Archivi categoria: Tradizioni

'O Lunnedì 'e Pozzano (foto anni '30)

‘O Lunnerì ‘e Puzzano

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Durante il corso della vita molte volte capita di ricordare fatti e avvenimenti del passato che ci hanno visto, non sempre inconsapevolmente testimoni o protagonisti. Per esempio, quando avevo 10/12 anni ricordo molto bene il varo di due navi, la “Amerigo Vespucci” e la “Giovanni delle Bande Nere”; navi divenute poi famose chi per un verso chi per l’altro. Oggi però non voglio parlare di questo; semmai lo farò un’altra volta.


Oggi, in occasione delle festività per la Resurrezione di Cristo, voglio ricordare come la maggioranza dei cittadini trascorreva il lunedì del dopo Pasqua.
Srotolando la matassa dei miei ricordi inerenti quei giorni, due fatti sono risaltati netti: il primo bagno di mare e la gita a Pozzano con relativa merenda.
Il primo tuffo in mare avveniva regolarmente a mezzogiorno del Sabato Santo, quando le sirene del Cantiere e quelle delle navi in porto annunciavano la Resurrezione. In quel momento, puntualmente, dall’amata e mai dimenticata “Banchina ‘e zì Catiello” ci buttavamo a mare, pur col brutto tempo. Nella nostra interessata concezione era un rito e si doveva rispettare.
Della gita a Pozzano lo spunto me lo ha dato anche una bella cartolina degli anni “30” che l’amico Enzo Cesarano mi ha fatto pervenire nei giorni scorsi.

'o Lunnerì 'e Puzzano (cartolina di Enzo Cesarano)

‘o Lunnerì ‘e Puzzano (cartolina di Enzo Cesarano)

In questa cartolina si vedono, sul piazzale della Basilica, numerose bancarelle che espongono e vendono giocattoli, bibite e leccornie varie. Queste modeste e disadorne bancarelle erano schierate anche, una dietro l’altra, sulla salita che porta alla chiesa. Dato che la strada era stretta (in terra battuta e naturalmente polverosa), erano schierate soltanto su un unico lato. Continua a leggere

Lunedì di Pozzano, tra fede, curiosità e tradizione

La festa di Santa Maria di Pozzano per gli stabiesi è una ricorrenza tradizionale e antichissima; né l’Amico di famiglia: foglio periodico religioso – anno 1858 p.288, si legge che gli stabiani in abiti da festa, accorrevano alla basilica in special modo il lunedì successivo alla Santa Pasqua ,per onorare la Vergine Maria.

“…portando tra le mani del torchi di cera, tutti riccamente ornati di monete d’oro e di argento, con le insegne di ciascun mestiere; come pure era solito in tale ricorrenza intervenire il Corpo della Città, a portare un annua offerta a Maria SS. per i ricevuti favori.”

Volendo rinverdire un’antica tradizione, quella del Lunedì di Pozzano, quando varie centinaia di persone si recavano in pellegrinaggio alla Basilica di Maria SS. di Pozzano, vi proponiamo un video,

in due parti, in cui la storia religiosa, la tradizione e la cultura popolare si intrecciano. Un sentito invito, quello di Libero Ricercatore, rivolto a tutta la cittadinanza, affinché ritorni viva più che mai un’antica e indimenticata ricorrenza.

Qua la seconda parte del video:

Si ringraziano Gelda Vollono e Lino Di Capuaper la messa a disposizione del testo del 1858; Antonio Mauriello per le riprese aeree.

 

 

casatiello dolce

Casatiello dolce

ricetta di Antonio Somma

casatiello dolce

casatiello dolce

(dosi per 1 Kg)

Ingredienti:
1 Kg. Farina
30 g. Lievito di Birra (poss. acquistato dal fornaio)
150 g. lievito naturale (criscito)
8 Uova intere
200 g. Strutto
300 g. zucchero
1 bicchiere di latte
Acqua di fior d’arancio (opzionale)
una grattata di limone
Sale – Acqua q.b.
Per la decorazione
albume di un uovo
1 cucchiaio di zucchero a velo
½ cucchiaio di confettini colorati (‘e diavulille)

Procedimento:
Preliminarmente, “rinfrescare” il lievito naturale aggiungendovi tutto il lievito di birra sciolto in un bicchiere d’acqua tiepida ed in un recipiente largo mischiare bene il tutto, aggiungendovi quanta farina verrà assorbita fino alla consistenza di un tipico impasto di pane, lavorandolo per almeno una decina di minuti.
Farne successivamente un panetto, da far riposare nel recipiente stesso coperto da un panno per almeno un’ora.
Poi versare nel recipiente le uova, lo zucchero, il latte, il limone, il fior d’arancio, lo strutto ed un pizzico di sale sciolto in 1/2 bicchiere d’acqua e mischiare di nuovo il tutto, aggiungendovi man mano la farina con le modalità sopra descritte. Continua a leggere

Casatiello di Pasqua

Casatiello strutto e pepe

ricetta di Antonio Somma

Casatiello strutto e pepe

Casatiello strutto e pepe

Casatiello strutto e pepe (tradizionale)

(dosi per 1 Kg)

Ingredienti:

1 Kg. Farina
25 g. Lievito di Birra (poss. acquistato dal fornaio)
150 g. lievito naturale (criscito)
6 Uova intere
200 g. Strutto
Sale-Pepe q.b.
1e 1/2 bicchieri di acqua

Procedimento:

Preliminarmente, “rinfrescare” il lievito naturale aggiungendovi tutto il lievito di birra sciolto in un bicchiere d’acqua tiepida ed in un recipiente largo mischiare bene il tutto, aggiungendovi quanta farina verrà assorbita fino alla consistenza di un tipico impasto di pane, lavorandolo per almeno una decina di minuti.
Farne successivamente un panetto, da far riposare nel recipiente stesso coperto da un panno per almeno un’ora. Poi Continua a leggere

struscio a castellammare

‘O struscio a Castellammare

articolo di Enzo Cesarano

struscio a castellammare

Era rituale del Giovedì Santo visitare i cosiddetti sepolcri, ovvero le solenni esposizioni del Santissimo, allestiti in occasione della Settimana Santa.

Secondo un’antica tradizione le chiese da visitare dovevano essere in numero dispari, tre o sette, da qui il noto detto “Fà ‘e ssette Chiese”.

Questo cerimoniale era conosciuto come “giro dei sepolcri”, ma a Napoli e in buona parte della Campania veniva invece chiamato ‘o struscio, un rituale che risale agli anni del Viceregno (1503-1734).

L’antica pratica veniva eseguita nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo, uno dei pochi momenti in cui tutti i componenti delle famiglie erano liberi da impegni e potevano riunirsi per fare il giro e la visita delle chiese.

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