Giochi d’infanzia nella tradizione stabiese
rubrica a cura di Maurizio Cuomo
In una società moderna, fatta di: computer, video games e giochi tecnologicamente sempre più evoluti e costosi, i giochi della nostra infanzia (quelli fatti con poche risorse economiche e con tanta fantasia), purtroppo, non trovano più spazio.
Messi in disparte tacitamente e senza un motivo apparente, li possiamo, però, ancora trovare in qualche vago ricordo, che è destinato negli anni a far perdere del tutto le proprie tracce.
Una volta bastava poco per divertirsi: una corda, una biglia, un gessetto per disegnare una campana sull’asfalto o semplicemente un bastone per improvvisare una gara tra amici.
La strada, il cortile o la piazzetta sotto casa erano il nostro parco giochi, e il tempo sembrava non finire mai. C’era una magia semplice e spontanea che univa i bambini, un senso di condivisione che oggi appare sempre più raro.
Rispolverando virtualmente i Giochi d’infanzia, cercheremo di far rivivere i momenti di spensierata gioventù, quando si riusciva a dare valore alle piccole cose e si era comunque contenti per quel niente.
Un viaggio nella memoria che non vuole essere solo nostalgico, ma anche un modo per tramandare alle nuove generazioni un patrimonio fatto di semplicità, ingegno e autentica felicità.


manca o strummolo (facimmece na ruciata)