Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

Cartolina commemorativa "Cesare Mutti" (coll. dott. Carlo Felice Vingiani)

4 novembre 1918, fine della Grande Guerra

a cura di Maurizio Cuomo

II 4 novembre 1918 ebbe termine la Prima Guerra mondiale la Grande Guerra“, un evento che ha segnato in modo indelebile e profondo l’inizio del ’90​0 e che ha determinato radicali mutamenti socio-politici anche nella nostra Castellammare.

Cartolina commemorativa "Cesare Mutti" (coll. dott. Carlo Felice Vingiani)

Cartolina commemorativa “Cesare Mutti” Castellammare di Stabia (coll. dott. Carlo Felice Vingiani)

Per renderne doverosa memoria, a seguire trascriviamo il telegramma inviato dal Comando Supremo, con il quale veniva messa la parola fine al sanguinoso conflitto bellico: Continua a leggere

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Il pittore Giuseppe Bonito

a cura di Antonio Ziino

Una mostra retrospettiva del pittore Giuseppe Bonito a Castellammare di Stabia

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Giuseppe Bonito (foto Maurizio Cuomo)

Una breve premessa il cortese lettore me la deve consentire, almeno per dire qualcosa, sia come ultimo arrivato, sia per ricordare che un cronista quasi sempre non scrive libri per trattare un argomento a sfondo divulgativo. E’ abituato a fare i conti con lo spazio disponibile di un giornale, dove è d’obbligo scrivere poco, chiaro e, soprattutto, con lo scopo di divulgare il più possibile una notizia o un argomento che, in tutti i casi, deve destare interesse. Devo confessare che ho poca dimestichezza con il computer e – orrore – “tifo” ancora per la macchina per scrivere. Tenuto poi conto che oggi tutti hanno fretta, un “pezzo” più è piccolo e più ha la possibilità di attirare lo sguardo del lettore. Ora, credo opportuno, visto che non lo faccio da qualche tempo, menzionare un illustre concittadino, Giuseppe Bonito, uno tra i migliori pittori del Settecento, che trova sempre degno spazio nelle Rassegne d’arte che il museo di Capodimonte, continua a dedicare, con successo, a noti artisti. Questa che segue è una breve “presentazione” che può essere utile ai giovani, senza alcuna pretesa, senza dare un carattere storico all’argomento – anche perché “storico” non sono – e anche perché ormai la nostra città è piena di storici molti dei quali sembrano dei veri e propri attaccabrighe. Continua a leggere

Monumento ai Caduti

Monumento ai Caduti

a cura di Maurizio Cuomo
Piazza Principe Umberto

Piazza Principe Umberto: luogo ideale per erigere un monumento solenne e maestoso.

Il monumento sorse ad iniziativa di un Comitato cittadino che, con deliberazione del 24 gennaio 1925, ne affidò l’incarico all’artista prof. Giuseppe Renda; e costò L. 150.000: somma comprensiva del bozzetto, della messa in opera del monumento atto alla inaugurazione e della direzione artistica; mentre la sistemazione dello spiazzo sistemato ad aiuole al di fuori del cancello che recingeva la base del monumento, costò L. 9000, come da deliberazione della Consulta Comunale in data 26 aprile 1928.

Ecco la relazione del prof. Renda sul significato della statua e dei quattro bassorilievi:

« Secondo il bando di concorso il monumento deve rispondere a queste condizioni:
1 – glorificare i Caduti e suscitare l’amore patrio;
2 – esprimere ciò senza simboli difficili a intendersi;
3 – ispirarsi alle grandi opere classiche.
Ho cercato di soddisfare queste esigenze con un gruppo di tre figure.
La lotta vittoriosa (rappresentata dal guerriero trionfante), i dolori sofferti (rappresentati dalla madre dei combattenti e dei Caduti), sono consacrati ed offerti a Roma, simbolo della patria. Roma risorge sulle rovine del suo passato, riprende e stringe nel pugno il mantello imperiale. La nuova potenza della patria si rivela ai combattenti, che vedono in essa la più alta glorificazione della propria opera. Mi è sembrato che così una sola rappresentazione unifichi l’esaltazione dei combattenti e l’amor patrio; che la guerra diventi vittoria della nazione e che si evitino le solite rappresentazioni di combattenti carichi di allori e di incoronati. Continua a leggere

Avanti! del 16 maggio 1953

In costume adamitico la bella impazzita

a cura del dott. Raffaele Scala

Sfogliando un giornale del tempo che fu, ma non troppo, mi è capitato sott’occhio un articolo, come dire, sfizioso, che potrebbe rivelarsi un bel gioco, perfino interessante. L’articolo è del 16 maggio 1953 e si intitola: In costume adamitico la bella impazzita e narra la vicenda di una bella ragazza aggirarsi completamente nuda in località deserta presso Castellammare di Stabia (ahimè non ci sono altre indicazioni).

Avanti! del 16 maggio 1953

Avanti! del 16 maggio 1953

Alcuni giovani la vedono e qualcuno la rincorre per coprirla col proprio impermeabile, ma la donna cerca di non farsi prendere e urla parole sconnesse. Finalmente dopo un lungo inseguimento viene presa, coperta alla meglio e portato nel più vicino commissariato, dove viene identificata come Immacolata Visciano, una donna di Torre del Greco affetta da squilibrio mentale e fuggita da casa sua alcuni giorni prima.
Essa – dice il cronista – in passato non aveva mai dato segni di squilibri mentali. Adesso è stata portata in osservazione all’ospedale psichiatrico. Continua a leggere

Tappeto mosaico, dagli Scavi di Stabiae

L’arte calpestata, le riggiole a Castellammare

L’arte Calpestata, le riggiole a Castellammare
di Giuseppe Zingone

Articolo del 18 Giugno 2015

Riggiola 45

Riggiola 45 (segnalate da Francesco Paolo Cimmino – luglio 2018)

Il titolo di questo nuovo spazio “L’arte calpestata“, che spero si possa arricchire del contributo di quanti vorranno a modo loro implementare questo lavoro con proprie immagini, può trarre in inganno e sembrare volutamente polemico. Dunque per fugare il campo da ogni possibile errata e inutile interpretazione, diremo immediatamente che l’argomento trattato concerne pavimenti o pavimentazioni, dai più semplici a quelli monumentali.

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