Archivi tag: Enzo Cesarano

Santini stabiesi

a cura di Enzo Cesarano

Nella rubrica vengono raccolte ed esposte alcune immaginette sacre d’epoca
(le classiche “fiurelle”), venerate nella città di Castellammare di Stabia.

Ultima “fiurella” inserita:

Miracolosa effigie di San Giovanni di Dio

Miracolosa effigie di San Giovanni di Dio (donata da Massimiliano Greco ad Enzo Cesarano)

Galleria delle immaginette: Continua a leggere

Tortano

Tortano senza sale, il pane della Pasqua stabiese

articolo di Enzo Cesarano

Tortano

Tortano senza sale (produzione Casa del pane)

Il pane simbolo della tradizione cristiana è al centro della Pasqua, la più importante festività cattolica.

Proprio Cristo, nell’ultima cena, ci ricorda che Lui è il pane disceso dal cielo e sono suoi fratelli tutti quelli che spezzeranno e mangeranno in comunione l’alimento che ricorda il suo corpo.

Per meglio onorare la Pasqua da secoli in numerose località d’Italia si preparano i cosiddetti “pani di festa”; a Castellammare di Stabia, città dalla grande tradizione fornaia, si fa il Tortano senza sale: un pane azzimo, con mollica soffice e compatta.

I panettieri stabiesi per tradizione producono questo alimento solo il Giovedì santo, giorno in cui la chiesa celebra l’istituzione dell’eucarestia, seguendo una ricetta assai antica che in sostanza ha gli stessi ingredienti della Galletta: farina e acqua, senza sale e senza lievito. Continua a leggere

Staff di Casa del Pane Maresca

Il prima e il dopo e… l’ora, adesso!

l’Editoriale di Nando Fontanella

Esiste il prima e il dopo e… l’ora, adesso! Il prima e il dopo, è una certezza, sono stati e saranno momenti lieti, felici. L’adesso no, la situazione è grave, bisogna che tutti noi ci regoliamo di conseguenza.

Il nostro amico panettiere Enzo Cesarano, del panificio “Casa del Pane Maresca“, è rimasto aperto perché lui lo sa che finché in città ci sarà il calore dei forni accesi e il profumo del pane caldo la speranza non mancherà.

Staff di Casa del Pane Maresca

Staff di Casa del Pane Maresca

Ma Enzo, uomo di buon cuore e viva intelligenza, ha semplificato la sua produzione l’ha resa essenziale.

Una panetteria di guerra è ora la sua attività. Con questo cosa ha voluto farci capire, che oggi conta l’essenziale…

il Pane non è più il pane che è stato ieri e che sarà domani, il Pane che sforna Enzo è quello di ora, adesso.

Dobbiamo stringere la cinghia anche noi, ridurre i consumi all’essenziale non dobbiamo andare in giro a comprare cose superflue e superficiali perché vogliono illuderci che l’oggi è come ieri.

Non è così! Restiamo a casa, per il bene del Paese e per rispetto di chi, come il nostro amico Panettiere e tutti i lavoratori delle altre attività essenziali, sta rischiando la vita per mantenere viva la speranza.

Nando Fontanella

Le pacchianelle, una tradizione stabiese perduta

(di Enzo Cesarano)

La tradizione finisce quando non è più sentita nella cultura popolare. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere quello che è capitato alla processione natalizia delle pacchianelle1 di Castellammare che si è estinta agli inizi degli anni Settanta, a differenza della vicina Vico Equense dove tutt’ora si svolge il 6 gennaio.

Le Pacchianelle

Bambine travestite da pacchianelle (usanza del periodo natalizio) foto gentilmente concessa dal sig. Ugo Meli.

Il corteo dell’Epifania stabiese, organizzato dalla chiesetta di Sant’Anna a Licerta, era composto da bambine e giovani donne vestite con costumi della tradizione contadina e perciò definite pacchianelle.

Ogni pacchianella portava un cesto in cui la famiglia, in base alle possibilità economiche, offriva in dono a Gesù bambino prodotti tradizionali dei Monti Lattari e della penisola: agrumi, formaggi, pane, dolci, castagne, noci, polli, conigli… ecc. Partecipavano anche numerosi fedeli e sacerdoti portando una statua del Bambinello, il vero fulcro del Natale. Continua a leggere

  1. Il termine dialettale pacchianella, in lingua italiana contadinella, donna del contado, o anche villana, donna rustica, veniva attribuito affettuosamente alla contadinotta di generose forme, che ogni giorno era solita rifornire le case dei cittadini di generi alimentari freschi (uova, formaggi, insaccati, latte, burro nonché verdure ed altri prodotti dell’orto)
Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

La vera storia del “torroncino stabiese”

a cura di Enzo Cesarano

Nel periodo delle festività dei morti, per tradizione popolare, in Campania si usa regalare il “torrone dei morti”. Un omaggio che vuole esorcizzare mediante il cibo l’angoscia della morte. Il torrone, originariamente composto da cioccolato e mandorle (oggi proposto nei più svariati gusti), secondo radicata credenza, simboleggia la nuda terra che inghiotte la vita.

Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

Torroncino stabiese (foto Enzo Cesarano)

Nella cultura napoletana, si usa preparare nel succitato periodo e per gli stessi motivi, un particolare torrone, a forma di sigaro, fatto di zucchero e mandorle, chiamato “ll’uosso ‘e muorto”. Continua a leggere