Archivi tag: Stabiae

Don Rodolfo Spagnuolo

articolo di Enzo Cesarano

Il Gran Caffè Napoli in un dipinto del maestro Umberto Cesino

Il Gran Caffè Napoli in un dipinto del maestro Umberto Cesino

Don Rodolfo era uno dei proprietari del “Gran Caffè Napoli”, meglio conosciuto come bar “Spagnuolo”. Era uomo colto e fine, saggio, ironico e graffiante, ma era anche come si diceva un tempo “vero signore”. Per i frequentatori del bar non c’era argomento che lo trovava impreparato, conosceva di tutto: la politica, il sociale, ma anche pettegolezzi e dava una risposta a tutto col suo modo di vedere la vita, riusciva a leggerci tutte le sfumature. Famosa era la sua ironia: fresca, pungente, bella e divertente, aiutato da una voce squillante dalla classica cadenza dei gagà scarpettiani o persino di qualche personaggio interpretato da Totò. Ripeterò: don Rodolfo era saggio e popolano, ma intellettualmente onesto, intrigante, frizzantino, insomma, uno spasso. Di lui avrei tanti aneddoti da raccontare, ma uno in particolare lo conservo come l’ultima lezione di vita che don Rodolfo volle darmi pochi anni prima di morire e vorrei che gli amici di liberoricercatore ne fossero partecipi. Continua a leggere

Annibale Ruccello… Il ricordo

Annibale Ruccello - particolare del busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Annibale Ruccello – particolare del busto posto in Villa Comunale (foto Maurizio Cuomo)

Franco Cuomo (settembre 2021: da lettere alla Redazione):

Ci conoscemmo nel corridoio dell’Istituto di Storia Medioevale, a Napoli. Io ero li con Franco Autiero, altra figura indimenticabile e impossibile non ricordare quando si parla di Annibale. Lo incrociammo, agitatissimo con le mani passate frequentemente in quella pesante e folta capigliatura nera: fare Storia Medioevale con Mario Del Treppo non era un’impresa facile. Superammo tutti e tre l’esame. Di dove siete, lui? Di Vico Equense, noi. Io Castellammare. Qualche parola su La Nuova Compagnia di Canto Popolare e Roberto De Simone e scoprimmo di avere un mondo di interessi in comune. Da quel giorno cominciò un’avventura irripetibile. Ricordo con precisione il luogo dove ci si incontrava per fare le prove della Cantata dei Pastori: il garage di una nostra amica a Gragnano. Io non dovevo recitare, poi una volta feci un paputo incappucciato, quindi non venivo riconosciuto, e un’altra volta interpretai Cidonio il cacciatore. Ero sempre con tutta la compagnia insieme a Vanni Baiano, Francesco Autiero, Dora Romano, Paola De Luca, Lello Guida, Michele Di Nocera, Anita Capelluti, Carlo De Nonno (compositore delle musiche di molti lavori di Ruccello), Rosalia Giardino, Luisa, Tito, Mimmo ed altri, insomma un gruppo di giovani animati dalla passione del teatro, coordinati dal più giovane di tutti: Annibale Ruccello, che oltre alla passione del teatro aveva anche quella e delle ricerche antropologiche. Continua a leggere

Tipi da spiaggia

Tipi da spiaggia
( cronaca estiva di tre giorni di mare )
di Corrado di Martino

Tipi da spiaggia

Tipi da spiaggia

Primo giorno:

Anche quest’anno sono arrivate finalmente le ferie e, come sempre faccio, trascorro le prime giornate al mare da solo. Per accostumarmi alla calca, rumorosa e cangiante, mi concedo appena un’ora di esposizione ad essa. Con la bicicletta, compagna silenziosa e devota, torno al vecchio lido che frequento da oltre quarant’anni. Si intenda la bicicletta è silenziosa, perché è ben oliata, una fedele compagna se non è ben lubrificata può tradirti sul più bello. Alla biglietteria, la solita domanda -è da solo?- ed io, la solita risposta –direi di sì!-; ripongo con cura la bici fra moto di grossa cilindrata, robuste e minacciose, sicuro che la rispetteranno per l’evidente anzianità e, mi porto in spiaggia, prendo un lettino per il sole, mi immergo fra la folla. Aaah che bello ritemprarsi dopo un anno di lavoro al sole della “nostra bella Castellammare” (siccome, è mia opinione, che questa espressione sia ormai lisa e sfinita, da ora in poi la citerò come fanno i giovani, con l’acronimo: “nbc”). Mi spargo la crema, mi ungo, mi spruzzo, mi aspergo infine mi stendo, aaah che malavita! Luana, Noemi, Rihanna, Bradpitt, vengono redarguiti da mamme tatuate fino nei posti più segreti, affinché mangino la parmigiana di melanzane: fatta dalla nonna Catella. Un abbronzato forzuto, ricco: di bicipiti, tricipiti, deltoidi e pettorali, stipato fino all’inverosimile di chocoproteina, carnetina, polvere di creatina ecc, ecc. si esibisce in un’ardita verticale. Il collo si gonfia, il trapezio si mostra in tutta la sua povertà intellettuale, il volto si trasforma; sembra che esploda, poi, via una capriola e su di nuovo in piedi, mostrarsi come un pavone. Le ragazzine in tanga applaudono; mi sono perso qualcosa, bah!? Il fusto si lancia in una rincorsa disperata verso il mare, travolge Noemi e Luana, mentre Bradpitt gli ricorda l’incerto lignaggio, fa capovolgere il tegame con la parmigiana, Rihanna gli bestemmia i morti. Un salto altissimo, una vergognosa panciata, viene fuori dall’acqua con la faccia da cretino e la povera tartaruga arrostita dal tuffo di pancia. Riprendo la mia bicicletta, saluto e vado via…

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Come cominciare… e smettere di fumare

Come cominciare… e smettere di fumare

smettere fumare

Il muro della Reggia (foto Corrado di Martino)

Separare noi quattro era praticamente impossibile. Il professor Esposito, insegnante di Storia e Geografia che con le sue mani pesanti e nodose aveva piegato fior di delinquenti, con noi quattro non sortiva alcun risultato; forse perché non eravamo i soliti lestofanti, o perché troppo vivaci ed insofferenti, non riuscivamo ad apprezzare il suo verbo, fatto di metodo antico e severità.
Michele Tucci guidava questo sfrenato gruppo. Peppe Amore e Michele Tramparulo con me completavano il quartetto.
Al grido di Michele: “Jammuncene!”, non ci fu alcun tentennamento, partimmo, subito, una mattina di primavera, quando marinare la scuola è più piacevole, alla volta dei boschi di Quisisana.
Al principio della Salita Quisisana, appena lasciata via Panoramica, sulla destra, dovrebbe esserci ancora oggi, un canalone permetteva agli impavidi di arrampicarsi accorciando sensibilmente il percorso verso la Fontana del Re, poi correndo trasversalmente nella boscaglia, si poteva raggiungere la base dello scalone centrale della Reggia in poco tempo. Tramparulo si infilò per primo in questo condotto, lanciando la solita sfida: “Chi arriva per ultimo è ricchione!” A quell’età non sapevamo nemmeno ciò che dicevamo, sapevamo solo che quello era il segnale di start della gara quotidiana. Nei due filoni precedenti ero stato sorpassato da tutti, questa volta non intendevo arrivare ultimo, quindi iniziai a correre come una lambretta.

Arrivato per primo nei pressi della scala, mi issai sul muro che è posto proprio di faccia ad essa, come a dichiarare la mia supremazia. Gli altri giunsero poco dopo. Michele Tucci che aveva rubato a suo nonno tre Alfa (Alfa era la cosiddetta sigaretta dei muratori, pesante e puzzolente), me ne passò una accesa, era un riguardo che non potevo non riverire, inspirai con forza il tabacco, forse lo sforzo sostenuto, forse l’effetto dirompente della sigaretta dei muratori su un giovane di poco più di undici anni, mi provocarono una vertigine che mi fece cadere dall’altra parte del muro, proprio nel giardino della Reggia di Quisisana. Mi raccolsero, ancora stordito, i miei amici spaventati e attoniti come me, ed un contadino di buona volontà. Né prima, né dopo di quel giorno ho toccato mai più una sigaretta.

Corrado di Martino.

Venditrice di Amorini

Stampe Antiche: l’Antica Stabiae

( l’Antica Stabiae )

a cura di Gaetano Fontana

NEW

Titolo: La Marchande d’amours

Inc:  Reveil

Dim. Cm. 11,5 X 17,5                           Anno: 1877 

Tratto da: Non Disponibile 

Pagina Descrittiva


Titolo; Mort de Pline l’Ancien.

Incisore: Nyon           Disegnatore: De Valenciennes

Dim.: cm 9,5 X 12,8

Tratto da: Histoire Universelle par le Comte de Segur  Paris Furnè (!839) Continua a leggere