AccaddeOggi
Segui il linkNel 1859 nasce il pittore Ettore Tito.
Ettore Tito

Ettore Catello Tito

brevissima biografia a cura di Maurizio Cuomo

ETTORE CATELLO TITO, nacque a Castellammare il 15 dicembre 1859, dal capitano Ubaldo e Luigia Novella, ma lasciò presto la città per trasferirsi a Venezia, ove frequentò l’Accademia di Belle Arti. Ispirato alla pittura del Tiepolo, ben presto raggiunse un’ottima fama, esponendo a Parigi, Berlino, Stoccolma. Ebbe il Gran Premio della Biennale di Venezia del 1897 e la Medaglia d’Oro all’esposizione Mondiale di Parigi del 1900.

Ettore Tito

Ettore Tito

L’affinità ideale che lo univa al Tiepolo fece si che fosse affidato a lui l’affresco della volta della chiesa degli Scalzi a Venezia che era stata distrutta nel 1915 da un aereo austriaco. Sue opere si trovano in tutti i musei italiani ed europei. Morì a Venezia nel 1941 all’età di 82 anni. Continua a leggere

stabiaeventi

stabiaeventi

“Stabiaeventi” è un calendario che si prefigge di mantenere aggiornato il lettore sugli eventi che interessano la città di Castellammare di Stabia e il circondario stabiese.

N.B.: Chiunque abbia delle date/evento da segnalare, è pregato di contattare la nostra Redazione (liberoricercatore@email.it), che sarà ben lieta di aggiungerle al calendario…

Ultimi eventi inseriti:

Slow Food a Castellammare di Stabia. 15 dicembre 2019:  I Mercati  della Terra di Natale.

Il mercato di Slow Food a Castellammare. Domenica 15 dicembre 2019, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, nel mercato ortofrutticolo di Castellammare di Stabia, si svolgerà il Mercato della Terra Stabia di Slow Food, con il patrocinio morale dell’Amministrazione Cimmino, in collaborazione il Circolo Legambiente Woodwardia, Adiconsum Campania, l’Associazione dei produttori del Carciofo Violetto di Schito e con il principale sostegno di Slow Food Costiera Sorrentina e Capri. Lo scopo di Slow Food è rappresentare uno stile di vita che rimetta al centro l’uomo e l’ambiente. Nei mercati contadini del movimento della chiocciola presenti in tutto il mondo, i piccoli agricoltori, allevatori e trasformatori hanno la possibilità di rappresentarsi e di proporre i loro prodotti, antiche varietà, sapenzialità e ricette tradizionali, ricche di gusto ed introvabili sugli scaffali dei supermercati. Domenica mattina uno squillo della tromba aprirà il mercato. Gli agrumi e le noci della penisola sorrentina, i legumi delle campagne di Schito, delle colline di Vico Equense e del fertile Cilento, il pane realizzato con la pasta madre, i formaggi di Tramonti, il miele degli apicoltori sorrentini, i tartufi irpini, le birre artigianali, l’olio extravergine direttamente dal produttore, i fichi bianchi di Prignano Cilento, lo zafferano delle colline salernitane, i salumi da Cerreto Sannita in provincia di Benevento, le nocciole di Giffoni, le castagne dai diversi distretti dei nostri appennini campani, le verdure degli orti locali, strettamente rispettosi della stagionalità, rappresenteranno un goloso itinerario di tutta la Campania nei pochi metri del mercato ortofrutticolo coperto. «Scegliere con la forchetta, ovvero praticare una spesa consapevole, vuol dire valorizzare il lavoro contadino quale difesa contro la perdita della biodiversità agricola, come miglior esempio di pratiche agronomiche a contrasto dei cambiamenti climatici, dei dissesti idrogeologici e soprattutto come modello per una corretta e più salutare alimentazione» – queste le parole di Mauro Avino il presidente di Slow Food della Condotta di Castellammare di Stabia « In questi mercati cerchiamo di far corrispondere un prezzo giusto per il contadino, perchè ogni euro in meno che spendiamo al ribasso nella grande distribuzione, lo paghiamo con la nostra salute e quella dell’ambiente ». Si parlerà di questi temi nei due Laboratori del gusto organizzati per l’occasione.

Il mercato della Terra di Stabia

Il primo alle ore 10:30 guidato da Legambiente, tratterà dei cambiamenti climatici ed il loro impatto sull’agricoltura. Interverrà anche Luisa Miniero di Slow Food produttrice del Presìdio delle Noci della Penisola sorrentina a cui seguirà l’assaggio guidato delle noci dei produttori di Slow Food. Alle ore 11:30 inizierà il Laboratorio del Gusto guidato dagli esperti di Slow Food per conoscere più a fondo ed assaggiare il tartufo di Bagnoli Irpino, prodotto principe delle migliori tavole. Un’occasione per le famiglie per una spesa natalizia di qualità, per predisporre degli originali cesti natalizi, ma anche per i ristoratori dell’area stabiese per conoscere direttamente i produttori dei prodotti campani.

Continua a leggere

La lavandaia - olio su tela di fine '800 (immagine tratta dal web)

Lucia ‘a lavannara

Lucia ‘a lavannara
di Frank Avallone

Nell’immediato dopoguerra, fare il bucato non era cosa semplice; ricordo che a Fondi, paese dei miei nonni materni, le donne lavavano la biancheria nei vari corsi d’acqua. Molte volte, andando ai terreni dei nonni, in locazione quarto di san Pietro, passando su ponte selce ( pont sevece ) le vedevo al lavoro; piedi nell’acqua, alcune calzavano stivali di gomma, nasi rossi, mani e ginocchia infreddolite, battevano e lavavano la biancheria su rocce affioranti; cantavano vecchie filastrocche, forse per farsi coraggio o per dire: il lavoro non mi spaventa, io non sono una “spassosa” [termine fondano che significa non sono una sfaticata o scansafatiche] lavorare duramente era per queste donne, un motivo d’orgoglio. Queste, naturalmente, erano le puriste che lavavano solo in acqua corrente, mentre altre donne lavavano la biancheria “alla mola della corte”, un vecchio mulino, dove l’acqua veniva incanalata in un lavatoio di forma rettangolare, che poteva accomodare 30-40 donne per volta. Naturalmente l’acqua non era limpida, come nei ruscelli, ma i piedi erano all’asciutto, non dovevano inginocchiarsi su terreni ruvidi, insomma era molto più conveniente. Alla fine del bucato, arrotolavano una tovaglia a forma di ciambella, la mettevano in testa, come ammortizzatore e vi ponevano sopra la bagnarola di panni lavati, il resto lo ponevano in due secchi, che trasportavano a mano e via!
Era uno spettacolo osservare la destrezza di queste donne, che oberate da un peso non indifferente e senza mano, si muovevano con grazia principesca, che oggi farebbe invidia a modelle di alta moda; per poi farsi una camminata di un chilometro o due.

La lavandaia - olio su tela di fine '800 (immagine tratta dal web)

La lavandaia – olio su tela di fine ‘800 (immagine tratta dal web)

A Castellammare di Stabia, nel rione Fontana Grande, fare il bucato era ancora più complicato; non avevamo acqua in casa, ruscelli d’acqua corrente non ne avevamo, trasportare l’acqua con secchi era faticoso e creava il problema di dove versare l’acqua insaponata.
Così le nostre donne lavavano la biancheria nei pressi della fontana pubblica, che per noi era situata sulla salita ponte, vicino al palazzo del serraglio. Continua a leggere

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone 


Tramonto a Castellammare, Anton Sminck van Pitloo

Autore: Anton Sminck van Pitloo

Titolo: Tramonto a Castellammare

Anno: 1828

Tratto dalla mostra: La Scuola di Posillipo. Collezione privata


Castellammare, Oscar Ricciardi

Autore: Oscar Ricciardi (Napoli, 24 febbraio 1864 – Napoli, 1935)

Titolo: Castellammare

Tecnica: Olio su tavola

Dimensioni: 35,5 cm x 23 cm

Continua a leggere

biblioteca stabiana del liberoricercatore

La biblioteca del “Libero Ricercatore”

biblioteca stabiana del liberoricercatore

biblioteca stabiana del liberoricercatore

In questa pagina si è pensato di tenere a raccolta e di rendere pubblico l’elenco di tutti i libri di cui “liberoricercatore” dispone e che utilizza per le proprie ricerche territoriali. Chiaramente qualora lo vogliate, questo piccolo archivio accoglierà, anche i libri non ancora presenti in elenco, che giacciono inutilizzati o a doppione sulle mensole della vostra libreria di casa (sono ben gradite anche le tesi ed eventuali lavori cartacei di cui siete autori, ed in tutti i casi la donazione recherà sempre il nominativo del donatore).
Va da sé, che verranno presi in considerazione solo i libri e gli scritti trattanti argomentazioni d’ispirazione “stabiana”. L’invito al contributo è rivolto a tutti indistintamente ed ha lo scopo di migliorare qualitativamente l’archivio di questo fondo librario che con ogni probabilità (in un prossimo futuro) sarà messo a disposizione di “affezionati visitatori”, studenti e studiosi che ne faranno eventuale richiesta.
Nella certezza che l’iniziativa possa risultare anche a voi utile e gradita, si ringrazia con anticipo per le eventuali donazioni.

Cordialmente. Lo staff di liberoricercatore.it

 – 449 tra volumi, libri ed opuscoli archiviati a scaffale (censimento: 11 dicembre 2019) –


 Ultimo volume inserito:

Un comune dell'Italia Meridionale nel sec. XVI

Un comune dell’Italia Meridionale nel sec. XVI

Titolo: Un comune dell’Italia Meridionale nel sec. XVI – L’universitas di Castellammare di Stabia e il Catastus civitas del 1554
di: Catello Vanacore
Anno: dicembre 2014
Note: Per gentile donazione del sig. Rosario Frascolla


Biblioteca completa:

Continua a leggere