AccaddeOggi
Nel 1086 la Citta' viene appellata con il nome di 'Castello da Mare'.
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Lo storico risponde

Lo storico risponde
( in memoria del prof. Giuseppe D’Angelo )

Per dare giusta e doverosa continuazione ad una rubrica cardine di LR, che si è pregiata per lunghi anni dell’importante collaborazione del compianto prof. Giuseppe D’Angelo (nella certezza che così anche lui avrebbe voluto), la redazione, in punta di piedi, tenterà di dare risposta ad eventuali quesiti di pertinenza storica (inerenti la città di Castellammare di Stabia).

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Certo che la presente iniziativa possa risultare utile ai tantissimi cultori, agli studiosi e agli innumerevoli appassionati di storia locale, “Libero Ricercatore” resta in attesa di eventuali domande a carattere storico, cui rispondere.

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Info & Contatti:
Sottoponi un quesito all’esperto di redazione: liberoricercatore@email.it

.Avvertenze: al fine di dare spazio a tutti e di non abusare della disponibilità,
i richiedenti sono invitati a porre quesiti specifici e a restringere il tema della domanda.


sabato 13 ottobre 2007

Domanda: Su una cartolina dei primi del ‘900 si legge: Castellammare d’Italia, c’è stato un periodo in cui la nostra città aveva questo nome?

Risposta: Sulla cartolina é scritto: Castellamare (con una “m”) d’Italia.
Riporterò, ora, quello che ho scritto in proposito nel mio libro “I luoghi della memoria”:
E’ dell’anno 1085[1] (e non 1086, come riporta tutta la letteratura locale, e non solo locale) il primo documento che parla di Castello da mare. Successivamente compare la forma Castrum maris de Surrento[2] ed infine Castrum maris de Stabia, anche nella variante Castrummaris de Stabia.[3] Quindi dal sec. XIII e fino al sec. XVIII si ha Castrummaris de Stabia e Castel­lammare di Stabia. Nel secolo successivo nei documenti troviamo soltanto Castellammare e dal periodo francese (1806‑1815) Castellamare con una “m”.[4]
Sennonché con Delibera Consiliare del 4 novembre 1862, “considerando che questo Comune ha origine dall’antica Città di Stabia” si chiese al re il cambiamento in Castellammare di Stabia; ma il Decreto Reale del 22.1.1863 n. 1140, per un errore materiale, approvò il nome di Castellamare di Stabia con una sola “m”. E bisogna giungere al 1912 (Delib. Cons. Comun. del 31 maggio) per riottenere Castellammare di Stabia, con due “m” questa volta.[5]
Dopo pochi anni, però, nel 1922 (Delib. Cons. Comun. del 16 dicembre) il Comune pensò di mutare il nome in Stabia; si decise si sottoporre la questione a referendum popolare consultivo, cosa che “regolarmente” non avvenne.
Nel 1935 la Società “Dante Alighieri”, con un’arruffata relazione (…secondo le direttive del Duce…; …nell’interesse della diffusione della lingua nazionale…) fece propria la proposta del 1922, ma una nota riservata della Prefettura di Napoli, del 3.11.1937, (… per non sollevare vespai, viste le differenti opinioni etc. si prega non farne più niente …) bloccò ogni iniziativa. Un tentativo, senza esito, fu fatto anche nel 1961.[6] Come si vede, una storia molto tormentata.
Un’altra curiosità: nella foto si vede, sulla destra, lo Yacht Reale e, sul fondo, la squadra navale, forse italiana. Evidentemente la foto fu scattata in occasione di un varo. Cordiali saluti. D’Angelo.

Note:
[1] Il prof. Catello Salvati, studiando il documento edito da FILANGIERI RICCARDO, Codice Diplomatico Amalfitano, Napoli, 1917-Trani, 1951, pp. 128-8, e da questi attribuito all’anno 1086, si avvide che non vi era la dovuta corrispondenza tra giorno mese ed anno con l’indizione. Difatti il documento è datato 15 novembre 1086 9a indizione; mentre la nona indizione inizia il 1 settembre del 1085 e termina il 31 agosto del 1086. E’ evidente, quindi, che l’atto va retrodatato e collocato al 15 novembre dell’anno 1085.
[2] Fascicolo Angioino 92, fol. 8: in inquisitione facta castrorum imperialium tempore Frederici II in castris Principatus (…) Castrum maris de Surrento et castrum Scafati possunt reparari (…); (Traduz. “Nell’inventario dei castelli imperiali, all’epoca del re Federico II di Svevia dei castelli del Princi­pato, [vi sono] il Castello a Mare di Sorrento e quello di Scafati che devono essere riparati”) Registro Angioino 1274, B, n. 149, fol. 256v: pro raparatione Castri ad mare de Surrento, 21 Julij 1275.
[3] Registri Angioini, passim.
[4] ASC, passim.
[5] ASC, Registro delibere Consiglio, anno 1862 e 1863; ASC, Busta 305, inc. 13, doc. 1.
[6] ASC, Fascc. vari, in part. Busta 305.13.1‑2; Busta 305.13.3. Continua a leggere

Giovanni_Salvati

Giovanni Salvati ( pilota automobilistico e orgoglio stabiese )

a cura di Gaetano Fontana

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Giovanni Salvati

Giovanni Salvati nasce a Castellammare di Stabia il 2 novembre 1941. Il padre Narciso gestiva la pompa di benzina “Shell” con annesso negozio di ricambi e gomme al Corso Vittorio Emanuele (alcuni cugini ancora oggi gestiscono una nota pompa di benzina al Viale Europa). Nel 1960 la famiglia di Giovanni, viste anche le doti di quest’ultimo, decide di trasferirsi a Milano. E proprio a Monza all’età di 24 anni debutta nelle gare automobilistiche.
Nel 1966 partecipa al Campionato Formula 875-Monza “Trofeo Cadetti” arrivando al terzo posto. Le gare si disputavano il giovedì sera.
Si correva con piccole monoposto dotate di motore Fiat 500 Giardiniera e il numero 875 indicava il costo massimo delle vetture (875.000 lire). Continua a leggere

giovanni salvati con alboreto

Il pilota stabiese Giovanni Salvati ( le immagini raccontano il fatale incidente )

a cura di Gaetano Fontana

La cronaca di una evitabilissima tragedia,
raccontata su AutoSprint (anno XI n. 47 / 22-29 novembre 1971)

Per un maggior ingrandimento, clicca sulle immagini!

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Giovanni Salvati (AutoSprint)

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Notte 'e mare Foto Antonio Cimmino

Stabiesi in cammino…

a cura di Nando Fontanella & Enzo Cesarano

Castellammare ha bisogno di idee nuove, fresche: quanto meno adatte alla realtà stabiese e rifuggire dallo spaventoso bla bla bla del politichese svergognato, purtroppo, sempre e comunque ridicolo e fine a se stesso. Urgono fantasie nuove, nuove conoscenze che ci aiutino a ri-vivere, o meglio a rinascere. Con questa ferma convinzione, nel nostro piccolo, mettiamo in essere la rubrica fotografica “Stabiesi in cammino…”. Rubrica con la quale dimostriamo la nostra presenza attiva sul territorio e tra la gente. Nella speranza che possa sensibilizzare, ispirare e invogliare ad un vero e fattivo “Post Fata Resurgo”.


Ultima fotografia inserita:

Notte 'e mare Foto Antonio Cimmino

Notte ‘e mare – Foto Antonio Cimmino

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vestiti in eredità

I vestiti in eredità

Gli anni ’30 a Castellammare
 nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera

Proprio come un bene immobile, una volta i vestiti dismessi dal nonno o dal padre venivano… ereditati dal maggiore dei nipoti o del figlio. Questa abitudine era invalsa nelle famiglie di modeste condizioni economiche, e non era soggetta… a vincoli legali o notarili; il passaggio di…proprietà avveniva quando il nipote o figlio, lasciata l’età della adolescenza diventava un giovanotto; quando cioè incominciava a disgustarsi la bocca con la prima sigaretta e con l’infatuarsi dalla ragazza ritenuta la più bella del rione.

vestiti in eredità

vestiti in eredità

L’abbigliamento quindi non poteva essere la solita maglietta e i pantaloncini corti, ma ci si doveva vestire da uomo. Stante le ristrettezze economiche della maggioranza delle famiglie si ricorreva quindi alla suddetta… eredità.Il vestito così smesso veniva affidato alle sapienti mani del sarto del rione. E lui, con pazienza lo rivoltava e portava all’esterno quello che era interno e viceversa. Quindi lo adattava al fisico del giovanotto.Ma il trucco di far apparire nuovo quello che nuovo non era, veniva svelato da un piccolo insignificante particolare: una asola, una piccola asola che ultimato il…restauro non si trovava più nel suo posto originale. Continua a leggere