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Padre Ermenegildo Pini, Barnabita

Padre Ermenegildo Pini a Castellammare

Padre Ermenegildo Pini a Castellammare

a cura di Giuseppe Zingone

Padre Ermenegildo Pini, Barnabita

Padre Ermenegildo Pini, Barnabita

PINI Carlo, nome mutato in Ermenegildo Alessandro, nacque a Milano il 17 giugno 1739, la sua ntensa formazione culturale lo vedrà, eccellere in discipline come la matematica, l’architettura e le scienze naturali,  mori a Milano il 3 gennaio 1825. Nel suo: Viaggio geologico per diverse parti meridionali dell’Italia esposto in lettere, alcuni riferimenti sulla nostra Castellammare. Continua a leggere

Castellammare Sottointendenza

Distretto di Castellammare

Distretto di Castellammare

di Giuseppe Zingone

Castellammare Sottointendenza

Castellammare Sottointendenza

Con la breve parentesi della Repubblica napoletana del 17991i napoletani assaporarono i principi della libertà della Rivoluzione francese, ma un colpo di coda borbonico, di cui il giovane Orazio Nelson fu l’artefice, riportò Ferdinando IV e la sua consorte Maria Carolina D’Asburgo Lorena di nuovo a Napoli, in un clima di violenta oppressione e vendetta. Fu l’Ammiraglio Francesco Caracciolo, che ritornato a Napoli da Palermo, si era successivamente unito ai rivoluzionari, a pagare (con essi) il prezzo più alto. Giudicato da un tribunale farsa, fu fatto impiccare all’albero maestro della sua stessa nave, proprio dal giovane Nelson che il Caracciolo considerava amico.

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  1. I rivoluzionari napoletani, insorsero contro il governo borbonico solamente dieci anni dopo, la rivoluzione francese (1789), il 23 gennaio 1799, fu un breve periodo, pochi mesi, ma tante furono le vittime e molti le successive rappresaglie borboniche, Ferdinando IV, cacciato a Palermo aveva dalla sua parte Inglesi e Russi, il breve sogno dei napoletani si spense con la capitolazione di Castel Sant’Elmo, era il 13 giugno 1799.
Marina di Castellammare, Gaeta Enrico

Castellammare, circondario e distretto nel 1852

Castellammare, circondario e distretto nel 1852

a cura di Giuseppe Zingone

Prefazione: Tutto è fluido nello scorrere del tempo ed anche i confini di Castellammare, per quanto già facilmente deducibili dalle connotazioni fisico-geografiche del suo territorio, nel tempo hanno subito notevoli cambiamenti.

Marina di Castellammare, Gaeta Enrico

Marina di Castellammare, Gaeta Enrico

Ritroviamo Castellammare alla fine del 1500 e agli inizi del 1600, (già feudo Farnese ed inoltre Terra Franca) essere il confine più a nord del Principato di Citra, di cui prossimamente forniremo un elenco di torri,1 molto interessante. Alla ricerca di approfondimenti mi ero imbattuto in un articolo del 24 Settembre 2015 che così recitava: Capri era un’isola salernitana ed ad esso diversi articoli a vario titolo collegati, come il distacco dal Principato di Citra di Agerola, con decreto numero 9989 di Ferdinando II del 1846, nella quale la (oggi) ridente cittadina del Generale Avjtabile viene aggregata alla Provincia di Napoli, per formare un proprio circondario facente parte del nostro Distretto, il Distretto di Castellammare del quale anche Capri faceva parte.2

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  1. Leggi: Castellammare nel Principato di Citra.
  2. Vedi anche: Francesco Alvino, La Penisola di Sorrento, Napoli 1842, pag. 17 e 18. A sua volta ripreso da: Gabriello De Santis, Dizionario Statistico de’ Paesi del Regno delle Due Sicilie, Napoli 1840.
Stemma Principato di Citra tratto da Enrico Bacco

Castellammare nel Principato di Citra

Castellammare nel Principato di Citra

di Giuseppe Zingone

La cartina che si può vedere (in basso) riprende il principato di Citra, all’incirca alla fine del milleseicento, si tratta di una stampa tratta da: Il Regno di Napoli in prospettiva, di Giovan Battista Pacichelli, opera in stampa datata 1703.

Principato di Citra, Giovanni Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, stampata nel 1703

Principato di Citra, Giovanni Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, stampata nel 1703

Da pagina 168, l’argomento trattato è: Della Picenza, O Citerior Principato, Seconda Provincia del Regno e nelle successive (pagina 170-171) vengono enumerate le città del Principato citeriore il quale: “Comprende appunto diciotto Città, delle quali Salerno, ed Amalfi posseggon la prerogativa del Pallio Arcivescovale. Della Mitra di Vescovo sono le altre adornate, cioè a dire, Acerno, Campagna, Capaccio, Capri, Cangiano, Castell’ à Mare di Stabia, Castell’à Mare della Bruca, la Cava, Lettere, Minori, Marsico nuovo, Nocera, Policaſtro, Ravello, Sarno, e Scala. Vi si aggiongono cenciguanta Terre, e Casali difficili à numerarsi, molto vicini, e quasi frà lor connessi, in modo che rassembrano un’altro Cairo, ò Babilonia Città di ambito immenso. L’Isole di Capri, e Sirenussa volgarmente le Sirene si abbracciano in questa circonferenza provinciale, e così le picciole, ma di antico grido Leucotia, & Enotria.

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