Archivi autore: Enzo Cesarano

Informazioni su Enzo Cesarano

Collaboratore di Redazione Appassionato di folklore, teatro e tradizioni locali. Amante della fotografia, è l’ideatore della rubrica “Banca della Memoria stabiese” ed autore di numerosi interessanti articoli a sfondo popolar-tradizionale. E' responsabile della pagina Facebook di LR.

Le stufe ‘a rena

Conosci Stabia

Le stufe ‘a rena

a cura di Enzo Cesarano

Le “stufe ’a rena” rappresentano un capitolo poco noto ma significativo del termalismo naturale di Castellammare di Stabia. Un tempo, lungo il litorale stabiese, non c’era bisogno di strutture moderne o centri benessere. Bastava la sabbia.

Stufe 'a rena a Castellammare di Stabia

Stufe ‘a rena a Castellammare di Stabia

Non una sabbia qualsiasi, ma una miscela unica di minerali trasportati dal Vesuvio, dal fiume Sarno e dalle rocce del Monte Faito. Quando veniva riscaldata dal sole, raggiungeva temperature elevate, anche di 50 o 60 gradi. In queste condizioni, diventava un rimedio naturale per chi soffriva di dolori articolari, reumatismi e infiammazioni.

Il trattamento era semplice: si scavavano piccole fosse nella sabbia calda, ci si sdraiava dentro e si veniva ricoperti fino al collo. Il calore stimolava la sudorazione, favoriva la depurazione e alleviava le sofferenze del corpo. Un sapere antico, tramandato oralmente, basato sull’osservazione della natura e sull’esperienza diretta.

Oggi questa pratica sembra appartenere al mito, ma è parte reale della storia stabiese. Un esempio concreto di come, in passato, l’ambiente fosse fonte diretta di cura e benessere.

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Stabia promossa in serie B (anno 1951)

Sport a Castellammare

Stabia promossa in serie B (anno 1951)

23 giugno 2011 – sfiziosi aneddoti raccontati dal dottor Gaetano Cotticelli

Spett. le Redazione, al tripudio generale per la recente affermazione dei nostri colori desidero fornire un piccolo contributo di ricordi. In particolare, essi mi derivano da mio padre, Cotticelli Ciro, deceduto sette anni fa all’età di 80 anni, che negli anni della prima promozione dello Stabia del 1951 in Serie B fu uno dei dirigenti della squadra insieme ai suoi fratelli Silvio (detto Guido) e Nicola. Io sono nato nel 1954 e, pertanto, quello che vi riferisco lo attingo dai suoi racconti.

Anzitutto, egli, trovandosi allo stadio di Firenze nella gara di spareggio per la B, al secondo gol di Cereseto perse conoscenza per l’emozione. A quel punto, Vito Cormun e un altro amico di cognome Masi, con un sifone di seltz, tentarono di rianimarlo. Peraltro, di tale evento esiste una foto che dovrebbe essere di proprietà della famiglia Cormun.

Inoltre, un altro ricordo è legato alla salace battuta di mio zio Nicola Cotticelli, anch’egli dirigente dello Stabia. Infatti, la sera antecedente lo spareggio, l’allenatore del Foggia fece pervenire nel ritiro stabiese una torta con su scritto: «Foggia batte Juve Stabia 2-1». Tuttavia, all’indomani, dopo la vittoria, mio zio Nicola telefonò all’Hotel ove pernottava il Foggia e, richiedendo dell’allenatore, gli consigliò di far preparare un’analoga torta per i suoi giocatori, ma di ben altra materia.

Infine, tale salace battuta venne riportata nella cronaca del Mattino o del Roma dell’epoca, che citava: «…non è mancata una salace battuta di un ex maresciallo di marina». A tal proposito, di tale giornale esiste una copia a casa di mio padre che spero di riuscire a recuperare per inviarvene una copia.

Stabia: squadra e dirigenza (cartolina commemorativa "Mimì Paolercio")

Stabia: squadra e dirigenza (cartolina commemorativa “Mimì Paolercio”)

Dall’album dei ricordi è comunque emersa questa foto della squadra e della dirigenza (di cui vi invio copia dell’originale in mio possesso) essa reca sul retro il timbro del fotografo (il mitico Paolercio) ed il timbro datario sbiadito con la data del 01 luglio 1951. Continua a leggere

Catello Uvale e il confine sottile tra memoria e storia

Storie minime

Storie minime

Catello Uvale e il confine sottile tra memoria e storia

articolo di Enzo Cesarano

Negli anni Ottanta, a Castellammare di Stabia, c’era un uomo che molti ricordano ancora oggi con affetto e rispetto. Si chiamava Catello Uvale.

Catello Uvale

Catello Uvale

Era stato consigliere comunale, comunista, operaio dei cantieri navali: una vita piena, concreta, legata profondamente alla città. Poi, raggiunta la pensione, aveva trovato un modo semplice ma significativo per continuare a restare dentro il suo tempo: vendeva cartoline antiche, orologi vintage e materiale cartaceo legato a Castellammare.
Non era un mestiere qualunque. Era, in un certo senso, una forma di custodia.
Catello Uvale si muoveva tra mercatini e fiere quando ancora il collezionismo non era dominato dal digitale, quando piattaforme come eBay non esistevano e la ricerca passava attraverso le mani, gli occhi, le relazioni. Indossava quasi sempre il suo inseparabile impermeabile e portava con sé una borsa di pelle, consumata ma dignitosa. Dentro quella borsa non c’erano semplici oggetti: c’era un piccolo patrimonio di memoria cittadina. Continua a leggere

Giovanni Acanfora

Personaggi stabiesi

Giovanni Acanfora

(Castellammare di Stabia, 7 aprile 1884 – Roma, 8 marzo 1976)

articolo redatto da Enzo Cesarano

base della ricerca storica a cura di Gaetano Fontana

Giovanni Acanfora e la Banca D'Italia

Giovanni Acanfora (foto immaginaria riprodotta con AI)

Giovanni Acanfora nacque a Castellammare di Stabia, città di mare e di cantieri, da una famiglia della piccola borghesia stabiese. Dopo gli studi nella sua città natale, proseguì la formazione a Napoli, dove si laureò in giurisprudenza all’Università Federico II nel 1907. L’ambiente vivace del Golfo — tra scuole, attività portuali e una crescente cultura tecnica e amministrativa — contribuì a formare la sua visione concreta del servizio pubblico.

Entrò nel Ministero delle Finanze all’inizio del Novecento e, grazie a una carriera rigorosa e riservata, nel 1938 raggiunse il grado di Ispettore Generale. Due anni dopo, il 22 maggio 1940, fu nominato Direttore Generale della Banca d’Italia, subentrando a Pasquale Troise. In seguito alla caduta del fascismo, il 26 luglio 1943, divenne Ministro degli Scambi e Valute nel primo governo di Pietro Badoglio, incarico che mantenne fino al febbraio 1944. Continua a leggere

Operazione Batiscafo Trieste

Editoriale stabiese

Operazione Batiscafo Trieste: una storia che appartiene anche a Castellammare

articolo di Enzo Cesarano

Il docufilm Operazione Batiscafo Trieste, diretto da Massimiliano Finazzer Flory e commissionato dal Comune di Trieste, racconta una delle più grandi imprese scientifiche del Novecento.

Il 23 gennaio 1960 il batiscafo Trieste raggiunse i 10.900 metri di profondità nella Fossa delle Marianne. Gli esploratori toccarono così il punto più profondo del pianeta.

Fu un’impresa straordinaria, frutto della collaborazione tra Italia e Svizzera.
La sfera in acciaio fu realizzata dalle Acciaierie di Terni, lo scafo costruito a Monfalcone dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico.

Il Batiscafo Trieste a Castellammare

Il Trieste a Castellammare

Ma c’è un passaggio fondamentale che ci riguarda da vicino:
l’assemblaggio finale del batiscafo avvenne presso il Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, dove il Trieste fu varato il 26 agosto 1953.

Castellammare non è stata spettatrice di questa storia: ne è stata protagonista.
Qui si è compiuta una fase decisiva di quell’impresa che ancora oggi è simbolo di ingegno, coraggio e capacità industriale italiana.

Dopo l’anteprima a Trieste, il docufilm è in tournée tra Napoli, Milano, New York e Washington.

Proprio per questo, con spirito costruttivo e nel massimo rispetto istituzionale, chiediamo che anche le istituzioni di Castellammare di Stabia — e in particolare l’Assessorato alla Cultura — si attivino affinché venga organizzata una proiezione ufficiale in città.

Sarebbe un atto di riconoscimento verso la nostra storia, verso i lavoratori del cantiere, verso le scuole e le nuove generazioni che meritano di conoscere questa pagina straordinaria.

Non è solo un film. È memoria, identità, orgoglio stabiese.

Confidiamo in un segnale di attenzione da parte dell’Amministrazione, affinché questa storia possa essere raccontata anche nella città che contribuì a renderla possibile.


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