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Editoriale stabiese

 

Editoriale stabiese

a cura di Maurizio Cuomo & Ferdinando Fontanella

L’editoriale di Liberoricercatore.it nasce con l’intento di offrire uno spazio di approfondimento e riflessione su Castellammare di Stabia, la sua storia, la cultura, la natura e le sue tradizioni. Attraverso le parole accorate degli autori cercheremo di restituire ai lettori una visione autentica e ricca di dettagli su ciò che accade nella nostra città.

A curare questa sezione sono Maurizio Cuomo e Ferdinando Fontanella, due appassionati ricercatori e divulgatori che, con dedizione e rigore, si impegnano nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico stabiese. Con il loro lavoro propongono nuove chiavi di lettura su vicende che hanno segnato il passato e il presente della nostra comunità.

La rubrica è aperta al dialogo e alla partecipazione di tutti coloro che condividono il nostro stesso amore per Castellammare di Stabia. Se vuoi esprimere il tuo punto di vista, non esitare a contattarci.

Ogni parola scritta è un tassello che arricchisce il mosaico della memoria collettiva. Ti invitiamo a seguirci e a contribuire a questo viaggio nella storia e nella cultura stabiese!

Operazione Batiscafo Trieste

Editoriale stabiese

Operazione Batiscafo Trieste: una storia che appartiene anche a Castellammare

articolo di Enzo Cesarano

Il docufilm Operazione Batiscafo Trieste, diretto da Massimiliano Finazzer Flory e commissionato dal Comune di Trieste, racconta una delle più grandi imprese scientifiche del Novecento.

Il 23 gennaio 1960 il batiscafo Trieste raggiunse i 10.900 metri di profondità nella Fossa delle Marianne. Gli esploratori toccarono così il punto più profondo del pianeta.

Fu un’impresa straordinaria, frutto della collaborazione tra Italia e Svizzera.
La sfera in acciaio fu realizzata dalle Acciaierie di Terni, lo scafo costruito a Monfalcone dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico.

Il Batiscafo Trieste a Castellammare

Il Trieste a Castellammare

Ma c’è un passaggio fondamentale che ci riguarda da vicino:
l’assemblaggio finale del batiscafo avvenne presso il Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, dove il Trieste fu varato il 26 agosto 1953.

Castellammare non è stata spettatrice di questa storia: ne è stata protagonista.
Qui si è compiuta una fase decisiva di quell’impresa che ancora oggi è simbolo di ingegno, coraggio e capacità industriale italiana.

Dopo l’anteprima a Trieste, il docufilm è in tournée tra Napoli, Milano, New York e Washington.

Proprio per questo, con spirito costruttivo e nel massimo rispetto istituzionale, chiediamo che anche le istituzioni di Castellammare di Stabia — e in particolare l’Assessorato alla Cultura — si attivino affinché venga organizzata una proiezione ufficiale in città.

Sarebbe un atto di riconoscimento verso la nostra storia, verso i lavoratori del cantiere, verso le scuole e le nuove generazioni che meritano di conoscere questa pagina straordinaria.

Non è solo un film. È memoria, identità, orgoglio stabiese.

Confidiamo in un segnale di attenzione da parte dell’Amministrazione, affinché questa storia possa essere raccontata anche nella città che contribuì a renderla possibile.


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Batiscafo Trieste

Il batiscafo Trieste

Le antiche terme: una picconata al “cuore”

Editoriale stabiese

Le antiche terme: una picconata al “cuore”

l’Editoriale di Maurizio Cuomo

La struggente immagine d’archivio “Demolizione delle Antiche Terme: il primo colpo di piccone”1.

Questa immagine che tra l’altro avevo rimesso in calce a “Le antiche Terme“, un breve articolo descrittivo del prof. Giuseppe D’Angelo, per gli stabiesi dovrebbe essere monito per la coscienza.

A dirla tutta mi ha colpito dritto al cuore il commento di Enzo Cesarano:

“Quest’immagine della prima picconata (data alle Antiche Terme di Stabia quel maledetto 26 febbraio del 1956) iniziò a distruggere la memoria e l’anima della piccola città, trasformandola in qualcosa che, a distanza di anni, non si è capito cos’è…, purtroppo ancora oggi quel piccone nessuna mente illuminata riesce a fermare”.

Demolizione delle Antiche Terme

Demolizione delle Antiche Terme: il primo colpo di piccone

Ebbene, credetemi, portare avanti liberoricercatore.it, non è cosa semplice, in tanti anni di attività, abbiamo archiviato centinaia di articoli e migliaia di immagini d’epoca.

Molte sono le difficoltà ed i sacrifici che giornalmente affrontiamo per mantenere aggiornata la cosiddetta “memoria storica cittadina“.

Va da sé, che il nostro portale, animato giornalmente da numerosi collaboratori, ai quali va dato gran parte del merito del successo, viene portato avanti per semplice passione e senza alcuno scopo di lucro.

Sia chiaro, spesso ci rimettiamo dalle tasche nostre, perché “Chi” dovrebbe elogiare e sostenere iniziative come le nostre, sovente è indifferente e siamo costretti ad autofinanziarci. Continua a leggere

La biblioteca, la memoria e la Cultura negata

Editoriale stabiese

La biblioteca, la memoria e la Cultura negata

l’editoriale di

Enzo Cesarano & Maurizio Cuomo

Biblioteca di Castellammare di Stabia (foto Mimmo Iodice)

Biblioteca di Castellammare di Stabia (foto Mimmo Iodice)

La fotografia che pubblichiamo, realizzata nel 1977 dal grande fotografo Mimmo Iodice, ritrae la biblioteca del Palazzo del Fascio di Castellammare di Stabia.

Un’immagine sobria e potente: tavoli ordinati, studenti concentrati ed immersi nello studio, scaffali di libri, silenzio. Un luogo vivo, attraversato dal sapere e dalla quotidianità.

La foto, reperita in rete e successivamente ripulita con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, non è solo un documento visivo, ma una testimonianza storica. La foto mostra ciò che la biblioteca comunale è stata: uno spazio centrale nella vita culturale della nostra Castellammare.

Negli anni successivi, con la necessità di intervenire sull’edificio del Palazzo del Fascio, si decise di trasferire provvisoriamente il patrimonio librario e le attività a Palazzo Alvino da molti appellato come Palazzo Vanvitelli.

Una soluzione temporanea che avrebbe dovuto garantire la continuità del servizio pubblico, in attesa del pieno recupero della sede originaria. Purtroppo, col passare del tempo, quel “provvisorio ripiego” si è protratto all’inverosimile, divenendo nella sua evoluzione attuale, un servizio pubblico mal gestito e poco fruibile.

A denunciare ciò, è l’associazione “Gli Amici della Filangieri”, con un comunicato divulgato il 21 ottobre 2025, che a seguire ci onoriamo di rimettere integralmente: Continua a leggere

Castellammare: tra simboli perduti e un futuro da ricostruire

Editoriale stabiese

Castellammare: tra simboli perduti e un futuro da ricostruire

editoriale di Enzo Cesarano

Le Nuove Terme di Stabia in rudere (foto Maurizio Cuomo)

Le Nuove Terme di Stabia in rudere (foto Maurizio Cuomo)

Al posto delle Terme del Solaro, costruite tra il 1964 e il 1967 per rilanciare il termalismo stabiese e portarlo a livello europeo, sorgerà un nuovo ospedale.
Un ospedale che, come ripetono i politici, sarà all’avanguardia, attrezzatissimo, di ultima generazione: una struttura moderna, pensata per colmare le croniche carenze della sanità di Castellammare e dei comuni vicini.

Fin qui tutto bene. Ma la domanda resta: era questo il luogo giusto?
Perché le Terme non erano solo edifici: erano un simbolo, un tassello identitario della città.

Oggi non ne resta più nulla. Abbandonate dopo il terremoto, vandalizzate e smembrate, delle Terme del Solaro non rimane neppure un rudere. E la vera ferita non è solo la perdita materiale, ma la cancellazione di una memoria collettiva. Il termalismo non è stato soltanto un settore economico: è stato parte del nostro DNA.

Negli ultimi anni, troppe volte Castellammare ha dovuto assistere alla scomparsa o al declino dei suoi simboli.
Il dramma della funivia, con le vittime dello scorso aprile, ha colpito al cuore la comunità stabiese, cancellando un altro emblema cittadino che difficilmente tornerà in funzione.
Cassarmonica versa in stato di abbandono e necessita di recupero e ristrutturazione.
Le Terme vecchie restano chiuse, e nessuno sa se un giorno l’acqua tornerà a scorrere e ad essere donata ai cittadini, e se potremo ancora bere l’“acqua della Madonna”. Continua a leggere

Stabia e le sue Acque tradite

Editoriale stabiese

Stabia e le sue Acque tradite

editoriale di Maurizio Cuomo

Stabia e le sue Acque tradite

Stabia e le sue Acque tradite

Castellammare di Stabia possiede un patrimonio idrogeologico unico al mondo. Eppure, negli ultimi decenni, una gestione politica miope e disattenta ha contribuito a disperdere questo inestimabile tesoro. Le responsabilità sono evidenti. Anche volendo riconoscere i timidi tentativi delle ultime Amministrazioni, è chiaro che gli sforzi compiuti non sono stati né all’altezza né risolutivi. Lo dimostra, senza possibilità di smentita, la drammatica condizione attuale.

Oggi serve onestà intellettuale: la gestione delle acque di Castellammare è stata a dir poco fallimentare.

Le sorgenti delle terme stabiane, un tempo vanto della città, giacciono nell’oblio più assoluto. Stabia, la “Regina delle Acque”, ahinoi, è oggi, uno sbiadito ricordo!

Un vero e proprio, insulto a madre natura, che qui ha riversato con generosità le sue risorse più preziose, e un’offesa alla memoria di chi, nei secoli, ha celebrato e valorizzato questa terra. Un patrimonio inestimabile, che noi, colpevolmente, non abbiamo saputo né valorizzare, né difendere.

Per un vero stabiese, tutto questo fa rabbia. Fa rabbia vedere un patrimonio sprecato, dimenticato, abbandonato. Ma ancora più raccapricciante è l’immobilismo di chi ha il dovere di agire e invece resta in silenzio a guardare. Intanto, siamo costretti a sorbirci ogni giorno la solita retorica: parole vuote, promesse ripetute, nessun progetto utile per un reale e concreto recupero.

Nella piena convinzione che senza consapevolezza non può esserci rinascita, Liberoricercatore, in quanto portale informativo, memoria storica e voce indipendente del territorio, da anni si è impegnato a sensibilizzare la cittadinanza su questa ed altre cause. Lo ha fatto con articoli, testimonianze, approfondimenti storici e appelli alla memoria collettiva. Continua a leggere