Archivi autore: Antonio Cimmino

Informazioni su Antonio Cimmino

Collaboratore di Redazione Già dipendente del cantiere navale di Castellammare di Stabia, si interessa della storia delle navi militari ivi costruite dalla sua fondazione. Appassionato, della Marina Militare e della marittimità in genere. E' socio della locale Associazione Nazionale Marinai d'Italia.

Un piccolo tesoro galleggiante

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Un piccolo tesoro galleggiante

a cura di Antonio Cimmino

Guardando questa foto del varo di una nave a Castellammare. Nell’ultima fase del varo, quando l’invaso lascia l’avantiscalo e la nave prende galleggiabilità, sulla superficie dell’acqua galleggiano pezzi di legno delle taccate e tronchi dei puntelli rimossi pochi attimi prima del fatidico “In nome di Dio, taglia!”.

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

L’attrito tra scalo e nave veniva vinto grazie a particolari tipi di grasso, parte del quale finiva in acqua insieme al legname, creando un piccolo tesoro galleggiante.

Un tempo, questo momento attirava sciami di pescatori, pronti a raccogliere tavole, puntelli e grasso, preziosi per la piccola economia locale. Il legno serviva per riparare barche o scivoli di varo, mentre il grasso lubrificava cuscinetti, mozzi, molle e parti dei motori.

Un frammento di storia stabiese immortalato in questa foto.

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Banca della Memoria dei Marinai

Banca della Memoria dei Marinai

archivio Antonio Cimmino

Un archivio aperto che si prefigge di raccogliere e di arricchirsi giorno per giorno con le vostre testimonianze. La Banca della Memoria dei Marinai è un’ode alle storie e alle esperienze dei marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia. Liberoricercatore.it attraverso la raccolta documentaria di Antonio Cimmino, così celebra la Marina e i suoi marinai, offrendo una vasta raccolta di informazioni e immagini di coloro che hanno indossato la divisa per servire la Marina Militare nel Compartimento stabiese..

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

“Da secoli, Castellammare è legata alla Marina, a cominciare dall’Armata di Mare, passando per la Regia Marina per approdare alla Marina Militare. Migliaia di suoi cittadini hanno servito, in pace ed in guerra, sulle navi e nelle postazioni a terra, indossando il solino blu. Centinaia di essi sono morti e riposano in fondo al mare ed altrettanti sono stati decorati per episodi di valore legati principalmente alla solidarietà che tra la gente di mare trova la sua massima espressione. Estremamente affascinato da questo mondo ho iniziato a raccogliere: foto, storie e testimonianze, sia dai diretti interessanti che dai loro familiari, ed ho riscontrato con stupore che tutte palesano il profondo amore che gli stabiesi nutrono per la Marina e l’indissolubile legame per il naviglio varato nel nostro glorioso cantiere”.

Antonio Cimmino


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18 aprile 1948, nasce l’egemonia democristiana

Storia e Ricerche

18 aprile 1948, nasce l’egemonia democristiana

a cura di Antonio Cimmino e Corrado Di Martino

Manifesto

Manifesto Elettorale

Il 18 aprile del 1948, resta una data cardine nella vita politica italiana. Con le elezioni di domenica 18 aprile iniziò quella che potremmo definire l’era democristiana.

La sinistra italiana legò quella consultazione anche a una mossa politica alquanto dubbia: creò un blocco elettorale formato dal P.C.I. (Partito Comunista Italiano) e dal P.S.I. (Partito Socialista Italiano), al quale aderì anche il Partito d’Azione.

Questo schieramento avrebbe dovuto contrastare l’ascesa del partito ispirato a quello di don Sturzo, la Democrazia Cristiana, che infatti adottò lo stesso simbolo dello scudo crociato già utilizzato dal PPI di Sturzo.

Detto blocco di sinistra prese il nome di Fronte Popolare, adottò come simbolo, un primo piano di Garibaldi in una stella a cinque punte.

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Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Storia e Ricerche

Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Le principali navi da guerra costruite nel Regio Cantiere di Castellammare fino al 1861

a cura di Antonio Cimmino

Il naviglio borbonico varato a Castellammare

Il naviglio borbonico varato a Castellammare: l’Armata di Mare

Tra le acque del Golfo di Napoli, Castellammare di Stabia si affermò, fin dal XVIII secolo, come un fulcro nevralgico della cantieristica navale. Qui, sotto il vessillo del Regno delle Due Sicilie, nacquero le più imponenti navi da guerra dell’Armata di Mare. Grazie alla perizia dei maestri d’ascia stabiesi e alla lungimiranza della monarchia borbonica, il Regio Cantiere navale divenne una vera e propria fucina di potenza e prestigio.

Antonio Cimmino, storico appassionato e profondo conoscitore della tradizione marinara stabiese, accompagna il lettore in un viaggio tra vele, cannoni e scafi possenti. Attraverso una serie di agili schede, egli ricostruisce la genesi delle principali unità navali costruite a Castellammare fino al 1861, anno che segnò la fine dell’indipendenza borbonica e l’inizio di una nuova epoca.

Cimmino non si limita a elencare dati tecnici; al contrario, restituisce voce e dignità a ogni bastimento varato. Così, nave dopo nave, emerge il profilo di una flotta che fu non solo strumento bellico, ma anche simbolo di una nazione orgogliosa del proprio mare.

In conclusione, la rubrica curata da Antonio Cimmino non solo documenta, ma illumina una pagina fondamentale della storia navale italiana. Le navi costruite a Castellammare non furono semplici imbarcazioni: esse solcarono i mari come testimoni di un’epoca, forgiate con sudore e maestria in una città che ha sempre guardato all’orizzonte.


Schede disponibili:

Vascello Partenope (1786)

Vascello Archimede (1795)

Vascello Capri (1810)

Vascello Vesuvio (1824)

Brigantino Valoroso (1837)

Vascello Monarca (1850)

Avviso a ruote Sirena (1859)

Pirofregata Borbona (1860)


Per approfondimenti scrivere a: cimanto57@libero.it

Masdea chi era costui?

Masdea chi era costui?

di Antonio Cimmino 28-06-2024

Parafrasando la domanda che si poneva don Abbondio nei Promessi Sposi a proposito del filosofo greco Carneade, la si può ripetere per Edoardo Masdea, noto solo tra gli addetti ai lavori. Nel panorama dei progettisti navali a cavallo dei secoli XIX e XX egli, però, si annovera tra i più “gettonati” Giacinto Pullino, Vittorio Cuniberti e Benedetto Brin. Continua a leggere