Le stufe ‘a rena

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Le stufe ‘a rena

a cura di Enzo Cesarano

Le “stufe ’a rena” rappresentano un capitolo poco noto ma significativo del termalismo naturale di Castellammare di Stabia. Un tempo, lungo il litorale stabiese, non c’era bisogno di strutture moderne o centri benessere. Bastava la sabbia.

Stufe 'a rena a Castellammare di Stabia

Stufe ‘a rena a Castellammare di Stabia

Non una sabbia qualsiasi, ma una miscela unica di minerali trasportati dal Vesuvio, dal fiume Sarno e dalle rocce del Monte Faito. Quando veniva riscaldata dal sole, raggiungeva temperature elevate, anche di 50 o 60 gradi. In queste condizioni, diventava un rimedio naturale per chi soffriva di dolori articolari, reumatismi e infiammazioni.

Il trattamento era semplice: si scavavano piccole fosse nella sabbia calda, ci si sdraiava dentro e si veniva ricoperti fino al collo. Il calore stimolava la sudorazione, favoriva la depurazione e alleviava le sofferenze del corpo. Un sapere antico, tramandato oralmente, basato sull’osservazione della natura e sull’esperienza diretta.

Oggi questa pratica sembra appartenere al mito, ma è parte reale della storia stabiese. Un esempio concreto di come, in passato, l’ambiente fosse fonte diretta di cura e benessere.

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Accadde Oggi (10 agosto)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 10 agosto

Immacolata - Chiesa di San Giacomo Maggiore (foto Enzo Cesarano)

Chiesa di San Giacomo Maggiore (foto Enzo Cesarano)

Nel 1761 il vescovo Coppola consacra al culto la chiesa di San Giacomo

Il 10 agosto 1761 (IV Idus Augusti) il vescovo Giuseppe Coppola consacrò solennemente l’attuale chiesa di San Giacomo Maggiore, costruita sulle rovine di una precedente chiesa fondata da Lorenzo Certa e Bennico Raffone nella seconda metà del 1300.

Con questa solenne cerimonia, il vescovo sancì ufficialmente l’apertura della chiesa al culto, consacrando l’edificio come luogo sacro destinato alla preghiera e ai riti religiosi, restituendo così alla comunità locale un centro spirituale fondamentale per la vita ecclesiastica e sociale della città.

Un’antica lapide, ricorda inoltre che mons. Coppola stabilì di celebrare ogni anno l’anniversario della consacrazione nella quarta domenica di ottobre. Continua a leggere

Accadde Oggi (9 agosto)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 9 agosto

Varo del Ruggiero di Lauria

Varo del Ruggiero di Lauria

Nel 1884 viene varata la corazzata Ruggiero di Lauria

Il 9 agosto 1884, a Castellammare di Stabia, fu varata la corazzata Ruggiero di Lauria, nave da guerra di 1ª classe. Il suo progetto ricordava quello del Duilio, ma con caratteristiche proprie.

Misurava 100 metri di lunghezza, 19,8 di larghezza e 11,423 di altezza dalla chiglia. L’immersione ordinaria era di 7,98 metri e il dislocamento di 10.500 tonnellate. Lo scafo, interamente in acciaio, era costruito a sistema cellulare. Murate e paratie trasversali erano corazzate, formando due ridotti sovrapposti: quello superiore proteggeva i quattro cannoni principali e gli uomini di manovra; quello inferiore salvaguardava macchine e Santa Barbara.

La protezione era completata da corazze compound spesse fino a 45 centimetri, estese orizzontalmente fino al primo ponte. Due macchine motrici da 8.000 cavalli ciascuna, costruite dalla ditta inglese Maudslay e figlio, garantivano la potenza necessaria.

L’armamento comprendeva 4 cannoni da 100 tonnellate su piattaforme girevoli, un cannone da 13 tonnellate a prua e uno a poppa, armi laterali di batteria e un doppio lancia-siluri subacqueo.

Potente e moderna, la nave portava il nome dell’ammiraglio Ruggiero di Lauria, eroe sempre vittorioso. Simbolo di forza e prestigio, issava alta l’italiana bandiera sui mari del mondo.

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