Archivi tag: Giuseppe Zingone

Carrozzella nei pressi di Piazza Orologio (cartolina ed. Biagio Molinari)

Sei stabiese se …

Sei stabiese se …

Questa pagina, la prima in assoluto del suo genere (poi dopo anni sul web e sui social, sono apparsi innumerevoli tentativi di copia che ad essa si ispirano) prende liberamente spunto da una e-mail inviataci molti anni fa da Federico, nostro affezionato lettore (a lui il merito dell’idea, a noi il merito di aver creato questa rubrica, credendo sin da subito nel potenziale espressivo dei lettori).

Al fine di ampliare la rubrica, invitiamo i nostri lettori a dare un personale contributo mediante l’invio di una frase a tema. In tal modo cercheremo di ottenere un elenco aggiornabile dei pensieri più emblematici che delineano lo stabiese. Ringraziamo anticipatamente per la collaborazione.

Carrozzella nei pressi di Piazza Orologio (cartolina ed. Biagio Molinari)

Sei stabiese se …

“Sei stabiese se …” anche tu aggiungi almeno una frase al seguente elenco…

ultime frasi inserite:

Sei Stabiese se parli male di Castellammare, se ti commuovi quando ne parlano bene e ti in-(cavoli) zzi se viene criticata da altri (Marco Russo)

Sei Stabiese se sai cosa devono fare gli altri, per la tua città, ma non sai cosa devi fare tu (Marco Russo)


archivio frasi:
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San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

San Gennaro a Castellammare

San Gennaro a Castellammare

di Giuseppe Zingone

San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

Fu grazie a Carlo I d’Angiò1 che l’abitato di Castellammare venne cinto di mura, in tale occasione furono ampliati il castello ed il porto e fu ricostruito ed ampliato su un vecchio complesso risalente agli ultimi anni del dominio svevo, il Palazzo Reale, detto di Casasana o Quisisana, quello stesso edificio dove soggiornò nel 1316 Roberto figlio di Carlo recuperando il suo cattivo stato di salute.2

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  1. Francesco Alvino,Viaggio da Napoli a Castellammare con 42 vedute incise all’acquaforte, Napoli stamperia dell’Iride 1845, pag. 89.
  2. La presenza di Roberto D’Angiò a Castellammare è documentata nel 1316. In Guida d’Italia, Napoli e dintorni, pag. 582, Touring Club Italiano, sesta edizione, Milano 2001. Vedi anche: Catello Parisi, Cenno storico descrittivo della Città di Castellammare di Stabia, pag. 19-20, Firenze 1842.
Thomas Uwins, Castellammare, ragazza napoletana con cesto di frutta ai piedi di una colonna e porto

Ragazza stabiese con cesto di frutta

Ragazza stabiese con cesto di frutta

di Giuseppe Zingone

Thomas Uwins, Castellammare, ragazza napoletana con cesto di frutta ai piedi di una colonna e porto

Thomas Uwins, Castellammare, ragazza napoletana con cesto di frutta ai piedi di una colonna e porto1

Questo armonioso dipinto di Thomas Uwins, entra a pieno titolo a far parte della collezione di liberoricercatore dedicata alla città di Castellammare. Thomas Uwins è un pittore inglese nato a Londra il 24 Febbraio 1782 e morto il 26 Agosto 1857. Ritrattista, paesaggista, privilegiava la tecnica della pittura ad olio e gli acquerelli, fu anche illustratore di libri.

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  1. L’immagine del dipinto di Thomas Uwins è stata reperita dal web (rif. enciclopedia delle belle arti wikioo.org) e si è rivelata un invito per un ulteriore approfondimento.
Santa Caterina (foto Enzo Cesarano)

Settembre, un anno a Castellammare

Settembre, un anno a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Ladispoli, lì 22 settembre 2010
Settembre, quando i colori risplendono e sono più vivi che mai ed anche i pittori con le proprie risorse cromatiche, interiori e personali, non riescono a descriverti.
Settembre è un onesto mese per nascere, figlio dell’autunno è di buon cuore tanto che cede volentieri qualche sua decade all’estate.
Il mare rassomiglia sempre più al cielo, teneramente s’increspa, ma è gentile e bonario come un bimbo tra le braccia della madre.

Santa Caterina (foto Enzo Cesarano)

Il Centro antico (foto Enzo Cesarano)

Di qui a poco fragorosi ciurme di ragazzi che giocano a pallone in via Gesù, al porto e in piazza fontana grande torneranno a scaldare i banchi di scuola lasciati orfani e tristi qualche mese prima, spostando il proprio vociare dalle strade, fin sotto il vecchio (anzi antico) Seminario. Quanti studenti ti sei inventato? Salite e discese che consumano ad ogni figlio i tuoi gradini di basalto. Io stesso vi fui ospite per qualche tempo alle elementari, quando per ragioni a me sconosciute lasciammo la nostra sede in via Gesù, per poi stabilirci in un’ala del nobile palazzo del Marchese De Turris. Continua a leggere

Emily Jane Wodhouse, Acquerello su carta, Chiesa di Santa Croce 2, 1889

Emily Jane Wodehouse a Castellammare

Emily Jane Wodehouse

di Giuseppe Zingone

Attilio Baccani, ritratto di Emily Jane Wodehouse, Lady Newton, Collezione National Trust, Lyme Park

Attilio Baccani, ritratto di Emily Jane Wodehouse, Lady Newton, Collezione National Trust, Lyme Park

Emily Jane Wodehouse nacque il 7 maggio 1826. Era la figlia del Reverendo Charles Nourse Wodehouse, canonico di Norwich  e Lady Dulcibella Jane Hay. Sposò William John Legh, primo barone Newton, figlio di William Legh e Mary Wilkinson, il 29 maggio 1856 a St. George Hanover Square, Londra, Inghilterra. Morì il 17 aprile 1901 all’età di 74 anni a Belgrave Square, Londra, Inghilterra.

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