Rege Poste sotto al palazzo Cardone

Le sedi delle principali officine di posta a Castellammare di Stabia nell’Ottocento

articolo di Gelda Vollono & Lino Di Capua

Alla memoria del compianto prof. Michele Naclerio,
appassionato cultore e studioso di storia postale prefilatelica
del distretto di Castellammare e dei circondari della provincia di Napoli.

In un’epoca dominata dal telefono e da internet mandare e ricevere un messaggio è una cosa non solo comune e alla portata di tutti ma soprattutto immediata, tanto che fa quasi sorridere, perché antiquato e non al passo coi tempi, pensare di affidarlo ad un foglio di carta da piegare, affrancare ed imbustare. Tuttavia solo in un passato relativamente remoto era una rarità. Infatti perché un messaggio scritto possa esistere debbono sussistere diverse condizioni che nel corso dei secoli si sono sviluppate in maniera graduale.  Il primo requisito è che devono essere in molti a saper scrivere e leggere, cosa che per molti paesi europei si è verificato all’inizio del secolo scorso. Se poi guardiamo al nostro paese ed in particolare alle regioni del sud possiamo senz’altro affermare che fino agli anni ’40 del ‘900 la maggioranza della popolazione  era del tutto analfabeta, tanto che quello dello scrivano era un vero e proprio mestiere:

Lo scrivano

Fig.1 Lo scrivano. Immagine tratta da Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti di Francesco de BOURCARD

la celebre scena di Totò nella parte dello scrivano che riceve un cliente nel film “Miseria e nobiltà” fotografa in maniera crudele ma reale la situazione culturale della Napoli di fine ottocento, rimasta ahimè attuale fin quasi alla prima metà del ‘900. Secondo presupposto è che ci debba essere una distanza tra i due interlocutori tale da giustificare l’invio di una lettera, cosa che si verifica dopo l’unità d’Italia quando la mancanza di lavoro nelle campagne spinge intere popolazioni a cercare lavoro nel nord Europa o addirittura oltre oceano. Continua a leggere

Il barone Guglielmo Acton

Il barone Guglielmo Acton

a cura di Antonio Cimmino

Il barone Guglielmo Acton

Il barone Guglielmo Acton

Il barone Guglielmo Acton nacque a Castellammare di Stabia il 25.3.1825. Figlio di Carlo e di Zoè Guique, contessa d’Alba, era un discendente di Sir John Edward Acton, ministro borbonico ed artefice della costruzione del cantiere navale di Castellammare di Stabia che giunse a Napoli dalla Toscana nel 1778 in quanto appartenente alla famiglia dei baroni dello Shropshire.
Guglielmo Acton intraprese la carriera militare nel 1841 nella Marina del Regno delle Due Sicilie; con il grado di Tenente di Vascello gli fu assegnato il comando della pirocorvetta a ruote Stromboli. L’unità era uno scafo in legno di 580 tonnellate varata a Pitcher North. Era un due alberi a vele quadre e bompresso; le ruote laterali motrici erano mosse da una macchina Maudslay & Field a 4 cilindri oscillanti alimentata da due caldaie in rame. L’armamento era costituito da 2 cannoni da 60 libbre, 4 obici Paixhans da 20 libbre e obici da 12 libbre. ( le dimensioni delle armi da fuoco, all’epoca, erano espresse secondo il peso dei proiettili e non secondo il calibro come avvenne successivamente) Acton e la sua nave furono coinvolti nel 1860 nello sbarco dei Mille di Garibaldi. Lo Stromboli, unitamente al piroscafo a vapore Capri avvistarono in ritardo le navi garibaldine Piemonte e Lombardo. Non avendo ricevuto ordini precisi, Acton, invece di cannoneggiare le navi sconosciute, prese a rimorchio la fregata a vela Partenope (foto a seguire) Continua a leggere

Sacrificio di Isacco

Il “caravaggio” stabiese

LA MOSTRA DEL CARAVAGGIO A NAPOLI TRA POLEMICHE E “COLORI POLITICI”

Nuovo interesse  per il “caravaggio” stabiese

di Antonio Ziino

Le polemiche sulla mostra del Caravaggio a Napoli, dove “niente succede a caso, come si dice”, dilagano e fanno scoprire aspetti che, forse, con l’arte in genere e con Caravaggio in particolare hanno nulla a che vedere. Infatti, tra accuse, rilievi, giustificazioni, chiarimenti e risposte, non si parla quasi mai dell’Artista né dell’importanza didattica, pedagogica, riguardante la fruizione dell’opera d’arte.

Il fatto: Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte, uno dei più  importanti siti museali d’Italia ed europei, presenta il programma culturale dell’Ente che prevede una mostra delle opere di Caravaggio, non presente a Napoli da quindici anni, da tenersi dal 12 aprile fino al 14 luglio. La Rassegna, di alto profilo culturale, pone la figura dell’Artista al centro  di confronti dialettici soprattutto per la grande influenza esercitata sui pittori e di riflesso sull’arte specialmente di Napoli  e dell’Italia meridionale. Insieme  con altre  opere, è prevista l’esposizione della grande tela connotata come le “Sette Opere di Misericordia”  esposta sin dall’inizio nel Pio Monte di Misericordia,  realizzata da Caravaggio  nel 1607 nello stesso luogo.

Le Sette opere della Misericordia (Caravaggio)

Le Sette opere della Misericordia (Caravaggio)

Tutto è stato mentalmente concepito e tutto è stato mentalmente e serenamente organizzato per il trasporto  dell’opera (olio su tela, misure 490 x 260 cm) e per l’esposizione logisticamente programmata anche in virtù dell’illuminazione e delle distanze visive. Continua a leggere

Il giovane scout e il Faito

stabiaeventi

stabiaeventi

“Stabiaeventi” è un calendario che si prefigge di mantenere aggiornato il lettore sugli eventi che interessano la città di Castellammare di Stabia e il circondario stabiese.

N.B.: Chiunque abbia delle date/evento da segnalare, è pregato di contattare la nostra Redazione (liberoricercatore@email.it), che sarà ben lieta di aggiungerle al calendario…


Eventi in programma:

Locandina XIII Memorial Correale

Locandina XIII Memorial Correale

Sabato 23 e domenica 24, l’Associazione Circolo “Tempo Libero”, presso l’Hotel Le Palme di Castellammare di Stabia, organizza XIII Memorial Correale. Ingresso gratuito. Continua a leggere

Raffaele Viviani

Raffaele Viviani, grande indimenticato stabiese

Raffaele Viviani, grande ed indimenticato stabiese

a cura della Redazione di Libero Ricercatore

Busto Viviani, proprietà G. Fontana

Poeta, commediografo, scrittore e attore, nacque a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1888, in un fabbricato dell’odierna Via Viviani. Poco più che un bambino, diede prove delle capacità e del suo grande talento, Thàlia già lo prese sotto protezione. Il piccolo Papilluccio (così lo chiamavano in famiglia poiché anche il padre si chiamava Raffaele), si imbevve della passione paterna, e già a 4 anni comparve sulla prima scena della sua vita (siamo intorno al 1892, nel teatro Nuovo San Carlino), al fianco della sorella Luisella, vestito di un buffo frack rosso, iniziava a portare il pane a casa.

 La vita di Viviani fu segnata fin dall’inizio dagli stenti, dalle privazioni, dopo la scomparsa del padre, quando non aveva ancora 12 anni, patì realmente la fame. La sua volontà, il suo talento, la sua maturità precoce, lo videro importante autore di versi e musica dei suoi spettacoli, sembra che fischiasse i motivi delle canzoni per farsele scrivere su pentagramma da un musicista compiacente. La strada del successo era intrapresa, occorreva solo macinare passo dopo passo, quanta maggiore distanza era capace di compiere, fino al 22 marzo del 1950, giorno della sua scomparsa. Continua a leggere