La Carrozzella di Castellammare

articolo di Maurizio Cuomo

La Carrozzella di Castellammare

La Carrozzella di Castellammare

Molti sanno che la Castellammare dell’Ottocento, è stata terra natia di numerosi illustri personaggi d’epoca, tra di essi, su tutti citiamo Raffaele Viviani (poeta, commediografo e indimenticato attore teatrale), e i fratelli Ciro e Luigi Denza (il primo stimato pittore e ottimo paesaggista, il secondo musicista eccelso che con il suo estro musicò la celebre “Funiculì Funiculà”), ma immagino che solo i più attenti e gli appassionati di storia locale, sappiano che in quegli anni, a Castellammare ebbe luce una invenzione semplice e rivoluzionaria che in breve tempo modificò usi e costumi cittadini: la carrozzella stabiese.
Questo caratteristico mezzo di trasporto nacque nel 1840 ad opera dei fratelli stabiesi Catello e Ignazio Scala, rispettivamente mastro carpentiere e Continua a leggere

Stabiae-book

rubrica a cura di Gaetano Fontana

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Grafica di Adriano Landolfi

Con la presente rubrica ci pregiamo di rendere fruibile direttamente on-line una ricca collezione di volumi d’epoca curata da Gaetano Fontana, tale raccolta messa spontaneamente a disposizione dal curatore e diversi altri collezionisti (che per scelta personale preferiscono comunque rimanere nell’anonimato), è messa in essere per venire incontro alle esigenze di studenti, ricercatori  e studiosi che dovessero intraprendere delle ricerche a tema. La biblioteca virtuale terrà conto esclusivamente di pubblicazioni d’epoca preziose e introvabili di autori conosciuti e non, che hanno dato lustro alla città di Castellammare di Stabia. E’ possibile scaricare il file pdf di ciascun libro e poterlo stampare liberamente in sintonia con il principio fondamentale del nostro sito che la cultura deve essere accessibile a tutti in particolare quella che riguarda le nostri origini.


Ultimi e-book inseriti:

Aiello Giuseppe Lauro

Castellammare di Stabia nella storia nell’arte nel costume (1966)

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Rassegna storica dei comuni (stralci)

Palumbo Michele “La storia documentata della Chiesa di San Michele Arcangelo sul Faito” Anno VI N. 5-6 Sett. – dic. 1974

Novità in libreria:  Schizzo Carlo “Castellammare di Stabia itinerario turistico culturale”

Anno IV  N. 5  Sett. – Ott. 1972

Novità in libreria: Palumbo Michele ” Stabiae e Castellammare di Stabia”

Anno V  N. 5-6  Sett. –  Dic- 1973

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AAVV

Bollettino Ecclesiastico  n.4  (Luglio Agosto 1970)

Indice

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Archivio e-book disponibili:

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L'Acqua della Lontra (foto Maurizio Cuomo)

La sorgente della Lontra del Faito

La sorgente della Lontra del Faito

di Ferdinando Fontanella & Maurizio Cuomo

L'Acqua della Lontra (foto Maurizio Cuomo)

L’Acqua della Lontra (foto Maurizio Cuomo)

Sollecitati dalla richiesta giunta a mezzo e-mail (il 21 maggio 2020) con la quale il cartografo Giovanni Visetti chiedeva a liberoricercatore, al naturalista Ferdinando Fontanella e allo storico sorrentino Gaspare Adinolfi, quale potesse essere l’origine del toponimo “Lontra“,

testo della missiva: “Buongiorno a tutti. Qualcuno di voi ha notizie, seppur vaghe, in merito all’origine del toponimo Lontra ( del Faito)? Assodato che sia molto improbabile la presenza (anche in tempi andati) di tale mammifero in zona, sapete almeno se l’albergo/ristorante ha preso il nome dalla sorgente o viceversa? Grazie. Giovanni Visetti”

con questo breve articolo cercheremo di rispondere all’amico Visetti e nel contempo di sciogliere qualche piccolo dubbio sull’argomento. Continua a leggere

lettere alla redazione

Lettere alla Redazione (anno 2020)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Domenica, 24 maggio (Vanni Somma)

Carissimo Giuseppe Zingone, grazie per avermi fatto rivivere parte della mia infanzia felice e spensierata nel Palazzo. Ho conosciuto da vicino “Onna Sciurella” e ho con me l’immagine sacra d”o Zelluso al quale mia madre era devota. Sono il nipote di Lina, Stanino, Armando e Lucia Verdoliva (mia madre) era la sorella dei primi due. Adesso e da sempre direi (70 anni) vivo al La Spezia e ho e avrò per sempre il ricordo della mia vita fino ai 10 anni. Ogni tanto ritorno a C/mmare per incontrare mio cugino Nino Giandomenico (padre di Cetty) con il quale abbiamo vissuto questa esperienza meravigliosa. CIAO.

'O palazzo 'e Sant'Antonio, foto Giuseppe Zingone

‘O palazzo ‘e Sant’Antonio, foto Giuseppe Zingone

LR risponde (Giuseppe Zingone):

Gentilissimo Signor Somma, ricordo i suoi zii, come persone serene e distinte, Lei ha avuto il piacere di conoscere di persona ”Onna Sciurella”, ci invii i suoi ricordi, perché purtroppo se non messi su carta (anche virtuale) ahimé andranno smarriti…. Liberoricercatore accoglierà volentieri un suo scritto magari potrebbe redigerlo a quattro mani con suo cugino, sarebbe FANTASTICO…!!!

Saluti Giuseppe Zingone


Mercoledì, 20 maggio  (Umberto Castellano)

Mi apre il cuore leggere questi ricordi, sapere come si viveva negli anni trenta. Come avrebbe vissuto mio Padre Stabiese, che io non ho potuto interrogare. Mi porto i ricordi dei pochi giorni trascorsi insieme e le memorie dei Suoi Fratelli e Sorelle, quando tornavo nella Sua Città nativa.
Grazie. Umberto Castellano.


Venerdì, 13 maggio  (Giuseppe Cocurullo)

Egregio Dottore, un caro saluto e complimenti per l’appassionato sito dedicato alla nostra città. Si, pur non essendoci mai vissuto, anch’io sono nato a Castellammare, precisamente nel palazzo che si vede in fondo a sinistra nella cartolina 15 e che ricordo nella mia lontana infanzia. Volevo domandarLe se può dirmi qualcosa in merito a quella specie di obelisco che si vede nella stessa cartolina in fondo a destra.
AugurandoLe ogni bene, La ringrazio comunque stringendoLe calorosamente la mano. Giuseppe Cocurullo.

Piazza Ferrovia (coll. Catello Coppola)

Piazza Ferrovia (coll. Catello Coppola)

LR risponde (Maurizio Cuomo):

Carissimo Giuseppe, innanzitutto grazie per il commento e per la partecipazione… quello che lei ha definito “obelisco”, con ogni plausibile probabilità, è una ciminiera dismessa di un’antica fabbrica che un tempo insisteva nell’edificio attiguo, poi adibito a civili abitazioni. A seguire per opportuno approfondimento e soprattutto per soddisfare la sua curiosità, trascrivo ciò che in merito scriveva il nostro amico ricercatore Giuseppe D’Angelo alla pag. 124 del suo libro: “Castellammare di Stabia luogo d’arte cultura e tradizioni”.

“Il suolo di fronte alla ferrovia di proprietà comunale, nel 1809, fu dato in enfiteusi a Francesco Bonnet, che diede origine ad una fabbrica di concia di cuoi all’uso di Francia celebre in tutta Europa. Nel 1879, però, la fabbrica, nel frattempo ereditata dai fratelli Jammy, fu costretta alla chiusura, in seguito alla crisi industriale abbattutasi sull’ex Regno delle due Sicilie dopo l’Unità d’Italia, ed il fabbricato, acquistato nel frattempo, nel 1880, da Francesco Saverio Garofalo di Gragnano fu trasformato in palazzo per civili abitazioni; ed è oggi quello conosciuto come palazzo Arienzo”.

Spero vivamente di aver soddisfatto la sua curiosità. Cordialmente. Maurizio Cuomo.


Sabato, 25 aprile (Federico Moccia)

Un sincero plauso a Gaetano Fontana, il quale generosamente arricchisce il nostro sapere sui tesori Stabiesi, oggi gravemente”mortificati dall’ignoranza e dall’inciviltà”


Venerdì, 17 aprile (scimmietta giapponese)

Ciao io sono una ex alunna del maestro Bonuccio, che ho avuto fino in 3ª elementare, ora sono in 1ª media e mi manca sempre di più. Mi ricordo quando si assentava per un solo giorno, quando tornava il giorno successivo era una gara a chi lo abbracciava prima… Non solo per me ma per tutta la mia classe e stato bruttissimo perderlo, la sua perdita è stata la rovina della nostra classe: eravamo passati dalla mitica sezione “G” alla più odiata da tutti, da lì in poi abbiamo avuto solo supplenti: mandavano via tutti perché nessuno andava bene, nessuno era come il nostro (unico) maestro Bonuccio Gatti. Dalla tua scimmietta giapponese. Continua a leggere

Santini stabiesi

a cura di Enzo Cesarano

Nella rubrica vengono raccolte ed esposte alcune immaginette sacre d’epoca
(le classiche “fiurelle”), venerate nella città di Castellammare di Stabia.

Ultima “fiurella” inserita:

Miracolosa effigie di San Giovanni di Dio

Miracolosa effigie di San Giovanni di Dio (donata da Massimiliano Greco ad Enzo Cesarano)

Galleria delle immaginette: Continua a leggere