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Il Gran Tour dei Conti di Castellammare
(30 aprile – 07 settembre 1785)

rubrica a cura di

Lino Di Capua e Gelda Vollono

PREMESSA

Nel corso delle nostre ricerche, qualche anno fa, ci capitò tra le mani quella parte del diario ritrovato di Maria Carolina d’Austria, nella quale venivano dettagliatamente annotati e commentati i giorni trascorsi durante il viaggio compiuto nel 1785 alla volta dell’Italia centro settentrionale, insieme al reale consorte Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli e delle due Sicilie, sotto lo pseudonimo di “Conti di Castellammare”.
Incuriositi ed anche affascinati dalle descrizioni di quei luoghi, degli usi e costumi di quelle popolazioni, di quelle dimore regali oramai cadute in oblio o ridotte a ruderi, andammo alla ricerca di altre fonti documentali, cosicché da poter dare un quadro quanto più possibile completo di quel viaggio.
Dopo mesi di studio e di indagini, riuscimmo a portare alla luce il lavoro che, per sopravvenuta epidemia da Covid, non fu possibile pubblicare.
Negli ultimissimi tempi, visto l’interesse e la meraviglia che un articolo apparso su una rivista locale ha suscitato intorno allo pseudonimo “Conti di Castellammare”, abbiamo deciso di divulgare l’intero lavoro, attraverso il sito web di “Liberoricercatore“, convinti che esso possa aggiungere un altro tassello importante alla storia della nostra città.


Il Gran Tour dei Conti di Castellammare

I Conti di Castellammare – Presentazione

I Conti di Castellammare

PRESENTAZIONE

il re e la regina di Napoli, Ferdinando e Maria Carolina

il re e la regina di Napoli, Ferdinando e Maria Carolina

I “Conti di Castellammare” era il nome fittizio sotto il quale il re e la regina di Napoli, Ferdinando e Maria Carolina, viaggiavano quando intendevano mantenere il più stretto riserbo. Tale ingenuo stratagemma, ideato probabilmente da Ferdinando, visto che la sua educazione alquanto rozza, si era formata frequentando il popolo più che i nobili di corte, serviva ad evitare di sottostare alla rigida etichetta di corte, a sfuggire alle cerimonie, ai festeggiamenti, alle acclamazioni delle genti, a ritrovare insomma un minimo di normalità e perché no anche di intimità con Maria Carolina. È evidente che, data la loro importanza e fama, l’espediente non riusciva, così come dimostra il viaggio di cui tratteremo nel corso di questo lavoro.
Completamente diversa era stata, invece l’educazione che aveva ricevuto la futura regina di Napoli alla corte della madre Maria Teresa D’Austria, la più illuminata imperatrice d’Europa. Leggeva, scriveva e parlava in italiano, francese, spagnolo e tedesco; leggeva e traduceva anche il latino. Aveva studiato letteratura, storia, filosofia, etica, diritto, pedagogia, botanica, musica, canto e danza. Continua a leggere

Fig. 3 Pisa. Il Gioco del ponte in una incisione del 1649.

I Conti di Castellammare – Capitolo I

Il Gran Tour dei Conti di Castellammare

CAPITOLO I

30 aprile – 8 maggio Napoli, Livorno; 8 maggio – 9 maggio Livorno; 9 maggio – 15 maggio Pisa; 15 maggio- 16 maggio Livorno; 16 maggio – 19 maggio Pisa; 19 maggio – 22 maggio Livorno; 22 maggio Lucca; 22 maggio – 24 maggio Pisa.

Nella primavera del 1785 Ferdinando IV, re delle due Sicilie, e sua moglie Maria Carolina d’Austria, per rafforzare i rapporti diplomatici con gli altri Stati d’Italia, ma anche per organizzare matrimoni politici[1] per i figli, attraverso i quali aumentare l’influenza e il prestigio del Regno di Napoli in Italia e in Europa, intrapresero un tour nell’Italia centrosettentrionale. Infatti, durante questo viaggio, i due sovrani concordarono un’accorta strategia matrimoniale, da attuare negli anni successivi, con i rispettivi fratelli granduchi di Toscana, che di lì a poco avrebbero ereditato la corona austriaca. Decisero così i matrimoni di due ancor giovanissimi figli: la secondogenita Luisa Amalia, all’epoca appena dodicenne, con il secondogenito di Pietro Leopoldo, Ferdinando, e il piccolo Francesco, nato nel 1777, erede al trono per la morte prematura del primogenito Carlo Tito, con l’arciduchessa Maria Clementina.

Il viaggio iniziò il trenta aprile dal porto di Napoli dove essi s’imbarcarono di prima mattina sul vascello san Gioacchino[2] riccamente adornato per l’occasione. A capo del vascello reale, con al seguito altre sedici navi, vi era il Maresciallo di Campo Francesco Bologna, mentre il comandante in seconda era Bartolomeo Forteguerri, Maggiore dell’armata in mare di S. M. e Colonnello degli eserciti reali. Il titolo assunto, per conservare il più assoluto incognito, fu quello di Conti di Castellammare, sotto il quale salparono alla volta di Livorno tra i festeggiamenti della nobiltà e del popolo accorsi sul molo per assistere alla partenza. Continua a leggere