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Informazioni su Giuseppe Zingone

Collaboratore di Redazione Insegna a Roma, vive a Ladispoli, nutre molti interessi tra cui: la storia religiosa, l'arte, la fotografia e l'amore per la sua Castellammare di Stabia.

Nicolas François Dun, Mary Anne Acton, Lady Acton (1784-1873), Acquerello su avorio 1823, dimensioni 13x11, Coughton Court, Warwickshire 2

Mary Anne Acton

Mary Anne Acton

di Giuseppe Zingone

Nicolas François Dun, Mary Anne Acton, Lady Acton (1784-1873), Acquerello su avorio 1823, dimensioni 13x11, Coughton Court, Warwickshire 2

Nicolas François Dun, Mary Anne Acton, Lady Acton (1784-1873), Acquerello su avorio 1823, dimensioni 13×11, Coughton Court, Warwickshire

Lady Acton (secondo alcune informazioni nata nel 1784 secondo altre nel 1786 e deceduta nel 1873) era la moglie del Generale John Acton. Questa rara immagine giovanile che ritrae Marianna Acton con alle sue spalle il Vesuvio fumante, non poteva lasciarmi indifferente. Seppur scarni, alcuni dettagli mi hanno fatto subito pensare a Villa Acton e quindi altro non si poteva trattare che di Castellammare di Stabia.

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Fra Bartolomeo Rosa e il rinvenimento del Crocifisso, foto Enzo Cesarano

Il Crocifisso di Pozzano e l’eruzione del 1631

Il Crocifisso di Pozzano e l’eruzione del 1631

di Giuseppe Zingone

Si ringrazia il Signor Enzo Cesarano per la gentile concessione delle foto

L'arrivo del Crocifisso, Foto Enzo Cesarano

L’arrivo del Crocifisso, Foto Enzo Cesarano

Abbiamo già accennato alla Basilica di Pozzano ed alla sacra immagine della Patrona di Castellammare, il lavoro non sarebbe completo, però, senza la storia del Crocifisso di Pozzano. Questo antichissimo manufatto ligneo è legato alla Basilica e alla sua storia, nonché a quella dei Padri Minimi, che nel convento di Santa Maria di Pozzano hanno ancor oggi la loro residenza.

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Conte Girolamo Giusso

Via Conte Girolamo Giusso

Via Conte Girolamo Giusso
( tra passato, presente e possibile futuro )

di Antonello Ferraro

Via Giusso (foto Maurizio Cuomo)

Via Giusso (foto Maurizio Cuomo)

Nata per scopi commerciali, la strada che collega Castellammare di Stabia con Monte Faito si è rivelata nel tempo un’importante via di collegamento per l’intera Penisola Sorrentina. Peccato però che con tempo è stata dimenticata da tutti.

Conte Girolamo Giusso

Conte Girolamo Giusso

Questa ex mulattiera divenne strada per volere del conte Girolamo Giusso, antico proprietario del monte, che vendeva giù in città la neve accumulatasi sulla vetta durante l’inverno, trasportandola con carrettini trainati da asini.
Con il passare del tempo, e con l’invenzione del “frigorifero”, questa strada è servita per più nobili scopi. Con i suoi 13 Km di lunghezza è stata più volte l’unica alternativa alla strada che normalmente conduce da Castellammare di Stabia a Vico Equense e poi sale fino alla cima del Monte Faito, attraversando numerosi centri abitati (Bonea, Sant’Andrea, Massaquano, Moiano). Quest’ultima strada, seppur più larga e meno ripida, è molto più lunga (26 Km di lunghezza fino al piazzale della stazione della funivia). Diverse volte in passato la S.S. Sorrentina, nel tratto che va da Pozzano (C/mare di Stabia) a Vico Equense, è rimasta chiusa per periodi prolungati, a causa del cedimento in più parti del costone roccioso franato a causa di piogge copiose (1). Continua a leggere

'O piscatore

Luglio, un anno a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Luglio, un anno a Castellammare

Luglio, caldo e appiccicoso come il miele, sei già estate, mese senza ombra, mare come sedia a dondolo, culla di pescatori, “’na spiga vulluta e ‘na fetta ‘e mellone” furtivamente mangiate per strada.

'O piscatore

‘O piscatore

Affacciandomi dalla statale sul bagno Conte, vedo Tonino che gode le sue meritate ferie, sicuramente sudate, fino a ieri, infatti, ha sfacchinato spezzandosi la schiena in un cantiere edile sotto il sole spossante. È pronto per un tuffo che desterà meraviglia tra le belle sirene senza pinne, che si lasciano cingere dal mare; anch’esse attendono qualcosa, forse un marinaio stabiese da incantare. Un lieve spruzzo di schiuma ed un inconsistente gorgoglìo e i riccioli bruni di Tonino sono frantumati dall’acqua, ora il suo viso ne sembra incorniciato, intanto, occhi azzurri come questo cielo sereno predicono un nuovo amore.

Verso la calce e cementi, un gruppo scultoreo di pensionati color bronzo, divide a metà la spiaggia, proprio sulla scogliera, sono da sempre presenti su questo lido, parlano di calcio e di politica, fanno bagni dal mese di Maggio, sono i custodi indiscussi di questa spiaggia (ancora) libera che li ha visti giovinetti e come i loro antichi antenati greci apportano il loro contributo di pensiero a problemi che non conoscono soluzione. Continua a leggere

Cassarmonica (1)

‘A Casciarmonica ‘e Castiellammare

‘A Casciarmonica ‘e Castiellammare

di Catello Nastro

La Cassarmonica (opera del m° Umberto Cesino)

La Cassarmonica (opera del m° Umberto Cesino)

Sono nato settanta anni fa a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, in Vicolo Mantiello, una delle tante strade cittadine che confluivano e confluiscono “Ammiezz’‘o llargo ‘e Fusco”. Una piazza piena di vita sempre affollata di carrette, carrozze e carrozzelle, qualche automobile, come le Balilla, qualche camioncino rumoroso e sgangherato ed una infinità di pedoni. Si, perché nella antica Stabia sono vissuto fino a dieci anni e cioè dal 1941 al 1951, quando mio padre, buonanima, decise di trasferirsi nel Cilento. I miei ricordi del paese natìo si fermano al 21 ottobre del 1951. Sono nato in un basso, sono cresciuto in mezzo alla strada. Com’era diversa la vita di allora. Qualcuno si vergogna di essere nato “scugnizzo”. Addirittura qualcuno ha comperato, e compera ancora titoli nobiliari, naturalmente fasulli, per evidenziare nobili origini. La vita del vicolo è stata la prima mia grande maestra. Mi ha insegnato cosa significano appetito, sacrificio, ristrettezze, sofferenza, ma anche amore, fratellanza, comprensione, solidarietà. Continua a leggere