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San Catello - Maioliche (coll. Massimiliano Greco)

San Catello: galleria iconografica

San Catello: la galleria iconografica

a cura di Maurizio Cuomo

In questa galleria esponiamo con orgoglio e devozione una raccolta di immagini sacre e iconografie raffiguranti San Catello: cittadino, vescovo e protettore di Castellammare di Stabia.

La rubrica, in costante aggiornamento, è aperta a quanti volessero contribuire per arricchirla con immagini dedicate al Santo. La redazione ringrazia anticipatamente per la collaborazione. Per eventuali contatti: liberoricercatore@email.it

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San Catello - Maioliche (coll. Massimiliano Greco)

San Catello – Maioliche (opera di Antonella de Marco)

Maiolica di San Catello realizzata dall’artista sammaritana Antonella de Marco

(per gentilissima concessione di Massimiliano Greco).


Iconografia di San Catello: a seguire la foto gallery completa!

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Dolci di Natale

Dolci del S. Natale di F. Sorrentino

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

Locandina: Dolci del S. Natale di F. Sorrentino

Locandina: Dolci del S. Natale di F. Sorrentino

Locandina: Dolci del S. Natale di F. Sorrentino
( per gentile concessione di Alessandro Sorrentino )

La Limpida - Anno 1950 (Giovanna Iannicelli & Emanuele Schettino)

Le immagini della memoria

( della città di Castellammare di Stabia )

Nella rubrica “Le immagini della memoria”, esponiamo per il piacere di poterle rivivere (sia pur soltanto mentalmente), alcune vecchie immagini (inquadrature inedite, particolari interessanti e scorci suggestivi) della città di Castellammare di Stabia.

La Limpida - Anno 1950 (Giovanna Iannicelli & Emanuele Schettino)

La Limpida – Anno 1950 (Giovanna Iannicelli & Emanuele Schettino)

Anno 1950 La Limpida (C.so Garibaldi di Castellammare di Stabia)

In foto: Giovanna Iannicelli & Emanuele Schettino.

(foto gentilmente concessa dalla signora Rosaria Giordano)

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Le geniali intuizioni di Gelda

Il Telegrafo di piazza Quartuccio

Gelda Vollono e Lino di Capua non sono nuovi a geniali intuizione come quella di cui vi parlerò oggi. Già in altre pubblicazioni, trattando argomenti relativi alla storia del passato prossimo della nostra città, ci hanno illustrato alcuni fatti nuovi e sconosciuti. Tanto che, spesso, la loro attività divulgativa e di ricerca, diviene oggetto di un vero e proprio cannibalismo culturale. (leggi anche: Perche’ “Palazzo Cardone”? – Libero Ricercatore)

La professoressa Gelda Vollono ci esorta questa volta, ad osservare con attenzione alcuni elementi presenti su cartoline del primo ‘900. L’azione fotografica di ripresa è certamente antecedente al 1931 1 quando Piazza Quartuccio non aveva ancora il monumento ai Caduti, e il Gran Caffè Napoli ancora non esisteva in quella piazza.

L’attenzione è da focalizzarsi sul tetto del palazzo sito oggi in via Mazzini 15. Al tempo su quell’edificio era installato un palo telegrafico, che collegava la centrale del telegrafo di via Mazzini con le varie stazioni remotei.

Palo telegrafico – Centrale di Via Mazzini 15

Testimonianza grafica

Ne abbiamo una prova sicura dall’insegna posta al piano terra, dove campeggia la sillaba “TE”, sillaba iniziale della parola TELEGRAFO.2.

Concludendo, nei primi del ‘900 nel palazzo cosiddetto Spagnuolo, notizia confermata dalla viva voce della compianta signora Filomena Imparato, c’era una postazione telegrafica, aveva la sua centrale tecnica in alcuni locali all’ultimo piano e gli uffici al piano terra come si potrà notare dalle foto.

Palo telegrafico – Palazzo Spagnuolo

Palo telegrafico – Intermedio, Piazza Giovanni XXIII angolo Via Mazzini

 

Un altro particolare che deve essere notato è quel palo insistente al tempo sul fabbricato di Piazza Giovanni XXIII incrocio Via Mazzini, che serviva a sostenere le linee telegrafiche rimandate verso l’Osservatorio Meteorologico e oltre, verso le Caserme e il Regio Cantiere.

Palo telegrafico – Osservatorio Meteorologico

A testimonianza della centralità di Piazza Monumento. nei locali di proprietà Celentano, vi era una vecchia centrale telefonica. Successivamente nel Palazzo Benucci (impropriamente detto Vanvitelli) sarà funzionante La centrale telefonica urbana della SET. (Leggi anche: Palazzo Benucci Archives – Libero Ricercatore)

Un’altra curiosità ci dice che nel palazzo Spagnuolo, dall’inizio degli anni ’80, al primo piano vi era la sede di un’importante stazione radiofonica, quella di Radio Tirreno Sud; una delle prime cento radio libere in Italia.

Concludendo, vi ricordo che siamo circondati di storia, basta solo osservare, osservare, osservare.

 

  1. Ricordiamo che solo nel 1931 fu eretto il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale
  2. Ovvero un apparato che consente la trasmissione a distanza di impulsi elettrici. Tali impulsi codificati secondo il sistema di simboli ideati dallo scienziato Samuel Morse (Charlestown, 27 aprile 1791 – New York, 2 aprile 1872), consentivano nella prima metà del XIX secolo e nei primi del ‘900, una comunicazione quasi istantanea. Successivamente arriveranno altri sistemi di comunicazione ma il Telegrafo fu una delle tappe importanti della rivoluzione tecnologica nelle Telecomunicazioni

Alvino: Viaggio da Napoli a Castellammare

a cura di Gaetano Fontana

Titolo: Senza titolo (Scoglio di Rovigliano)
Tipo di incisione: Acquaforte cm 14 x 9 – Anno: 1845
Incisore: A. Gigante
Tratta da: F. Alvino “Viaggio da Napoli a Castellammare” Stamperia dell’Iride Napoli 1845 Continua a leggere