Un piccolo tesoro galleggiante

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Un piccolo tesoro galleggiante

a cura di Antonio Cimmino

Guardando questa foto del varo di una nave a Castellammare. Nell’ultima fase del varo, quando l’invaso lascia l’avantiscalo e la nave prende galleggiabilità, sulla superficie dell’acqua galleggiano pezzi di legno delle taccate e tronchi dei puntelli rimossi pochi attimi prima del fatidico “In nome di Dio, taglia!”.

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

L’attrito tra scalo e nave veniva vinto grazie a particolari tipi di grasso, parte del quale finiva in acqua insieme al legname, creando un piccolo tesoro galleggiante.

Un tempo, questo momento attirava sciami di pescatori, pronti a raccogliere tavole, puntelli e grasso, preziosi per la piccola economia locale. Il legno serviva per riparare barche o scivoli di varo, mentre il grasso lubrificava cuscinetti, mozzi, molle e parti dei motori.

Un frammento di storia stabiese immortalato in questa foto.

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Stabia-Eventi

Stabia eventi

Stabia-Eventi

a cura di Maurizio Cuomo

Questa rubrica è pensata per tenerti sempre aggiornato sugli eventi che si tengono a Castellammare di Stabia e nel suo circondario.


Eventi in programma:

Domenica, 14 dicembre 2025 (ore 15,00)

Muri Liberi

Muri Liberi

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Lucia ‘a lavannara

Castellammare si racconta

Castellammare si racconta

Lucia ‘a lavannara
di Frank Avallone

Nell’immediato dopoguerra, fare il bucato non era cosa semplice; ricordo che a Fondi, paese dei miei nonni materni, le donne lavavano la biancheria nei vari corsi d’acqua. Molte volte, andando ai terreni dei nonni, in locazione quarto di san Pietro, passando su ponte selce ( pont sevece ) le vedevo al lavoro; piedi nell’acqua, alcune calzavano stivali di gomma, nasi rossi, mani e ginocchia infreddolite, battevano e lavavano la biancheria su rocce affioranti; cantavano vecchie filastrocche, forse per farsi coraggio o per dire: il lavoro non mi spaventa, io non sono una “spassosa” [termine fondano che significa non sono una sfaticata o scansafatiche] lavorare duramente era per queste donne, un motivo d’orgoglio. Queste, naturalmente, erano le puriste che lavavano solo in acqua corrente, mentre altre donne lavavano la biancheria “alla mola della corte”, un vecchio mulino, dove l’acqua veniva incanalata in un lavatoio di forma rettangolare, che poteva accomodare 30-40 donne per volta. Naturalmente l’acqua non era limpida, come nei ruscelli, ma i piedi erano all’asciutto, non dovevano inginocchiarsi su terreni ruvidi, insomma era molto più conveniente. Alla fine del bucato, arrotolavano una tovaglia a forma di ciambella, la mettevano in testa, come ammortizzatore e vi ponevano sopra la bagnarola di panni lavati, il resto lo ponevano in due secchi, che trasportavano a mano e via!
Era uno spettacolo osservare la destrezza di queste donne, che oberate da un peso non indifferente e senza mano, si muovevano con grazia principesca, che oggi farebbe invidia a modelle di alta moda; per poi farsi una camminata di un chilometro o due.

La lavandaia - olio su tela di fine '800 (immagine tratta dal web)

La lavandaia – olio su tela di fine ‘800 (immagine tratta dal web)

A Castellammare di Stabia, nel rione Fontana Grande, fare il bucato era ancora più complicato; non avevamo acqua in casa, ruscelli d’acqua corrente non ne avevamo, trasportare l’acqua con secchi era faticoso e creava il problema di dove versare l’acqua insaponata.
Così le nostre donne lavavano la biancheria nei pressi della fontana pubblica, che per noi era situata sulla salita ponte, vicino al palazzo del serraglio. Continua a leggere

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

storia di una residenza e del suo giardino di palme

a cura di Enzo Cesarano

Villa Lucia a Castellammare di Stabia è una delle residenze storiche più significative della città, capace di raccontare l’evoluzione architettonica, botanica e sociale di un intero territorio. Le sue
origini risalgono al primo Ottocento, quando era conosciuta come Casino Longobardi, appartenuto all’omonima famiglia che la mantenne fino alla metà del XIX secolo.

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

Villa Lucia a Castellammare di Stabia (coll. Gaetano Fontana)

Una descrizione del 1842 la definiva elegante ma isolata, con una fontana, spazi verdi e una piccola villetta interna, elementi tipici delle dimore suburbane del tempo. Nel 1877 la proprietà fu acquistata dalla principessa Lucia Saluzzo fu Gioacchino, moglie del senatore Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, alla quale la villa deve il suo nome attuale. La principessa ampliò notevolmente il complesso acquistando edifici circostanti e trasformandolo in una residenza nobiliare di prestigio.

A questo periodo risale anche il curioso recinto funerario dedicato ai suoi cani, dotato di una stele in peperino e di un bassorilievo bronzeo con iscrizione latina, testimonianza dell’affetto verso i suoi animali. Con l’arrivo dei Ruffo, Villa Lucia visse la sua più straordinaria stagione botanica: il giardino, che inizialmente ospitava poche specie di palme come Chamaerops humilis, Phoenix dactylifera, Phoenix sylvestris, Trachycarpus excelsa e Washingtonia filifera, fu trasformato nel giro di tredici anni in un eccezionale giardino di acclimatazione. Continua a leggere

Accadde Oggi (10 dicembre)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 10 dicembre

1 Castellammare piazza orologio

Piazza Orologio

Nel 1925 piazza Orologio diviene piazza Cristoforo Colombo

10 dicembre 1925 – Con una Delibera di Consiglio, Largo Mercato venne intitolata a Cristoforo Colombo, ma la Soprintendenza non approvò il cambio di nome.

Nel tempo la piazza subì vari tentativi di rinomina: già il 9 dicembre 1869 era stata designata come Piazza del Popolo (senza mai diventarlo davvero) e il 29 marzo 1932 una Delibera Podestarile ripropose il nome di Colombo, bocciato però dal MinCulPop. Di fatto, dunque, l’area dovrebbe ancora chiamarsi Piazza del Mercato, memoria dell’antico mercato che qui si svolgeva, tra via G. Bonito, Calata Mercato e strada Dogana Regia.

Nonostante tutto, gli stabiesi continuano a identificarla semplicemente come Piazza Orologio. Sulla banchina antistante, alla fine dell’Ottocento sorse la Capitaneria di Porto, trasferita qui da un vecchio edificio vicino alla Fontana Grande e demolito nel 1905.

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