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Sir Richard Colt Hoare

Sir Richard Colt Hoare

Sir Richard Colt Hoare

di Giuseppe Zingone

Sir Richard Colt Hoare

Sir Richard Colt Hoare

Sir Richard Colt Hoare, nacque il 9 Dicembre 1758 e morì il 19 Maggio 1838, fu un viaggiatore instancabile, attratto anche dalla passione per la storia e dall’archeologia, sin da giovanissimo godette del sostegno della propria famiglia che gli permise di continuare gli studi classici. Alla maggiore età ricevette dal nonno una indennità annua di 2000 sterline, che gli permise di realizzare numerosi viaggi.1

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  1. L‘azienda di famiglia era la Hoare’s Bank, e suo nonno, era noto come  “Henry the Magnificent“.
Telegrafo di Pozzano

Il telegrafo ottico o semaforo a Castellammare

Il telegrafo ottico o semaforo a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Port de Castellamare, Paris 1855, (Collezione Gaetano Fontana)

Port de Castellamare, Paris 1855, (Collezione Gaetano Fontana)

La collina di Pozzano, oltre ad essere per gli stabiesi un luogo sacro è stato sul finire del Settecento un luogo militare di avanguardia (leggasi Puzzano e l’isola di Revigliano), già Consalvo di Cordoba (alla genesi della costruzione del convento dei Padri di San Francesco di Paola) diede il permesso, vista l’altura del luogo e la mancanza di un faro nel porto di Castellammare, di costruire una Lanterna o fanale1ad uso e per la sicurezza dei naviganti (che mai entrò in funzione). Oltre ciò molti concittadini ignorano la presenza di un telegrafo ottico, proprio dietro la stupenda terrazza dove campeggia la copia dell’antica croce di Pozzano.

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  1. Padre Serafino De’ Ruggieri, Istoria dell’Immagine di S. Maria di Pozzano, Napoli MDCCXLIII, pag.56.
Il saluto del Papa dalla concattedrale di Castellammare di Stabia

Giovanni Paolo II a Castellammare

Il Santo Padre visita la città delle Acque

a cura di Giuseppe Zingone

Il saluto del Papa dalla concattedrale di Castellammare di Stabia

Il saluto del Papa dalla concattedrale di Castellammare di Stabia

Il 19 Marzo 1992 fece visita all’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare, alla sua entrata nella Concattedrale di Castellammare Giovanni Paolo II rimase molto colpito dalla bellezza e dalla grandezza della chiesa.  Fu ospite ai cantieri navali per l’incontro con il mondo del lavoro di cui per secoli Castellammare di Stabia ha costituito un riferimento unico per il Sud Italia.   Concluse la sua Santa Visita sull’arenile stabiese, in uno scenario perfetto per un incontro spirituale, dove esortò i fedeli e gli uomini di buona volontà al “realismo” e al “coraggio” per opporsi in maniera organica alla camorra sanguinaria, e a tutte le forme di criminalità e mafiosità.

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Pane, Foto di Enzo Cesarano

Il pane buono della nostra terra

Il pane buono della nostra terra

a cura di Giuseppe Zingone

Perché il pane è un simbolo così potente che ci tocca tutti, come un profumo che ritroviamo intatto dopo molto tempo, e ci restituisce una parte della nostra vita; ma è anche come una benedizione, di cui forse non siamo degni ma che è là, fedele, davanti a noi sulla tavola“. Antonia Arslan

Pane, Foto di Enzo Cesarano

Pane, Foto di Enzo Cesarano

Recuperiamo e presentiamo al lettore, questo articolo del Corriere della Sera dell’otto Agosto 1917 nel quale il ministro Canepa1in visita nel nostro territorio, sollecitato da un giornalista, tesse le lodi del nostro pane e della pasta, meglio preparati e più buoni di quelli di Roma e di altre città italiane. Continua a leggere

  1.  Giuseppe Canepa, nasce a Diano Marina (Imperia) il 15 marzo 1865 e morì il 22 dicembre 1948, presente nella XXIV Legislatura del Regno d’Italia, del Governo Boselli, fu: Sottosegretario del Ministero dell’Agricoltura, dal 18-06-1916 al 16-06-1917. Commissario del Commissariato generale per gli approvvigionamenti e consumi alimentari, dal 16-01-1917 al 07-10-1917.
Luigi Denza

Luigi Denza

Luigi Denza

di Giuseppe Zingone

Pubblicato nel 2009

“Al Signor Luigi Nocera,
per il suo smisurato amore dell’Opera e della musica Classica,
ma soprattutto della VITA”.

Luigi Denza, ritratto

Luigi Denza, ritratto

All’incirca due anni fa, nel periodo delle festività pasquali (che sono solito trascorrere con i miei a Castellammare), decisi di rubare un po’ di sonno al mio dormire per recarmi in giro a curiosare, proprio quando tutti dormono e la città è quieta e tranquilla, pacifica, dormiente, come una splendida donna sdraiata su un divano. Il compito dell’innamorato allora è quello di osservare e ritenere nella mente questi magici momenti, che il turchino chiarore della giornata che inizia, rende ancestrali e le ombre che ancora l’ammantano, restituiscono questa Città all’unisono, malinconica e indicibilmente affascinante. Continua a leggere