Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

San Catello (foto Michele Sarcinelli)

La statua lignea di San Catello

articolo di Maurizio Cuomo

San Catello (foto Michele Sarcinelli)

San Catello (foto Michele Sarcinelli)

La statua lignea di San Catello, in origine interamente indorata, posta sull’altare nella cappella di San Catello della Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Catello di Castellammare di Stabia, viene portata in processione dai fedeli stabiesi il 19 gennaio (festa liturgica) e la II domenica di maggio (celebrazione del patrocinio). La statua del Santo Vescovo, venne commissionata nel 1604 a uno scultore napoletano di nome Giovanni Battista, e portata a Stabia il 16 gennaio 1609. Il Santo è inginocchiato su un cuscino, con la testa fiera, eretta, con le braccia incrociate sul petto, vestito con gli abiti pontificali (Mitra – Piviale – Pastorale) in atteggiamento di preghiera a Dio e di incoraggiamento e conforto al popolo. Il culto di San Catello fu approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti il 13 Settembre del 1729, attribuendo la venerabilità di patrono di Castellammare di Stabia.

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Padre Ermenegildo Pini, Barnabita

Padre Ermenegildo Pini a Castellammare

Padre Ermenegildo Pini a Castellammare

a cura di Giuseppe Zingone

Padre Ermenegildo Pini, Barnabita

Padre Ermenegildo Pini, Barnabita

PINI Carlo, nome mutato in Ermenegildo Alessandro, nacque a Milano il 17 giugno 1739, la sua ntensa formazione culturale lo vedrà, eccellere in discipline come la matematica, l’architettura e le scienze naturali,  mori a Milano il 3 gennaio 1825. Nel suo: Viaggio geologico per diverse parti meridionali dell’Italia esposto in lettere, alcuni riferimenti sulla nostra Castellammare. Continua a leggere

Banca della Memoria dei Marinai

Banca della Memoria dei Marinai

( archivio Antonio Cimmino )

Un archivio aperto che si prefigge di raccogliere e di arricchirsi giorno per giorno con le vostre testimonianze.

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

“Da secoli, Castellammare è legata alla Marina, a cominciare dall’Armata di Mare, passando per la Regia Marina per approdare alla Marina Militare. Migliaia di suoi cittadini hanno servito, in pace ed in guerra, sulle navi e nelle postazioni a terra, indossando il solino blu. Centinaia di essi sono morti e riposano in fondo al mare ed altrettanti sono stati decorati per episodi di valore legati principalmente alla solidarietà che tra la gente di mare trova la sua massima espressione. Estremamente affascinato da questo mondo ho iniziato a raccogliere: foto, storie e testimonianze, sia dai diretti interessanti che dai loro familiari, ed ho riscontrato con stupore che tutte palesano il profondo amore che gli stabiesi nutrono per la Marina e l’indissolubile legame per il naviglio varato nel nostro glorioso cantiere”.

Antonio Cimmino


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Coda Pasquale

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Eliano Francesco Ciro

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Gargiulo Adolfo

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Iaccarino Michele

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Russo Aniello

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Savastano Carmine

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Vinaccia Vittorio

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ponte

L’Acquedotto borbonico

a cura di Antonio Cimmino

Real cantiere

Real cantiere

Già dalla fine del 1500 nella zona di Castellammare di Stabia erano presenti numerosi cantieri navali artigianali, già dotati di forme organizzative del lavoro ed in grado di realizzare imbarcazioni più complesse delle semplici barche da pescatori. Lo sviluppo della cantieristica fu favorito dall’abbondanza di legname nei vicini boschi demaniali, e consolidò la competenza dei maestri d’ascia stabiesi, che si tramandavano il mestiere da padre in figlio. Nel 1780 il ministro del re di Napoli, Giovanni Eduardo Acton, a conclusione dell’indagine per individuare il sito dove far nascere il grande e moderno cantiere in grado di dotare la Regia Flotta di nuove navi, identificò in Castellammare la località dai requisiti ottimali. I boschi di proprietà demaniale di Quisisana, alle pendici del Monte Faito, garantivano legname, le acque minerali permettevano un trattamento del legno altrove impossibile, i collegamenti con Napoli avvenivano su una strada larga e comoda, la consolidata competenza dei maestri d’ascia stabiesi assicurava disponibilità di maestranze qualificate. Continua a leggere

Castellammare Sottointendenza

Distretto di Castellammare

Distretto di Castellammare

di Giuseppe Zingone

Castellammare Sottointendenza

Castellammare Sottointendenza

Con la breve parentesi della Repubblica napoletana del 17991i napoletani assaporarono i principi della libertà della Rivoluzione francese, ma un colpo di coda borbonico, di cui il giovane Orazio Nelson fu l’artefice, riportò Ferdinando IV e la sua consorte Maria Carolina D’Asburgo Lorena di nuovo a Napoli, in un clima di violenta oppressione e vendetta. Fu l’Ammiraglio Francesco Caracciolo, che ritornato a Napoli da Palermo, si era successivamente unito ai rivoluzionari, a pagare (con essi) il prezzo più alto. Giudicato da un tribunale farsa, fu fatto impiccare all’albero maestro della sua stessa nave, proprio dal giovane Nelson che il Caracciolo considerava amico.

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  1. I rivoluzionari napoletani, insorsero contro il governo borbonico solamente dieci anni dopo, la rivoluzione francese (1789), il 23 gennaio 1799, fu un breve periodo, pochi mesi, ma tante furono le vittime e molti le successive rappresaglie borboniche, Ferdinando IV, cacciato a Palermo aveva dalla sua parte Inglesi e Russi, il breve sogno dei napoletani si spense con la capitolazione di Castel Sant’Elmo, era il 13 giugno 1799.