Archivi tag: stabiese

Il Trieste a Castellammare (a sinistra si nota il forte borbonico prima della sua demolizione)

Il batiscafo Trieste

a cura di Antonio Cimmino

Il Trieste a Castellammare (a sinistra si nota il forte borbonico prima della sua demolizione)

Il Trieste a Castellammare (a sinistra si nota il forte borbonico prima della sua demolizione)

Nel 1953 il cantiere navale di Castellammare di Stabia registrò un interessante avvenimento scientifico e tecnologico: l’assemblaggio del batiscafo Trieste.
Il Trieste, progettato dallo scienziato svizzero August Piccard era formato da due elementi: lo scafo ed una sfera di acciaio spesso più di 12 centimetri. Lo scafo era stato costruito nel cantiere navale di Monfalcone mentre la sfera era stata costruita, in due pezzi, dalla Società delle Fucine di Terni.La professionalità delle maestranze del cantiere e la profondità del Golfo di Napoli presso Capri e Procida, furono determinanti per la composizione dell’originale battello atto a scendere a migliaia di metri nelle profondità del mare.
Piccard trovò l’entusiastica collaborazione di tecnici ed operai stabiesi nei difficili lavori di saldatura delle due semisfere e nell’adattamento allo scafo.

Galleria Immagini:

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Armata di Mare

Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Le principali navi da guerra costruite nel Regio Cantiere di Castellammare fino al 1861

( a cura di Antonio Cimmino )

Armata di Mare

Armata di Mare

Lo stabiese Antonio Cimmino, propone all’attenzione del lettore, una serie di brevi schede con l’intento di delineare quale fosse l’Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie e le caratteristiche fondamentali delle più importanti navi da guerra costruite nel Regio Cantiere di Castellammare fino al 1861.

Schede disponibili:

Vascello Partenope (1786)

Vascello Archimede (1795)

Vascello Capri (1810)

Vascello Vesuvio (1824)

Brigantino Valoroso (1837)

Avviso a ruote Sirena (1859)

Pirofregata Borbona (1860)


Per approfondimenti scrivere a: cimanto57@libero.it

Scatti d’Autore: Andrea De Martino

Stabiae

Avrei piacere di condividere sul vs sito alcune fotografie di Castellammare.

Il tritone (foto Andrea De Martino)

Il tritone (foto Andrea De Martino)


La galleria ospita alcune immagini ritratte dallo stabiese Andrea De Martino. Continua a leggere

Nostalgia: il bagno nella tinozza di zinco

Nostalgia

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Caro Maurizio, la tua risposta mi ha veramente commosso. Io che credo di essere di scorza dura anche stavolta mi sono venute le lacrime agli occhi. E ciò accade tutte le volte che qualsiasi evento mi ricorda il mio paese, i miei genitori, la breve vita (rispetto all’età che ho adesso) trascorsa nella mia bella Stabia. Quando ascolto sovente le canzoni napoletane e che mi ricordano quando la domenica, mentre mio padre (abitavano all’Acqua della Madonna in uno stabile che da tempo è stato abbattuto, di fronte alle fonti dell’Acqua Acidula) in una tinozza di zinco ci lavava completamente, io e mio fratello bambini di 5/6 anni.

Nostalgia: il bagno nella tinozza di zinco

Nostalgia: il bagno nella tinozza di zinco

E lui cantava nel mentre le canzoni di allora (“L’accordo in fa”, “Uocchie c’arragiunate”, “Palomma e notte”, “Funtana all’ombra”) Quanta malinconia ora mi prende! Continua a leggere

‘O cunto d”o cecere

di Chiara Del Gaudio

Pur conoscendo il significato della caratteristica espressione: “Me staje facenno ‘o cunto d”o cecere!”, con la quale si palesa la mancata disponibilità ad ascoltare un racconto (ragionamento) lungo e futile e si sprona l’interlocutore (che temporeggia) ad essere chiaro e conciso, mai prima di oggi, mi era sembrato utile di avviare una ricerca a tema per far conoscere la trama di questo particolare racconto quasi del tutto dimenticato (un tempo molto radicato nella tradizione locale).

Cunto d''o cecere

Cunto d”o cecere

L’esigenza di una ricerca è nata quando una nostra affezionata visitatrice (Chiara Del Gaudio, che saluto e ringrazio), ha richiesto espressamente aiuto al “Libero Ricercatore”, per ricostruire la parte tronca di questo curioso racconto che sin da piccola le veniva narrato dalla nonna materna. Fortunatamente dopo aver chiesto e ricercato “in lungo e in largo” siamo riusciti nell’intento, abbiamo rintracciato una versione del “Cunto d”o cecere”, che vi proponiamo a seguire (il racconto dal titolo “Il cece” della scrittrice Angela Matassa, estrapolato dalla raccolta “Leggende e racconti popolari di Napoli” edito dalla Newton & Compton Editori). Continua a leggere