AccaddeOggi
Nel 1843 viene varata la pirofregata 'Ercole'.
La produzione di gallette (foto Enzo Cesarano)

Galletta stabiese, storia di un celebre prodotto da forno

articolo di Enzo Cesarano

Galletta

Galletta stabiese (foto Ferdinando Fontanella)

Il territorio stabiano grazie alla favorevole posizione geografica ha da sempre assunto un ruolo fondamentale negli scambi commerciali mediterranei.

La prospera attività del trasporto marittimo ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’arte panificatoria che notoriamente caratterizza, insieme alle tantissime acque sorgive, la città di Castellammare di Stabia. Non è un caso, dunque, che fin dal Medioevo i mulini posti lungo la costa tra Torre Annunziata e Stabia sono stati di grande importanza, rifornendo la Capitale con la loro produzione di farina1.

La galletta stabiese, tra i prodotti da forno più celebri, nacque proprio intorno al 1300, il suo nome deriva da termine francese galet, ciottolo2 come allusione alla particolare forma tonda, schiacciata e dalla superficie bucherellata (originariamente i buchi erano ventotto, oggi molto meno). Continua a leggere

  1. N. Faraglia: “Storia dei prezzi in Napoli dal 1131 al 1860”. In atti del Regio Istituto di Incoraggiamento, Napoli 1878, pp. 82.
  2. Cortellazzo Zolli: “Dizionario etimologico” . Zanichelli, Bologna 1980.

Francesco Filosa da Castellammare

a cura di Maurizio Cuomo

Francesco Filosa, nacque a Castellammare di Stabia il 20 ottobre del 1910 in un’antica famiglia di pittori e decoratori. Dopo le primissime esperienze, maturate insieme al padre, si aprì alle forme artistiche del Novecento.

Francesco Filosa

Francesco Filosa

Le sue prime partecipazioni alle collettive sindacali risalgono alla metà degli anni Trenta dove, oltre ai già affermati Viti, Volpe, Pratella, Crisconio e Irollo, ebbe modo di conoscere e frequentare giovani artisti del calibro di Galante, Casciaro, Striccoli, Brancaccio, Ciardo, Buono e Bresciani.

Pur continuando la sua attività di decoratore nelle varie chiese di Castellammare e della penisola sorrentina, Francesco Filosa affinò le sue doti pittoriche grazie ai suggerimenti di Carlo Striccoli e Francesco Galante. Alla fine dell’ultima guerra mondiale, la sua vita artistica ebbe una svolta decisiva, infatti, abbandonò l’attività paterna e si dedicò completamente alla pittura. Dal 1950 è stato costantemente presente in tutte le manifestazioni della ”Promotrice Salvator Rosa” e iniziò a partecipare a rassegne e mostre collettive. Notato dalla critica e dagli estimatori d’arte, nel 1966 fu prima invitato alla Quadriennale di Roma e poi a quella europea di Londra, dove gli fu conferito il Sigillo d’argento. Continua a leggere

Portocarello (rarissima foto d'epoca)

La Torre di Portocarello

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Torre di Portocarello (opera del pittore Errico Gaeta)

Torre di Portocarello (opera del pittore Errico Gaeta)

Allo scopo di chiarire l’abbondante confusione che, negli ultimi anni, si è generata in merito all’esatta collocazione territoriale della “Torre di Portocarello” e per ben definire una vera e propria identità storica di questa antica fortificazione stabiese, pubblichiamo a seguire, una breve, ma esplicita lettera inviataci dall’Esimio prof. Giuseppe D’Angelo (massimo conoscitore storico locale contemporaneo), con la quale si ridimensiona gran parte di quanto è stato fino ad oggi erroneamente scritto da numerosi storici locali: Continua a leggere

Corbezzoli (foto Gennaro Cesarano)

Il Corbezzolo, ovvero ‘a Sovera pilosa

Corbezzolo (Arbutus unedo) foto Nando Fontanella

Corbezzolo (Arbutus unedo) foto Nando Fontanella

Castellammare è una città fortunata, il luogo dove la pianura incontra le montagne, i monti toccano il mare e l’acqua salata si mescola con quella dolce.

In un posto così fatto non si corre mai il rischio di annoiarsi, una semplice passeggiata, fatta in un qualsiasi periodo dell’anno, sa sempre regalarti lo spunto interessante per una riflessione, un ricordo, una ricerca.

Nel mio girovagare per questa terra meravigliosamente ricca, quest’autunno ho avuto modo di soffermarmi a pensare ad una pianta comune nei nostri monti ovvero il Corbezzolo. Continua a leggere

il castello

Il Castello medievale

( su gentile concessione del dott. Tullio Pesola )

Egregio dott. Maurizio, qualche giorno fa, sfogliando un mio vecchio libro di liceo, mi è riapparso tra le mani uno scritto (tratto non ricordo da dove e di cui non conservavo più alcuna memoria) riportante delle modeste notizie storiche riguardanti il nostro Castello Angioino, vanto ed esaltazione della nostra città. Va da sé, ribadisco, che si tratta di ben poca cosa in rapporto a quanto illustri storiografi stabiesi e non hanno scritto sul nostro glorioso Maniero. Indipendentemente da ogni cosa sarebbe mio desiderio mettere a parte anche i lettori della sua nobile Rubrica di questo flash, che le invio in allegato.

Con stima. Dott. Tullio Pesola.

il_castello


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Il Castello