Castello Angioino (Costruzione del 1268)

Le Stampe di Ciro Denza

(Collezione dott. Catello Celotto)

Da Quisisana a Pozzano

Da Quisisana a Pozzano

In questa rubrica ospitiamo una galleria di stampe di Ciro Denza ritraenti l’allora città di Castellammare di Stabia. Le immagini di questa bellissima esposizione, sono state gentilmente concesse dal dott. Catello Celotto.

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Chiesa di San Vincenzo (foto Enzo Cesarano)

Chiesa parrocchiale di S. Vincenzo Ferreri

a cura di Enzo Cesarano

Nella certezza che la conoscenza del territorio in cui si vive non sia mai troppa e che una ricerca a tema possa risultare gradita, al fine di commemorare la chiesa parrocchiale di San Vincenzo Ferreri, una delle chiese parrocchiali più popolosa del centro cittadino di Castellammare di Stabia, trascrivo e rimetto all’attenzione del lettore ciò che ricercò e scrisse il compianto barone Giovanni Celoro Parascandolo, in “Castellammare di Stabia”, volume edito nel 1965.

Buona lettura!


Chiesa parrocchiale di S. Vincenzo Ferreri (foto Martina Cesarano)

Chiesa parrocchiale di S. Vincenzo Ferreri (foto Martina Cesarano)

Sorse nella strada S. Maria dell’Orto, poi S. Vincenzo, nell’anno 1859 auspice il canonico Angelo Cannavacciuolo che nel gennaio 1859 comprò dalla signora Angelo Maria Cioffi in Troiano una zona di terreno e su questo suolo nel febbraio dello stesso anno diede inizio alla costruzione della chiesa. La costruzione durò 10 anni e la chiesa fu benedetta nell’anno 1869 dal vescovo Petagna1. Continua a leggere

  1. Notaio Federico Mosca anno 1859
( l'impianto in costruzione visto dal mare )

I magazzini Generali

a cura di Gennaro Ferrara

E’ mio interesse condividere sul Libero Ricercatore una parte del materiale che ho raccolto nell’ambito del mio lavoro di tesi, che tratta dell’area dei Magazzini Generali di Castellammare di Stabia. E’ una descrizione dei lavori di ampliamento del primo impianto, eseguiti negli anni ’20 secondo il progetto dell’ing. Luigi Greco. Nella relazione sono illustrati con accuratezza le opere preesistenti, quelle di nuova progettazione e il funzionamento dell’impianto, tra i più all’avanguardia a livello nazionale in quegli anni. I silos granai, oggi dismessi, con le loro forme imponenti, sono entrati a far parte del paesaggio urbano e richiamano alla memoria di un passato glorioso dell’industria locale.

Gennaro Ferrara.

l'impianto in costruzione visto dal mare

l’impianto in costruzione visto dal mare

I grandi lavori di ampliamento dei MAGAZZINI GENERALI

presso la sede di Castellammare di Stabia

 

Proemio
La società anonima dei Magazzini Generali, con sede in Torre Annunziata, fin dal 1910 aveva costruiti nella sua succursale di Castellammare di Stabia un Sylos grani ed un Sylos sali, con i quali si effettuavano i depositi degli approvvigionamenti della città e dei comuni circostanti. Continua a leggere

vecchi

Erano solo dei vecchi?

Erano solo dei vecchi?

E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana.
Essa suona per te.

del dott. Raffaele Scala

Buongiorno Maurizio, sarà perché anch’io, non da oggi, appartengo agli anta, e il grigio dei miei capelli, nonostante, fortunatamente, goda di buona salute, mi porti inevitabilmente, egoisticamente, a prendere posizione contro questo massacro quotidiano dell’abusato termine: morti, ma erano vecchi con altre patologie…mi fa venire un poco brividi, facendomi prendere, ancora una volta, la penna in mano, o meglio il mio portatile per tornare a scrivere qualcosa su questo argomento, chiedendo scusa a tutti per la mia invasività letteraria. Sperando di non aver scritto eresie e di non scocciare troppo, porgo i miei saluti alla Grande famiglia di Libero Ricercatore. Raffaele Scala.

vecchi

vecchi

Sono solo dei vecchi, quante volte l’abbiamo sentito dire in queste settimane? Lo dicevano illustri professori, lo ripetevano i medici degli ospedali ed i giornalisti nei loro notiziari, amplificando una mezza verità.  Lo hanno detto fino alla nausea, inculcando nei ragazzi la convinzione della loro immunità presunta, fino a farglielo credere e così per troppe settimane hanno continuato a far finta di nulla, a riempire bar, pub e pizzerie, piazze, muretti e marciapiedi, incuranti di quello che accadeva intorno, nella loro città, nel Paese. Neanche per un attimo hanno pensato che se anche fosse stato vero, dovevano pur ritornare a casa, frequentare i genitori, i nonni, i parenti tutti e contagiarli, per, in alcuni casi, ammazzarli. A radicare la convinzione che in fondo era solo un influenza, che tutto sarebbe passato in fretta con l’avvento della prossima primavera, non mancavano famosi influencer, carismatici personaggi pieni di sé e vuoti di sostanza, capaci di condizionare, via rete, masse grige prive di gusto, stile e personalità. Continua a leggere