Archivi categoria: Tradizioni

Testo musicale: "Quanto è bello 'stu Paese" collezione privata "Bonuccio Gatti"

Testo musicale: Quanto è bello ‘stu Paese

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

Testo musicale: "Quanto è bello 'stu Paese" (collezione privata "Bonuccio Gatti").

Testo musicale: “Quanto è bello ‘stu Paese” (collezione privata “Bonuccio Gatti”).

Testo musicale: “Quanto è bello ‘stu Paese” (collezione privata “Bonuccio Gatti”).

‘O cunto d”o cecere

di Chiara Del Gaudio

Pur conoscendo il significato della caratteristica espressione: “Me staje facenno ‘o cunto d”o cecere!”, con la quale si palesa la mancata disponibilità ad ascoltare un racconto (ragionamento) lungo e futile e si sprona l’interlocutore (che temporeggia) ad essere chiaro e conciso, mai prima di oggi, mi era sembrato utile di avviare una ricerca a tema per far conoscere la trama di questo particolare racconto quasi del tutto dimenticato (un tempo molto radicato nella tradizione locale).

Cunto d''o cecere

Cunto d”o cecere

L’esigenza di una ricerca è nata quando una nostra affezionata visitatrice (Chiara Del Gaudio, che saluto e ringrazio), ha richiesto espressamente aiuto al “Libero Ricercatore”, per ricostruire la parte tronca di questo curioso racconto che sin da piccola le veniva narrato dalla nonna materna. Fortunatamente dopo aver chiesto e ricercato “in lungo e in largo” siamo riusciti nell’intento, abbiamo rintracciato una versione del “Cunto d”o cecere”, che vi proponiamo a seguire (il racconto dal titolo “Il cece” della scrittrice Angela Matassa, estrapolato dalla raccolta “Leggende e racconti popolari di Napoli” edito dalla Newton & Compton Editori). Continua a leggere

il mellunaro

Mellunaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


Mellunaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

Il “mellunaro” è il classico venditore di angurie (mellune ‘e acqua), di meloni gialli (mellune ‘e pane) e di meloni verdi (mellune cu’ ‘a rezza) da conservare appesi in un reticolo di paglia e da consumare nel periodo natalizio.

il mellunaro

Il Mellunaro – litografia Carl Thèodor Muller (1820 – Napoli)

La tradizione stabiese della vendita dei “melloni” ha radici antiche, anche il Parisi1 ne fa’ breve menzione: “La Fontana Grande (vedi stampa a seguire) dà un’acqua pura e limpidissima che alle falde sgorga del monte Faito… …ed i rinomati nostri cocomeri vi si raffreddano per vendersi pubblicamente“. Continua a leggere

  1. Cenno storico descrittivo della Città di Castellammare di Stabia. Anno 1842 – paragrafo “Acque potabili” – punto B
Funtana all'ombra alle antiche terme di Castellammare

Funtana all’ombra

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Funtana all'ombra alle antiche terme di Castellammare

Funtana all’ombra alle antiche terme di Castellammare

Cari amici del Libero Ricercatore, come sapete non sono più un ragazzo di primo pelo, quindi l’esperienza della vita avrebbe dovuto corazzarmi verso certi inganni. Ma come si dice dalle nostre parti “chi è nato tunno nun po’ murì quadro”, io ingenuamente sono caduto in un tranello tesomi da due cari amici che identifico in Don Chisciotte e Sancio Pancia e i cui veri nomi non li rivelerò neanche sotto tortura. Se volete cercateveli da soli. Don Chisciotte una ventina di giorni fa mi chiese qual era la canzone napulitana che mi piaceva di più. Io, pur ritenendo in quel momento strana e inappropriata la sua domanda, gliela indicai. Qualche giorno dopo riferii di questa richiesta a Sancio Pancia e lui (furbo come una faina!), per sviare qualche mio sospetto, mi disse: “Nun ‘o da’ aurienzo… chillo è pazzo!”.
Fu grande quindi la mia sorpresa quando, il 18 febbraio, su questo sito, in occasione del mio compleanno, i primi a farmi gli auguri furono proprio loro, declamando e cantando i versi di quella bella e famosa canzone “Funtana all’ombra”. Continua a leggere

Piastrella 45 c (foto Enzo Cesarano)

Le piastrelle artistiche stabiesi

LE PIASTRELLE NON VENGONO RIMOSSE!

28 luglio 2019 (ore 14.00): Con un nuovo comunicato, l’ufficio stampa del Comune di Castellammare di Stabia, chiarisce ed assicura che le piastrelle artistiche stabiesi (opera dell’artista napoletana Diana Franco1), non verranno rimosse…

Questo il messaggio: Le nuove piastrelle per la numerazione civica non andranno a rimpiazzare le piastrelle artistiche presenti in città, che resteranno intatte e affiancate a quelle che saranno presto installate su tutto il territorio cittadino“. 

La Piastrella di Palazzo Farnese

La Piastrella di Palazzo Farnese (affiancata a titolo dimostrativo dal Sindaco Gaetano Cimmino)

IL NOSTRO APPELLO ALLA CITTADINANZA

28 luglio 2019 (ore 7.00): Proteggiamo quello che ancora resta dei meravigliosi numeri civici maiolicati di Castellammare!!!

Il Comune (il 27/07/2019) ha annunciato che in città a breve saranno rimpiazzati i vecchi numeri civici con un modello unificato.

Questo il messaggio: Tutte le targhe cittadine con i numeri civici saranno rimpiazzate e uniformate con un modello unificato per un miglior decoro urbano dal centro ai quartieri“.

Noi vi chiediamo un solo favore, una preghiera, quando toccherà al vostro portone, chiedete che la nuova numerazione sia affiancata alla vecchia… lasciate le antiche maiolichette in sito (rappresentano una peculiarità cittadina, memoria stabiese che altrimenti andrà perduta). Non commettiamo l’ennesima fesseria!!!

Piastrella 45 c (foto Enzo Cesarano)

Piastrella 45 c di Via Annunziatella (foto Enzo Cesarano)

13 marzo 2019: “Salve, allego immagine fotografica con il numero civico 45C di Via Annunziatella (non presente in galleria). Cari saluti. Enzo Cesarano.


a cura di: Maurizio Cuomo e di Ferdinando Fontanella

( articolo del 2004 )

La “stabianità” illustrata da una serie di piastrelle decorate.

Le piastrelle artistiche stabiesi sulle quali è apposta la numerazione civica degli edifici cittadini, da numerosi anni richiamano con garbo, semplicità e realismo, l’attenzione su scorci e simboli della città di Castellammare di Stabia.

Opere dell’artista partenopea Diana Franco, le piastrelle artistiche offrono un microracconto di facile fruizione per cittadini, turisti e passanti occasionali.

E’ quello che oggi rischiamo di perdere, a causa della progressiva sostituzione delle vecchie piastrelle dei numeri civici (presenti all’ingresso degli edifici stabiesi), con i freddi e stereotipati numeri moderni.

Una peculiarità che per numerosi anni ha caratterizzato la città delle acque, del castello, degli scavi archeologici, del cantiere navale, ecc. ecc.

Con la presente galleria di immagini, i curatori intendono salvaguardare ed omaggiare le piastrelle ancora presenti e che per anni ci hanno tenuto compagnia dando un tocco di colore artistico alle strade e ai vicoli cittadini, un patrimonio che giorno dopo giorno va riducendosi per la mancata lungimiranza e l’imponderata leggerezza di qualcuno.

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Galleria fotografica

(foto Ferdinando Fontanella, Maurizio Cuomo, Corrado Di Martino, Enzo Ceasarano & Salvatore Avella)

Va da sé che s’invita il lettore a prestare maggiore attenzione alle piastrelle ancora in uso, al fine di segnalare alla nostra Redazione l’indirizzo del civico, qualora il decoro di qualcuna di esse non risulti ancora censito nella presente galleria di immagini.


Nota:

  1. Molte opere di Diana Franco sono attualmente oggetto di restauro per la conservazione del patrimonio pubblico e fanno parte della tutela ministeriale dei Beni della Soprintendenza