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Riprendono le corse in funivia per il Faito

 

Domenica prossima 7 aprile, a partire dalle ore 10,00, sarà possibile rivivere la festosa esperienza dell’immersione nella natura del Faito. Il Golfo di Castellammare di Stabia, nella sua spettacolare fotografia, sarà godibile con poca spesa. L’apertura del 7 aprile, apre la strada a quanti vorranno trascorrere le festività di Pasqua in montagna, fra natura e aria salubre, in quella che è un vero e proprio Paradiso Terrestre. Appena otto minuti e si potrà raggiungere il piazzale della Funivia, e da lì iniziare le proprie escursioni.

Verso la sommità, la piana del Sarno, il Vesuvio, il mare, le isole, faranno rivivere anche quest’anno un’esperienza ristrutturante per il corpo e per la mente. Il Caposervizio della funivia, signor Antonio Rendina, da noi sentito, ha riferito che l’anno scorso oltre 82000 visitatori, hanno raggiunto il Faito, il doppio rispetto agli anni precedenti, un vero record, che quest’anno sarà, certamente, abbattuto.  La chiusura invernale ha consentito le verifiche di manutenzione e il definitivo rinnovo delle stazioni, inoltre, stimolerà la curiosità di viaggiatori e turisti, il nuovo look delle vetture, una verde per intonarsi alla montagna ed una blu per intonarsi al mare, la nuova espressione di quanto l’EAV ha messo in campo per il nuovo anno, ambiente, turismo e funivia, viene riassunta nel nuovo logo apposto sulle vetture. Il mare rappresentato da alcune onde bianche, la montagna verde e la tratta rossa (la funivia), sono i lati di un triangolo, che diventa elemento fondante e simbolico della nuova stagione.

Don Felipe

Opera dello stabiese Filippo Bisogni, in arte “Don Felipe”, questi bellissimi componimenti sono tratti dalla raccolta: “Angulillo ‘e paraviso”.
Poesie in dialetto napoletano, [tip. Sicignano, Pompei].

Ringraziamo per la gentile concessione, la nipote del compianto autore, suor M. Nerina de Simone.

Angulillo 'e Paraviso

Angulillo ‘e Paraviso (foto Giovanna Lombardo)

Angulillo ‘e Paraviso

Na muntagna sempe nfiore,
na distesa ‘e case a mare,
n’aria fresca e tutt’addore…
chistuccà è Castiellammare!

Na veduta surridente,
na marina chiusa e tonna,
nu Vesuvio prepotente,
ciente varche ncopp’ ‘a ll’onna. Continua a leggere

Logo Ascom Stabia

Ascom Stabia – UN PO’ DI STORIA…

a cura di Giovanni Grammegna

Logo Ascom Stabia

Ascom Stabia

La storia dell’Ascom stabiese comincia nel 1944 quando il 30 gennaio i commercianti di Castellammare di Stabia si riuniscono in assemblea per fondare una società con l’unico scopo di “difendere e tutelare gli interessi della propria categoria insorgendo con tutti i mezzi legali contro chiunque osasse manometterli e contrastarli” come recita il documento di fondazione a firma del primo presidente Catello Sorrentino. E la storia dell’Ascom è una storia ricca di incontri e di scontri, segnata da tante lotte e iniziative portate avanti dai commercianti.

Lotte sindacali come quella che porta nel ’58-’59 alla chiusura domenicale dei negozi e più tardi, negli anni ’70, alla mezza giornata di chiusura settimanale: scelte effettuate dopo una lunga battaglia in seno all’associazione e che provocano mille polemiche, ancora oggi non del tutto sopite. Lotte contro la grande distribuzione organizzata che dal ’77 approda a Castellammare con l’apertura dei primi supermercati. Lotta contro gli abusivi che occupano impropriamente i marciapiedi e la Villa Comunale, ormai da tempo testimoniato da un reportage fotografico del 1983 con cui l’Ascom denuncia il fenomeno.

Affianco a quella delle lotte c’è la storia di tante iniziative a favore dello sviluppo del commercio e dell’intera città. I “Meeting del Commercio”, di cui si tengono 7 edizioni tra il 1969 e il 1980, sono l’occasione per fare una panoramica in quegli anni sull’organizzazione di tutto il settore, oltre che di visitare gli stand ed assistere a spettacoli e a sfilate di moda. Continua a leggere

Santu Catiello e ll’alluvione

Il 20 gennaio 1764 una disastrosa alluvione provocò ingenti danni alla nostra città, ma grazie all’intercessione di San Catello (per noi stabiesi Santu Catiello) non ci furono vittime, al contrario dei paesi vicini come Lettere, Casola, Gragnano, Pimonte e Vico Equense.

A seguire la poesia composta (nel gennaio 2014) da Bonuccio Gatti, in occasione del 250° anniversario dell’alluvione.

Santu Catiello in una pittura di Ciro Alminni

Santu Catiello in una pittura di Ciro Alminni


Santu Catiello e ll’alluvione

Pure chist’anno è asciuta ‘a prucessione,
pure sta vota s’è mantenuta ‘a tradizione;
‘o maletiempo, accussì comme d’incanto,
è scumparuto propio pe f’ascì’ ‘o Santo!

E chistu ccà è pure ‘n’anno particolare,
ce sta ‘n’anniversario che è da ricordare:
250 anne fa ce fuje ‘na grossa alluvione,
ma Santu Catiello salvaje ‘a pupulazione. Continua a leggere