Archivi categoria: Cultura

Pesca a Castellammare - Tivadar Kosztka Csontváry

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

a cura di Maurizio Cuomo
La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.
Piazza Fontana Grande (Armando Catania)

Piazza Fontana Grande (Armando Catania)

Titolo: Piazza Fontana Grande
Autore: Armando Catania

Su gentile segnalazione del sig. Giuseppe Mercatelli


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'E tterme ’e Castiellammare

Poetica stabiese: ‘E tterme ’e Castiellammare

‘E tterme ’e Castiellammare
di Giuseppe Caputo

'E tterme ’e Castiellammare (cartolina d'epoca)

‘E tterme ’e Castiellammare (cartolina d’epoca)

Si venite a cchesti tterme,
che delizia ca ce sta!
Stanno tanti ffuntanelle
e ogni cura se pò ffà.
Ce sta l’acqua d’’a Madonna,
ca fa subit’urina;
chi se veve ’a Stabia e ’a Media,
corre ampressa a gghì a ”sfratta’.
Certo, ognuno resta lieggio
e ringrazia ’sta città. Continua a leggere

Palazzo Farnese

Palazzo Farnese: sede del Comune di Castellammare

Palazzo Farnese
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Palazzo Farnese

Palazzo Farnese

Nel 1566 don Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, dal 1541 signore di Castello a Mare di Stabia decise in seguito alle suppliche dei cittadini, di assicurare alla città un degno luogo per la sede della Corte del Governatore. Così la scelta cadde su un vetusto e antico casamento ad un piano, situato tra il Duomo e la strada Coppola. Dopo numerose ed ingarbugliate vicende, nel 1820 vi fu trasferita la sede dell’Amministrazione comunale, Nell’anno 1871, su progetto dell’Arch. Luigi d’Amora, la casa comunale fu ingrandita ed abbellita. Agli inizi del ‘900 fu costruito il secondo piano e rifatto lo stucco esterno, con il torrino laterale. L’Amministrazione comunale vi restò ininterrottamente sino all’ottobre del 1964, quando fu deciso il passaggio nei locali dell’ex Banca d’Italia (attuale Banca Stabiese) e l’antico edificio fu abbandonato per circa un ventennio. Trascorso tale periodo il Palazzo Farnese dopo degna ristrutturazione è tornato ad ospitare la sede del Comune.

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Acqua della Madonna

Catello Izzo

Egr. sig. Maurizio,
ho letto parecchie delle poesie in rubrica e mi sono reso conto di due cose: la prima è che i miei compaesani sono dotati di una pura e genuina vena poetica di fronte alla quale c’è da togliersi tanto di cappello; la seconda è che mi sono avveduto che tutte riportano chiari riferimenti alla città. Il modestissimo materiale che Le ho inviato, invece, seppure scaturito immaginando e ricordando i luoghi della mia città, non ne fa esplicito riferimento. Penso che esso possa essere considerato “fuori tema” e quindi non gliene vorrò se non le comprendesse nella rubrica stessa. Intanto La saluto cordialmente complimentandomi per il suo giornale tenuto sapientemente.

Catello Izzo.


Acqua della Madonna

Acqua della Madonna

All’Acqua d’‘a Madonna

Quant’è luong’ ‘o tiempo ch’è passato
luntano ‘a chest’i barche e a chistu’ mare!
‘Stu’ mare ca se beve tutt’ l’acqua
ca ‘a tant’anne ‘nce manna ‘sta Madonna.
‘Nu guaglione tene mmano ‘na giarra
e ‘nziste c‘a vo’ regne’ primma e me
isso va ‘e presso e ‘o tiempo mio nun conta.
‘O lascio c’a se ‘nfizza e io cu’ pazienza
me metto a’ spettà ‘a roppo c’’a butteglia
fresca è chest’acqua e nun fernesce maie;
m’invita ‘a fa’ ‘nu surzo ‘a copp’o musso.
Po’ regno ancora e faccio ‘a scalinata
pe’ turnà ‘a casa cu’ ‘stà rarità. Continua a leggere

Edicola via Cannavale

L’edicola votiva di via Cannavale

di Enzo Cesarano

Partendo da uno spunto dell’amico Nando Fontanella che ci ha segnalato la manutenzione di un’edicola votiva posta in via Cannavale (foto a corredo) dicendoci che il manufatto è in buono stato e non è andato perso grazie all’impegno appassionato di alcune famiglie del posto che, di tanto in tanto, si preoccupano di togliere le erbacce, ridipingere la cornice, imbiancare il muro… tenere una lucerna perennemente accesa per la gloria della figura sacra e per rischiarare il cammino dei viandanti che, ancora oggi, di là passano.

Edicola via Cannavale

Edicola via Cannavale

Da questa immagine, all’apparenza così scontata, dicevo, ho creduto opportuno fare una riflessione generale sulla capacità di noi stabiesi di conservare la bellezza.

Queste preziose tracce di fede popolare, di cui Castellammare di Stabia è ricca, possono insegnare: che tutti noi dovremmo cominciare a lavorare con impegno costante al recupero della città, a darci da fare fattivamente e non solo e sempre a chiacchiere. Non dovremmo dimenticare che i nostri avi ci hanno lasciato un’eredità bella, fragile e preziosa che non è un soprammobile, ma un lascito importante che richiede una costante manutenzione. Basterebbe partire da questa semplice constatazione per rimettere in ordine molte cose.

Prendiamo ad esempio questi stabiesi di via Cannavale che da anni, silenziosamente e caparbiamente, curano uno spicchio della città. Facciamolo da subito… curiamo le edicole votive, e manuteniamo tutti gli altri tesori trascurati. Per cominciare bene l’impresa salvifica, oltre al cuore mettiamoci anche la testa. Continua a leggere