Archivi tag: Castellammare di Stabia

Salita via Visanola

Catello Esposito Sansone

Grande appassionato della cultura e delle tradizioni locali, lo stabiese Esposito Sansone Catello, che collabora da diversi anni alle attività di ricerca del “Libero Ricercatore”, ha voluto omaggiarci con delle opere poetiche.

Salita via Visanola

Salita via Visanola

‘Ngoppa Visanola

‘E faccia ‘a chiesa ‘e Puortosalvo,
ce sta ‘na sagliuta,
ca poco se vere,
pe’ chi passa.
Chi vene re’ Terme,
vere ll’acqua Acitusella,
chella ra’ Maronna,
‘o spiazzo ‘e ll’acqua Ferrata,
‘a Funtana Grande
e ‘a chiesa ‘e San Ciro,
‘n’atu poco gira e se ne va’;
e chella sta sempe llà.
‘Na sagliuta accuvata,
stretta e appesa,
eppure porta ‘ngoppa
‘o Castello, ca ce fa tanto
e tant’onore. Continua a leggere

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di agosto 2021

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia


SERVIZIO NOTTURNO
(dalle ore 20.30 alle 09.00)

fino al 08/08: Cuomo (via Napoli, 158)tel.: 081/8715149

dal 09/08 al 15/08: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148)tel.: 081/8715149

dal 16/08al 29/08: San Ciro (via Brin, 12) – tel.: 081/8711465

dal 30/08 al 05/09: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148)tel.: 081/8715149


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.30 alle 20.30

Turno della domenica:
1: Plinio (via Plinio, 62) – Filoni (via Napoli, 328)

Aperta nell’intervallo pomeridiano:
2: Filoni (via Napoli, 328)
3: Bosso (via Annunziatella, 61)
4: Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)
5: Cuomo (via Napoli, 158) 
6: Gava (via Cosenza, 93)

Turno del sabato:
7: Pisacane (via Gesù, 16) – Gava (via Cosenza, 93) – Lauro (viale delle Terme, 31)
Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) – Ponte Persica (via Ponte Persica, 18/F)

Turno della domenica:
8: Gava (via Cosenza, 93) – Imparato (S. Maria dell’Orto, 16)* Continua a leggere

Edit. E. Ragozino, Napoli - 3536 - La stazione ferroviaria

Il rione di piazza Ferrovia

Il rione di piazza Ferrovia
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Edit. E. Ragozino, Napoli - 3536 - La stazione ferroviaria

Edit. E. Ragozino, Napoli
3536 – La stazione ferroviaria (coll. Carlo Vingiani)

Il 31 luglio del 1842 viene inaugurato il tratto ferroviario Napoli-Castellammare. Questo avvenimento favorì e determinò il primo vero sviluppo industriale ed urbanistico della zona del rione Spiaggia. In origine questo luogo era abitato da sparse casette di pescatori che operavano tra la foce del Sarno e la costa. Con l’apertura della linea ferroviaria, essa divenne il punto di carico e scarico di tutte le merci provenienti dall’interno, sin dalla Calabria e la Puglia. Difatti, all’epoca esistevano solo reti stradali, poco comode e mal tenute, al cui confronto la moderna linea ferroviaria Napoli-Castellammare dovette sembrare quanto di più comodo, moderno e veloce il secolo scorso potesse offrire. Su questo luogo, così, sorsero molti depositi e varie industrie, mentre le famiglie di pescatori, che qui abitavano, ben presto si trasformarono in famiglie di operai. Fino al 1876, poi, al posto dell’attuale Piazza della Ferrovia esisteva una piccola strada, poiché tutta l’area di fronte alla Stazione era di proprietà della fabbrica di Cuoi del francese Francesco Bonnet, poi della famiglia Jammy, fabbrica istituita in Castellammare sin dal 30 agosto 1809.

Nel 1876, appunto, il Comune, per rendere più elegante, accogliente e razionale tale luogo, decise la costruzione di una piazza, convenendo con i fratelli Jammy, eredi di Bonnet, la cessione di parte del suolo. La piazza fu consegnata al Comune l’11 gennaio 1877. Continua a leggere

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone

Ultima opera inserita:


Tornati dalla pesca, Alessandro La Volpe

Artista: Alessandro La Volpe

Titolo: Tornati dalla pesca

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni:  52.5 x 104.5 cm

Data: 1868

LA GALLERIA COMPLETA Continua a leggere

Sant'Anna

Jolanda e la sua Sant’Anna

articolo di Enzo Cesarano

Sant'Anna

Sant’Anna

Questa storia minima è ambientata nella Licerta1 del secondo dopoguerra, dove viveva Jolanda, madre di 11 figli, di cui: 6 femmine e 5 maschi. Le femmine erano già sposate tranne l’ultima, Concetta, ma il tempo del matrimonio venne anche per lei, infatti, si sposò col pancione. Il periodo di gestazione era quasi al termine e subito si aprì una discussione tra Jolanda e il genero, il motivo era che tutte le altre figlie avevano partorito nella sua casa non perché era molto grande o spaziosa, ma perché era protetta da una statua enorme di sant’Anna, una icona molto miracolosa, che lei custodiva gelosamente nella sua stanza da letto. In effetti, la prima cosa che si notava, se entravi in quella stanza da letto, era la grande statua di Sant’Anna, di circa 90 centimetri d’altezza, poggiata su una base in legno dorata, era situata su un mobile che in origine doveva essere stato un cassettone per la biancheria, un pezzo di arredamento che ormai era diventato un tutt’uno con la statua, ed aveva, secondo Jolanda, la sua  parte di divinità. Il motivo del disguido fra i due era che il marito di Concetta aveva imposto alla moglie di non partorire a casa della mamma, ma nella propria abitazione e ciò fu l’origine delle tante discussioni, nonostante ciò gli sposi erano fermi nella loro decisione e cosi fu! Quando i dolori incominciarono Concetta fu circondata sia dell’aiuto delle sorelle che dall’amore di sua madre, insieme alla quale le procurarono prima di tutto l’occorrente necessario, poi chiamarono l’ostetrica più conosciuta di allora: ‘a cummara Consalvo, che già aveva aiutato a partorire le altre sorelle. Insomma, tutto era pronto, l’ostetrica faceva il suo mestiere e Jolanda Continua a leggere

  1. Da “Le Strade di Castellammare di Stabia: i luoghi, i personaggi, le storie” del prof. Giuseppe D’Angelo (pag. 78), apprendiamo che l’antico toponimo “licerta” deriva dalla presenza dell’antica ed estinta famiglia nobile stabiese “Certa” che abitava nella zona, per cui si diceva “luogo dove abitano li Certa” cioè quelli della famiglia Certa.