Stabia-Eventi
a cura di Maurizio Cuomo
Questa rubrica è pensata per tenerti sempre aggiornato sugli eventi che si tengono a Castellammare di Stabia e nel suo circondario.
Stabia-Eventi
a cura di Maurizio Cuomo
Questa rubrica è pensata per tenerti sempre aggiornato sugli eventi che si tengono a Castellammare di Stabia e nel suo circondario.
Le immagini in galleria sono tutte coperte da diritto d’autore (© www.liberoricercatore.it), per un’eventuale utilizzo, di qualsiasi ambito sia, è richiesta la citazione della fonte (foto: Escursionisti stabiesi, tratte dal portale www.liberoricercatore.it), previo liberatoria da richiedere in ogni caso a ricercatoredistabia@libero.it.
( Scheda tecnica del percorso )
Itinerario:
Reggia di Quisisana (ingresso viale degli Ippocastani) – Parco della Reggia – via Tuoro a Monte Coppola – Antico sentiero per Monte Coppola – Monte Coppola – primo tratto del sentiero dell’Acquedotto Borbonico – Cascata di Monte Coppola.
Durata:
3 ore (con ampie soste di rilevamento e ritorno).
Lunghezza:
3 km circa.
Difficoltà:
T/E (Turistica – Escursionistica).
Dislivello:
160 mt.
Tipo di percorso:
Tutto il percorso (salvo brevi tratti) è ombreggiato dalla fitta vegetazione boschiva, e si snoda su di un piano di calpestio misto. Ecco a seguire la specifica di percorso:
il tratto iniziale si snoda negli ampi viali del Parco della Reggia di Quisisana, è comodo e a carattere agevole, usciti dal Parco e percorsi i primi 500 metri di via Tuoro a Monte Coppola (laddove la strada principale rotabile curva su di un ponticello), imbocchiamo l’adiacente antico camminamento per Monte Coppola, questo tratto di percorso pur se mal tenuto (è infatti palese la mancata manutenzione al suolo di calpestio del sentiero ampiamente coperto da fogliame), è praticabile e può essere considerato discretamente sicuro.
Giunti al piazzale di Monte Coppola, proseguiamo in discesa in direzione dell’antico acquedotto borbonico (anche questo breve tratto non presenta particolari difficoltà, il percorso è sconnesso, ma praticabile). Raggiunta la Cascata (ben visibile nel periodo invernale e nel primo periodo primaverile), segnaliamo purtroppo la presenza di una notevole quantità di rovi che copre ed ostacola rovinosamente il naturale punto di accesso.
Punti d’acqua:
Parco della Reggia di Quisisana – Fonte di S. Bartolomeo.
Segnaletica:
Il sentiero percorre parte dei numerosi viali del parco della Reggia. Da rilevare che in alcuni tratti il tracciato è mal tenuto, assente qualsiasi tipo di segnaletica.
Tipo di vegetazione:
Prevalentemente bosco misto ceduo, da rilevare anche numerosi coltivi a castagno sia cedui che da frutto.
Punti d’interesse:
Reggia di Quisisana – parco della Reggia con bellissimi Castagni secolari – via Tuoro a Monte Coppola ombreggiata con stupendi Lecci secolari – antica calcara nei pressi della sorgente di S. Bartolomeo. Particolarmente interessanti gli spunti naturalistici che il percorso offre, con i ruscelli e i salti d’acqua caratteristici dei numerosi impluvi (Rivi).
Un percorso di straordinaria bellezza, con caratteristiche diverse in base al periodo dell’anno in cui viene affrontato. Particolarmente affascinante nel periodo “fine inverno, inizio primavera” quando i numerosi ruscelli che scorrono negli impluvi sono in piena, in alcuni tratti l’acqua affronta spettacolari salti tra tutti il più bello è quello di Monte Coppola una vera e propria cascata. Di rilevante interesse è anche la presenza di alcuni esemplari di Pteride di creta e di altre numerose specie di felci ricordiamo:
la Scolopendria comune, la Cedracca comune, la Felce maschio (che genera i nuovi getti a forma di pastorale vescovile), il Capelvenere, l’Asplenio tricomane. Numerose anche le entità di muschio ed epatiche. Interessante è anche la presenza di numerosi affioramenti di conglomerati delle tipiche rocce sedimentarie della zona. Particolarmente belli e suggestivi e non rari da ritrovare sul percorso sono anche i depositi di travertino. Da segnalare infine la presenza del picchio che spesso allieta il cammino dell’escursionista col suo ritmico tamburellare.
Enzo Cannavale: indimenticato attore stabiese
a cura di Maurizio Cuomo
Nato a Castellammare di Stabia, il 5 aprile del 1928, Enzo Cannavale è stato attore di caratura superiore. Protagonista del teatro napoletano del ‘900, ha iniziato la sua luminosa carriera recitando al fianco di Eduardo De Filippo e Aldo Giuffrè.
All’esperienza teatrale è seguita poi quella cinematografica, che lo ha visto impegnato in numerosi film, che lo hanno reso, senza alcun dubbio uno dei più grandi attori caratteristi del cinema italiano. La sua lunghissima gavetta, lo ha visto protagonista di lavori cinematografici a tutti i livelli. Film polizieschi con Merola, Bud Spencer e Tomas Milian, poi le sexy commedie di serie B e infine grandi interpretazioni con Troisi (“Le vie del Signore sono finite”), De Crescenzo (“32 dicembre”, Nastro d’Argento al migliore attore non protagonista) e (“Nuovo cinema Paradiso” di Tornatore, Oscar per il miglior film straniero nel 1989). Continua a leggere
1: Filoni (via Napoli, 328)
2: Bosso (via Annunziatella, 61)
3: Scepi (via Tavernola, 132)
4: San Carlo (via Cosenza, 194) – Bosso (via Annunziatella, 61)
Guacci (via Nocera, 78) – Talarico (via Sarnelli, 11)
5: Scepi (via Tavernola, 132) – Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)
6: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) – Lauro (viale delle Terme, 31)
Accadde Oggi a Castellammare di Stabia
a cura di Maurizio Cuomo
Nato a Castellammare di Stabia il 12 settembre 1867, Alfredo Acton appartenne a una delle famiglie più prestigiose dei suoi tempi, famiglia strettamente legata alla tradizione navale. La sua carriera nella Marina Militare Italiana iniziò presto e, grazie alla sua brillante preparazione, riuscì a salire rapidamente nei ranghi. Acton divenne Ministro della Marina e poi Senatore.
L’Ammiraglio Alfredo Acton, una delle figure più importanti della storia della Marina Italiana, venne a mancare il 26 marzo 1934, lasciando un segno indelebile nelle pagine della storia militare del nostro Paese. La sua morte ha rappresentato una grande perdita non solo per la Marina, ma per l’intera nazione, che lo ricordava come un uomo di straordinaria competenza e dedizione.