Archivi tag: Giuseppe Zingone

Pensione Weiss: Il signore del N. 41

Pensione Weiss: Il signore del N. 41

a cura di Giuseppe Zingone

Paul Hindenburg, Bundesarchiv bild 183-C06886

Diversi anni or sono, veniva pubblicato sull’Opinione di Stabia, un interessante articolo, tratto dal meraviglioso libro di Piero Girace, Le acque e il maestrale. Il brano inizialmente enigmatico possiede in sé, una rara bellezza evocativa della storia, che il giornalista e critico d’arte stabiese, meravigliosamente ripresenta. Mancava a liberoricercatore questo, che sarà il primo di una serie di documenti dedicato a Piero Girace. La penna del barone non è solo uno strumento di scrittura; egli dipinge, rievoca, ripresenta e coinvolge, siamo anche noi lì, con i tipi, i figuri, i protagonisti, introiettati e coinvolti nelle vicende di Castellammare. Continua a leggere

Castellammare di Stabia 1927

Castellammare di Stabia 1927

a cura di Giuseppe Zingone

Antonio Mancini, ritratto del critico Saverio Kambo, olio su tela, cm 100 x 80

Francesco Saverio Kambo, nacque a Roma nel 1876 ed ivi morì nel 1933.1Autore di numerosi articoli a tutt’oggi presenti nell’enciclopedia Treccani. Fu avvocato, professore, giornalista, critico d’arte, membro della Commissione drammatica di Roma e di quella Superiore di Storia ed Arte del Comune. Autore di originali ed applaudite commedie e drammi (Il dovere, La Sfinge, Suor Maria, La luce, La cortigiana,La sirena degli Eroi, il Figlio, Nella lieta stagione) di Novelle castellane, Monografie, e di libretti lirici, come: Per la Patria! dramma lirico per musica di Goffredo Cocchi (Rieti, Teatro Vespasiano, 30 agosto 1905); Esvelia, tratto da Heine, tragedia lirica 1 atto, musicato di Igino Robbiani (Roma, Costanzi, 27 novembre 1911); Czernagora, dramma, mususicato di Filippo Guglielmi (ediz. Sonzogno).2

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  1. La morte di Saverio Kambo è attestata in questo documento della Regia Prefettura di Roma: l’eredità relitta da Kambo Francesco Saverio deceduto in Roma il 10 Aprile 1933 all’età di anni 57. In: Foglio degli annunzi Legali della provincia di Roma, Anno XII, numero 49, di martedì 19 Giugno 1934, pag. 1192.
  2. Kambo Saverio in: Carlo Schmidl, Supplemento al dizionario universale dei musicisti, (appendice al primo e secondo volume), Sonzogno 1938, pag. 429.

Consalvo Carelli e Castellammare

Consalvo Carelli e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Consalvo Carelli, autoritratto

I Carelli

La famiglia Carelli è originaria di Noci (Bari). Raffaele Carelli nacque a Monopoli il 25 settembre del 1795 da Settimio Carelli, pittore storico e decoratore.
Lord Napier racconta che Raffaele nel 1812, già era noto per eseguire piccoli ritratti e si era fatto una certa fama a Bari dove dimorò un anno.
Il 15 agosto del 1815 arrivò a Napoli dopo un pittoresco viaggio e vi fu accolto da uno zio canonico. Entrato nello studio del restauratore Ciappa, ebbe la fortuna di conoscere il poeta Gioacchino Ponte, che lo presentò in casa Meuricoffre,1dove conobbe la celebre cantante e pittrice di ritratti in miniature, Celeste Coltellini,2con la quale studiò e di cui sposò, qualche anno dopo la nipote Rosa. Nel 1818 gli nasceva il figlio Gonsalvo. E nel 1819-1820 lo ritroviamo nello studio di Pitloo pel quale dipingeva le figurine nei paesaggi. Qui conobbe Gigante, Vianelli, lo Smargiassi e si legò d’amicizia con essi, dedicandosi, più che per l’innanzi, al paesaggio. Continua a leggere

  1. Nella Napoli del XIX secolo, il cognome Meuricoffre era sinonimo di banchieri. Questa famiglia, originaria del canton Turgovia, ha ricoperto un ruolo di primo piano nell’economia meridionale.
  2. Celeste Coltellini, soprano italiano (1760-1828), sposò a Napoli il banchiere svizzero Mericoffre, titolare di una banca nella città partenopea.

Ettore Fieramosca

Ettore Fieramosca

a cura di Giuseppe Zingone

Ettore Fieramosca, pirofregata di II rango

Breve storia: Pirofregata a ruote, del Regno delle Due Sicilie Ettore Fieramosca, istituita a Castellammare di Stabia il 12 febbraio 1849, varata il 13 novembre 1850, si unì il 6 settembre 1860 (cioé) disertò a favore del Regno di Sardegna e il 24 gennaio 1861 fu inserita nella flotta come fregata a vapore su ruote Ettore Fieramosca. Il 17 marzo 1861 fu introdotta nella Regia Marina Italiana, ammodernata nel 1861 a Tolone. Dal 14 giugno 1863, divenne una corvetta a vapore di 2° grado (Corvetta a ruote di II ordine), ammodernata nel 1878. Nel 1881 divenne Nave idrografica soppressa il 5 dicembre 1883,adibita a blocco di addestramento a Napoli e successivamente adibita a magazzino galleggiante per razzi e lanciarazzi, venne demolita nel 1895.1 Continua a leggere

  1. La breve storia della pirofregata Ettore Fieramosca, è stata liberamente tradotta dal sito russo http://navyworld.narod.ru/ alla voce Fregata.
Anthonis van Dyck, Ritratto di Enrico di Guisa

La venuta del Duca di Guisa a Castellammare

La venuta del Duca di Guisa a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Anthonis van Dyck - Portrait of Henri II de Lorraine

Ritrattto di Enrico II di Lorenia, Antonio van Dyck

Anche il Guisa, (Enrico II) provò, a riconquistare la terra dei suoi avi, quel Regno di Napoli oramai spagnolo. Tentò l’impresa con i suoi, la prima volta cercando l’appoggio di coloro che non avevano dimenticato gli angioini e sfruttando il malcontento popolare, a sua volta sfociato nella rivolta con a capo Masaniello, il tutto durò solo sei mesi, era l’anno 1647.1

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  1. Le memorie del Duca Di Guisa sono state raccolte da Philippe Goibaud Dubois, (tradotte in italiano da Pietro della Piazza) e stampate a Colonia nel 1675. Il libro diviso in parte prima e seconda si concentra sulle gesta del Guisa a Napoli durante la rivolta di Masaniello. ne emerge un personaggio fortemente motivato nella sua impresa, ma feroce e spietato, crudele, pronto talvolta anche a gesti caritatevoli. In questi due volumi purtroppo non si fa alcun cenno della sua seconda venuta nel regno di Napoli, forse per la magra figura che emerge dal racconto del Parrino. Castellammare è citata solo una volta siamo alla pagina 467-468 libro terzo, volume Primo: “Doppo la presa dell’Anunciata, feci rivenire le truppe, che l’avevano assediata, per farle partire il giorno seguente e tentare di pigliare Castellamaro luogo, donde gli nemici trahevano gli loro viveri”. Vedi anche: Alberto Lazari, il quale scrive: Premeva al Viceré (Iñigo Vélez de Guevara) la conservatione di Castell’ a Mare e in particolare per il mantenimento delli Molini che somministrano il macinato a Napoli; in: Alberto Lazari, Motivi e Cause di tutte le Guerre maneggiate dalla Corona di Francia, tanto nel proprio Regno, quanto altrove, dall’anno MDLX sino al MDCLXXIII, Venetia MDCLXXIII, Parte Terza, pag. 635.