Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

Giacinto Gigante, Il mercato a Castellammare

Da Largo Mercato a Piazza Cristoforo Colombo

articolo* del prof. Giuseppe D’Angelo

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante - XIX sec.)

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante – XIX sec.)

Già Largo Mercato fu intitolata Piazza del Popolo con Delibera di Consiglio del 9 dicembre 1869, ma questa Delibera non ebbe applicazione. Successivamente con Delibera di Consiglio del 10 dicembre 1925 fu intitolata a Cristoforo Colombo, ma non fu approvata dalla Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna della Campania. Il 29 marzo 1932, con Delibera Podestarile, fu reintitolata a Cristoforo Colombo, ma non fu approvata dal Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop). Pertanto la piazza dovrebbe ancora chiamarsi Piazza del Mercato in ricordo dell’antico mercato che vi si svolgeva. Piazza tra via G. Bonito, Calata Mercato e strada Dogana Regia. Continua a leggere

Terremoto 1980 (foto Antonio Cimmino 05)

Il Terremoto dell’80 a Castellammare (le immagini raccontano)

Il Terremoto dell’80 a Castellammare (le immagini raccontano)

a cura di Maurizio Cuomo

Terremoto dell'80

Terremoto dell’80 (foto Antonio Cimmino)

La pagina ospita una raccolta di immagini inedite, che ritraggono la nostra Castellammare nell’imminente post-terremoto.
Le foto sono tratte dagli archivi fotografici dei sig.ri Enzo Sansone, Gerardo D’Auria, Pasquale Ammendola e dei dott.ri Antonio Cimmino e Carlo Felice Vingiani (che ringraziamo pubblicamente per la gentile concessione).

 Le gallerie fotografiche:

Archivio “Carlo Felice Vingiani”


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Cattedrale

La Cattedrale di Castellammare di Stabia

articolo del prof. Giuseppe D’Angelo

( testo tratto da “Rivivi la Città” )

In seguito al terremoto del 1456 che sconvolse il napoletano, la Cattedrale, sita al Quartuccio, era rimasta fortemente lesionata e sin d’allora si pensò ad una riedificazione delle fondamenta. Dopo numerosi tentativi incompiuti, nell’anno 1581 il vescovo stabiese mons. Ludovico Maiorano di Gravina risolse il problema cattedrale: tre anni dopo vendette quell’antica sita al Castello per investirne il ricavato nell’edificazione di una nuova. E in effetti, con delibera comunale del febbraio 1587, la Città ne decise la riedificazione, eleggendo all’uopo una commissione comunale.

La Cattedrale (opera del prof. Stefano Buonocore)

La Cattedrale (opera del prof. Stefano Buonocore)

Il Vescovo pose la prima pietra A dì 22 de novembre 1587. La costruzione procedette lentamente. Nell’anno 1643, può considerarsi virtualmente terminata; tanto è vero che la città concesse cappelle gentilizie a varie famiglie. La nuova cattedrale fu costruita sullo stesso sito della precedente, perché quella fu diruta… per farsi la nova forma della chiesa. Continua a leggere

Anthonis van Dyck, Ritratto di Enrico di Guisa

La venuta del Duca di Guisa a Castellammare

La venuta del Duca di Guisa a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Anthonis van Dyck - Portrait of Henri II de Lorraine

Ritrattto di Enrico II di Lorenia, Antonio van Dyck

Anche il Guisa, (Enrico II) provò, a riconquistare la terra dei suoi avi, quel Regno di Napoli oramai spagnolo. Tentò l’impresa con i suoi, la prima volta cercando l’appoggio di coloro che non avevano dimenticato gli angioini e sfruttando il malcontento popolare, a sua volta sfociato nella rivolta con a capo Masaniello, il tutto durò solo sei mesi, era l’anno 1647.1

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  1. Le memorie del Duca Di Guisa sono state raccolte da Philippe Goibaud Dubois, (tradotte in italiano da Pietro della Piazza) e stampate a Colonia nel 1675. Il libro diviso in parte prima e seconda si concentra sulle gesta del Guisa a Napoli durante la rivolta di Masaniello. ne emerge un personaggio fortemente motivato nella sua impresa, ma feroce e spietato, crudele, pronto talvolta anche a gesti caritatevoli. In questi due volumi purtroppo non si fa alcun cenno della sua seconda venuta nel regno di Napoli, forse per la magra figura che emerge dal racconto del Parrino. Castellammare è citata solo una volta siamo alla pagina 467-468 libro terzo, volume Primo: “Doppo la presa dell’Anunciata, feci rivenire le truppe, che l’avevano assediata, per farle partire il giorno seguente e tentare di pigliare Castellamaro luogo, donde gli nemici trahevano gli loro viveri”.
Epigrafe acqua acidula (foto Maurizio Cuomo)

L’Acqua Acidola

a cura di Maurizio Cuomo

Con ogni probabilità a tutti coloro che hanno avuto occasione di dissetarsi alla monumentale fonte dell’Acqua Acidola di Castellammare di Stabia, è sovvenuta almeno una volta la curiosità di comprendere e di capire il senso dell’antica epigrafe posta a ridosso della mescita… al fine di colmare questa mia (e forse anche vostra) atavica curiosità, ho improntato una personale ricerca che mi ha permesso di rintracciare un esaustivo articolo d’epoca1, che a beneficio dei nostri lettori trascrivo a seguire, rimettendolo nella sua integrità. Buona lettura e buona cultura stabiana a tutti!

Acqua Acidula (foto Maurizio Cuomo)

Acqua Acidula (foto Maurizio Cuomo)

Tra le numerose acque minerali del bacino idrico di Castellammare di Stabia quella che, fin dalla più remota antichità, godette maggiore fama fu la sorgente dell’Acqua Acidola.

Nell’antichità greco-romana, nel Medioevo e nei secoli seguenti, questa sorgente, che limpida, fresca e frizzante, sgorga dalle visceri della montagna, fu usata e lodata come rime­dio efficace nelle malattie dei reni, del fegato, dello stomaco e del ricambio in generale.

Il periodo di maggior fama di quest’acqua salutare credo che sia stato il Settecento. Il professore dell’Università di Napoli, Domenico Cotugno, il maggior clinico del tempo, famoso non solo in Italia ma in tutta l’Europa, ne sperimentò l’efficacia negli ospedali napoletani e la dichiarò superiore alla tanto celebre acqua di Spa. Continua a leggere

  1. articolo tratto da: “Castellammare di Stabia – Annuario turistico economico. Anno 1955 (archivio liberoricercatore.it).