Archivi tag: castellammare

L’arte in tasca

L’arte in tasca, da biglietto ferroviario a capolavoro

di Giuseppe Zingone

Biglietto ferroviario Castellammare - ęNapoli

Biglietto ferroviario Castellammare Terme – Napoli

C’è un momento preciso nella storia di Castellammare in cui il progresso non ha portato solo fumo e rumore di macchine, ma ha spalancato le porte alla bellezza e al respiro del mondo. Bisogna chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dal fischio della “linea ferroviaria” che ancora oggi taglia l’aria tra Napoli e la Penisola, con qualche fermata in meno e con tempi incalcolabili. Continua a leggere

Friederike Brun a Castellammare

Friederike Brun, nata Munter

di Giuseppe Zingone

Friederike Brun, nata Munter

Friederike Brun, nata Munter

Sophie Christiane Friederike Munter, nasce il 3 giugno 1765, a Gräfentonna, Sassonia e muore il 25 marzo 1835 a Copenaghen. E’ stata una scrittrice e studiosa, grande viaggiatrice.
Il padre era un pastore luterano, Balthasar Münther (1735-1793), il nome della madre, Maddalena Sophia Ernestine Friederika von Wangenheim (1742-1808).

A diciotto anni andò in sposa a Constantin Brun (1746–1836), un ricco mercante e diplomatico tedesco naturalizzato danese. A Copenaghen, trascorse gran parte della vita, godé larghe simpatie, specialmente nei circoli intellettuali di tendenze germaniche. Amica dei fratelli Stolberg, del Mathisson, del Bonstetten, condivise il loro gusto per la poesia di tono descrittivo e sentimentale (v. Gedichte, 1795; Neue Gedichte, 1812): e alcune sue liriche, semplici e melodiose (Wonne schwebet lächelt überall; Ich denke dein, wenn sich in Blütenregen, ecc.) sono ancora oggi popolari.

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Castellammare su un foglio

Stralci di Storia stabiese

Il recupero di un frammento è recupero di una identità

di Giuseppe Zingone

Castellammare su un foglio

Il Mediterraneo con le sue isole e golfi

Trovando questa piccola pagina di libro con la scritta Castellammare, mi sono chiesto se valeva la pena recuperarla e soprattutto, se valesse la pena farne un articolo. Non possiamo sempre trovare tesori e a volte bisogna sapersi accontentare anche delle briciole di pane che cadono dal tavolo della “storia”. Continua a leggere

La riscoperta delle Ville di Stabia

Storia e Ricerche

La riscoperta delle Ville di Stabia

a cura di Giuseppe Zingone

La riscoperta delle Ville di Stabia

Il prof. D’Orsi mostra un frammento di pittura sulla parete del grandioso peristilio di una villa da lui scoperta.

Correva l’anno 1950.1 Mentre l’Italia si rimetteva in piedi dopo le ferite della guerra, a Castellammare di Stabia un uomo, il preside Libero D’Orsi, iniziava un’impresa che avrebbe cambiato per sempre la fisionomia archeologica del nostro territorio.

Oggi vogliamo proporvi una preziosa testimonianza dell’epoca: una pagina de L’Osservatore della Domenica2 datata 16 dicembre 1956, che titolava a tutta pagina: “La riscoperta delle Ville di Stabia” di Pio CIPROTTI.

Un tesoro sotto la cenere

Le immagini che corredano l’articolo dell’epoca sono evocative. Spicca il volto magnetico e terribile di una Medusa, un dettaglio dei raffinati affreschi stabiesi che nulla avevano da invidiare a quelli della vicina Pompei. Continua a leggere

Friedrich Furchheim

Storia e Ricerche

Friedrich Furchheim, bibliografia Castellammare

di Giuseppe Zingone

Friedrich (o Federigo) Furchheim, nasce a Vienna il 23 novembre 1844, compì studi di filologia comparata (inglese, francese e italiano). La sua attività lavorativa lo portò a ricoprire più ruoli, fu importante libraio, editore e bibliografo, la sua figura è legata in modo indissolubile alla città di Napoli e allo studio del Vesuvio.

Furchheim Friedrich, Pompei Ercolano e Stabia

Furchheim Friedrich, Pompei Ercolano e Stabia

Di lui conserviamo tra i nostri Stabiaebook: Pompei, Ercolano e Stabia, Napoli 1891.

Friedrich Furchheim si trasferì a Napoli, dove per circa un ventennio gestì una libreria internazionale in Piazza dei Martiri (Palazzo Partanna). Fu un editore e libraio stimato, punto di riferimento per la comunità scientifica e intellettuale dell’epoca.

Furchheim è ricordato soprattutto per aver applicato un metodo di catalogazione moderno e sistematico alla letteratura riguardante il Vesuvio e le aree archeologiche campane.

Le sue opere principali includono:

  • Bibliografia del Vesuvio: Pubblicata a Napoli nel 1897, è considerata la sua opera monumentale. In essa catalogò in maniera sistematica e cronologica quasi tre secoli di letteratura vesuviana (dal 1631 al 1896), includendo note critiche e un prezioso indice metodico.

  • Bibliotheca Pompejana: Un catalogo ragionato di opere su Pompei ed Ercolano. La prima edizione apparve nel 1879 (in occasione del centenario degli scavi) e fu seguita da una seconda edizione ampliata nel 1891 col titolo Bibliografia di Pompei, Ercolano e Stabia.

  • Altre guide: Realizzò bibliografie specifiche su Capri, la Penisola Sorrentina, Amalfi e Paestum.

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