Autore dell'articolo Enzo Cesarano

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Informazioni su Enzo Cesarano

Collaboratore di Redazione Appassionato di folklore, teatro e tradizioni locali. Amante della fotografia, è l’ideatore della rubrica “Banca della Memoria stabiese” ed autore di numerosi interessanti articoli a sfondo popolar-tradizionale. E' responsabile della pagina Facebook di LR.

Immacolata - Edicola al Palazzo del Sole (foto Enzo Cesarano)

Fratielle e surelle (‘a siconda stella)

a cura di Enzo Cesarano

Volendo dare, ai numerosissimi stabiesi emigrati dalla nostra Castellammare, la possibilità di riascoltare “fratielle e surelle”, anni fa, chiedemmo al carissimo Aniello Lascialfari di prestare la sua voce per la nobile causa…

A distanza di anni, il modulare limpido e sonoro di Aniello omaggia e rappresenta (in punta di piedi) l’operato dei numerosi cantori stabiesi che nel periodo della “dodicina” (dal 26 di novembre al’8 dicembre), con sacrificio ed assoluta devozione percorrono, nelle primissime ore del mattino, vie e vicoli della nostra amata Città, invitando i fedeli a recarsi in chiesa per la recita del Rosario.

Immacolata - Edicola al Palazzo del Sole (foto Enzo Cesarano)

Immacolata – Edicola al Palazzo del Sole (foto Enzo Cesarano)


Ascolta la voce votiva di Aniello Lascialfari  (il “fratielle e surelle” del web) Continua a leggere

Immacolata - Edicola al Parco Azzurro (foto Maurizio Cuomo)

Fratielle e surelle (‘a primma stella)

a cura di Enzo Cesarano

Volendo dare, ai numerosissimi stabiesi emigrati dalla nostra Castellammare, la possibilità di riascoltare “fratielle e surelle”, anni fa, chiedemmo al carissimo Aniello Lascialfari di prestare la sua voce per la nobile causa…

A distanza di anni, il modulare limpido e sonoro di Aniello omaggia e rappresenta (in punta di piedi) l’operato dei numerosi cantori stabiesi che nel periodo della “dodicina” (dal 26 di novembre al’8 dicembre), con sacrificio ed assoluta devozione percorrono, nelle primissime ore del mattino, vie e vicoli della nostra amata Città, invitando i fedeli a recarsi in chiesa per la recita del Rosario.

Immacolata - Edicola al Parco Azzurro (foto Maurizio Cuomo)

Immacolata – Edicola al Parco Azzurro (foto Maurizio Cuomo)


Ascolta la voce votiva di Aniello Lascialfari  (il “fratielle e surelle” del web) Continua a leggere

Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

La vera storia del “torroncino stabiese”

a cura di Enzo Cesarano

Nel periodo delle festività dei morti, per tradizione popolare, in Campania si usa regalare il “torrone dei morti”. Un omaggio che vuole esorcizzare mediante il cibo l’angoscia della morte. Il torrone, originariamente composto da cioccolato e mandorle (oggi proposto nei più svariati gusti), secondo radicata credenza, simboleggia la nuda terra che inghiotte la vita.

Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

Nella cultura napoletana, si usa preparare nel succitato periodo e per gli stessi motivi, un particolare torrone, a forma di sigaro, fatto di zucchero e mandorle, chiamato “ll’uosso ‘e muorto”. Continua a leggere

La produzione di gallette (foto Enzo Cesarano)

Galletta stabiese, storia di un celebre prodotto da forno

articolo di Enzo Cesarano

Galletta

Galletta stabiese (foto Ferdinando Fontanella)

Il territorio stabiano grazie alla favorevole posizione geografica ha da sempre assunto un ruolo fondamentale negli scambi commerciali mediterranei.

La prospera attività del trasporto marittimo ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’arte panificatoria che notoriamente caratterizza, insieme alle tantissime acque sorgive, la città di Castellammare di Stabia. Non è un caso, dunque, che fin dal Medioevo i mulini posti lungo la costa tra Torre Annunziata e Stabia sono stati di grande importanza, rifornendo la Capitale con la loro produzione di farina1.

La galletta stabiese, tra i prodotti da forno più celebri, nacque proprio intorno al 1300, il suo nome deriva da termine francese galet, ciottolo2 come allusione alla particolare forma tonda, schiacciata e dalla superficie bucherellata (originariamente i buchi erano ventotto, oggi molto meno). Continua a leggere

  1. N. Faraglia: “Storia dei prezzi in Napoli dal 1131 al 1860”. In atti del Regio Istituto di Incoraggiamento, Napoli 1878, pp. 82.
  2. Cortellazzo Zolli: “Dizionario etimologico” . Zanichelli, Bologna 1980.
Luisella Viviani

Luisella Viviani

( breve biografia a cura di Enzo e Martina Cesarano )

Luisella Viviani

Luisella Viviani (Immagine tratta dal web)

Luisella Viviani nasce a Castellammare di Stabia, il 5 ottobre 1885, da Teresa Sansone, casalinga e Raffaele Viviano (il cognome per motivi artistici fu poi cambiato in “Viviani” dal fratello Raffaele) impresario teatrale presso “l’Arena Margherita” di Castellammare di Stabia.

Luisella Viviani - atto di nascita (archivio LiberoRicercatore.it)

Luisella Viviani – atto di nascita (archivio LiberoRicercatore.it)

La famiglia Viviano, in quel periodo non ebbe vita facile, infatti, pochi mesi dopo la nascita di Raffaele (tre anni più piccolo di Luisella), dovette fare i conti con una forte crisi economica. Questo episodio determinò la carriera artistica tanto di Luisella quanto del fratello: il padre decise di trasferirsi con tutta la famiglia a Napoli dove fondò il teatro “Masaniello”, celebre palcoscenico in cui debuttarono, nello stupore degli astanti, i due fratellini (Raffaele, aveva appena 4 anni).

Luisella, con quella sua aria zingaresca”, conquista, ben presto, l’attenzione e l’ammirazione degli intellettuali napoletani, come Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, i quali vedevano in lei l’interprete ideale delle canzoni popolari napoletane. Compiuti 16 anni entrò a far parte della compagnia di Salvatore De Muto, l’ultimo grande Pulcinella.
Fu così che Luisella si affermò, ottenendo un successo straordinario, cantando le canzoni composte dal giovane fratello Raffaele, come “Prezzetella”, “Bammenella ‘e copp”e quartiere” e “Fore ‘o vascio”, divenute famosissime grazie alle sue interpretazioni: “’E stroppole ‘e Luisella”. La collaborazione tra Raffaele e Luisella si interruppe, però, ben presto: la cantante, infatti, si ritirò dalle scene dopo il matrimonio con Arturo Vietri.
Vi ritornerà nel 1919, nella Compagnia del fratello, in qualità di prima donna, dove i grandi personaggi femminili, creati dal fratello, trovano in lei un’interprete impareggiabile, per la sua straordinaria forza espressiva e per la sua gestualità. Continua a leggere