Il Cimitero vecchio di Castellammare

Storia e Ricerche

Il Cimitero vecchio di Castellammare

articolo a cura di Maurizio Cuomo

In applicazione della legge 11 marzo 1817, con cui il re Ferdinando I di Borbone ordinava che in ogni Comune del Regno delle Due Sicilie venisse costruito il Camposanto, l’Intendente della provincia di Napoli dette incarico all’architetto D. Francesco Carpi, Commissario ai Lavori del Senato, e all’ingegnere D. Saverio Mastriani, di recarsi a Castellammare per procedere…

Cimitero vecchio di Castellammare (foto Maurizio Cuomo)

Cimitero vecchio di Castellammare (foto Maurizio Cuomo)

La scelta del terreno

La scelta del suolo presentò moltissime difficoltà, e ci volle più di un anno per soffermarsi sul terreno di proprietà dei fratelli sigg. Michele e Antonio, e eredi di Pietrangelo e di Aniello Spagnuolo, loro germani, sito nella zona di Schito, precisamente nel luogo detto “Casabianca“, distante un quarto di miglio (m. 463 circa) dall’abitato… Continua a leggere→

Accadde Oggi (2 novembre)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 2 novembre

Torroncino stabiese con dedica (foto Enzo Cesarano)

Torroncino stabiese con dedica (foto Enzo Cesarano)

Il 2 novembre per tradizione si regala il torroncino stabiese

In Campania, nel periodo dei morti, si dona il “torrone dei morti”, simbolo di dolcezza che esorcizza l’angoscia della morte.

A Castellammare di Stabia, però, la tradizione assume un sapore diverso con il “torroncino stabiese”, piccolo dolce a forma di cuore, stella o luna, decorato con frasi d’amore per la propria donna.

Secondo la leggenda, nacque dal gesto affettuoso di un gallettaro stabiese di nome ‘Fonso, che preparando un tenero torroncino, volle consolare la sua amata ‘Ntunetta dicendole: «Ora ti ho addolcito questi giorni!»

Così, a Castellammare di Stabia, il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei defunti, diventa un giorno in cui il ricordo dei propri cari si intreccia con la tenerezza e la vita.

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Il “torroncino dei morti”

Il “torroncino dei morti”

a cura di Maurizio Cuomo

Il torroncino dei morti

Il torroncino dei morti

Quest’oggi parleremo del “torroncino dei morti”, un tradizionale dolciume dal cuore tenero, che dalle nostre parti, il 2 di novembre, giorno della Commemorazione dei defunti, si usa regalare alla donna della propria vita. Ebbene, per quanto abbia potuto ricercare, sembra che: il dove, il come e il quando abbia avuto origine questa usanza non è del tutto ben chiaro (qualcuno dalle nostre parti ha azzardato nel dire che la suddetta usanza risalga almeno a 150 anni fa, personalmente non avendone certezza e soprattutto non avendone avuto alcun riscontro documentario, preferisco evitare datazioni di sorta), per cui mi limiterò nel dire che per testimonianza orale tramandata, questa usanza era in auge dalle nostre parti già a fine ‘800, tradizione peraltro radicata un po’ in tutta la regione Campania. Continua a leggere→

Accadde Oggi (1 novembre)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 1 novembre

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Nel 1707 nasce il pittore Giuseppe Bonito

Il 1° novembre 1707 nasce a Castellammare di Stabia Giuseppe Bonito, destinato a diventare uno dei protagonisti della pittura napoletana del Settecento.

“Primo pittore di corte”, direttore a vita dell’Accademia del Disegno di Napoli (oggi Accademia di Belle Arti) e consigliere regio del Laboratorio degli arazzi, Bonito seppe distinguersi per talento, rigore e costanza.

Figlio di una famiglia numerosa, da ragazzo entrò nella celebre scuola dell’abate Solimena, un ambiente d’élite che riuniva i migliori allievi dell’epoca. Per omaggio al maestro, i giovani artisti indossavano tuniche marroni.

Tra i tanti allievi, Bonito fu tra i pochi a emergere. Grazie alla sua bravura e alla sua tenacia, conquistò un ruolo di primo piano nel panorama artistico del tempo.

Nel corso della sua lunga carriera ricevette numerose onorificenze, che lo resero una figura di grande prestigio, ammirata tanto a corte quanto tra i collezionisti privati.

Giuseppe Bonito morì a Napoli nel 1789, lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte napoletana.

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