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Il batiscafo Trieste

Storia e Ricerche

Il batiscafo Trieste

a cura di Antonio Cimmino

Il Trieste a Castellammare (a sinistra si nota il forte borbonico prima della sua demolizione)

Il Trieste a Castellammare (a sinistra si nota il forte borbonico prima della sua demolizione)

Nel 1953 il cantiere navale di Castellammare di Stabia registrò un interessante avvenimento scientifico e tecnologico: l’assemblaggio del batiscafo Trieste.
Il Trieste, progettato dallo scienziato svizzero August Piccard era formato da due elementi: lo scafo ed una sfera di acciaio spesso più di 12 centimetri. Lo scafo era stato costruito nel cantiere navale di Monfalcone mentre la sfera era stata costruita, in due pezzi, dalla Società delle Fucine di Terni.La professionalità delle maestranze del cantiere e la profondità del Golfo di Napoli presso Capri e Procida, furono determinanti per la composizione dell’originale battello atto a scendere a migliaia di metri nelle profondità del mare.
Piccard trovò l’entusiastica collaborazione di tecnici ed operai stabiesi nei difficili lavori di saldatura delle due semisfere e nell’adattamento allo scafo.

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Batiscafo Trieste

Batiscafo Trieste

a cura di Giuseppe Zingone

Batiscafo Trieste

Auguste Piccard, a Castellammare

  • La costruzione del Trieste fu un’impresa italo-svizzera. La batisfera (la sfera in acciaio dove alloggia l’equipaggio) fu forgiata dalle Acciaierie di Terni, mentre lo scafo-galleggiante fu costruito a Monfalcone dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico.
  • L’assemblaggio finale avvenne presso il Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Fu varato il 26 agosto 1953.
  • Nome: Il batiscafo fu chiamato “Trieste” in omaggio alla città italiana che, grazie all’iniziativa del professor Diego de Henriquez (direttore del Museo Storico), sostenne il progetto di Piccard.

A corredo del lavoro del nostro stimatissimo Antonio Cimmino, su “Il batiscafo Trieste“, vogliamo oggi proporre alcuni articoli d’epoca tratti dal Corriere della Sera, della sua presenza nella nostre acque e soprattutto di quell’Auguste Piccard, instancabile esploratore dei fondali del Golfo di Napoli.

Batiscafo Trieste

Le Professeur Auguste Piccard en voiture, sa canne à la main, avant une nouvelle descente en bathyscaphe, le 26 mars 1953 à Castellammare di Stabia, Italie. (Photo by Keystone-FranceGamma-Rapho via Getty Images)

 

Articolo terminato il 14/11/2020