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Sant'Antonio Abate

Chi festeggia Sant’Antuono, tutto l’anno ‘o passa bbuono

articolo di Enzo Cesarano

Sant'Antonio Abate

Sant’Antonio Abate

L’iconografia tradizionale dipinge Sant’Antonio Abate circondato da donne seducenti e provocanti, oppure, come lo raffigura il pittore francese Paul Cézanne, da animali domestici come il maiale, di cui è il santo protettore.

Molte sono le leggende che ruotano attorno alla figura di S. Antonio Abate e al suo animaletto. La più diffusa è quella del santo che scende all’inferno, in compagnia del maialino, per rubare il fuoco al diavolo e donarlo agli uomini (come un novello Prometeo). Continua a leggere

70° ANNIVERSARIO DALLA COSTITUZIONE DEL COMANDO IN CAPO DELLA SQUADRA NAVALE DELLA MARINA MILITARE

70° ANNIVERSARIO DALLA COSTITUZIONE DEL COMANDO IN CAPO DELLA SQUADRA NAVALE DELLA MARINA MILITARE

A cura di Antonio Cimmino e Corrado Di Martino – 15 gennaio 2022

Il Comando in Capo della Squadra Navale della Marina Militare Italiana nasce il 15 gennaio del 1952, eredita le funzioni che furono del Comando delle Forze Navali (istituito il 9 dicembre 1940), erede a sua volta del Comando dell’Armata Navale (fondata il 26 agosto 1914).

Navi, sommergibili, mezzi anfibi, aerei ed elicotteri, equipaggi composti da oltre 16.000 militari, coadiuvati da circa 1.300 civili, sono il vertice del pilastro operativo della Marina Militare. Oggi si festeggiano i suoi primi 70 anni dalla costituzione.

(Qui in basso alcune pietre miliari del Cantiere Navale di Castellammare di Stabia)

Cincnav sovrintende alla preparazione, l’addestramento e la condotta delle forze marittime della Marina Militare, ha il suo quartier generale nella tenuta di Santa Rosa, periferia nord di Roma, un luogo storico, durante la seconda guerra mondiale, nella tenuta aveva sede il Centro Trasmissioni del Comando Operativo della Marina, storicamente noto col nome di Supermarina.

L’Ammiraglio di Squadra Aurelio de Carolis comanda la Squadra Navale, da egli dipendono le unità navali, i comandi operativi che le raggruppano e i reparti delle forze operative assegnati

Sopra e sotto i mari, dentro e fuori dal Mediterraneo, nelle nostre basi e al fianco del personale delle forze armate sorelle, nei teatri operativi fuori area, ovunque chiamata ad operare, la Squadra Navale dà sempre il massimo: per mare, cielo e terra, incluso il contributo che la Marina fornisce alle attività spaziali e di difesa cibernetica, secondo un moderno approccio multi-dominio” così l’ammiraglio De Carolis descrive il compito della Squadra Navale.

Tuttavia Cincnav svolge altre attività in collaborazione con altri dicasteri della Difesa, quali la vigilanza sull’inquinamento dell’ambiente marino, la ricerca e salvaguardia dei beni archeologici sommersi, la partecipazione alla campagna antincendi boschivi; il supporto alle operazioni di ricerca e soccorso in mare e alle operazioni di soccorso per calamità naturali.

Bonne chance Cincnav

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone

Ultima opera inserita:


Veduta di Castellammare con mulino, De Nittis Giuseppe,

Autore: Giuseppe De Nittis

Titolo: Veduta di Castellammare con mulino

Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 61 x 82 cm

Anno: 1876

Collezione privata Milano, tratta da Fondazione Federico Zeri

LA GALLERIA COMPLETA Continua a leggere

La Befana, Cartolina indirizzata a Francesco Greco, anno 1966, su gentile concessione Massimiliano Greco

La Befana

La Befana

di Giuseppe Zingone

La Befana, Cartolina indirizzata a Francesco Greco, anno 1966, su gentile concessione Massimiliano Greco

La Befana, Cartolina indirizzata a Francesco Greco, anno 1966, su gentile concessione di Massimiliano Greco

 Non amo il capodanno, m’infastidisce il dover attendere la mezzanotte chiassosa, per non parlare della guerra che si scatena prima, durante e dopo, il rintocco ultimo e lo scandire dei secondi dell’anno nuovo.

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Mario 'o piscatore

Ricordi ‘e Natale

Ricordi ‘e Natale
di Giuseppe Zingone

Qualcuno ha detto: ” E il naufragar m’è dolce in questo mare…”1

I nostri ricordi appartengono oltre che a noi, a tutte le persone con cui scegliamo di condividerli e negli ultimi anni una consapevolezza antica si fa sempre  più strada nella mia mente: Tutti gli uomini, di tutte le epoche ricordano con affetto la propria giovinezza, i primi amori ed ancor di più amano la propria infanzia, bella o brutta che sia.

Quante volte ci è capitato di sentire alcune espressioni della saggezza popolare o personale dichiarare con fermezza : “Se Steve meglio quanno se steva peggio….” Oppure, “Eh… quanno ero giovane io, era tutta n’ata cosa!”.

A volte ritornano pure quelle frasi inneggianti la religione, la monarchia le dittature. Cosi ognuno dei giovani che incontreremo tenderà a sottolineare come la sua gioventù era la  “Meglio”.2.

Ma lo era realmente? Lasciamo che ognuno risponda secondo la propria sensibilità, coscienza e cultura, pur con la consapevolezza che vi saranno in tal caso migliaia di versioni della verità quante sono gli uomini e le donne a cui lo si chiede.

Ultimamente il signor Tucci Michele ha solleticato alcuni piccoli ricordi che erano rimasti momentaneamente imbrigliati nei “fili ra capa”. Ed ecco che me li sono ritrovati in fila proprio uno dietro l’altro. Momenti tristi e felici anche se confesso quelli belli sono un’altra cosa, ma diamo spazio ai protagonisti. Il signor Tucci prende spunto dal Palazzo ‘e sant’Antonio, ora se questa non è una piacevole provocazione ditemi Voi cos’altro può essere?

Io incasso e rispondo rievocando i Natali che vedo susseguirsi dalla finestra del secondo piano che dava affaccio su via san Bartolomeo.

Mario 'o piscatore

Mario ‘o piscatore, foto Giuseppe Zingone

Dei venditori posti li, tra i primi, ecco presentarsi innanzi Mario ’o piscatore, c’è la consorte, il figlio più grande, un signore anziano forse il padre di lui… Nei giorni a ridosso del Natale questo pescivendolo con un minuscolo negozio incassato nel convento delle Suore Adoratrici perpetue triplicava in larghezza e li dove si poteva anche in altezza. Sommessamente ed educatamente come dell’olio su un tavolo si espandeva era un big bang ittico. Allora il pesce per me non era un piacere come oggi, lo rifuggivo, guardavo con sospetto queste strane bestie marine che non appartenevano al mondo umano. Alcuni pesci adagiati di fianco, altri ventre all’insù, piovre sinuose e viscide dai mostruosi tentacoli cercavano scampo fuori dalle vasche ed indi trovavano solo una pentola bollente. E i capitoni e le anguille ne vogliamo parlare? Si tratta dell’unico pesce, venduto solo due settimane all’anno, a cifre da capogiro sulla qualità e bontà a tutt’oggi avanzo seri dubbi. C’erano poi le teste di pesci spada dall’occhio vitreo e ammiccante a catturare l’attenzione dei passante. E poi gamberi, orate, seppie, calamari, alici, vongole, lupini, ostriche e tartufi, tutto questo alle fredde prime ore del mattino con ai piedi scarpe bagnate e addosso panni umidi.

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  1. Giacomo Leopardi, l’Infinito, versetto 15, 1819, Canti
  2. La meglio gioventù, di Marco Tullio Giordana, versione cinematografica della omonima raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini del 1954