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Ippolito affresco da Stabiae

Comunicati Stampa

Nella rubrica vengono pubblicati  avvisi e comunicati giunti alla nostra Redazione

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Ultimo Comunicato:

IL COMITATO PER GLI SCAVI DI STABIA “LA RIAPERTURA DI VILLA ARIANNA OCCASIONE

DI RILANCIO PER L’ARCHEOLOGIA STABIANA”

Castellammare di Stabia, 15 APRILE 2019 – “Un buon segnale per l’archeologia stabiana, anzi un’occasione per rilanciarla”. Così il Comitato per gli Scavi di Stabia fondato nel 1950 commenta la riapertura al pubblico di Villa Arianna, uno dei due siti archeologici di Castellammare di Stabia chiuso a ottobre per i danni provocati dal maltempo. Dopo i lavori di ripristino e puntellatura della copertura moderna dell’atrio, la villa viene restituita alla fruizione.

“Il Comitato per gli Scavi di Stabia intende sottolineare l’importanza della riapertura, resa possibile dall’impegno del Parco archeologico di Pompei. Viene restituita alla fruizione uno straordinario patrimonio culturale, in un momento che vede importanti reperti da Stabiae pronti ad essere ammirati nell’importante mostra “Pompei. Dei, Uomini Eroi” che apre giovedì 18 all’Ermitage di San Pietroburgo. Solo con l’apertura allo scambio e alla dimensione internazionale l’archeologia stabiana ha un futuro e la necessità di aprire il Museo archeologico a Quisisana esce rafforzata. Il Comitato plaude alla riapertura di Villa Arianna, sottolinea come tuttavia siano necessari interventi di riqualificazione dell’intero contesto territoriale e invita Parco archeologico di Pompei e Comune di Castellammare di Stabia ad aprire quanto prima il Museo a Quisisana. La presenza alla riapertura della villa romana di Varano della direttrice del Parco archeologico di Pompei Alfonsina Russo e del sindaco Gaetano Cimmino, oltre che del direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, e del direttore degli scavi di Stabiae Francesco Muscolino, lascia intendere che ci si è avviati verso una rapida soluzione della questione”. Continua a leggere

Allegoria di Stabia - particolare (foto Maurizio Cuomo)

Allegoria di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Da una lettera inviataci dal prof. Luigi Casale (di Bressanone), si evincono le tante perplessità che una persona può incontrare nell’ammirare la statua (si veda il sottostante rif. fotografico), posta in villa Comunale, a cui, purtroppo, “il vandalo” di turno, penso per una bravata, ha divelto la targhetta illustrativa.

Allegoria di Stabia (foto Maurizio Cuomo)

Allegoria di Stabia (foto Maurizio Cuomo)

Come vedremo la lettera, scritta da Luigi, in quanto persona colta (per supposizioni e interpretazioni) non si discosta poi tanto dalla realtà e con un po’ di fantasia, dà al lettore, nuovi interessanti motivi di riflessione. Ma il prof. Casale di certo rappresenta un caso raro, di certo non tutti, siamo in grado di interpretare cosa voglia esprimere con esattezza un artista con una determinata opera, e quindi mi chiedo: cosa potrà mai capire di questa statua, un turista di medio livello culturale, che non conosce affatto la storia della nostra Castellammare? Faccio pertanto appello, e ringrazio anticipatamente gli amministratori locali se vorranno investire qualche centesimo per allocare nuovamente ai piedi della statua una targhetta illustrativa, a beneficio di quanti, nel visitare Castellammare dovessero ammirare quello che per ora può considerarsi solo un “anonimo” monumento. Continua a leggere

L’eruzione del Vesuvio del 1906

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Nella pagina riportiamo la cronaca dell’eruzione del Vesuvio avvenuta nell’aprile del 1906, sicuramente uno degli eventi più suggestivi ed intensi di vita cristiana, vissuti nella città di Castellammare di Stabia negli ultimi secoli. La suddetta cronaca estrapolata da due scritti d’epoca è tratta dagli archivi della Cattedrale stabiese.

Particolare di un dipinto di Francesco Filosa (Cattedrale stabiese)

Protezione della liberazione ottenuta nella terribile eruzione del Vesuvio mediante l’intercessione del nostro Protettore San Catello (libro VI delle conclusioni del Capitolo Stabiese pag. 18).

Fin dal giorno 2 aprile di questo corrente anno 1906 il vicino monte Vesuvio manifestò segni precursori di una eruzione. Aumentò l’attività nei giorni 5, 6, 7, con emissione continuata di lava di fuoco in vari punti, con sbuffi di cenere e sabbia, accompagnati a brevi intervalli da forti boati. Nella notte però dal 7 al 8 di detto mese, giorno di Domenica delle Palme, l’eruzione pigliava tali proporzioni da ridestare la più grave costernazione ed il più intenso terrore, in un tratto si aprivano varie bocche che gittavano laghi di fuoco, sicché tutto il Vulcano sembrava diventare una massa di fuoco presentando terrificante spettacolo. Allo spuntare dell’infausto giorno 8 immensa folla di gente di questa nostra città corse nella nostra Cattedrale fatta aprire ben per tempo e supplicava l’aiuto del nostro amato Protettore S. Catello, e più nostro vivo il desiderio che il venerando simulacro fosse portato fuori la Chiesa a vista del … monte. Continua a leggere

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di aprile 2019

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia


SERVIZIO NOTTURNO
(dalle ore 20.00 alle 09.00)

dal 25/03 al 07/04: San Ciro (via Brin, 12) – tel.: 081/8711465

dal 08/04 al 14/04: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) tel.: 081/8715149

dal 15/04 al 28/04: Cuomo (via Napoli, 158) tel.: 081/8715149

dal 28/04 al 05/05: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) tel.: 081/8715149


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.00 alle 20.00

Aperta nell’intervallo pomeridiano:
1Imparato (S. Maria dell’Orto, 16)
2Talarico (via Sarnelli, 11)
3: Pisacane (via Gesù, 16)
4: Scepi (via Tavernola, 132)
5: San Ciro (via Brin, 12)

Turno del sabato:
6Lauro (viale delle Terme) – Filoni (via Napoli, 328) – Plinio (via Plinio, 62)
Scepi (via Tavernola, 132) – Lombardi (p.zza “Orologio”, 11) Continua a leggere

Monumento ai Caduti

Monumento ai Caduti

a cura di Maurizio Cuomo
Piazza Principe Umberto

Piazza Principe Umberto: luogo ideale per erigere un monumento solenne e maestoso.

Il monumento sorse ad iniziativa di un Comitato cittadino che, con deliberazione del 24 gennaio 1925, ne affidò l’incarico all’artista prof. Giuseppe Renda; e costò L. 150.000: somma comprensiva del bozzetto, della messa in opera del monumento atto alla inaugurazione e della direzione artistica; mentre la sistemazione dello spiazzo sistemato ad aiuole al di fuori del cancello che recingeva la base del monumento, costò L. 9000, come da deliberazione della Consulta Comunale in data 26 aprile 1928.

Ecco la relazione del prof. Renda sul significato della statua e dei quattro bassorilievi:

« Secondo il bando di concorso il monumento deve rispondere a queste condizioni:
1 – glorificare i Caduti e suscitare l’amore patrio;
2 – esprimere ciò senza simboli difficili a intendersi;
3 – ispirarsi alle grandi opere classiche.
Ho cercato di soddisfare queste esigenze con un gruppo di tre figure.
La lotta vittoriosa (rappresentata dal guerriero trionfante), i dolori sofferti (rappresentati dalla madre dei combattenti e dei Caduti), sono consacrati ed offerti a Roma, simbolo della patria. Roma risorge sulle rovine del suo passato, riprende e stringe nel pugno il mantello imperiale. La nuova potenza della patria si rivela ai combattenti, che vedono in essa la più alta glorificazione della propria opera. Mi è sembrato che così una sola rappresentazione unifichi l’esaltazione dei combattenti e l’amor patrio; che la guerra diventi vittoria della nazione e che si evitino le solite rappresentazioni di combattenti carichi di allori e di incoronati. Continua a leggere