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Viviani inaugurazione busto

Raffaele Viviani (attore, poeta e commediografo)

a cura di Maurizio Cuomo

Nato a Castellammare di Stabia, il 10 gennaio 1888, dimostrò sin dalla prima infanzia il suo talento, prendendo parte a numerose commedie teatrali.

La passione per il teatro gli fu trasmessa dal padre (anch’egli di nome Raffaele), gestore dell’Arena Margherita di Castellammare di Stabia, teatro nel quale recitavano i poveri “Pulcinelli” del tempo.

Sull’orlo del fallimento, poco dopo la nascita di Raffaele, però, la famiglia Viviani, a causa di un sequestro tributario, fu costretta a trasferirsi a Napoli, dove nel 1893, grazie al recupero di materiali di scena sfuggiti al sequestro, costruirono il teatro “Masaniello”.

L’esordio teatrale del Viviani, avvenne nel 1892 al “Nuovo San Carlino”, quando “Papilluccio”(così era chiamato Raffaele da bambino) a poco più di quattro anni, si esibì vestito di un fracchettino rosso, al fianco della sorella Luisella.

Lo scrittore e giornalista Domenico Rea in un articolo del 1991 pubblicato su “Il Venerdì di Repubblica” ricordò il celebre Viviani con questa breve, ma concisa descrizione fisica: “Io vidi una sola volta Viviani a passeggio intorno alla sua casa di Corso Vittorio Emanuele II. Continua a leggere

Il Presepe di Viviani

Raffaele Viviani – 1932

Quest’anno in esclusiva assoluta, Libero Ricercatore, presenta l’evento nell’evento, che ha caratterizzato la Mostra del 2018. Nella grande rassegna di presepi artistici,composti da vari maestri artigiani stabiesi e non, spicca per particolare originalità, la sezione interamente dedicata al grande drammaturgo e poeta Raffaele Viviani.

La proposta inclusa nel cartellone Cantieri Viviani, realizzato dalla Regione Campania attraverso la Fondazione Campania dei Festival, e concepito da Giulio Baffi, è frutto di una collaborazione avviata per l’occasione con l’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe presieduta da Massimiliano Greco, con il coinvolgimento per la promozione in esclusiva di Libero Ricercatore.

La sezione dedicata a Viviani è una sorta di sezione a tema; Antonio Sbacchi, maestro artigiano, ha immaginato Raffaele Viviani insieme a Carluccio indimenticabile figura cittadina, nei pressi dell’Arco di San Catello, in adorazione alla Natività. Ancora ispirate dai lavori di Viviani troviamo “’O Vico d’’e Guagliune” del maestro Antonio De Martino, ricco di particolari, che ci riportano alla mente come in un film mai dimenticato, i frame tratti dalle poesie di Viviani. “’E Piscature” del maestro Luigi Di Martino, un gruppo di pescatori e le loro famiglie, in riva alla spiaggia, mentre si preparano per il duro lavoro quotidiano. E poi “Faciteme magnà” del maestro Franco Liguori, un’osteria, affollata di beoni e nulla facenti dediti al vizio del mangiare. L’ultimo omaggio al poeta è quello di “Tiempe belle ‘e ‘na vota” di Pietro Giordano, nel quale si ricordano i giardini pubblici com’erano un tempo. L’esposizione di queste ed altre opere di pari pregio, resterà fruibile tutti i giorni fino al 6 gennaio 2019.

Sarà una buona occasione per tutti per ammirare i presepi, e ricordare che uno dei drammaturghi più grandi del novecento italiano è nato a Stabia.

Personaggi stabiesi

Brevi monografie, dedicate ai figli illustri di Stabia e a tutti coloro
che hanno dato lustro alla città di Castellammare di Stabia

Personaggi stabiesi

Personaggi stabiesi

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Cantieri Viviani – Antiche Terme di Stabia

La manifestazione si terrà dal 24 al 28 Maggio 2017

Numerosi gli artisti che vi prenderanno parte tra cui ricordiamo: Peppe Servillo, Anna Spagnuolo, Fiorenza Calogero, Nello Mascia, Ciro Riccardi, Antonella Monetti, Compagnia degli Sbuffi e tanti altri,

Per info: 081 19560383

 

 


Cantieri Viviani

Cantieri Viviani

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Il San Catello di Viviani

a cura di Enzo Cesarano

“Oggi l’opera teatrale di Raffaele Viviani è considerata come l’unica affermazione realistica moderna”, con queste parole il critico Paolo Ricci, concluse la recensione altamente elogiativa, della sua opera “Padroni di Barche”, scritta nel 1937, lavoro dove l’azione nell’opera non ha valore figurativo, ma s’infrange come le onde del mare sugli scogli, nella realtà dei personaggi, i quali vanno a rappresentare la realtà generale di allora.
La trama di “Padroni di Barche” è ambientata a Castellammare di Stabia (città in cui l’autore è nato nel 1888) e il luogo prescelto è il porto, al quale si aggrappa il piccolo mondo dei protagonisti del dramma.

San Catello in processione (per gentile concessione della prof.ssa Maria Lucia Cervone)

San Catello in processione (per gentile concessione della prof.ssa Maria Lucia Cervone)

Evidenti sono i riferimenti alla città come le famose sorgenti d’acqua e i cantieri navali. Un particolare importante all’interno del lavoro teatrale, è il riferimento alla processione di San Catello, patrono della città. Nel primo atto dell’opera viene descritto il coro della processione che passa per le vie del porto dove, in un crescendo di intensità si arriva alla supplica di “Catiello Sansone”, uno dei personaggi principali, che rivolgendosi al santo, prega per ottenere la grazia per tutta quella povera gente che ogni anno ripete la processione portando per le strade di Castellammare la statua del patrono.
È un canto antico, come antica è la gestualità e i ritmi della processione che ripetendosi ciclicamente scandisce gli anni. È un inno che al primo ascolto può sembrare “aspro e duro”, sofferto e per alcuni versi struggente, che tutti noi stabiesi dovremmo conoscere e apprezzare:

“Catiello, campane a suna’:
jesce ‘o Sante pe’ tutt’a città!
‘A festa, ca ogne anno se fa,
tutt’a ggente s’‘o vene a pria’! 

Ogneduno lle vene a cerca’
chelli grazie, ca ‘o Sante c’‘e ffa’:
‘a fatica ca n’ha dda manca’:
previdenza, salute e magna’!

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