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Antiquarium Stabiano (foto Ferdinando Fontanella)

Antiquarium stabiano

Antiquarium stabiano

a cura del prof. Giuseppe D’Angelo

Antiquarium Stabiano (foto Ferdinando Fontanella)

Antiquarium Stabiano (foto Ferdinando Fontanella)

In esso sono custoditi reperti provenienti dagli Scavi Archeologici effettuati a partire dal 1950. Si tratta di circa 8.000 oggetti, di cui circa la metà sono pertinenti a corredi funerari provenienti dalla necropoli di Via Madonna delle Grazie. Sepolture, cioè, che si riferiscono all’abitato arcaico e preromano dell’antica Stabiae, probabilmente localizzato sulla collina di Varano, poiché nei livelli sottostanti Villa S. Marco furono ritrovati dei frammenti di ceramica greca risalenti al IV sec. a.C.

Antiquarium Stabiano

Antiquarium Stabiano

Tra i reperti prevale la ceramica ad impasto nerastro, vasi di bucchero, amuleti di importazione orientale, ceramica corinzia, attica, ceramica campana a figure rosse e a vernice nera. La restante parte di reperti è costituita da affreschi, stucchi, vasellame da cucina, lucerne, anfore, attrezzi agricoli e decorazioni architettoniche. Da notare, al centro della sala IX, la ricostruzione del rarissimo carro agricolo ligneo proveniente dal quartiere rustico di Villa Arianna.

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“Musica & Musicanti”

a cura del dott. Corrado di Martino

Elios Sale di registrazioni – da sin Sebastiano Cascone pianista concertista, Nello Manvati produttore

Da oggi, Libero Ricercatore si doterà di una nuova rubrica; in essa, saranno pubblicate tutte le foto di musicisti stabiesi, che hanno svolto o svolgono, la loro attività sia per diletto, sia per professione, in qualsiasi parte del mondo. Le immagini, corredate di qualche breve nota e inviate a: fotomusici@email.it saranno raccolte tutte in questa rubrica.


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Galleria immagini:

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Terno Patre (foto Enzo Cesarano)

Edicole sacre votive: Terno Patre

( a cura di Maurizio Cuomo )

Itinerario guidato alla scoperta di immagini votive, antiche e recenti, presenti sul territorio stabiese, traccia indiscussa di una fervente devozione popolare.


 Edicole sacre votive – Zona Collinare

Terno Patre

Edicola del Terno Patre (foto Enzo Cesarano)

Edicola del Terno Patre (foto Enzo Cesarano)

Da una ricerca effettuata dallo stabiese Francesco Paolo Cimmino, risulta che la cosiddetta edicola del Terno Patre, risale certamente ai primi dell’800.

Posta in via San Basile e da sempre curata da Lucia Villani, moglie di Liberato Cosenza e prima di lei da Antonio Cosenza e da don Enrico Cosenza, col terremoto dell’80 e l’abbandono questa cappella ebbe a diventare un rudere. Anni dopo per la solerzia e la devozione di un imbianchino del centro antico (grato per aver ricevuto la guarigione della moglie, reduce da un importante intervento operatorio in America), la cappella fu restaurata. All’atto della ristrutturazione, nella cappella venne posto al suo interno il quadro (immagine a seguire) a firma di Brisco Giacomo, messo lì da Concetta Lauritano che per devozione volle sostituire l’originario affresco che il tempo aveva distrutto. Nel dipinto di buona fattura vi è raffigurata la Ss. Trinità, anticamente definita “Terno Patre”, soggetto sacro al quale è dedicata la cappellina. Continua a leggere

Stabia: squadra e dirigenza (cartolina commemorativa "Mimì Paolercio")

Stabia promossa in serie B (anno 1951)

Stabia promossa in serie B (anno 1951)

23 giugno 2011 – sfiziosi aneddoti raccontati dal dottor Gaetano Cotticelli

Spett. le Redazione, al tripudio generale per la recente affermazione dei nostri colori desidero fornire un piccolo contributo di ricordi.
Essi mi derivano da mio padre Cotticelli Ciro, deceduto sette anni fa all’età di 80 anni, che negli anni della prima promozione dello Stabia del 1951 in serie B fu uno dei dirigente della squadra insieme ai suoi fratelli Silvio (detto Guido) e Nicola. Io sono nato nel 1954 e quello che vi riferisco lo attingo dai suoi racconti. Egli, trovandosi allo stadio di Firenze nella gara di spareggio per la B al secondo goal di Cereseto perse conoscenza per l’emozione e Vito Cormun ed un altro amico di cognome Masi, con un sifone del seltz tentarono di rianimarlo. Di tale evento esiste una foto che dovrebbe essere di proprietà della famiglia Cormun.
Un altro ricordo è legato alla salace battuta di mio zio Nicola Cotticelli anch’egli dirigente dello Stabia: la sera antecedente lo spareggio l’allenatore del Foggia fece pervenire nel ritiro stabiese una torta con su scritto Foggia batte Juve Stabia 2-1; all’indomani, dopo la vittoria, mio zio Nicola telefonava all’Hotel ove pernottava il Foggia e richiedendo dell’allenatore gli consigliava di far preparare una analoga torta per i suoi giocatori, ma di ben altra materia. Tale salace battuta venne riportata nella cronaca del Mattino o del Roma dell’epoca che citava: “…non è mancata una salace battuta di un ex maresciallo di marina”. Di tale giornale esiste una copia a casa di mio padre che spero di riuscire a recuperare per inviarvene una copia.

Stabia: squadra e dirigenza (cartolina commemorativa "Mimì Paolercio")

Stabia: squadra e dirigenza (cartolina commemorativa “Mimì Paolercio”)

Dall’album dei ricordi è comunque emersa questa foto della squadra e della dirigenza (di cui vi invio copia dell’originale in mio possesso) essa reca sul retro il timbro del fotografo (il mitico Paolercio) ed il timbro datario sbiadito con la data del 01 luglio 1951. Continua a leggere

Kitesurf a Castellammare

Kitesurf a Castellammare

di Corrado Di Martino

KITESURF

15-06-2018. Quante volte vi sarà capitato di ammirare le evoluzioni delle vele del Kitesurf proprio di fronte la passeggiata del lungomare. Alcuni atleti, giovani e non, si cimentano in uno sport del tutto nuovo per la nostra città: il Kitesurf o più comunemente Kite. Il Kite, è uno sport d’azione (moderatamente estremo) praticato sull’acqua in superficie.

Si scivola su di uno specchio d’acqua, attraverso una Wakeboard: una tavola rettangolare, dotata di agganci o  “calzature”, per assicurarvi i piedi all’interno, e delle piccole alette (pinne) poste nei pressi dei vertici dei quattro angoli della tavola. Questo sport, velico, nato intorno al 1999, si pratica lasciandosi trainare da un aquilone “Kite”, che sfrutta la forza del vento come propulsore, guidato da una barra di controllo, legata a dei fili o “linee” lunghi dai 22 ai 27 metri.

Qui di seguito, le foto di alcuni appassionati.

Antico fu l’uso trainante dell’aquilone, già in  Cina (dove pare si sia fatto tutto prima) nel 1200 si rimorchiavano oggetti e persone, tramite una vela. Successivamente un brillante inventore inglese (1820-1830) pensò di far muovere una carrozza nelle campagne del Sud-Ovest inglese, col geniale uso di un aquilone, un KITE. Dopo di lui Franklin Cowdery, uno showman americano, acrobata, appassionato di volo, nel 1901 attraversò lo stretto della manica su uno oggetto un po’ kite un po’ mongolfiera (perì in un incidente aero nel 1913).

Questi gli inizi; intorno agli anni ’70, prese vita, qualcosa di molto simile all’attuale kite. Poi venne Ian Day, che riuscì a raggiungere una velocità di circa 40 km/h, lasciando trainare il suo catamarano da un aquilone. Negli anni ’80 gli aquiloni furono applicati agli sci, allo skate, alle canoe ed altro ancora.  Oggi ad esempio, col Kitegen, si riesce a produrre energia elettrica grazie all’uso di immensi aquiloni che si librano ad alta quota in cieli ricchi di vento. Nel 1995 Jimmy Lewis, famoso shaper (modellista) hawaiiano, provò le primissime tavole bidirezionali per  Kitesurf, assieme ad uno dei pionieri del Kite, Lou Wainman, passando alla storia nel 1999 come il primo kitesurfer ad aver sviluppato in maniera concreta il primo bidirezionale funzionale. Con i fratelli transalpini Bruno e Dominique Legaignoux, la trazione tramite aquiloni divenne più sicura, più praticabile e più accessibile a tutti.