Archivi tag: Enzo Cesarano

Il mercato ortofrutticolo

Storia e Ricerche

Il lungo cammino del mercato ortofrutticolo: cuore economico del territorio stabiese

a cura di Enzo Cesarano

Il mercato ortofrutticolo di Castellammare di Stabia

Il mercato ortofrutticolo di Castellammare di Stabia

Dalla seconda metà dell’Ottocento, il mercato ortofrutticolo rappresentò uno dei pilastri dell’economia stabiese. Nacque nella storica Piazza Mercato e accompagnò la crescita della città. Porto e turismo ne influenzarono presto la collocazione. Intorno al 1870 il Comune lo trasferì in via Bonito. La scelta, però, si rivelò infelice. Carri e carrette invadevano la strada principale, creando disagi ai villeggianti diretti ai bagni e verso la costiera sorrentina.

Tra decoro urbano e proteste

Le critiche aumentarono rapidamente. Il traffico congestionato, le condizioni igieniche precarie e il danno all’immagine urbana spinsero l’amministrazione a intervenire. Il mercato venne spostato all’estremità del Corso Garibaldi. Anche qui sorsero problemi. L’area era la più elegante e frequentata della città. La soluzione risultò temporanea. Il mercato continuava a crescere, ma senza una sede stabile. Continua a leggere

La biblioteca, la memoria e la Cultura negata

Editoriale stabiese

La biblioteca, la memoria e la Cultura negata

l’editoriale di

Enzo Cesarano & Maurizio Cuomo

Biblioteca di Castellammare di Stabia (foto Mimmo Iodice)

Biblioteca di Castellammare di Stabia (foto Mimmo Iodice)

La fotografia che pubblichiamo, realizzata nel 1977 dal grande fotografo Mimmo Iodice, ritrae la biblioteca del Palazzo del Fascio di Castellammare di Stabia.

Un’immagine sobria e potente: tavoli ordinati, studenti concentrati ed immersi nello studio, scaffali di libri, silenzio. Un luogo vivo, attraversato dal sapere e dalla quotidianità.

La foto, reperita in rete e successivamente ripulita con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, non è solo un documento visivo, ma una testimonianza storica. La foto mostra ciò che la biblioteca comunale è stata: uno spazio centrale nella vita culturale della nostra Castellammare.

Negli anni successivi, con la necessità di intervenire sull’edificio del Palazzo del Fascio, si decise di trasferire provvisoriamente il patrimonio librario e le attività a Palazzo Alvino da molti appellato come Palazzo Vanvitelli.

Una soluzione temporanea che avrebbe dovuto garantire la continuità del servizio pubblico, in attesa del pieno recupero della sede originaria. Purtroppo, col passare del tempo, quel “provvisorio ripiego” si è protratto all’inverosimile, divenendo nella sua evoluzione attuale, un servizio pubblico mal gestito e poco fruibile.

A denunciare ciò, è l’associazione “Gli Amici della Filangieri”, con un comunicato divulgato il 21 ottobre 2025, che a seguire ci onoriamo di rimettere integralmente: Continua a leggere

Le pacchianelle, una tradizione stabiese perduta

Tradizioni stabiesi

Le pacchianelle, una tradizione stabiese perduta

di Enzo Cesarano

La tradizione finisce quando non è più sentita nella cultura popolare. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere quello che è capitato alla processione natalizia delle pacchianelle[1. Il termine dialettale pacchianella, in lingua italiana contadinella, donna del contado, o anche villana, donna rustica, veniva attribuito affettuosamente alla contadinotta di generose forme, che ogni giorno era solita rifornire le case dei cittadini di generi alimentari freschi (uova, formaggi, insaccati, latte, burro nonché verdure ed altri prodotti dell’orto)] di Castellammare che si è estinta agli inizi degli anni Settanta, a differenza della vicina Vico Equense dove tutt’ora si svolge il 6 gennaio.

Le Pacchianelle

Bambine travestite da pacchianelle (usanza del periodo natalizio) foto gentilmente concessa dal sig. Ugo Meli.

Il corteo dell’Epifania stabiese, organizzato dalla chiesetta di Sant’Anna a Licerta, era composto da bambine e giovani donne vestite con costumi della tradizione contadina e perciò definite pacchianelle.

Ogni pacchianella portava un cesto in cui la famiglia, in base alle possibilità economiche, offriva in dono a Gesù bambino prodotti tradizionali dei Monti Lattari e della penisola: agrumi, formaggi, pane, dolci, castagne, noci, polli, conigli… ecc. Partecipavano anche numerosi fedeli e sacerdoti portando una statua del Bambinello, il vero fulcro del Natale. Continua a leggere

Santini stabiesi

Santini stabiesi

a cura di Enzo Cesarano

Nella rubrica vengono raccolte ed esposte alcune immaginette sacre d’epoca
(le classiche “fiurelle”), venerate nella città di Castellammare di Stabia.

Santini stabiesi: ultima “fiurella” inserita

Santini stabiesi: San Tarcisio, Chiesa di San Vincenzo Ferreri

Santini stabiesi: San Tarcisio, Chiesa di San Vincenzo Ferreri

San Tarcisio, Chiesa di San Vincenzo Ferreri

San Tarcisio che si venerava nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, primo Novecento.

Per gentile concessione del Dottor Carlo Vingiani

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Un piccolo tesoro galleggiante

Conosci Stabia

Un piccolo tesoro galleggiante

a cura di Antonio Cimmino

Guardando questa foto del varo di una nave a Castellammare. Nell’ultima fase del varo, quando l’invaso lascia l’avantiscalo e la nave prende galleggiabilità, sulla superficie dell’acqua galleggiano pezzi di legno delle taccate e tronchi dei puntelli rimossi pochi attimi prima del fatidico “In nome di Dio, taglia!”.

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

Il varo e il suo piccolo tesoro galleggiante

L’attrito tra scalo e nave veniva vinto grazie a particolari tipi di grasso, parte del quale finiva in acqua insieme al legname, creando un piccolo tesoro galleggiante.

Un tempo, questo momento attirava sciami di pescatori, pronti a raccogliere tavole, puntelli e grasso, preziosi per la piccola economia locale. Il legno serviva per riparare barche o scivoli di varo, mentre il grasso lubrificava cuscinetti, mozzi, molle e parti dei motori.

Un frammento di storia stabiese immortalato in questa foto.

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