Archivi tag: Ferdinando Fontanella

Castagne del Monte Faito

Castagni e castagne, nella tradizione stabiese

“Storia, tradizione e cultura dell’albero e del frutto principi dell’autunno”

Castanea sativa

Castagne del Monte Faito

Cosa sarebbe, in autunno, il pranzo domenicale se non terminasse con una calda e profumata teglia di castagne? E come sarebbero le nostre strade se all’angolo non ci fosse il venditore di caldarroste? Quanta magia c’è in quel cartoccio fumante che contiene quei pochi, saporitissimi frutti, che ci riscaldano le mani e ci deliziano il palato. Il castagno (Castanea sativa Miller) è una pianta che da millenni accompagna l’uomo fornendogli nutrienti frutti e ottima legna, ricevendo in cambio amorevoli cure.

E’ proprio grazie all’uomo che il castagno oggi è ampiamente diffuso in tutta l’Italia. Continua a leggere

Naturalista Michele Guadagno (Napoli 16 Ottobre 1878 - Napoli 10 Settembre 1930)

Michele Guadagno, un grande naturalista napoletano

articolo di Ferdinando Fontanella

Fin dall’inizio dei miei studi botanici, durante le mie escursioni nelle nostre contrade, il distretto stabiano attrasse e fermò a lungo la mia attenzione. Esistevano allora già delle flore particolari per le terre limitrofe, ad esempio, per Ischia, per Capri, pel Vesuvio; nessun lavoro simile v’era per la penisola sorrentina e monti stabiani, e tale da darci, cioè, una completa esplorazione della compagine floristica di quel distretto. Eppure credo che nessuna altra regione delle adiacenti, meritava un simile lavoro, più di questa, poiché il complesso delle condizioni di ambienti vi è di gran lunga più vario che nelle altre.”.

Naturalista Michele Guadagno (Napoli 16 Ottobre 1878 - Napoli 10 Settembre 1930)

Naturalista Michele Guadagno (Napoli 16 Ottobre 1878 – Napoli 10 Settembre 1930)

Così si esprime Michele Guadagno nel 1918, accingendosi alla pubblicazione monografica della flora della Penisola Sorrentina. Queste sole parole bastano a far capire lo spirito di quest’uomo che dedicò gran parte del suo tempo allo studio della natura, del distretto stabiano e della penisola sorrentina, in modo mirabile e da vero appassionato. Continua a leggere

Vesuvio da Pozzano (foto Gennaro Cesarano)

Eruzione pliniana del 79 d.C., quando Stabiae fu seppellita dal Vesuvio

articolo di Ferdinando Fontanella*

Vesuvio da Pozzano (foto Gennaro Cesarano)

Vesuvio da Pozzano (foto Gennaro Cesarano)

Millenovecentotrenta anni, tanti ne sono passati dal 79 d.C. ad oggi. Era il mese di agosto, il giorno 24**, quando il Monte Vesuvio rivelò, all’Impero romano, la sua natura vulcanica eruttando con violenza devastante, sconvolgendo per secoli le terre più incantevoli della prosperosa Campania.

Il Vesuvio prima del fatidico 79 d.C. veniva da un lungo periodo di quiescenza durato all’incirca 7 – 8 secoli, un lasso di tempo che aveva portato gli abitanti del suo circondario a credere che si trattasse di un tranquillo e fertile monte. Il geografo e storico greco Strabone, però, ne aveva intuito la natura vulcanica e così scriveva nel 10 a.C.: “Il Vesuvio è una montagna rivestita di terra fertile alla quale sembra che abbiano tagliato orizzontalmente la cima; codesta cima forma una pianura quasi piatta, totalmente sterile, del colore della cenere, Continua a leggere

Banco di Santa Croce (foto Andrea Di Pietro)

Il Dattero di mare

articolo di Ferdinando Fontanella

Banco di Santa Croce (foto Andrea Di Pietro)

Banco di Santa Croce (foto Andrea Di Pietro)

Il primo incontro col Dattero di mare avvenne una estate di molti anni fa, alla spiaggia di Pozzano a Castellammare di Stabia. Quella mattina mi ero alzato all’alba per andare al mare con mio padre. Al nostro arrivo la spiaggia era ancora deserta fatta eccezione per un unico bagnante, in verità più che un bagnate questo bizzarro personaggio sembrava uno scultore folle, munito di martello e scalpello era intento a lavorare una grossa roccia che poco prima aveva faticosamente trasportato a terra dal mare. Il ritmico picchiare del martello sullo scalpello era di tanto in tanto interrotto da una misteriosa manovra, lo “scultore” con una lunga pinzetta estraeva dalla roccia frantumata qualcosa di scuro e affusolato che riponeva con cura in un secchio vicino. Incuriosito ricordo di essermi avvicinato e con grande meraviglia ho notato che quella roccia, per i tanti fori che la crivellavano, sembrava un’enorme fetta di Emmental. Nel secchio invece erano ammassati svariati “frutti” molto simili ai grossi e dolci datteri che si mangiano nel periodo natalizio. Vedendomi così stupito mio padre mi spiegò che quelli che io avevo visto erano si dei frutti, ma di mare, erano Datteri di mare, dalle nostre parti meglio conosciuti come  ‘e cannulicchie ‘e scoglio. Continua a leggere

Piastrella 45 c (foto Enzo Cesarano)

Le piastrelle artistiche stabiesi

LE PIASTRELLE NON VENGONO RIMOSSE!

28 luglio 2019 (ore 14.00): Con un nuovo comunicato, l’ufficio stampa del Comune di Castellammare di Stabia, chiarisce ed assicura che le piastrelle artistiche stabiesi (opera dell’artista napoletana Diana Franco1), non verranno rimosse…

Questo il messaggio: Le nuove piastrelle per la numerazione civica non andranno a rimpiazzare le piastrelle artistiche presenti in città, che resteranno intatte e affiancate a quelle che saranno presto installate su tutto il territorio cittadino“. 

La Piastrella di Palazzo Farnese

La Piastrella di Palazzo Farnese (affiancata a titolo dimostrativo dal Sindaco Gaetano Cimmino)

IL NOSTRO APPELLO ALLA CITTADINANZA

28 luglio 2019 (ore 7.00): Proteggiamo quello che ancora resta dei meravigliosi numeri civici maiolicati di Castellammare!!!

Il Comune (il 27/07/2019) ha annunciato che in città a breve saranno rimpiazzati i vecchi numeri civici con un modello unificato.

Questo il messaggio: Tutte le targhe cittadine con i numeri civici saranno rimpiazzate e uniformate con un modello unificato per un miglior decoro urbano dal centro ai quartieri“.

Noi vi chiediamo un solo favore, una preghiera, quando toccherà al vostro portone, chiedete che la nuova numerazione sia affiancata alla vecchia… lasciate le antiche maiolichette in sito (rappresentano una peculiarità cittadina, memoria stabiese che altrimenti andrà perduta). Non commettiamo l’ennesima fesseria!!!

Piastrella 45 c (foto Enzo Cesarano)

Piastrella 45 c di Via Annunziatella (foto Enzo Cesarano)

13 marzo 2019: “Salve, allego immagine fotografica con il numero civico 45C di Via Annunziatella (non presente in galleria). Cari saluti. Enzo Cesarano.


a cura di: Maurizio Cuomo e di Ferdinando Fontanella

( articolo del 2004 )

La “stabianità” illustrata da una serie di piastrelle decorate.

Le piastrelle artistiche stabiesi sulle quali è apposta la numerazione civica degli edifici cittadini, da numerosi anni richiamano con garbo, semplicità e realismo, l’attenzione su scorci e simboli della città di Castellammare di Stabia.

Opere dell’artista partenopea Diana Franco, le piastrelle artistiche offrono un microracconto di facile fruizione per cittadini, turisti e passanti occasionali.

E’ quello che oggi rischiamo di perdere, a causa della progressiva sostituzione delle vecchie piastrelle dei numeri civici (presenti all’ingresso degli edifici stabiesi), con i freddi e stereotipati numeri moderni.

Una peculiarità che per numerosi anni ha caratterizzato la città delle acque, del castello, degli scavi archeologici, del cantiere navale, ecc. ecc.

Con la presente galleria di immagini, i curatori intendono salvaguardare ed omaggiare le piastrelle ancora presenti e che per anni ci hanno tenuto compagnia dando un tocco di colore artistico alle strade e ai vicoli cittadini, un patrimonio che giorno dopo giorno va riducendosi per la mancata lungimiranza e l’imponderata leggerezza di qualcuno.

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Galleria fotografica

(foto Ferdinando Fontanella, Maurizio Cuomo, Corrado Di Martino, Enzo Ceasarano & Salvatore Avella)

Va da sé che s’invita il lettore a prestare maggiore attenzione alle piastrelle ancora in uso, al fine di segnalare alla nostra Redazione l’indirizzo del civico, qualora il decoro di qualcuna di esse non risulti ancora censito nella presente galleria di immagini.


Nota:

  1. Molte opere di Diana Franco sono attualmente oggetto di restauro per la conservazione del patrimonio pubblico e fanno parte della tutela ministeriale dei Beni della Soprintendenza