Archivi tag: Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

Pitture nostrane

Pitture nostrane

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

ULTIMA OPERA INSERITA NELLA GALLERIA E ALTRI DIPINTI


Jacob More, Mount Vesuvius in Eruption, National Galleries of Scotland

Mount Vesuvius in Eruption, Jacob More

Titolo:Mount Vesuvius in Eruption

Autore: Jacob More

Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 151 cm x 201 cm

Periodo: 1780

 Luogo: National Galleries of Scotland

Curiosità: Nei primi anni del 1770 Jacob More, che era diventato il principale pittore paesaggista scozzese, si trasferì definitivamente in Italia e aprì uno studio a Roma. Una lettera del 1781 di un amico di More, l’artista e mercante d’arte James Irvine, fa riferimento a un dipinto del Vesuvio come all’illustrazione del fuoco all’interno di una serie di opere che rappresentavano i quattro elementi. Questa serie fu commissionata da Lord Bristol, conte-vescovo di Derry, uno dei più fedeli mecenati di More e appassionato vulcanologo dilettante. More fu effettivamente testimone di un’eruzione del Vesuvio nel 1779. In quest’opera, ricostruisce l’eruzione del 79 d.C. e la distruzione di Pompei, includendo in primo piano la morte di Plinio il Vecchio. Il Vesuvio di More fu esposto alla Royal Academy nel 1784, seguito nel 1788 da Un’eruzione dell’Etna.

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Il 1° Maggio a Castellammare di Stabia dalle origini al dopoguerra

Storia e Ricerche

Il 1° Maggio a Castellammare di Stabia dalle origini al dopoguerra

articolo del dott. Raffaele Scala

Il principio delle tre otto prevede
che otto ore siano destinate al lavoro,
otto ore alla svago e all’istruzione
e otto ore al sonno.

Il 1° Maggio a Castellammare: Il Quarto Stato (opera di Giuseppe Pellizza - anno 1901)

Il 1° Maggio a Castellammare: Il Quarto Stato (opera di Giuseppe Pellizza – anno 1901)

PREMESSA:

Quelli che seguono sono semplici appunti di un lavoro appena abbozzato, stralci rubati alle numerose ricerche effettuate negli anni, un puzzle composto alla meno peggio, ma sentivo la necessità di pubblicare qualcosa sulla Festa del 1° maggio, di dare un senso, al tempo del corona virus, a questa giornata un tempo così importante e ormai declassata a giorno di riposo, da trascorrere chiusi in casa, magari ad ascoltare musica, ovviamente leggera, scacciapensieri.

Così in fretta e furia ho provato a mettere insieme i primi maggio vissuti in una Città ex industriale, antica roccaforte rossa al punto da essere definita la Stalingrado del sud. Dai primordi al 1948. Ho provato poi a chiudere questa breve panoramica con delle riflessioni a caldo, non bene ponderate.

Ho deciso di lasciarle così, in attesa di una seconda, magari terza stesura che il tempo, la voglia e lo studio mi consentiranno di meglio definire. Perciò chiedo venia delle eventuali inesattezze, imprecisioni e perfino di alcuni acidi commenti ai quali mi sono dedicato in chiusura di questa mia breve panoramica.


La giornata internazionale per la riduzione dell’orario di lavoro

Il 1° maggio, quella che oggi conosciamo come festa dei lavoratori, nasce in realtà come giornata di mobilitazione per la conquista delle otto ore lavorative in un tempo in cui si era costretti a lavorare almeno 12/14 ore al giorno, con punte di sedici, per sei giorni alla settimana e spesso impiegati  anche la mattinata della domenica per la manutenzione degli impianti. Erano tempi in cui i diritti degli operai erano prossimi allo zero e perfino scioperare era considerato un reato da una legge matrigna che riconosceva esclusivamente i diritti dei padroni. Continua a leggere

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di maggio 2026

Farmacie di Turno


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.30 alle 20.30


Turno festivo:

1: Ponte Persica (via Ponte Persica, 18/F)Imparato (S. Maria dell’Orto, 16)


Turno del sabato:

2: Scepi (via Tavernola, 132)Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)
Filoni (via Napoli, 328) – Plinio (via Plinio, 62) – Del Mare (c.so A. De Gasperi, 165)


Turno della domenica:

3: Cuomo (via Napoli, 158) – Pisacane (via Gesù, 16)

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Emeroteca stabiese

Emeroteca Stabiese

a cura di Gaetano Fontana

Emeroteca stabiese

Emeroteca stabiese

 

L’emeroteca stabiese (raccolta di giornali, riviste e pubblicazioni periodiche, edite e distribuite nella città di Castellammare di Stabia), nasce da una idea di Gaetano Fontana. A lui, già autore di importanti iniziative e rubriche contenute nel nostro portale web, va un particolare plauso per l’impegno profuso nella non facile costruzione di questa rilevante sezione, risorsa da oggi fruibile per la lettura e la consultazione, che di certo farà la felicità di: studiosi, studenti, ricercatori e semplici appassionati di storia locale.

Come consuetudine di Liberoricercatore tutte le pagine sono scansionate ad alta definizione e prive di watermark per permettere a chiunque di poterle utilizzare, ovviamente si prega di citare sempre la fonte www.liberoricercatore.it . Si prega di consultare il nostro disclaimer.


ULTIMO INSERIMENTO:

Ringraziamo la CReSL Biblioteca di Storia della Penisola Sorrentina  e la Biblioteca Storica Sorrentina che ci ha fornito in digitale e gratuitamente intere annate del giornale (al solo scopo divulgativo). Hanno svolto un lavoro encomiabile consiglio di visitare il loro sito.

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Catello Uvale e il confine sottile tra memoria e storia

Storie minime

Storie minime

Catello Uvale e il confine sottile tra memoria e storia

articolo di Enzo Cesarano

Negli anni Ottanta, a Castellammare di Stabia, c’era un uomo che molti ricordano ancora oggi con affetto e rispetto. Si chiamava Catello Uvale.

Catello Uvale

Catello Uvale

Era stato consigliere comunale, comunista, operaio dei cantieri navali: una vita piena, concreta, legata profondamente alla città. Poi, raggiunta la pensione, aveva trovato un modo semplice ma significativo per continuare a restare dentro il suo tempo: vendeva cartoline antiche, orologi vintage e materiale cartaceo legato a Castellammare.
Non era un mestiere qualunque. Era, in un certo senso, una forma di custodia.
Catello Uvale si muoveva tra mercatini e fiere quando ancora il collezionismo non era dominato dal digitale, quando piattaforme come eBay non esistevano e la ricerca passava attraverso le mani, gli occhi, le relazioni. Indossava quasi sempre il suo inseparabile impermeabile e portava con sé una borsa di pelle, consumata ma dignitosa. Dentro quella borsa non c’erano semplici oggetti: c’era un piccolo patrimonio di memoria cittadina. Continua a leggere