Archivi categoria: Natura di Stabia

Banco di Santa Croce (foto Andrea Di Pietro)

Il Dattero di mare

articolo di Ferdinando Fontanella

Banco di Santa Croce (foto Andrea Di Pietro)

Banco di Santa Croce (foto Andrea Di Pietro)

Il primo incontro col Dattero di mare avvenne una estate di molti anni fa, alla spiaggia di Pozzano a Castellammare di Stabia. Quella mattina mi ero alzato all’alba per andare al mare con mio padre. Al nostro arrivo la spiaggia era ancora deserta fatta eccezione per un unico bagnante, in verità più che un bagnate questo bizzarro personaggio sembrava uno scultore folle, munito di martello e scalpello era intento a lavorare una grossa roccia che poco prima aveva faticosamente trasportato a terra dal mare. Il ritmico picchiare del martello sullo scalpello era di tanto in tanto interrotto da una misteriosa manovra, lo “scultore” con una lunga pinzetta estraeva dalla roccia frantumata qualcosa di scuro e affusolato che riponeva con cura in un secchio vicino. Incuriosito ricordo di essermi avvicinato e con grande meraviglia ho notato che quella roccia, per i tanti fori che la crivellavano, sembrava un’enorme fetta di Emmental. Nel secchio invece erano ammassati svariati “frutti” molto simili ai grossi e dolci datteri che si mangiano nel periodo natalizio. Vedendomi così stupito mio padre mi spiegò che quelli che io avevo visto erano si dei frutti, ma di mare, erano Datteri di mare, dalle nostre parti meglio conosciuti come  ‘e cannulicchie ‘e scoglio. Continua a leggere

Vaccariello di San Giovanni

Vaccariello, ovvero quando i bambini giocavano con gli insetti

a cura di Ferdinando Fontanella

Cari Liberi Ricercatori, scrivo per aggiungere alcune “precisazioni” naturalistiche alle interessantissime notizie entomologiche ricavabili dagli scritti, pubblicati nel sito, dagli amici Antonio Cimmino e Luigi Casale, che di seguito riporto in sintesi:

‘E purcelli ‘e San Giuvanne (di Antonio Cimmino)

Nel mese di giugno specialmente in corrispondenza delle festività di San Giovanni Battista, compaiono dei coleotteri di color marrone comunemente chiamati “vaccarielli o purcielli”. Ai miei tempi i ragazzi cercavano di acchiapparli cantando la seguente canzoncina: “Scinne purciello ‘e San Giuvanne, è arrivato ‘o cusutore t’ha purtato ‘nu cazone, ‘nu cazune e ‘na vunnella scenni purciello mio bello”. Quando (molto facilmente) si prendevano questi animaletti, si legava un filo di cotone al corno che stava sulla testa del maschio e lo si liberava. Si otteneva, così, un aquilone animato.

Vaccariello di San Giovanni

Vaccariello di San Giovanni

La lettera del prof. Luigi Casale

Vorrei pregarti di chiedere al dott. Cimmino se è possibile, attraverso il confronto di alcune coincidenze, avanzare qualche ipotesi di analogia o di corrispondenza, sulla usanza infantile (d’altri tempi, peraltro) di giocare colle “vaccarelle” di S. Antonio (così le chiamavamo noi).
Ecco le coincidenze: l’insetto dovrebbe chiamarsi “Lucanus cervus” ed è quello che comunemente è detto “cervo volante”.

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Muri a secco, un patrimonio da proteggere

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Muro a secco della Reggia di Quisisana

Tecnicamente un muro a secco è una costruzione in pietra realizzata impilando blocchi di roccia, senza ricorrere all’ausilio di malta o cemento come leganti. Una definizione, questa, troppo “fredda” che può andar bene a coloro che sono interessati all’aspetto puramente utilitaristico di queste costruzioni, realizzate un tempo per recintare una proprietà, terrazzare un versante di una montagna così da poterlo coltivare o per regimentare le acque piovane.

In realtà i muri a secco travalicano il concetto concreto associabile al manufatto muro. Rappresentano, di fatto, preziosissimi scrigni in cui è contenuta una incredibile risorsa culturale e naturalistica. Continua a leggere

Con Slow Food, Fai la spesa al mercato

Oggi è il giorno dedicato allo Slow Food, a via Virgilio 32 (mercato ortofrutta) si riparte dalla terra per un cibo pulito ed ecosostenibile.

La grande associazione internazionale Slow Food da sempre è interessata a conferire il giusto pregio al cibo, quello prodotto in equilibrio con l’ambiente e l’intero ecosistema, terrà una manifestazione nel mercato ortofrutticolo cittadino. Sono 150 i paesi in cui  Slow Food sostiene l’alimentazione pulita ed ecocompatibile, attraverso la promozione dei prodotti puliti della terra, non per mero guadagno ma per la tutela del gusto e dell’ambiente. Oggi, domenica 6 giugno, si riparte dalla terra per un cibo pulito ed ecosostenibile, in via Virgilio 32 Castellammare di Stabia (n.d.a. Mercato Ortofrutticolo).

Gli amici di Libero Ricercatore e la Cittadinanza tutta sono invitati

“…Slow Food organizza eventi che favoriscono l’incontro, il dialogo, la gioia di stare insieme. Perché dare il giusto valore al cibo, vuol dire anche dare la giusta importanza al piacere, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio…”

‘O papagno, una pianta quasi dimenticata

Un breve racconto:

papagnoIl sole non è ancora sorto quando Mastu Ciccio si sveglia, tra qualche ora il cantiere navale lo chiamerà col suo fischio al duro lavoro da operaio, prima però deve badare agli animali nella stalla e al raccolto nei campi.

Muovendosi cautamente, per non svegliare i quattro figli e la moglie che dormono nella stessa stanza, si reca in cucina dove ha già preparato in un angolo la bacinella per lavarsi e su una sedia gli abiti per vestirsi. Prima di uscire è meglio mangiare qualcosa…nella credenza deve esserci un pezzo di quel buon pane ai semi di papagno, una novità comprata nella bottega di Catarina ‘a panettera.

Appena la porta si chiude Donna Manuela, che s’era appapagnata pe’ n’ate cinche minute, apre gli occhi, tra un po’ il marito dove andare a lavorare, gli deve preparare ‘a marenna. Ieri ai margini del campo coltivato a fagioli ha visto parecchi papagni, se si sbriga può raccoglierli e farli sfritti. Continua a leggere