure che avevano rispettivamente impiegato per arrivare ad imprimere un’immagine su carta.

Appena un paio d’anni dopo, nel 1841, un altro inglese, Sir Charles Wheatstone, trovò il modo per utilizzare la nuova invenzione al fine di creare immagini che oggi definiremmo “in 3D”.

Il principio, in realtà piuttosto semplice, era basato sulla nostra capacità -definita visione stereoscopica– di vedere le cose in rilievo, grazie all’impiego combinato dei due occhi. Essi guardano l’oggetto da direzioni differenti l’uno rispetto all’altro, e le due immagini, lievemente diverse fra loro, vengono elaborate dal cervello per ricavare la percezione della profondità.

Lo strumento grazie al quale si poteva ottenere questa visione fu chiamato Visore Stereoscopico, Stereovisore, o Stereoscopio. Rispetto a quello originale, nel corso degli anni furono sviluppati modelli più complessi e funzionali, grazie ad Oliver Wendell Holmes e a David Brewster.
L’apparecchio era costituito da un visore provvisto di due lenti, da un distanziatore alla cui estremità veniva posta una coppia di immagini gemelle e da un separatore che impediva che gli occhi incrociassero i rispettivi coni visivi.

Anche la procedura attraverso cui venivano scattate due fotografie da angolazioni lievemente diverse, tali da trarre in inganno l’occhio umano, richiese una prolungata fase sperimentale.  Alla fine il metodo che risultò più pratico fu quello che impiegava fotocamere doppie, con due obiettivi ed altrettanti otturatori, che scattavano simultaneamente grazie ad un unico pulsante attivatore.

I soggetti in formato stereoscopico che, sul finire dell’800 e l’inizio del ‘900, erano maggiormente richiesti dall’alta borghesia riprendevano panorami, monumenti, immagini naturalistiche o erotiche e così, anche Castellammare, meta privilegiata del Grand Tour, stazione termale, balneare e polo culturale di spicco, richiamava i fotografi dell’epoca, alcuni dei quali riprodussero anche scorci in stereoscopia.

Galleria immagini stereoscopiche: Continua a leggere

Ercole Gigante, Castellammare

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone


Ultima opera inserita:

Ercole Gigante, Castellammare

Castellammare, Mercato, Ercole Gigante,

Artista: Ercole Gigante

Titolo: Castellammare, Mercato

Tecnica: dipinto ad olio su tela

Dimensioni: 16 x 22 cm

Luogo: Opera apparsa sul sito d’aste Catawiki

Continua a leggere

san francesco

Chiesa e convento di San Francesco a Quisisana

Chiesa e convento di San Francesco a Quisisana
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )

Stemma della chiesa di San Francesco a Quisisana

Stemma della chiesa di San Francesco a Quisisana

Nel 1585 alcuni gentiluomini stabiesi decisero di far venire in città anche i frati francescani cappuccini. Per questo fecero acquistare dal Comune un pezzo di terra – parte incolto, parte oliveto e parte a castagni – per edificarvi un convento. I monaci, però, ritenendo del tutto insufficiente la chiesetta già esistente, decisero di costruire il convento ed una nuova chiesa, che fu dedicata come la prima, a Santa Maria del Loreto. Continua a leggere

Call me Back (coll. Giuseppe Zingone)

Lettere alla Redazione (anno 2020)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Domenica, 20 settembre (Erika Elefante)

Gentile Sig. Cuomo, sono Erika Elefante, cittadina stabiese e laureanda in Ingegneria Edile-Architettura all’Università Federico II di Napoli.
Per il mio lavoro di tesi, ho scelto di approfondire lo studio della mia città, concentrandomi in particolare sulla Chiesa di Santa Maria della Pace, con annesso il monastero.
Le scrivo, dopo aver consultato il suo sito, poichè è fondamentale per il progetto di recupero e modellazione che andrò a sviluppare, la conoscenza del manufatto, della sua storia e del contesto in cui è collocato.
Le chiedo dunque se sia così gentile da suggerirmi fonti dalle quali reperire informazioni storiche (e, perchè no, anche tecniche ed urbanistiche) riguardo l’evoluzione del centro antico e della chiesa in particolare.
Approfitto per farle i complimenti per il sito, che permette ai giovani di rivivere l’epoca più florida della nostra città e lascia trasparire la speranza che la conoscenza del passato possa riportare Castellammare agli antichi splendori.
In attesa di un riscontro, la ringrazio anticipatamente e le porgo i miei saluti. Erika Elefante. Continua a leggere