Archivi tag: Antonio Cimmino

17 1 1943, la Rotta della Morte

17 1 1943, la Rotta della Morte

11 dicembre 2018

Antonio Cimmino – ANMI

Continua la collaborazione fra Libero Ricercatore, l’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) Gruppo Luigi Longobardi di Castellammare di Stabia, ed ITNS Nino Bixio di Piano di Sorrento.

Continua a leggere

1° Festival della Canzone Napoletana

Festival della Canzone Napoletana

articolo di Antonio Cimmino

1° Festival della Canzone Napoletana

1° Festival della Canzone Napoletana

Il 1° Festival della Canzone Napoletana nacque, naturalmente, a Napoli nel 1952 organizzato dalla RAI. Nel 1953, però, la televisione di Stato non volle, forse per dare una cadenza biennale, organizzare la seconda edizione. Ci pensarono l’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia e l’Associazione Stabiese della Stampa ad organizzarlo alle Terme di Stabia con un diverso nome.

La Commissione esaminatrice presieduta dal prof. Francesco Saverio Mascia e composta anche dal critico d’arte lo stabiese Piero Girace e dai musicisti Mino Campanino e Attilio Staffelli.

Le 10 canzoni selezionate furono dirette dal maestro Giuseppe Anepeta, lo stesso che insieme al maestro Angelini aveva diretto la prima edizione. Tra gli interpreti ci furono Aurelio Fierro, Franco Ricci, Grazia Gresi ed altri artisti napoletani e non.

Vinse Aurelio Fierro con la canzone “Povere rrose” scritta dagli stabiesi Enzo Salvati e Lello Greco. Questa vittoria spinse Aurelio Fierro a dedicarsi completamente alla musica abbandonando la professione di ingegnere

Gli altri interpreti furono: Domenica Attanasio, Mena Centore, Mimì Ferrari, Elsa Fiore, Rino Palombo, Amedeo Pariante.

Castellammare diede quindi continuità all’iniziativa canora. Le locandine dell’epoca definiscono la kermesse sonora stabiese come “1° Festival della Canzone Napoletana

Il Festival nel 1954 fu ripreso ufficialmente dalla Rai per essere interrotto nel 1971. Riorganizzato nel 1981 come “Festival di Napoli ‘81”, fu nuovamente interrotto. Dal 1988 e fino al 2004 se ne occupò Rete 4. Ma ormai la manifestazione aveva fatto il suo tempo soffocato da Sanremo.

spigolature stabiesi

Spigolature stabiesi

“Spigolature stabiesi” ospita piccole curiosità e notizie spicciole riguardanti la città di Castellammare di Stabia. La rubrica è messa in essere allo scopo di far conoscere maggiormente Castellammare agli stabiesi (specie alle giovani generazioni). Le notizie sono “aperte” nel senso che possono essere chiarite, modificate e/o integrate. Se siete a conoscenza di curiosità interessanti utili ad arricchire la rubrica, siete pregati di contattarci.

spigolature stabiesi


  • Uno stabiese nel terremoto di Messina del 1908. Il 28 dicembre 1908 si verificò un catastrofico sisma che provocò oltre 100.000 morti a Messina e Reggio Calabria. Tra gli elenchi delle vittime risulta anche uno stabiese.
    Casola Catello d’ignoti, d’anni 49, ex maresciallo della R. Marina, nato a Castellammare di Stabia, marito di Di Capua Carolina

Fonte: Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Foglio delle Inserzioni al numero 218 – Venerdi, 17 settembre 1909. Il. ELENCO dei presunti morti nel disastro del 28 dicembre 1908. Continua a leggere

Zi Ciccione (con cicatrice)

Catello Maresca detto Ciccione

Vicissitudini di un marinaio stabiese più volte scampato alla morte

di Antonio Cimmino

Uomini semplici spesso sono stati protagonisti inconsci di avvenimenti storici di enorme importanza ed hanno descritto le esperienze vissute, con naturalezza, senza enfasi e senza dare giudizi di sorta. Uno zio di mia moglie, marinaio della Regia Marina, mi ha raccontato la sua storia, articolata in ben otto anni di servizio militare, in pace ed in guerra. Ha rischiato la vita diverse volte riuscendo, quasi per miracolo, a sopravvivere. Pescatore prima e dopo, non ha mai ricevuto medaglie e/o riconoscimenti di sorta e, solo nel 2006, a 90 anni d’età, presomi in simpatia perché anch’io avevo prestato servizio militare in Marina, si decise a raccontarmi gli episodi che seguono, per lui tutti fatalisticamente inevitabili secondo il suo modo di vedere la vita. Così ebbi modo di sapere cosa gli aveva procurato quella grossa cicatrice che aveva sotto il mento. Quando, dopo i primi incontri, gli portai un quadretto con la fotografia dell’incrociatore Pola, Zi’ Ciccione l’accarezzò e si mise a piangere. Con lo stesso tono di voce, le medesime parole e i ringraziamenti alla Madonna di Pompei per essersi salvato, egli mi ha ripetuto la sua storia diverse volte, contento finalmente di trovare un attento ed interessato ascoltatore. Zi’ Ciccione è morto il 5 maggio 2012.

Antonio Cimmino

Zi Ciccione (con cicatrice)

Zi Ciccione (con cicatrice)

Mi chiamo Catello Maresca, sono nato il 14 dicembre classe 1916, ma tutti fin da piccolo, mi hanno sempre chiamato Ciccione.
Sono analfabeta e ho sempre fatto il pescatore e, in estate, ho lavorato alla Cirio.
Nel 1936 sono partito per il servizio militare di leva nella Regia Marina e sono tornato a casa solamente nel 1945.
A Taranto mi assegnarono la categoria di “Marò servizi vari” con la matricola 28496; non sapevo né leggere né scrivere, altrimenti mi avrebbero dato la categoria di nocchiere perché facevo il marinaio già da piccolo. Continua a leggere

Ariete torpediniere "Lombardia"

Ariete torpediniere LOMBARDIA

Ariete torpediniere LOMBARDIA in soccorso della popolazione brasiliana colpita da febbre gialla nel 1895

articolo di Antonio Cimmino

Il pattugliatore “Diciotti” della Guardia Costiera, di cui oggi si sente tanto parlare, non è l’unica nave varata a Castellammare distintasi in operazioni umanitarie. Nel corso dei secoli, altre unità costruite a scopo bellico, hanno partecipato, con i loro equipaggi, ad azioni a favore di popolazioni in ogni parte del mondo.

Ariete torpediniere "Lombardia"

Ariete torpediniere “Lombardia”

Una tra queste, era l’ariete torpediniere Lombardia progettata dal generale ispettore del Genio Navale, il napoletano Edoardo Masdea (che fu Direttore anche del regio cantiere di Castellammare di Stabia) e varata il 12 luglio 1890.
Il Lombardia, dopo molte crociere nel Mediterraneo, il 17 ottobre 1895 salpò per l’America Meridionale e arrivò a Bahia il 18 novembre ed a Rio de Janeiro il 17 dicembre. Qui si trovò nel bel mezzo di una epidemia di febbre gialla che mieteva migliaia di vittime tra la popolazione. Spinti dalla solidarietà e da altruismo, caratteristiche di tutti i marinai, l’equipaggio della nave si adoperò per soccorrere gli ammalati. Ma ben 137 marinai contrassero la pestilenza e morirono. A ricordo del loro sacrificio, il Circolo Operaio e la Società Italiana di Beneficenza e di Mutuo Soccorso di Rio, nel 1901 eressero nel cimitero di Cajù, un monumento. Un obelisco sormontato da una statua rappresentante l’Italia con alla base un’altra statua di un marinaio con la bandiera ammainata, da più di un secolo testimoniano l’eroismo dei marinai del Lombardia. Continua a leggere