Autore dell'articolo Maurizio Cuomo

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Archivi autore: Maurizio Cuomo

Informazioni su Maurizio Cuomo

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali. E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

Terremoto 1980 (foto Antonio Cimmino 05)

Il Terremoto dell’80 a Castellammare (le immagini raccontano)

Il Terremoto dell’80 a Castellammare (le immagini raccontano)

a cura di Maurizio Cuomo

Terremoto dell'80

Terremoto dell’80 (foto Antonio Cimmino)

La pagina ospita una raccolta di immagini inedite, che ritraggono la nostra Castellammare nell’imminente post-terremoto.
Le foto sono tratte dagli archivi fotografici dei sig.ri Enzo Sansone, Gerardo D’Auria, Pasquale Ammendola e dei dott.ri Antonio Cimmino e Carlo Felice Vingiani (che ringraziamo pubblicamente per la gentile concessione).

 Le gallerie fotografiche:

Archivio “Carlo Felice Vingiani”


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Call me Back (coll. Giuseppe Zingone)

Lettere alla Redazione (anno 2020)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Venerdì, 20 novembre (Carla Caccioppoli dall’Argentina)

Testo tradotto: Cercando su Google il mio nome per scoprire cosa appariva, è uscita una vecchia foto di una bella donna con una dedica amorevole al suo amore Francesco. Mi ha fatto venire i brividi visto che il nostro cognome è raro, almeno in questa zona.
Mi chiamo Carla Caccioppoli e mio nonno si chiamava Francisco Eduardo Caccioppoli, coincidenze di vita… potrebbe essere. Ma che bella donna e che lunga carriera, un grosso bacio da Jujuy Argentina.

Ritratto Carla Caccioppoli

Ritratto Carla Caccioppoli

Testo originale: Buscando mi nombre en Google para saber que aparecía, salio una foto antigua de una hermosa mujer con una dedicatoria amorosa a su amor Francesco. Me dio escalofríos ya que nuestro apellido es raro, por lo menos en esta zona.
Me llamo Carla Caccioppoli y mi abuelo se llamaba Francisco Eduardo Caccioppoli, casualidades de la vida… puede ser. Pero que hermosa mujer y que larga trayectoria, beso grande desde Jujuy Argentina. Continua a leggere

Monumento alla natura medicatrice

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

Cartolina: Monumento alla natura medicatrice

Cartolina: Monumento alla natura medicatrice

Cartolina: Monumento alla natura medicatrice
( collezione privata Bonuccio Gatti )

 

Cartolina commemorativa "Cesare Mutti" (coll. dott. Carlo Felice Vingiani)

4 novembre 1918, fine della Grande Guerra

a cura di Maurizio Cuomo

II 4 novembre 1918 ebbe termine la Prima Guerra mondiale la Grande Guerra“, un evento che ha segnato in modo indelebile e profondo l’inizio del ’90​0 e che ha determinato radicali mutamenti socio-politici anche nella nostra Castellammare.

Cartolina commemorativa "Cesare Mutti" (coll. dott. Carlo Felice Vingiani)

Cartolina commemorativa “Cesare Mutti” Castellammare di Stabia (coll. dott. Carlo Felice Vingiani)

Per renderne doverosa memoria, a seguire trascriviamo il telegramma inviato dal Comando Supremo, con il quale veniva messa la parola fine al sanguinoso conflitto bellico: Continua a leggere

Seminario Diocesano

Il Seminario Diocesano alla via Panoramica

a cura di Maurizio Cuomo

Nella certezza possa essere accolta con interesse, a seguire rimetto una brevissima ricerca relativa al Seminario Diocesano ubicato alla via Panoramica. Le notizie in mio possesso, che riverso in questa pagina di LR, sono tratte dall’antologia storica “Stabiae e Castellammare di Stabia“, curata dal Sovrintendente Michele Palumbo.

Seminario Diocesano

Seminario Diocesano

Negli anni ’20 del 1900 a seguito di controverse vicissitudini di carattere amministrativo, la città di Castellammare di Stabia rimaneva “orfana” del Seminario, fino a quel tempo ubicato nella centralissima piazza Municipio.

Per ovviare a tale, grave, mancanza, sin da subito Mons. Lavritano, Amministratore Apostolico della Diocesi, acquistò un suolo nelle campagne in località Annunziatella per costruirvi un nuovo Complesso. Essendo il sito troppo lontano dal centro cittadino, a tale progetto, però, si opposero Capitolo e Clero… di conseguenza il suolo fu alienato, e ne fu scelto un altro alla via Panoramica nel terziere collinare di Scanzano.

Nello specifico venne individuato un suolo dotato di ampio villino di proprietà delle Suore Compassioniste, che però, a giudizio del nuovo Vescovo, Mons. Pasquale Ragosta e del Clero, non fu ritenuto sufficientemente adatto perché anch’esso distante dalla Cattedrale.

Intanto i pochi seminaristi locali furono costretti a trasferirsi nei Seminari o di Sorrento o di Napoli. L’imbarazzante situazione di stallo, che perdurava ormai da tempo, venne a sbloccarsi diversi anni dopo, quando il salesiano Mons. Federico Emanuel, succeduto a Mons. Ragosta, ed entrato in Diocesi il 31 gennaio 1937, non potendo trovar di meglio, pragmatico e senza alcun indugio, acquistò il villino delle Suore Compassioniste e vi fece iniziare subito i lavori di ampliamento e di riattazione.

L’ammodernamento dello stabile, ebbe ad attenzionare, in tutta urgenza, le seguenti modifiche: costruzione della torre per i servizi igienici, impianto di acqua e luce elettrica, trasformazione del vigneto in palestra, approntamento di un salone all’ingresso.

I lavori iniziarono e proseguirono spediti, cosicché, sul finire dello stesso anno, il 3 novembre del 1937, Mons. Emanuel poteva radunare intorno a sè i seminaristi accolti nella nuova Casa e dar loro, sull’esempio del suo Padre spirituale S. Giovanni Bosco (a cui il Seminario s’intitola) “per la prima volta la buona notte, con parole paterne e incoraggianti”. Continua a leggere