Archivi categoria: Cultura

Vincenzo Migliaro, un tramonto da Castellamare, olio su tavola, 24x24

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone 


Vincenzo Migliaro, un tramonto da Castellamare, olio su tavola, 24x24

Un tramonto da Castellamare, Vincenzo Migliaro

Autore: Vincenzo Migliaro

Titolo: Castellammare

Dimensione:  24 x 24 cm

Tecnica: Olio su tavola Continua a leggere

I pini, Enrico Gaeta

Errico Gaeta

Errico Gaeta

di Giuseppe Zingone

Errico Gaeta, cimitero vecchio di Castellammare, foto Maurizio Cuomo

Errico Gaeta, cimitero vecchio di Castellammare, foto Maurizio Cuomo

Castellammare di Stabia 11 Settembre 1840 – Castellammare di Stabia 5 Luglio 18871

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  1. Errico Gaeta fu vittima di un vile agguato in località di Pozzano il giorno 4 Luglio, mentre era intento a dipingere, la sua amata Castellammare, per approfondimenti si rimanda al pdf di Rosario Caputo, Errico Gaeta, Edizioni Vincent, 2014. In questo preciso momento della sua vita, Gaeta si trova all’apice della sua carriera, oramai è noto in Italia ed in ambito internazionale.
Aurelio Benevento, Quei monti azzurri, copertina

I bagni a Castellammare

I bagni a Castellammare

a cura di Giuseppe Zingone

Aurelio Benevento, Quei monti azzurri, copertina

Aurelio Benevento, Quei monti azzurri, copertina

E’ scomparso il 23 Febbraio 2018, lo scrittore, saggista e poeta, Aurelio Benevento, aveva 91 anni ed era stato il preside storico del “Liceo Classico Pietro Colletta” di Avellino.

Si tratta di un bellissimo estratto del libro di Aurelio Benevento, Quei monti azzurri, edito nel 1998, da Guida editore,1 il cui titolo è “I bagni a Castellammare“.

Le pagine del libro che riportiamo dovrebbero diventare un manifesto di quello che era la nostra Città, nei ricordi di uomini e donne non più giovani ed essere lette nelle chiese e nelle piazze, a tutti i nostri concittadini; è un racconto delizioso e nostalgico, un assaggio di ricordo emerso dalla mente e dalla straordinaria figura di questo insigne uomo del Sud. Continua a leggere

  1. Aurelio Benevento, Quei monti azzurri, Guida Editore, 1998, da pag. 7 a pag. 10.
Boschi di Quisisana (foto Ferdinando Fontanella)

Uomini e bestie

di Franco Avallone

( dedicata al mio caro amico Domenico Cuomo )

Attualissima più che mai l’ambientazione di questa favola, scritta dal carissimo Frank Avallone, è liberamente interpretabile ed è diretta a grandi e piccoli. Personalmente ho immaginato che questa storia di fantasia (che non si discosta poi molto dal normale vivere quotidiano delle nostre zone), si svolgesse presso il nostro bellissimo, quanto trascurato parco dei Boschi di Quisisana. Un particolare ringraziamento al prof. Bonuccio Gatti, quale magnifico revisore di bozza.

Maurizio Cuomo

Parco Reggia Quisisana (foto Ferdinando Fontanella)

Parco Reggia Quisisana (foto Ferdinando Fontanella – archivio liberoricercatore.it)

In un bosco di alberi secolari dove i ruscelli scorrono dolcemente unendo il loro sommesso ed argentino mormorio al melodioso ed allegro cinguettio degli uccelli, vive, con la sua mamma, un cerbiatto di nome Pango. Il loro rifugio, ben nascosto da un grosso cespuglio, è stato scelto da mamma cervo per proteggere meglio il suo Pango. Un bel mattino, il tranquillo silenzio del bosco è rotto dal rombo di un’automobile che si avvicina piano piano, mamma cervo preoccupata, drizza le orecchie per ascoltare meglio, poi dice a Pango di non muoversi e di non fare alcun rumore. L’automobile dopo un po’ arriva e si ferma poco distante dal rifugio dei nostri due cervi; da essa scende un’allegra famigliola, così composta: papà, mamma, due bambini ed il nonno. Pango chiede alla mamma chi sono; la mamma gli risponde di stare tranquillo, ma di osservarli con molta attenzione. Il nonno, che stava fumando un sigaro toscano, appena sceso dalla macchina, butta a terra il mozzicone ancora fumante, il resto della famiglia, nel frattempo, scarica dal cofano due cesti di provviste. Continua a leggere

'a panarella r''o Faito

‘a Panarella (ovvero la funivia del Faito)

a cura di Maurizio Cuomo

Michelangelo Gargiulo, un nostro caro, assiduo frequentatore, che da molti anni vive in provincia di Varese, non ha esitato nemmeno un attimo a segnalarci questa sua piccola scoperta, che per noi sa di dolce amarcord e che di certo farà piacere a moltissimi dei nostri visitatori.

Castellammare di Stabia - 'a Panarella

Castellammare di Stabia – ‘a Panarella

Ma andiamo per gradi: circa un anno fa, Michelangelo ci scrive per segnalare di aver rivisto la “panarella” del nostro Faito; fin qui tutto liscio (spesso capita di rivederne una su riviste d’epoca o su cartoline), ma quando lui, nella sua e-mail precisa che la “panarella” (quella vera, che ogni buon stabiese vissuto a Castellammare tra gli anni ’60 e ’80, ha visto in funzione), oggi fa bella mostra di sé, nel museo dei trasporti “Ogliari” di Ranco (riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’umanità), ho provato stupore e immenso piacere. Chiaramente la notizia era talmente bella per lasciarla cadere nel dimenticatoio, senza per altro darle la giusta considerazione e la benché minima rilevanza, che chiesi subito a Michelangelo di documentare questa sua piccola graditissima scoperta, con qualche immagine, ed ecco che pochi giorni fa, a distanza di quasi un anno, Michelangelo ci scrive nuovamente, per corredare con qualche foto la sua segnalazione. Continua a leggere