Archivi tag: Liberoricercatore

Cartoline pubblicitarie (e non solo)

Cartoline pubblicitarie e non solo

Le attività commerciali stabiesi di un tempo

a cura di Gaetano Fontana

Per il piacere di riscoprire i particolari di una Castellammare, che purtroppo, più non è, nella presente galleria ospitiamo le cosiddette cartoline pubblicitarie, le dispense d’epoca ed alcune fatture, che testimoniano la fiorente attività commerciale che un tempo caratterizzava la nostra amata Città.

Voglio precisare che nel rispetto del principio fondamentale su cui si basa il nostro sito che mira a rendere la cultura fruibile  a tutti senza alcuna limitazioni tutte le cartoline sono state scansionate ad alta qualità e prive di qualsiasi watermark (quella fastidiosa scritta sulla foto).

   Ultimi inserimenti


Archivio completo:

Continua a leggere

La giornata della Memoria 27 Gennaio

Storia e Ricerche

La giornata della Memoria 27 Gennaio

di Giuseppe Zingone

Museo Ebraico di Varsavia, foto Giuseppe Zingone

La Giornata della memoria (27 Gennaio) che qui su Liberoricercatore si celebra ogni giorno, pensando a Castellammare, ci impone oggi qualcosa in più, ce lo chiedono le migliaia di vittime degli orrori di una guerra che in molti vogliono minimizzare e dimenticare. La Shoà degli ebrei di tutto il mondo è in qualche modo  anche stabiese, nel ricordo di tutti quelli che riuscirono a tornare e a coloro che non poterono farlo. Continua a leggere

Mo vene Natale!

Mo vene Natale!

a cura di Tullio Pesola

Mo vene Natale - Filastrocche popolari

“Mo vene Natale”! Sapeste quante volte tale espressione mi è echeggiata da bambino nelle orecchie.

Era un escamotage, una trovata intelligente alla quale, anche quando per tale evento bisognasse che passasse ancora molto tempo, mia zia Carmela si richiamava per impossessarsi della nostra attenzione (mia e dei miei cugini), al fine di risolvere, così, le situazioni del momento, quando, cioè, le nostre manifestazioni di ardore andavano palesemente di là dei limiti di ogni misura ragionevole ed inconsapevolmente ci facevano apparire fastidiosi e, talvolta, anche insopportabili agli occhi dei nostri familiari.

All’introduzione di rito, ovviamente, non poteva mancare da parte nostra fare eco con il canto di una filastrocca a tema.

Continua a leggere

Fiamma Olimpica – il Ritorno

Fiamma Olimpica – Il ritorno.

a cura di Corrado Di Martino

Ancora una volta Castellammare di Stabia è tornata nella storia dello Sport. L’appuntamento di lunedì 22 dicembre, ha visto centinaia di curiosi e sostenitori emozionati assieparsi lungo il percorso di tedofori e fiaccola. Un evento simile si disputò nel 1960, in occasione della Grande Olimpiade di Roma, vi parteciparono giovani sportivi stabiesi fra cui Ciccio Cesarano Campione Italiano di canottaggio nel 1959, Antonio Ammendola, Benito Cavaliere, Ginetto Buonocore, Enzo Giordano.

Qui la video intervista a Ciccio Cesarano  Francesco Cesarano il TEDOFORO STABIESE

La fiaccola, imbolo di unità e pace, davanti al maestoso Palazzo Farnese ha iniziato il suo percorso cittadino. Erano 25 i tedofori l’uno più orgoglioso ed emozionato dell’altro che hanno condotto la fiamma verso Marina di Stabia.

Il momento clou dell’evento è stato quello delle 17.15, quando i tedofori partiti da Piazza Giovanni XXIII sede di Palazzo Farnese hanno dato inizio al loro cammino. Villa Comunale, Cassa Armonica, Corso Garibaldi e Via del Marinaio (altezza Hotel Miramare) ed infine Marina di Stabia sono state illuminate dalla fiamma olimpica.

.

 

Lucia ‘a lavannara

Castellammare si racconta

Castellammare si racconta

Lucia ‘a lavannara
di Frank Avallone

Nell’immediato dopoguerra, fare il bucato non era cosa semplice; ricordo che a Fondi, paese dei miei nonni materni, le donne lavavano la biancheria nei vari corsi d’acqua. Molte volte, andando ai terreni dei nonni, in locazione quarto di san Pietro, passando su ponte selce ( pont sevece ) le vedevo al lavoro; piedi nell’acqua, alcune calzavano stivali di gomma, nasi rossi, mani e ginocchia infreddolite, battevano e lavavano la biancheria su rocce affioranti; cantavano vecchie filastrocche, forse per farsi coraggio o per dire: il lavoro non mi spaventa, io non sono una “spassosa” [termine fondano che significa non sono una sfaticata o scansafatiche] lavorare duramente era per queste donne, un motivo d’orgoglio. Queste, naturalmente, erano le puriste che lavavano solo in acqua corrente, mentre altre donne lavavano la biancheria “alla mola della corte”, un vecchio mulino, dove l’acqua veniva incanalata in un lavatoio di forma rettangolare, che poteva accomodare 30-40 donne per volta. Naturalmente l’acqua non era limpida, come nei ruscelli, ma i piedi erano all’asciutto, non dovevano inginocchiarsi su terreni ruvidi, insomma era molto più conveniente. Alla fine del bucato, arrotolavano una tovaglia a forma di ciambella, la mettevano in testa, come ammortizzatore e vi ponevano sopra la bagnarola di panni lavati, il resto lo ponevano in due secchi, che trasportavano a mano e via!
Era uno spettacolo osservare la destrezza di queste donne, che oberate da un peso non indifferente e senza mano, si muovevano con grazia principesca, che oggi farebbe invidia a modelle di alta moda; per poi farsi una camminata di un chilometro o due.

La lavandaia - olio su tela di fine '800 (immagine tratta dal web)

La lavandaia – olio su tela di fine ‘800 (immagine tratta dal web)

A Castellammare di Stabia, nel rione Fontana Grande, fare il bucato era ancora più complicato; non avevamo acqua in casa, ruscelli d’acqua corrente non ne avevamo, trasportare l’acqua con secchi era faticoso e creava il problema di dove versare l’acqua insaponata.
Così le nostre donne lavavano la biancheria nei pressi della fontana pubblica, che per noi era situata sulla salita ponte, vicino al palazzo del serraglio. Continua a leggere