Archivi tag: Castellammare di Stabia

Archivio Fotografico “Nino Cuccurullo”

a cura di Gaetano Fontana

Si ringrazia il sig. Giustiniano Cuccurullo per averci permesso di pubblicare queste foto scattate dal padre Nino.

Ultimo Inserimento

Carnevale con sfilata di carri in Villa Comunale

Carnevale con sfilata di carri in Villa Comunale


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Scatti d’Autore: Angelo Casulli

La mia Città

Avrei piacere di condividere sul vs sito alcune fotografie di Castellammare che ho scattato nel corso degli ultimi anni, alcune sono visibili su flickr.

Io sono di Castellammare, ma vivo da 13 anni a Ferrara. Complimenti e continuate così.

Rovigliano e il Faito (foto Angelo Casulli)

Rovigliano e il Faito (foto Angelo Casulli)


La galleria ospita alcune immagini ritratte dallo stabiese Angelo Casulli. Continua a leggere

Annunziatella - scultura lignea (foto Maurizio Cuomo)

L’Annunziatella

articolo di Maurizio Cuomo

La popolosa frazione alla periferia nord di Castellammare di Stabia, conosciuta come Annunziatella, strada che congiunge via Tavernola a via Pioppaino, prende nome dalla omonima antica chiesetta rurale dell’Annunziata, un’antica fabbrica, non più esistente, un tempo allocata in una porzione dello stabile, prospiciente ai saloni della Renault (civici 34 – 36 – 38, che s’incontrano sulla mano destra, se si procede dal centro cittadino verso nord).

Da una descrizione lasciataci dal sac. prof. Catello Longobardi1, apprendiamo che l’antica fabbrica in questione, dall’approssimativa superficie di un centinaio di mq, a livello strada, mantenendo l’ingresso principale dell’androne con cancello di ferro al civico 34 e altri due vani di accesso o di uscita ai nn. 36 e 38, aveva la volta a botte e a suo tempo, la copertura a tetto spiovente.

Dal “libro dei Battezzati” apprendiamo che la chiesa dell’Annunziatella fu elevata a parrocchia già dal 1876.

Continuando a leggere, ciò che il Palumbo, riporta al paragrafo 204 della sua “antologia storica”, apprendiamo inoltre che l’antica cappella rurale, aveva “un solo altare di fabbrica, con la mensa in legno e pietra sacra”, e prendeva nome da una piccola scultura in legno (di buona fattura artigianale), di proporzione adatte all’ambiente che ivi si venerava.

Annunziatella - scultura lignea (foto Maurizio Cuomo)

Annunziatella – scultura lignea (foto Maurizio Cuomo)

La scultura in oggetto, settecentesco gruppo ligneo (un tempo esposto in una bacheca alle spalle dell’altare), oggi conservato in una teca della odierna chiesa parrocchiale, raffigura l’Annunciazione: scena composta dalle statue della Madonna e dell’Arcangelo Gabriele, mancanti della Colomba dello Spirito Santo, forse andata perduta. Continua a leggere

  1. traggo la notizia da “Stabia e Castellammare di Stabia”, antologia storica a cura del prof. Michele Palumbo, edita nel 1972. Paragrafo 204 – pagg. 303 – 304 e 305

La fabbrica della robbia a Castellammare di Stabia, anno 1859

articolo dell’arch. Salvatore Gallo

Presso l’Archivio di Stato della città di San Gallo, Svizzera, si conserva un interessante documento grafico denominato “Garancine-Fabrik Castellammare” che raffigura taluni opifici industriali ubicati presso la foce del Sarno intorno alla metà del XIX secolo.

Devo alla cortesia del funzionario archivista Marcel Müller dello Staatsarchiv St.Gallen la trasmissione del documento avvenuta a meno di un’ora dall’istanza inoltrata a mezzo di semplice e-mail alla direzione dell’archivio, con una tempistica inconfrontabile con quella alla quale sono, ahimè, avvezzi tutti coloro che hanno una qualche dimestichezza con gli archivi nostrani.

Il solerte funzionario, oltre a mostrare entusiasmo nel soddisfare la nostra richiesta (my very first from bella Napoli!), precisava che il documento in questione consiste in una fotografia bianco e nero di un dipinto all’acquerello (purtroppo non nella disponibilità dell’ente) proveniente dall’archivio della famiglia d’imprenditori svizzeri “Wenner“, firmato in basso a sinistra: Jean Grossgasteiger 1859. Un’annotazione in calce  al documento d’archivio recita: Eine mit dem Cotonificio di Scafati liserte Fabrik in Castellammare nach einer originalreichnnung von Jean Grossgasteiger 1859 (trad.: Uno stabilimento di Castellammare concesso in licenza al Cotonificio di Scafati su disegno originale di Jean Grossgasteiger nel 1859).

Fig.1: Staatsarchivs St. Gallen, documento W-054-16.1, Jean Grossgasteiger, Ansicht der Garancine-Fabrik fon Castellamare, 1859.

Committenti del dipinto furono dunque con ogni probabilità i titolari della manifattura della vicina città di Scafati i quali vollero in tal modo celebrare la nascita della nuova succursale in territorio stabiese. Il Grossgasteiger era all’epoca un apprezzato esponente della scuola di Posillipo e profondo conoscitore del territorio di Castellammare e del suo circondario: sono di lui note una vista del castello, della basilica di Pozzano, di Piazza Mercato, una splendida prospettiva dall’alto della città e del suo porto dalle rampe di Santa Croce, di Sant’Angelo (Faito), della Calcarella, etc. Di qui la scelta dei committenti caduta su un artista di comprovata fama. Continua a leggere

carbonaio

Gravunaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri stabiesi

Conoscere il micro-passato (il normale quotidiano soggettivo) può essere utile a capire la crescita economica e culturale di una intera popolazione. Questa modesta ricerca degli antichi mestieri (estinti e sopravvissuti), potrebbe aiutare a delineare con più chiarezza una parte dimenticata di vita stabiese vissuta.

Maurizio Cuomo


Gravunaro (Cravunaro)
( a cura di Maurizio Cuomo )

(articolo del 12 gennaio 2014)

Un antico mestiere sempre più raro da vedersi è il “Gravunaro”. In origine la vendita di carboni e carbonelle, veniva effettuata da un ambulante solito girare per le case con delle grosse sacche trasportate a spalla. In seguito, alcuni “gravunari” scelsero una dimora fissa, per cui la vendita di questi combustibili (un tempo) indispensabili per alimentare il focolare di casa, avveniva molto più comodamente dalle buie botteghe.

carbonaio

Ormai rimpiazzato dai moderni fornelli da cucina (alimentati a gas), il ritiro dalla scena del vecchio focolare a carbone, di riflesso, ha causato anche la scomparsa di quasi tutti i “gravunari” stabiesi. Con molto piacere segnaliamo “Catello”, uno dei pochissimi mestieranti del carbone resistito agli eventi, che fa’ ancora bottega in via II De Turris (la via che da San Bartolomeo, porta alla piazzetta del Caporivo di Castellammare di Stabia).