Archivi categoria: Storia e Ricerche

 

Storia e Ricerche

La sezione Storia e Ricerche è il cuore di Liberoricercatore.it. Qui vengono pubblicate storie e ricerche sulla città di Castellammare di Stabia.

Gli Articoli e Ricerche approfondiscono eventi storici, curiosità e tradizioni stabiesi. Ogni contributo è basato su fonti storiche, documenti e/o testimonianze dirette.

Nella sezione Personaggi Locali raccontiamo le vite di uomini e donne che hanno segnato la storia della città. Biografie e testimonianze ne ricostruiscono il contributo.

Questa rubrica è un archivio di memoria e cultura che invita appassionati e studiosi a scoprire le radici della nostra comunità.

Con “Storia e Ricerche”, Liberoricercatore.it vuole preservare e diffondere la storia stabiese. Ogni contributo aiuta a tramandare il passato alle future generazioni.

L’album di Ciro Denza

L’album di Ciro Denza

di Giuseppe Zingone

Ciro Denza, autoritratto in tarda età, Collezione privata, immagine ricolorata

Ciro Denza è stato un pittore italiano vissuto tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nacque a Castellammare di Stabia l’8 febbraio 1844 e vi morì il 10 febbraio 1915.

Il giorno 7 aprile 1894, il giornalista Jalin, informa sul giornale Folchetto che una parte dei Congressisti medici della sezione idrologia e climatologia, il giorno 10 alle ore 13.00 andranno in visita al complesso termale di Castellammare, ai Bagni di Pozzano e sulla collina di Quisisana. Continua a leggere

Ciro Denza e il suo tempo…

Personaggi stabiesi

Seppur brevemente, non posso esimermi dal commentare e introdurre questo nuovo raffinato studio del prof. Antonio Ziino, giornalista e ricercatore purosangue, sicuramente noto alla stragrande maggioranza degli stabiesi per le sue innumerevoli pubblicazioni. Quest’oggi, Ziino onora liberoricercatore.it con un’esclusiva importante: “La vita di Ciro Denza”, inquadrata magistralmente nel tempo in cui egli è vissuto.

Al di là dell’ardua ricerca, di per sé meritevole, con la quale oggi viene a colmarsi una grossa lacuna storiografica (poco si era scritto sul Denza, pittore stabiese), ciò che mi colpisce particolarmente del prof. Ziino è la minuzia espressiva con la quale fotografa, colora e arricchisce di suggestione le sbiadite pagine di uno spaccato di vita stabiese ormai dimenticata.

Ziino riesce a trasformare l’oblio in memoria vivida, tessendo una narrazione che rianima le figure e gli eventi di un’epoca remota. La sua capacità di scrutare il passato con occhio critico e al contempo empatico si rivela fondamentale per comprendere non solo la figura di Denza, ma anche il contesto culturale e sociale che lo ha plasmato.

Questo studio non solo arricchisce il nostro patrimonio di conoscenza locale, ma rivela anche l’importanza di studi approfonditi e appassionati come quelli condotti dal prof. Ziino, che restituiscono alla memoria collettiva le vite e le opere di figure significative ma troppo spesso trascurate dalla storia ufficiale.

Maurizio Cuomo


Ciro Denza e il suo tempo. L’opera Artistica e sociale

articolo del prof. Antonio Ziino

Ciro Denza

Ciro Denza

Due date ricordano quest’anno la singolare figura di Ciro Denza “Artista pittore”, barone del Regno, Console della Repubblica del Paraguay, benemerito della salute pubblica, direttore proprietario dell’“Hotel Grande Brettagne et Pension Anglaise”, economo del Ristoro per poveri, incarico deliberato dal Municipio di Castellammare di Stabia, fratello del più noto Luigi, musicista di livello internazionale, autore di numerose opere nonché della celeberrima Funiculì Funiculà che si canta in tutto il mondo.

Ciro Denza nacque a Castellammare di Stabia l’otto febbraio 1844 dove morì il dieci febbraio del 1915. Sono passati, dunque, 170 anni dalla nascita e 130 anni dalla nomina a economo del Municipio per le opere di beneficenza. Fu questo un periodo difficilissimo per la Città di fine Ottocento, afflitta, tra l’altro, verso il 1888 da una nuova diffusissima epidemia di colera, iniziata in modo latente già anni prima, che provocò numerosi morti e vide l’impegno tangibile anche della Chiesa locale col suo vescovo, monsignor Vincenzo Maria Sarnelli, che meritò, tra gli altri elogi, la Medaglia d’Oro al valor civile per i soccorsi prestati alla stremata popolazione.

Continua a leggere

Annibale Ruccello… Il ricordo

Annibale Ruccello - particolare del busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello – particolare del busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Franco Cuomo (settembre 2021: da lettere alla Redazione):

Ci conoscemmo nel corridoio dell’Istituto di Storia Medioevale, a Napoli. Io ero li con Franco Autiero, altra figura indimenticabile e impossibile non ricordare quando si parla di Annibale. Lo incrociammo, agitatissimo con le mani passate frequentemente in quella pesante e folta capigliatura nera: fare Storia Medioevale con Mario Del Treppo non era un’impresa facile. Superammo tutti e tre l’esame. Di dove siete, lui? Di Vico Equense, noi. Io Castellammare. Qualche parola su La Nuova Compagnia di Canto Popolare e Roberto De Simone e scoprimmo di avere un mondo di interessi in comune. Da quel giorno cominciò un’avventura irripetibile. Ricordo con precisione il luogo dove ci si incontrava per fare le prove della Cantata dei Pastori: il garage di una nostra amica a Gragnano. Io non dovevo recitare, poi una volta feci un paputo incappucciato, quindi non venivo riconosciuto, e un’altra volta interpretai Cidonio il cacciatore. Ero sempre con tutta la compagnia insieme a Vanni Baiano, Francesco Autiero, Dora Romano, Paola De Luca, Lello Guida, Michele Di Nocera, Anita Capelluti, Carlo De Nonno (compositore delle musiche di molti lavori di Ruccello), Rosalia Giardino, Luisa, Tito, Mimmo ed altri, insomma un gruppo di giovani animati dalla passione del teatro, coordinati dal più giovane di tutti: Annibale Ruccello, che oltre alla passione del teatro aveva anche quella e delle ricerche antropologiche. Continua a leggere

Annibale Ruccello

Personaggi stabiesi

Annibale Ruccello

a cura di Maurizio Cuomo

Annibale Ruccello - busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello – busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello nasce a Castellammare di Stabia, il 7 febbraio 1956, da Ermanno e Giuseppina de Nonno. Nel 1977, discutendo una tesi in antropologia culturale sulla Cantata dei Pastori di Andrea Perrucci, si laurea in Filosofia (con il massimo dei voti), all’Università di Napoli “Federico II”.

Attore, regista, drammaturgo, è anche studioso della cultura e della lingua napoletana. Nel 1978 fonda la cooperativa “Il carro” e, in collaborazione con Lello Guida, comincia a scrivere e a mettere in scena i suoi primi lavori teatrali, ispirati in gran parte a materiali della cultura popolare. Continua a leggere

Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia

articolo del dott. Raffaele Scala

Premesse

Il testo che segue, qui rivisto, corretto e ampliato, ora pubblicato autonomamente, nasce come premessa all’autobiografia politica dell’Autore, parzialmente pubblicata alcuni anni fa sui sito web, Nuovo Monitore Napoletano e Strisciarossa, con il titolo, Come diventammo comunisti nella Stalingrado del Sud (L’educazione politica ai tempi di Enrico Berlinguer).

Una premessa di poche righe, appena una paginetta, ma, scavando nella memoria, leggendo alcuni documenti, vari articoli di giornali, da quelli locali all’Unità, quotidiano dell’ormai scomparso Partito Comunista Italiano, in particolare le pagine locali curate dalla sua redazione napoletana, mi sono reso conto che valeva la pena di approfondire, di farne un lavoro autonomo.

La storia del circolo stabiese dei giovani comunisti poteva dunque vivere di vita propria, avendo tanto da raccontare alle nuove generazioni: una storia collettiva di vita vissuta, tra il 1944 e il 1990, una esperienza politica di diversi gruppi di giovani appartenenti alle generazioni succedutesi in quel mezzo secolo del Novecento, tutti uniti dagli stessi ideali, sognando di realizzare una società diversa, migliore di quella in cui avevano vissuto i loro genitori e nella quale essi stessi crescevano. Un mondo migliore era possibile, ci hanno provato, anche se alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in questo primo quarto del XXI secolo il mondo sembra, sui temi importanti dei diritti, della libertà, della pace, andare indietro nei secoli, più vicini al buio di tempi lontani ed oscuri che verso il Sole dell’avvenire.

Si coglie l’occasione per ringraziare Matteo Cosenza, Salvatore Vozza e Alfonso Natale per le loro preziose informazioni.

Consapevole di aver scritto solo semplici appunti di una storia molto più complessa e articolata, chiedo a chiunque si riconosca nei nomi pubblicati, a coloro che hanno conosciuto o conoscono alcuni dei protagonisti citati e ritengono di essere in possesso di fatti e notizie interessanti l’argomento trattato, possono contattarmi scrivendo alla mia mail, raffaelescala1954@gmail.com.


FGCI di Castellammare - La Città Futura

FGCI di Castellammare – La Città Futura

Il Circolo della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) stabiese aveva una lunga e gloriosa storia che risaliva alla sua fondazione nella primavera del 1949, svolgendo nel cinema Corso il suo primo Congresso la domenica del 19 febbraio 1950, con circa 100 interventi e nessun incidente, come tenne a precisare il solerte poliziotto nella sua informativa[1].

Suo primo Segretario fu il dinamico e intraprendente Catello Uvale, operaio dei cantieri navali, futuro delegato della Commissione Interna e consigliere comunale del PCI negli anni Sessanta[2].

 In realtà già all’indomani della caduta del fascismo e con la rinascita dei partiti, nei primi giorni di novembre del 1944 nella Città delle Acque si era costituito il Comitato Giovanile Comunista, Giorgio Sola, con sede in via Roma 30. La carica di Presidente fu assunta dallo studente Sebastiano Mariconda, futuro consigliere comunale e assessore socialista di peso, poi socialdemocratico[3]. Un mese prima si era anche costituito un Comitato Giovanile aderente al Fronte della Gioventù  – fondato  dal partigiano triestino, Eugenio Curiel (1912 – 1945) nel gennaio 1944 a Milano con l’intenzione di costituire una organizzazione unitaria tra i giovani  antifascisti di ogni schieramento politico – , formato da delegati giovanili liberali, democratici del lavoro, democratici cristiani, socialisti e comunisti.[4] Poi sarebbe stata la volta di Enrico Berlinguer, primo Segretario Generale della FGCI, tra il 1949  e il 1956, lavorare per la ricostituzione dell’organizzazione giovanile comunista, dopo aver guidato negli anni precedenti il Fronte della Gioventù.[5] Continua a leggere