Archivi tag: Stabia

paesaggio villa san marco

Cenni Storici

Castellammare di Stabia: cenni storici

( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
paesaggio villa san marco

paesaggio villa san marco

Di antichissima origine (sannitica, etrusca,greca, romana) Castellammare è oggi una città moderna e attiva. Grazie al mite clima, alla riparata posizione del porto e, innanzitutto, all’abbondanza e alla qualità delle sue acque sorgive, fu sempre intensamente abitata e frequentata da patrizi e potenti, che vi costruirono residenze fastose.

Stabiae fu conquistata da Roma nel 340 a.C. Il poeta latino Silio Italico ricorda la partecipazione di giovani stabiesi alla II guerra punica su una nave della flotta di Marcello. Distrutta da Lucio Cornelio Silla nell’89 a.C., alla fine della guerra sociale,

Stabiae risorse non più come città fortificata, racchiusa e difesa da mura, ma in un aggregato di ville. Nel 62 d.C. fu devastata dal terremoto; poi, nel 79 d.C. si ebbe la seconda distruzione ad opera del Vesuvio. Continua a leggere

Storia religiosa al Monte Faito

Frammenti stabiesi

( a cura di Maurizio Cuomo )

A tutti gli appassionati di “cose” stabiesi: storia, natura, cultura e tradizioni, propongo questo sfizioso articoletto, risalente al 1951, che, in compagnia del mio caro amico Ferdinando Fontanella, ritrovammo per puro caso, recuperandolo da un vecchio libro1, in cui era ripiegato a mo’ di semplice segnapagina. L’articolo, che vivamente vi esorto a leggere, propone un’atavica disputa: la contesa tra stabiesi e vicani del Faito. Non aggiungo altro per non togliervi lo sfizio della lettura.

Maurizio Cuomo

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  1.  L’articolo è tratto da un giornale d’epoca (11 agosto 1951). Si ringrazia il sig. Guglielmo di “Ricordi Perduti” per la gentile concessione.
Gigi Nocera

Gigi Nocera, figlio illustre di Stabia ad honorem

a cura di Maurizio Cuomo

Gigi Nocera (ritratto del M° U. Cesino)

Gigi Nocera (ritratto del M° U. Cesino)

Alle prime ore del mattino del 17 marzo 2012, l’amico fraterno Gigi ci ha lasciati in punta di piedi, proprio come fece qualche anno fa nel presentarsi: “Soltanto ieri sono venuto a conoscenza del vostro sito e subito mi ci sono collegato. Credo di essere il suo più vecchio visitatore ( ho 85 anni )“.  Il vuoto che oggi lascia intorno a sé è immenso, incolmabile… la commozione è tanta e noi a stento troviamo le parole per commemorare questo grande Uomo. Oggi liberoricercatore perde il suo amico più caro e rappresentativo… La sua memoria storica più preziosa! Gigi, aveva sempre un aneddoto ed un consiglio per tutti, dall’alto della sua immensa modestia trovava con innata naturalezza le parole giuste e tanta saggezza da spendere… Di sanissimi principi morali, Gigi, era per tutti noi modello di vita. Certo che elaborare uno scritto in sua memoria sarebbe stato per noi vera sofferenza, ci aveva affidato anzitempo un suo articolo biografico (al fine di non “appesantire” il nostro operato). Da buon padre di famiglia, riusciva ad essere premuroso in tutto e con tutti, il “coccodrillo” Continua a leggere

Scatti d’Autore: Andrea De Martino

Stabiae

Avrei piacere di condividere sul vs sito alcune fotografie di Castellammare.

Il tritone (foto Andrea De Martino)

Il tritone (foto Andrea De Martino)


La galleria ospita alcune immagini ritratte dallo stabiese Andrea De Martino. Continua a leggere

‘O cunto d”o cecere

di Chiara Del Gaudio

Pur conoscendo il significato della caratteristica espressione: “Me staje facenno ‘o cunto d”o cecere!”, con la quale si palesa la mancata disponibilità ad ascoltare un racconto (ragionamento) lungo e futile e si sprona l’interlocutore (che temporeggia) ad essere chiaro e conciso, mai prima di oggi, mi era sembrato utile di avviare una ricerca a tema per far conoscere la trama di questo particolare racconto quasi del tutto dimenticato (un tempo molto radicato nella tradizione locale).

Cunto d''o cecere

Cunto d”o cecere

L’esigenza di una ricerca è nata quando una nostra affezionata visitatrice (Chiara Del Gaudio, che saluto e ringrazio), ha richiesto espressamente aiuto al “Libero Ricercatore”, per ricostruire la parte tronca di questo curioso racconto che sin da piccola le veniva narrato dalla nonna materna. Fortunatamente dopo aver chiesto e ricercato “in lungo e in largo” siamo riusciti nell’intento, abbiamo rintracciato una versione del “Cunto d”o cecere”, che vi proponiamo a seguire (il racconto dal titolo “Il cece” della scrittrice Angela Matassa, estrapolato dalla raccolta “Leggende e racconti popolari di Napoli” edito dalla Newton & Compton Editori). Continua a leggere