Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

Banca della Memoria dei Marinai

Banca della Memoria dei Marinai

( archivio Antonio Cimmino )

Un archivio aperto che si prefigge di raccogliere e di arricchirsi giorno per giorno con le vostre testimonianze.

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

“Da secoli, Castellammare è legata alla Marina, a cominciare dall’Armata di Mare, passando per la Regia Marina per approdare alla Marina Militare. Migliaia di suoi cittadini hanno servito, in pace ed in guerra, sulle navi e nelle postazioni a terra, indossando il solino blu. Centinaia di essi sono morti e riposano in fondo al mare ed altrettanti sono stati decorati per episodi di valore legati principalmente alla solidarietà che tra la gente di mare trova la sua massima espressione. Estremamente affascinato da questo mondo ho iniziato a raccogliere: foto, storie e testimonianze, sia dai diretti interessanti che dai loro familiari, ed ho riscontrato con stupore che tutte palesano il profondo amore che gli stabiesi nutrono per la Marina e l’indissolubile legame per il naviglio varato nel nostro glorioso cantiere”.

Antonio Cimmino


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Il Monarca

Piano d’assalto al Monarca

Piano d’assalto al Monarca

di Maurizio Mannoni

Ho condotto una ricerca sull’assalto al vascello borbonico Monarca, ancorato a Castellammare nel 1860. A seguire la mia interpretazione sui fatti (già narrati in modo dettagliato da Gaetano Fontana e da Antonio Cimmino).

Cordiali saluti. Dr Maurizio Mannoni.

Il Monarca

Il Monarca

Cenni sull’origine del progetto

Il Monarca, con i suoi settanta cannoni, era il vascello più potente della Real Marina del Regno delle Due Sicilie. Garibaldi, nei giorni conclusivi della battaglia di Milazzo (fine luglio 1860), aveva appreso da alcuni informatori che la nave era stata trasportata nel porto di Castellammare di Stabia per un intervento di sistemazione dell’impianto a vapore con propulsione a elica1. Il luogo periferico rispetto a Napoli aveva suggerito che vi fossero le condizioni ideali per un assalto.

Il piano prevedeva l’intervento notturno di due fregate: mentre una avrebbe proceduto all’arrembaggio, l’altra sarebbe restata a copertura, per difendere le operazioni di rimorchio2. La cattura della grande nave napoletana avrebbe dotato la flotta siciliana di una potentissima macchina da guerra. I vantaggi potevano essere molteplici: a partire dal passaggio nello Stretto con le navi mercantili, reso più sicuro grazie al suo vigile presidio; ma anche l’arrivo a Napoli e la conquista della città sarebbero potuti avvenire con maggiore rapidità; infine, il Monarca avrebbe potuto fungere da sostegno alle spedizioni che Agostino Bertani e il comitato di Genova preparavano sui territori dello Stato Pontificio. Continua a leggere

  1. Attacco al Monarca di Gaetano Fontana su https://www.liberoricercatore.it/attacco-al-monarca/
  2. c. piola caselli, CRONACHE MARINARE di Giuseppe Alessandro PIOLA CASELLI Aneddoti della Marina Militare Sarda, Garibaldina ed Italiana (1843-1883), pag. 86: Piola nella lettera del 20 luglio a Cavour aveva spiegato la necessità di reperire la seconda nave al fine di poter rimorchiare il Monarca fino a Palermo senza incorrere nel fuoco delle altre Fregate napoletane.
Souvenir de Castellammare

Souvenir de Castellammare

Souvenir de Castellammare

(Joseph Lanner e la canzone “Te voglio bene assaie”)

di Lino Di Capua e Gelda Vollono

Nel corso delle nostre ricerche ci siamo spesso imbattuti in composizioni musicali dedicate alla città di Castellammare, come quella di Osvaldo Brunetti, di cui ci ha recentemente messo a conoscenza il nostro amico Gaetano Fontana.

Tuttavia, tra le tante, quella che maggiormente ha attirato la nostra attenzione è stata una marcia composta da Joseph Lanner1 nel 1841 dal titolo: Souvenir de Castellammare: Marche pour le piano…  opera 181, pubblicata a Vienna nel 1841.

Souvenir de Castellammare

Souvenir de Castellammare

Subito abbiamo pensato che questo compositore e direttore d’orchestra austriaco, venuto a visitare Castellamare, ne avesse conservato un ricordo talmente bello da dedicarle una sua composizione. Abbiamo così approfondito la conoscenza della vita del Lanner e con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto che, pur non essendosi mai allontanato molto dalla sua Vienna e dai confini dell’impero Austro- ungarico, perché convinto che il valzer non avrebbe avuto pari successo all’estero, aveva scritto diverse composizioni dedicate a Napoli e ai Napoletani. Tuttavia, ciò non spiegava il titolo dato al suo brano musicale. Eravamo veramente spiazzati.

Abbiamo, perciò, portato lo spartito ad un’amica chiedendole di suonarcelo e … altra sorpresa, l’incipit era pari pari la musica della nota canzone “Te voglio bene assaie”.

Come è noto questa canzone fu presentata alla Piedigrotta di Napoli del 1839 in occasione della festa della Natività di Maria Vergine.

Sulla sua origine vi sono innumerevoli versioni. Secondo la più accreditata, il poeta Raffaele Sacco2, di professione ottico e frequentatore dei salotti partenopei, scrisse la canzone dedicandola ad un’avvenente signora, con la quale avrebbe avuto una relazione. Per quanto riguarda la musica, invece, si dice che il compositore potrebbe essere stato addirittura Gaetano Donizetti, celeberrimo operista di Bergamo.

Oggi è accertato che l’autore della musica è invece un amico di Raffaele Sacco, il musicista Francesco Campanella.

Il successo fu subito travolgente tanto che si dice che furono almeno 180.000 le copielle vendute (cioè i fogli col testo e la musica di questa canzone) e – allora come oggi – non c’era napoletano che non la sapesse cantare. “La risonanza della canzone fu tale che il giornalista Raffaele Tommasi, il 6 agosto 1840 sul settimanale letterario “Omnibus”: Sfido chiunque dei miei lettori a dare un passo, o a ficcarsi in un luogo dove il suo orecchio non sia ferito all’acuto suono di una canzone, che da non molto da noi introdottasi, trovasi sulle bocche di tutti, ed è venuta in sì gran fama da destar l’invidia dei più valenti compositori”.3

Si racconta infine che questa canzone fosse così popolare che per molti napoletani era diventata una vera ossessione. Qualcuno sarebbe addirittura scappato da Napoli per togliersela dalle orecchie e dal cuore!

Sulla base di ciò era logico supporre che, anche a Castellammare, era diventato consueto sentirne la musica nei caffè, negli alberghi, nel parco delle terme, al mare, a Quisisana, durante le serate danzanti che si tenevano a corte oppure nelle ville dei nobili, che venivano a trascorrere l’estate qui in città, insomma dovunque.

Pertanto, siamo giunti alle seguenti conclusioni:

1.    Il souvenir de Castellammare ossia “il ricordo di Castellammare” poiché non poteva essere stato di Lanner doveva per forza essere stato di qualcun altro, magari di un suo amico, che avendo ascoltato la canzone a Castellammare ne aveva portato a Vienna una copiella, per regalargliela proprio come souvenir.

2.   Lanner, avendone ascoltato la musica ed essendo rimasto a sua volta colpito dalla sua orecchiabilità che, probabilmente, era stata la causa del suo grande successo, aveva voluto ripeterlo similmente all’inizio di una sua melodia.

3.    Aveva dato questo titolo al suo componimento forse proprio per rimarcare il fatto che esso aveva avuto origine da quel gadget portatogli dall’amico.

Ci farebbe piacere sapere cosa ne pensano gli attenti lettori di questo sito in merito alle nostre ipotesi e se ne hanno altre da avanzare.

Infine, ringraziamo di cuore l’amico Antonio Ricciardi che gentilmente si è prestato a riprodurci la musica. A seguire, per il piacere di ascoltarlo, segnaliamo il link del brano orchestrato “Souvenir de Castellammare“, presente su YouTube.

                                                                                                                      Gelda e Lino


Note:

  1. Da: Wikimedia Commons. Joseph Lanner (Vienna, 12 aprile 1801 – Döbling, 14 aprile 1843) è stato un compositore e direttore d’orchestra austriaco. È ricordato come uno dei padri fondatori e riformatori del valzer viennese, che egli portò a livelli di dignità mai raggiunti fino a quel momento, con lui il valzer smise così di essere una semplice danza contadina e fece il suo ingresso anche fra i livelli più alti della società, sia come musica da ballo, sia come musica da concerti. Joseph Lanner è altrettanto famoso per l’amicizia (poi diventata rivalità) che lo legò ad un altro padre del valzer e grande compositore del suo tempo, Johann Strauss padre.
  2. Raffaele Sacco (Napoli, 14 agosto 1787 – 20 gennaio 1872) don Raffaele, come lo chiamavano, era un ottico che aveva il proprio negozio all’inizio di Spaccanapoli ed aveva avuto per educatore il sacerdote repubblicano Marcello Eusebio Scotti, giustiziato a Napoli il 4 gennaio 1800 dalla reazione borbonica.
  3. Da Wikipedia.
Santa Maria di Portosalvo

Le immagini incoronate della Madonna

a cura di Maurizio Cuomo

Il rito delle “incoronazioni mariane” si fa risalire al nobile Alessandro Sforza Pallavicini, il quale lasciò cospicui beni al Capitolo di San Pietro in Vaticano purché dopo la sua morte, come scritto nel testamento del 3 luglio 1636, provvedesse a incoronare le immagini più celebri della Vergine1.

A Castellammare ci sono sei Immagini della Madonna che, per i loro pregi artistici, per l’antichità e per la grande devozione dei fedeli, sono state incoronate con decreto del Rev.mo Capitolo Vaticano, in accoglimento del desiderio del popolo stabiese. A seguire ve le proponiamo corredate da una breve descrizione.


Le immagini incoronate della Madonna

Santa Maria di Portosalvo

Santa Maria di Portosalvo

Titolo dell’Immagine: Santa Maria di Porto Salvo
Data del rito d’Incoronazione: 8 agosto 1897
Prelato che ha proceduto al rito: (*) Vescovo Vincenzo Maria Sarnelli

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  1. da: Luoghi dell’Infinito – “Val d’Ega, la fede delle Dolomiti”, articolo di Paolo Simoncelli

Giovanna II d’Angiò

Giovanna II d’Angiò

di Giuseppe Zingone

Giovanna II di Napoli, immagine tratta da: Scipione Mazzella, Descrittione del Regno di Napoli, pag. 447, Napoli, 1601.

Tra i regnanti ai quali la nostra Città fu fedele nel tempo vi è la regina Giovanna II, figlia di Carlo III di Napoli e Margherita Durazzo. Nacque a Zara il 25 giugno 1373 e morì a Napoli il 2 febbraio 1435, le sue spoglie sono conservate nella Basilica dell’Annunziata1: “La sua lapide era costituita da una pietra semplice con sopra il suo nome, i titoli e la data della morte”.2

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  1. Giovan Antonio Summonte, Dell’Historia della Città, e Regno di Napoli, Tomo Secondo, Libro Quarto, pag. 618, Napoli MDCLXXV.
  2. Alan Ryder, Giovanna II d’Angiò, in Dizionario degli Italiani, Treccani, Volume 55, (2001).