Archivi autore: Ferdinando Fontanella

Informazioni su Ferdinando Fontanella

Collaboratore di Redazione Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E' responsabile della pagina Twitter di LR.

Vipera, regole per una convivenza pacifica

Natura di Stabia

Vipera, regole per una convivenza pacifica

Esistono innumerevoli dicerie sulle vipere. Alcune sono impresse profondamente nella mia memoria perché da piccolo mi sono state inculcate come raccomandazioni per scampare un pericolo assai serio.

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Vipera aspis

Se vedi una vipera, mi si diceva, e hai un bastone randellala per bene e schiacciagli la testa perché altrimenti continua a vivere e ti attacca. Se non hai il bastone scappa, altrimenti la vipera ti insegue e ti morde, devi correre veloce però perché questo serpente è un fulmine capace di rotolare giù per i monti, come se fosse una ruota lasciata cadere dal pendio. Non fermarti nei prati perché la vipera ti si infila nei pantaloni. Quante volte, infine, ho sentito la storia della spaventosa e leggendaria, ma mai vista, “Lìpera castagnara”. Bestia antichissima, spaventosamente grande e in proporzione altrettanto velenosa, che vivrebbe, a quanto pare, nelle ceppaie dei castagni del Monte Faito.

Ho creduto, sinceramente, che queste storie fossero vere finché l’esperienza e lo studio mi hanno dimostrato il contrario. La verità è che la vipera è un serpente velenoso, il cui morso in determinate e sfavorevoli circostanze può risultare mortale. Non esiste una vipera cattiva intenzionata a sterminare chi frequenta la montagna. Non esiste giustificazione, se non la paura e l’ignoranza, per chi è pronto allo sterminio, a colpi di bastone, di questo serpente. Continua a leggere

La storiella del piscialetto

Natura di Stabia

La storiella del piscialetto

aneddoto stabiese per ricordare una pianta pericolosa

Euforbia delle faggete (Euphorbia amygdaloides L.)

Euforbia delle faggete (Euphorbia amygdaloides L.)

Sono certo che vi state chiedendo che cos’è il piscialetto? Potrei rispondere che si tratta di una pianta, ed è vero. Ma non è soltanto questo, è anche una storiella che da bambino avrò ascoltato un milione di volte. Non so chi l’abbia ideata, ma sono sicuro che chi l’ha fatto, conosceva bene la natura e amava i bambini. Ed è proprio ai bambini che la storiella del “piscialetto” è dedicata. Grazie alla domanda di un bimbo il suo ricordo è riaffiorato nella mia memoria. Continua a leggere

‘A pasta cunciata (aglio, uoglio e limone)

Piatti tipici stabiesi

‘A pasta cunciata (aglio, uoglio e limone)

Ricetta dello stabiese Francesco Rosato (detto Ciccio bosco), pubblicata
su gentile concessione del naturalista dott. Ferdinando Fontanella

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“‘A pasta cunciata” è un primo piatto “povero” veloce da preparare, fatto con ingredienti semplici e genuini. La buonanima di mio nonno “Ciccio bosco” era ghiotto di questa saporitissima pietanza.

Ricordo che ogni volta che ne mangiava era come se sciogliesse un voto di riconoscenza, infatti, raccontava che questo piatto tipico della nostra tradizione culinaria era stato un toccasana durante una tremenda epidemia influenzale (le notorie proprietà medicamentose dell’aglio dell’olio e del limone servirono ad alleviare i sintomi della malattia).

Se ne conoscono due versioni: una più “fresca” (per la stagione estiva), per la cui preparazione si usa un formato di pasta lunga e aglio novello; e una “calda” (preparato come minestra invernale) con un formato di pasta corta, brodo di cottura e aglio vecchio. Continua a leggere

‘E talli d”e cucuzzielli

Piatti tipici stabiesi

Piatti tipici stabiesi

‘E talli d”e cucuzzielli

di Rosato Raffaela

Paniere colmo di talli di cucuzzielli (foto Ferdinando Fontanella)

Paniere colmo di talli di cucuzzielli (foto Ferdinando Fontanella)

Gli zucchini (Cucurbita pepo) localmente noti come cucuzzielli, insieme alle zucche, ai meloni, alle angurie e ai cetrioli appartengono alla famiglia delle Cucurbitacee[1. Piante erbacee annuali, caratterizzate da fusti robusti striscianti o rampicanti, foglie ispide e rugose portate da peduncoli cavi, fiori campanulati dalla corolla gialla, femminili e maschili (nel napoletano detti sciurilli) portati dalla stessa pianta, i frutti lisci e cilindrici, talvolta globosi, commestibili e consumati maturi o immaturi.]. La specie natia del Sud America è arrivata nel vecchio continente nel XVI secolo dove si è lentamente affermata diventando particolarmente cara agli orticultori. Il sapiente e paziente lavoro dei contadini ha determinato la nascita di numerose e saporite varietà, tra tutte ricordiamo quella detta di “San Pasquale” diffusissima negli orti campani.

Chi fu il primo stabiese ad assaggiare questo ortaggio non è dato saperlo, è presumibile però che l’esito di questa prova sia stato assai favorevole. La pianta è, infatti, da lungo tempo ampiamente coltivata e sapientemente cucinata a Castellammare di Stabia, come del resto avviene in tutta la prosperosa Campania. Continua a leggere

Carcararo (antichi mestieri)

Antichi mestieri

Carcararo
( a cura del naturalista stabiese Nando Fontanella )

Il calcararo

Il calcararo (immagine generata con IA)

Il “carcararo”, l’artigiano che trasformava la pietra in calce, potrebbe essere anche definito come colui il quale aveva l’arte d’impilare le pietre. Il suo mestiere era, infatti, quello di caricare le fornaci con la roccia calcarea dalla cui cottura veniva prodotta la calce viva. Un’operazione delicata e faticosa che richiedeva esperienza e grande maestria.

Il carico delle fornaci, localmente conosciute come “carcare”, consisteva nel sistemare a secco i frammenti di roccia (estratti dalle cave in prossimità delle stesse fornaci), in modo da formare una struttura stabile, che potesse resistere anche alle notevoli trasformazioni (chimico-fisiche), che le dure rocce subivano nel processo di cottura (perdita d’acqua, riduzione di peso e di volume e conseguente trasformazione della roccia cotta che diveniva fragile e friabile). Continua a leggere