Varo del vascello Partenope (autore Filippo Hackert)

Il glorioso Cantiere navale di Castellammare

( a cura di Antonio Cimmino )

Brevi cenni dalle origini ai giorni nostri
I parte (dalle origini al 1860)

Varo del vascello Partenope (autore Filippo Hackert)

Il cantiere di Castellammare di Stabia (coll. Gaetano Fontana)

Già dalla fine del 1500 nella zona di Castellammare di Stabia erano presenti numerosi cantieri navali artigianali, tutti in grado di realizzare imbarcazioni più complesse rispetto alle semplici barche da pescatore. Nel 1780 il primo ministro del re di Napoli, Giovanni Eduardo Acton, a conclusione dell’indagine per individuare il sito dove far nascere il grande e moderno cantiere in grado di dotare la Regia Flotta di nuove navi, identificò in Castellammare la località ideale per i seguenti requisiti: estrema vicinanza ai boschi di proprietà demaniale di Quisisana che dalle pendici del Monte Faito, garantivano legname da costruzione, le numerose ed abbondanti fonti di acque minerali in loco, che permettevano un trattamento del legno altrove impossibile, i favorevoli collegamenti con Napoli (che avvenivano su una strada larga e comoda) e non ultima la consolidata competenza dei maestri d’ascia stabiesi (che si tramandavano il mestiere di padre in figlio) che assicurava disponibilità di manodopera qualificata e duratura. Continua a leggere

Sant'Antonio

‘O palazzo ‘e Sant’Antonio

‘O palazzo ‘e Sant’Antonio
(ricordi, impressioni, suggestioni)

di Giuseppe Zingone

Anche questa estate sono tornato a Castellammare, dove ho ritrovato con piacere mio cugino Maurizio (alias liberoricercatore) il quale, mi ha fatto dono di una immaginetta votiva di Sant’Antonio da Padova, non un’icona qualunque, ma quella della devozione propria stabiese iniziata nel Centro Antico. Naturalmente il dono era mirato, infatti ho vissuto in quello stabile fin dalla nascita e oltre la maggior età; inutile dire che Sant’Antonio “‘o zelluso” com’era familiarmente chiamato dall’anziana Signorina Maria Fiorella Longobardi per tutti “Onna Sciurella” è il protagonista dei miei ricordi. È bastata una “fiurella” a suscitare in me tante memorie, soprattutto quelle di cui ho fatto esperienza in prima persona; ciò di cui non ero al corrente l’ho chiesto ai miei genitori.

Santino Sant'Antonio

Santino Sant’Antonio,

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Oswald Achenbach, di Ludwig des Coudres, 1847

Oswald Achenbach e Castellammare

Oswald Achenbach e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Oswald Achenbach, di Ludwig des Coudres, 1847

Oswald Achenbach, di Ludwig des Coudres, 1847

Oswald Achenbach era un pittore tedesco, (quinto di dieci figli), nasce a Düsseldorf il 2 febbraio 1827 da Herman e Christine  Zülch, insieme al fratello Andreas è considerato uno dei maggiori paesaggisti tedeschi. Oswald morirà sempre a Düsseldorf il 1 Febbraio 1905.1

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  1. Oswald Achenbach il cui nome oggi fa parte dello sterminato elenco dei pittori moderni, era considerato dai suoi contemporanei come il maggior paesaggista europeo ed insieme al fratello Andreas più grande di dodici anni, (anch’egli valente paesaggista) venivano scherzosamente appellati, l’Alfa e l’Omega della pittura a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento.
Classe V del Liceo Classico sez. Scientifico, anno scolastico 1966-67 (foto gentilmente concessa dall'ing. Mimmo Furci)

Immagini della Memoria (scolaresche)

Le Immagini della Memoria
(le scolaresche):

Classe V del Liceo Classico sez. Scientifico, anno scolastico 1966-67 (foto gentilmente concessa dall'ing. Mimmo Furci)

Classe V del Liceo Classico sez. Scientifico, anno scolastico 1966-67 (foto gentilmente concessa dall’ing. Mimmo Furci)

Miramare: Classe V del Liceo Classico (sez. Scientifico) – anno 1966-’67
(foto gentilmente concessa dall’ing. Mimmo Furci)

Note: Buonasera direttore, stasera ho trovato questa foto che allego… spero che lei la voglia far pubblicare, grazie. Mimmo Furci


 Archivio scolaresche:

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Guglielmo Ciriillo

Guglielmo Cirillo (le pitture)

Guglielmo Cirillo (archivio liberoricercatore.it)

Guglielmo Cirillo (archivio liberoricercatore.it)

Guglielmo Cirillo nato a Castellammare di Stabia il 16 maggio 1901 da Vincenzo e Leonilde De Martino. Fin dall’infanzia il suo gioco preferito era disegnare con la carbonella, nascosto per delle ore sui tetti del suo cortile, a privati (frazione di Castellammare di Stabia). Nella gioventù si adopera per far fronte alle necessità della famiglia numerosa (nove fratelli – sei femmine e tre maschi), svolgendo molti mestieri: operaio ai Cantieri Navali, ai Cantieri Metallurgici, all’Avis e per ultimo si arruala nella Guardia di Finanza – partecipa durante la guerra alla Campagna d’Africa. Ma il suo amore per la pittura lo porta ad abbandonare ogni attività lavorativa per dedicarsi esclusivamente all’arte. Cirillo un autodidatta di non comune talento (così lo definisce il critico d’arte barone Piero Girace).
Viene definito il pittore “ vagabondo ” – il pittore “ solitario ” – il pittore delle “albe ” e dei “ tramonti ”.Negli anni Sessanta, viene chiamato a Torino dallo zio, il celebre Maestro, Direttore d’Orchestra, Rodolfo De Martino, autore e compositore di molte opere e canzoni tra cui “ Chiesetta alpina ”, per collaborare all’attività imprenditoriale del Maestro ed è a Torino che riscuote il successo ed il riconoscimento alla sua vena pittorica e alla sua freschezza artistica. Il critico d’arte, Napolitano, così si espresse nel suo articolo, visitando la mostra personale alle Terme Stabiane: “…bravo Cirillo, continua, con la medesima fede il viatico dell’arte, che è sempre cosparso di spine; e fra non molto il tuo nome sconosciuto sarà collocato – come una rivelazione – a quelli dei migliori pittori del nostro tempo”. Non è un presagio, ma una certezza. Il grande critico fu buon profeta. Guglielmo Cirillo muore a Castellammare di Stabia il giorno 11 novembre 1987. Continua a leggere