Autore dell'articolo Maurizio Cuomo

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Informazioni su Maurizio Cuomo

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali. E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

Lettere alla Redazione (anno 2021)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Sabato, 18 settembre (dott. Raffaele Scala)

Spett. Libero Ricercatore, tramite il vostro autorevole sito vorrei che arrivasse al dottor Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia la seguente lettera aperta:

Egregio Signor Sindaco, da oltre un mese la fontanella pubblica situata in villa comunale di fronte alle giostrine private, proprio sotto l’insegna marmorea del Piazzale Pandolfi Francesco (ma normalmente non si scrive prima il nome?) è priva del suo prezioso, godibilissimo, freschissimo getto d’acqua, chiuso da qualche mano anonima e da nessuna riaperto. Lei potrebbe dire che ci sono altre dieci fontanelle, ma chiunque sia pratico della villa comunale sa che l’acqua di quella fontanella è in assoluto la più buona, non chiedetemi il perché. E credetemi se vi dico che ci manca, manca a tanti stabiesi, non poterci dissetare a quella preziosa fontanella nel corso delle nostre passeggiate.

Egregio Sindaco è così difficile riaprire quella fontanella? E se non è stata una mano anonima, ma frutto di una precisa volontà dell’amministrazione comunale c’è forse una motivazione che ha portato alla sua chiusura? No, non è una questione di lana caprina, sono queste piccole attenzioni che servono a tenere in vita la nostra villa comunale, dove i segni dell’abbandono sono sempre più visibili. Lasciare in balia degli incivili, una infima ma prepotente e agguerrita minoranza di teppisti è il segno più evidente della sconfitta di tutti, in primis della sua, Signor Sindaco.

Ringraziandola per l’attenzione e sperando che il mio appello non resti inascoltato.

Raffaele Scala


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Giuseppe Cosenza

Giuseppe Cosenza (archeologo e scrittore)

a cura di Maurizio Cuomo

Giuseppe Cosenza, all’anagrafe Giuseppe, Luigi, Adolfo Cosenza, nacque a Castellammare di Stabia il 18 settembre 1860, da Don Francesco Cosenza e Donna Teresa Calvanese, coniugi domiciliati nella cinquecentesca strada Coppola.

Giuseppe Cosenza

Giuseppe Cosenza

La famiglia di salde origini borghesi, benestante sin dal secolo XVII per la gestione di alcune cave di calce, apparteneva a quella classe emergente che costituì il nerbo della borghesia del nascente stato unitario. Si pensi che il nonno (paterno) Pasquale, fu Sindaco di Castellammare di Stabia dal 1852 al 1855. Continua a leggere

Scuola plesso scolastico Seminario (P.zza Giovanni XXIII)

Immagini della Memoria (scolaresche)

Le Immagini della Memoria
(le scolaresche):

Alla vigilia del rientro in classe, e nella speranza sia di buon auspicio, riproponiamo una bellissima foto d’epoca (acquerellata in digitale dal nostro Enzo Cesarano), augurando un proficuo e regolare svolgimento delle lezioni ad: alunni e studenti di ogni ordine e grado, al corpo insegnanti e a tutti gli operatori che a vario titolo si adoperano per assicurare un anno scolastico in tutta sicurezza. A tutti Voi “un sincero “in bocca al lupo” da LR!

V Ginnasio 1954-55

V Ginnasio 1954-55

V Ginnasio 1954-55
Fila in alto: Ruccio Giordano, Umberto Inserra, Guido De Rosa, Franco Ricci, Giovanni Donnarumma, Mosè Davide Petrone, Carlo Iaione;

Seconda Fila: Antonio Salza, D’Antuono, Nicola Guarino, Di Ruocco, Perez, Giuseppe (Pasquale) Diogene;

Terza Fila: Nicola, il Preside Gonella, il Prof. Brandolani, Guido Battinieri, Alfonso Amato, Mario Pellizzari; Quarta fila: Vitale, Gentile, Rodolfo Vingiani.


 Archivio scolaresche:

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San Catello – la storia del nostro Santo Patrono

a cura di Maurizio Cuomo

La storia di San Catello, vescovo di Stabia e patrono della città di Castellammare di Stabia, purtroppo, non è ben chiara. Avvolta nel mistero e per alcuni tratti contraddittoria, la vita del Santo, fu trascritta per la prima volta dall’Anonimo sorrentino in un manoscritto risalente alla fine del IX sec. Intento a raccontare la storia di Sant’Antonino abate di Sorrento (strettamente collegata alla vita di San Catello), l’anonimo nei suoi antichi scritti, menzionando le vicissitudini che legano i due Santi, ha rilasciato numerose tracce descrittive anche di San Catello.

San Catello (stampa d'epoca)

San Catello (stampa d’epoca)

L’incontro tra i due Santi avvenne nella seconda metà del VI secolo, quando Sant’Antonino (monaco benedettino), scampato alla furia devastante del popolo longobardo, dopo diversi giorni di profugo cammino, giunto a Stabia, fu accolto dal vescovo Catello. Continua a leggere

Annibale Ruccello - busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello

a cura di Maurizio Cuomo

Annibale Ruccello - busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello – busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello nasce a Castellammare di Stabia, il 7 febbraio 1956, da Ermanno e Giuseppina de Nonno. Nel 1977, discutendo una tesi in antropologia culturale sulla Cantata dei Pastori di Andrea Perrucci, si laurea in Filosofia (con il massimo dei voti), all’Università di Napoli “Federico II”.

Attore, regista, drammaturgo, è anche studioso della cultura e della lingua napoletana. Nel 1978 fonda la cooperativa “Il carro” e, in collaborazione con Lello Guida, comincia a scrivere e a mettere in scena i suoi primi lavori teatrali, ispirati in gran parte a materiali della cultura popolare. Continua a leggere