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Il Palazzo e la Croce – di Gennaro Maio

Gennaro Maio, è l’autore de’ “Il Palazzo e la croce”. Un testo molto dettagliato e ben fatto che ricostruisce le vicende politico-amministrative di Castellammare di Stabia. Il Palazzo e la Croce, il palazzo del Governo cittadino e la Cattedrale, uno di fianco all’altra.  La Croce,  intesa come il potere clericale che spesso, a detta dell’autore, è protagonista delle linee politiche della città. Il palazzo e la croce, ovvero, un riferimento alla cattiva amministrazione che negli anni dal 1943 al 2018 può essere stata una croce per i cittadini.

Coautrice del testo è Filomena Piras, consorte di Gennaro Maio, che nel 1985 presentò come sua tesi di Laurea uno studio dal titolo  dal titolo: – Studio dei dati elettorali a Castellammare di Stabia, tra voto amministrativo e politico (1946-1984) -. Poi il lavoro dei due autori fu arricchito dando origine alla prima parte de’ il Palazzo e la Croce; cioè  -Dagli anni della Resistenza alla fine della prima Repubblica -.

La seconda parte che completa il testo attuale tratta: “Il periodo della Seconda Repubblica, dal 1993 al 2018.

Qui la breve intervista video filmata: (55) Maio il palazzo e la croce – YouTube

Come cominciare… e smettere di fumare

Come cominciare… e smettere di fumare

smettere fumare

Il muro della Reggia (foto Corrado di Martino)

Separare noi quattro era praticamente impossibile. Il professor Esposito, insegnante di Storia e Geografia che con le sue mani pesanti e nodose aveva piegato fior di delinquenti, con noi quattro non sortiva alcun risultato; forse perché non eravamo i soliti lestofanti, o perché troppo vivaci ed insofferenti, non riuscivamo ad apprezzare il suo verbo, fatto di metodo antico e severità.
Michele Tucci guidava questo sfrenato gruppo. Peppe Amore e Michele Tramparulo con me completavano il quartetto.
Al grido di Michele: “Jammuncene!”, non ci fu alcun tentennamento, partimmo, subito, una mattina di primavera, quando marinare la scuola è più piacevole, alla volta dei boschi di Quisisana.
Al principio della Salita Quisisana, appena lasciata via Panoramica, sulla destra, dovrebbe esserci ancora oggi, un canalone permetteva agli impavidi di arrampicarsi accorciando sensibilmente il percorso verso la Fontana del Re, poi correndo trasversalmente nella boscaglia, si poteva raggiungere la base dello scalone centrale della Reggia in poco tempo. Tramparulo si infilò per primo in questo condotto, lanciando la solita sfida: “Chi arriva per ultimo è ricchione!” A quell’età non sapevamo nemmeno ciò che dicevamo, sapevamo solo che quello era il segnale di start della gara quotidiana. Nei due filoni precedenti ero stato sorpassato da tutti, questa volta non intendevo arrivare ultimo, quindi iniziai a correre come una lambretta.

Arrivato per primo nei pressi della scala, mi issai sul muro che è posto proprio di faccia ad essa, come a dichiarare la mia supremazia. Gli altri giunsero poco dopo. Michele Tucci che aveva rubato a suo nonno tre Alfa (Alfa era la cosiddetta sigaretta dei muratori, pesante e puzzolente), me ne passò una accesa, era un riguardo che non potevo non riverire, inspirai con forza il tabacco, forse lo sforzo sostenuto, forse l’effetto dirompente della sigaretta dei muratori su un giovane di poco più di undici anni, mi provocarono una vertigine che mi fece cadere dall’altra parte del muro, proprio nel giardino della Reggia di Quisisana. Mi raccolsero, ancora stordito, i miei amici spaventati e attoniti come me, ed un contadino di buona volontà. Né prima, né dopo di quel giorno ho toccato mai più una sigaretta.

Corrado di Martino.

‘E stufe a rena

‘E stufe a rena
di Ferdinando Fontanella

Il naturalista stabiese Ferdinando Fontanella scrive di suo nonno, lo scritto, racconta in modo semplice e veritiero uno spaccato di vita stabiese.

Il Lungomare con la sabbia Vulcanica

Il Lungomare con la sabbia Vulcanica (coll. Catello Coppola)

Peccato per tutte quelle erbacce e quella immondizia, adesso che questa spiaggia era diventata così grande sarebbe stata il posto ideale per fare delle belle e salutari “stufe a rena”. A questo pensava Mastu Ciccio ogni qualvolta gli capitava di fare quattro passi lungo l’arenile di Castellammare. Immaginava i punti dove sarebbe stato più opportuno scavare le buche, si dilettava a calcolare quante persone avrebbero potuto beneficiare di quella sabbia calda e asciutta. Curarsi con le sabbiature, o per dirla con un termine medico che aveva sentito da un professore, la psammoterapia era, un tempo, uno dei grandi vantaggi che offriva la sua città. Una cura semplice e gratuita per guarire o alleviare i reumatismi, le artrosi. Un toccasana soprattutto per la gente più povera che per campare faceva lavori logoranti, mangiava poco e viveva nei bassi, case piccole e umide al piano terra o nei seminterrati dei palazzi del centro antico dove raramente arrivava il sole Un lungo e piovoso inverno passato in queste condizioni spesso lasciava profondi segni nello spirito e nel corpo. Segni dolorosi che solo l’arrivo della calda estate, del sole, dell’aria di mare e della sabbia potevano mandare via. Una sabbia costituita da un miscuglio di minerali unico al mondo, una ricetta i cui ingredienti erano stati portati dal vicino Vesuvio, dal Fiume Sarno e dai circostanti monti calcarei come il Faito. Una sabbia ricca di preziosi minerali che il sole asciugava e riscaldava fino ad una temperatura di 50-60 gradi. Continua a leggere

Fiorenza Calogero, vi racconto il mio Viviani

FIORENZA CALOGERO: VI RACCONTO IL MIO VIVIANI”

di Corrado Di Martino

Domenica 23 maggio siamo stati sul set per le riprese del videoclip “Si vide all’animale”, con Fiorenza Calogero. Singolo tratto dall’album Vico Viviani in uscita l’anno prossimo, sarà la colonna sonora del docufilm sui legami tra il grande Raffaele Viviani e la sua città d’origine.  Un viaggio nuovo tra strade antiche, quelle del centro storico, un girovagare con attenzione a dettagli persi o mai scoperti, alla ricerca di ispirazione ed emozioni profonde. Qui di seguito vi proponiamo un breve reportage sul primo ciack del docufilm, in cui Fiorella Calogero ci spiega le motivazioni e gli stimoli che l’hanno ispirata in questa sua nuova produzione video-musicale.

(31) Fiorenza Calogero, vi racconto il mio Viviani – YouTube

 “Si vide ll’animale”, uno dei brani dell’album “Vico Viviani”, oltre a Fiorenza, vede tra i protagonisti la cantante tunisina M’ Barka Ben Taleb, poiché come dice Fiorenza “ l’arte per me è movimento, trasformazione, contaminazione. .. con soluzioni sempre aperte alle conoscenze che via via maturano nel tempo… Creando un infinito vivaio, se non fucina, di parole, storie e suoni.”

La storia delle cartoline a Castellammare di Stabia (Prima parte, 1898-1910)

LA STORIA DELLE CARTOLINE A CASTELLAMMARE DI STABIA (Prima Parte, 1898-1910)
collezione del Dott. Carlo Felice Vingiani

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La storia delle cartoline a Castellammare di Stabia

La storia delle cartoline postali ha inizio verso il 18891, ma su di esse compare l’illustrazione solo nove anni più tardi, nel 18982, e prende piede di pari passo col consolidarsi di una borghesia sempre più facoltosa, colta e desiderosa di viaggiare e mostrare ad amici e conoscenti i tanti luoghi visitati. Questo nuovo bisogno viene soddisfatto proprio dalla cartolina illustrata, che diviene fin da principio oggetto da collezione.
Risulta abbastanza semplice riconosce gli esemplari più antichi di cartolina, ossia quelli stampati durante il primo decennio del ‘900, caratterizzati dal cosiddetto “retro indiviso” (vedi foto 1), privo cioè della linea divisoria verticale, destinata a separare l’area riservata all’indirizzo del destinatario da quella del messaggio del mittente. In questa fase pionieristica sul retro della cartolina si poteva apporre esclusivamente il recapito del destinatario, mentre i più o meno brevi messaggi di saluti trovavano posto sul fronte della stessa, andando talvolta a deturpare il soggetto raffigurato.

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  1. Furio Arrasich, “Regionalismo Italiano 1889-1950”, Ediz. Millecartoline, 2003
  2. Furio Arrasich, “L’ABC della cartolina. Tutto sul mondo del collezionismo cartofilo” Ediz. Millecartoline, 2001