Archivi tag: Giuseppe Zingone

Terme-Stabiane-24

Acqua Stabia, caldo e dolori

Acqua Stabia, caldo e dolori
di Giuseppe Zingone

Troppa estate, fa caldo mi sento come un raviolo cotto al vapore. Sudate interminabili hanno l’unico scopo di minare il nostro stato di salute, altro che freddo, dolori, geloni. Datemi almeno un mese d’inverno in estate ed avrete per sempre la mia gratitudine. Ma non è una cattiveria?

Le Acque di Castellammare di Stabia (coll. Giuseppe Zingone)

Le Acque di Castellammare di Stabia (coll. Giuseppe Zingone)

Attendi per un anno l’agognato periodo delle vacanze estive, tra sogni e progetti e gli unici bagni che fai sono sul materasso della tua camera da letto. Boccheggi tra ventilatori, finestre aperte, condizionatori e che ci guadagni, una notte di ribaltamenti altro che salti mortali, poi quando il caldo allenta la morsa e vorresti riposarti realmente è già troppo tardi, l’inesorabile sveglia ti distrugge totalmente. È sopraggiunto  un altro giorno da dimenticare!

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Duplice Varo a Castellammare

Duplice Varo a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Campania e Basilicata, 1914, Naviglio coloniale

Campania e Basilicata, 1914, Naviglio coloniale

Liberoricercatore recupera per i lettori questi articoli di un duplice varo nei nostri cantieri, erano gli anni di inizi Novecento, anni che preannunciavano momenti di lì a poco terribilmente infausti, ma anche quei giorni terribili sono passati. Godiamo di questi articoli che contemplano  un duplice varo a Castellammare, avvenuto il 23 luglio del 1914. Continua a leggere

View of Vesuvius from Villa Quisisana, natinalmuseum Sweden

Il Vesuvio da Castellammare

Il Vesuvio da Castellammare

di Giuseppe Zingone

View of Vesuvius from Villa Quisisana, natinalmuseum Sweden

Johan Christian Dahl,View of Vesuvius from Villa Quisisana,

In un vecchio articolo del 2014, Il Vesuvio negli occhi degli stabiesi prendemmo a prestito le parole di nostri concittadini che avevano vissuto la terribile esperienza dell’eruzione del  Vesuvio. Visto da Castellammare, con il mare antistante forse induce ad una più mite riflessione, ma resta sempre dal mio punto di vista una enorme bomba ad orologeria innescata nelle vite di centinaia di migliaia di persone, quelle “all’ombra” per così del cratere tra i più spaventosi del mondo. Continua a leggere

Tomba di Errico Gaeta, foto Maurizio Cuomo

Enrico Gaeta

Enrico Gaeta

di Giuseppe Zingone

Castellammare di Stabia 11 Settembre 1840 – Castellammare di Stabia 5 Luglio 18871

Errico Gaeta, cimitero vecchio di Castellammare, foto Maurizio Cuomo

Errico Gaeta, cimitero vecchio di Castellammare, foto Maurizio Cuomo

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  1. Errico Gaeta fu vittima di un vile agguato in località di Pozzano il giorno 4 Luglio, mentre era intento a dipingere, la sua amata Castellammare, per approfondimenti si rimanda al pdf di Rosario Caputo, Errico Gaeta, Edizioni Vincent, 2014. In questo preciso momento della sua vita, Gaeta si trova all’apice della sua carriera, oramai è noto in Italia ed in ambito internazionale.
Ciro Alminni

‘O fattariello ‘e cronaca: un furto che disonora Castellammare

‘O fattariello ‘e cronaca

di Enzo Cesarano

La bottega di don Ciro Alminni (foto Enzo Cesarano)

La bottega di don Ciro Alminni (foto Enzo Cesarano)

Il furto alla bottega artigiana del compianto Ciro Alminni, avvenuto nel cuore del centro antico dove sono stati trafugati alcuni dei suoi quadri e attrezzi del mestiere, ci lascia attoniti ed increduli… mai e poi mai avremmo immaginato una bassezza del genere. All’intera famiglia Alminni rimasta scossa e molto amareggiata, sono stati sottratti oggetti e quadri di notevole valore affettivo. Opere pittoriche, quelle di don Ciro Alminni, che raccontavano con tratti vividi ed incisivi il suo centro antico, per il quale si è prodigato tutta la vita. Basti pensare che negli anni ’80, già nell’immediato post terremoto, si è impegnato nel rilancio del centro antico non solo dal punto di vista artistico, ma anche sociale. Ci potremmo fermare al fatto di cronaca, ma il messaggio che ci veniva da “Geretiello” era di non restare indifferenti di fronte all’ignoranza e alla delinquenza.

Don Ciro Alminni (foto Enzo Cesarano)

Don Ciro Alminni (foto Enzo Cesarano)

Questa mancanza di sensibilità ci deve portare a riflettere e a non restare indifferenti, perché è proprio l’indifferenza che dà manforte alla delinquenza. Ciro avrebbe detto: “Avete rubato dei quadri, ma non il mio ricordo, che resterà indelebile nell’animo dei bravi cittadini stabiesi”. Un gesto criminoso attuato per becera ignoranza: chiunque ne sia l’autore ha rubato gli attrezzi materiali di Alminni, ma non la sua memoria, la passione e l’immenso impegno profuso per “Il Centro Antico di Castellammare”.


Un furto che disonora Castellammare 

di Giuseppe Zingone

Da oltre vent’anni vivo nella provincia di Roma, una cittadina che cresce, sotto molti aspetti tranquilla, ma quando vivi tanto tempo in un luogo riesci a trovare difetti anche nei posti perfetti.
Quando nel 2000 mi trasferii a Ladispoli mio padre mi disse: “Guaglió male chillu juorno che tuorne a Castiellammare!”. Le stesse parole che mi riferí il buon Gigi Nocera, con loro ho preso un impegno.
A dire il vero amo Castellammare i consigli sopra li prendo sul serio guardando ai miei figli e al futuro del Paese. Castellammare merita di più e ci credo veramente. Ho saputo ieri dall’amico Alfredo Alminni figlio del nostro compianto Ciro, che la bottega del padre in via San Giacomo ha subito un furto, sono stati trafugati diversi dipinti quelli incorniciati.

Castellammare vista da Ciro Alminni

Castellammare vista da Ciro Alminni

Io avevo ricevuto il mio quadro come dono di nozze da Don Ciro e dalla signora Anna, gente che si è sempre spesa per il bene del quartiere nel quale viveva. In queste ore scopro a malincuore che il bene viene ripagato da alcuni farabutti con il furto. Un fatto triste che offende la memoria ed anche il futuro di quanti sperano di svegliarsi ogni giorno in un mondo migliore.
Quelli rubati infatti non sono solo dipinti, sono ricordi. Spero che chi li acquisterà ne sia consapevole e chi ha rubato ponga rimedio in qualche modo.
Amo la mia città, spero che l’alto senso civico della maggior parte degli stabiesi, possa sbriciolare le cattive abitudini e i comportamenti distorti e volgari di chi infanga la storia di Castellammare e delle nostre famiglie.