Archivi categoria: Fotografia

Il Cristo della Pace

Il Cristo della Pace

di Giuseppe Zingone

Il Cristo in cartapesta della Chiesa della Pace

Il Cristo in cartapesta della Chiesa della Pace

È bastato scoperchiare una scatola perché trent’anni di polvere si facessero luce, restituendomi l’incanto di certe stampe analogiche, scatti di gioventù, che non hanno mai smesso di respirare. In quei piccoli rettangoli di celluloide, la parrocchia di Santa Maria della Pace non è soltanto un luogo, ma l’altare dove coltivavo ed esercitavo il rito della mia passione; oggi, ritrovare quegli scatti è come veder fiorire d’improvviso un giardino di tesori e di volti, salvati dal naufragio del tempo, forse per una nuova primavera. Continua a leggere

Scolaresche stabiesi – Immagini della Memoria

Le Immagini della Memoria: le scolaresche stabiesi

a cura di Maurizio Cuomo

Immagini della Memoria

La rubrica raccoglie e custodisce una preziosa collezione di fotografie d’epoca che immortalano gruppi di alunni, scolari e studenti stabiesi, testimoni silenziosi di un tempo che fu. Attraverso queste immagini, spesso ingiallite dal tempo ma cariche di significato, si compie un emozionante viaggio nella memoria collettiva, alla riscoperta della vita scolastica di generazioni che hanno frequentato gli istituti cittadini.

Ogni fotografia racconta molto più di un semplice anno scolastico: narra di abitudini, di abiti, di ambienti e, soprattutto, di volti. Sono volti giovani, sorridenti, talvolta impacciati, ma sempre sinceri, che parlano di un’epoca fatta di lavagne di ardesia, grembiuli neri, penne stilografiche e lezioni impartite con rigore e passione. Le classi in posa davanti agli edifici scolastici o nei cortili raccontano un senso di comunità, di appartenenza e di formazione che ha contribuito a costruire l’identità stabiese.

La rubrica, curata con attenzione e dedizione, non si limita a mostrare immagini, ma mira a conservare la memoria di un importante segmento della vita cittadina: la scuola. Un patrimonio affettivo e culturale da valorizzare, che stimola la curiosità dei più giovani e suscita nei più anziani ricordi indelebili.

Immagini della Memoria” è un tributo alle nostre radici, un modo per onorare la storia scolastica stabiese e mantenere vivo il legame tra passato e presente.


Ultima immagine inserita:

Scuola Rovigliano 1965-66

Scuola Rovigliano 1965-66

Scuola Rovigliano 1965-66 (retro)

Scuola Rovigliano 1965-66 (retro)

Scuola Rovigliano (Rione CMI)

Anno 1965 – 66 – Classe 1a maschile (sez. B)

( Insegnante: Giovanni  Boccia )

foto concessa dal sig. Esposito Francesco Saverio


Archivio scolaresche stabiesi:

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Scatti d’Autore: Giuseppe Zingone

Scatti d'Autore

Luci, ombre e colori della mia Città

Scatti d’Autore: Giuseppe Zingone

La galleria ospita i pittoreschi scatti fotografici dello stabiese Giuseppe Zingone

Una fotografia non è mai il mero raggelarsi di un panorama o di un istante; è, piuttosto, il perimetro sentimentale entro cui l’autore decide cosa debba vivere e cosa debba restare fuori. C’era un’officina di sogni e di calcoli dietro quegli scatti nati tra i vapori degli acidi, la penombra dei proiettori di un tempo, un’eredità che profuma ancora di impressionismo.

Oggi il digitale ha reso il gesto più agile e democratico, eppure la perfezione resta un miraggio che esige lo stesso antico tributo: studio, pazienza e quell’attesa febbrile necessaria a imprigionare un frammento di tempo prima che scivoli via.

“La fotografia è il respiro silenzioso del tempo,
un istante sospeso tra luce e ombra
che sussurra ciò che l’occhio vede,
ma che solo il cuore comprende.

È un gesto d’amore verso l’effimero,
un frammento di realtà reso eterno,
dove ogni scatto è una carezza alla memoria,
e ogni immagine, una poesia senza parole”.

Giuseppe Zingone

Ancora freddo

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Un respiro sospeso

Un respiro sospeso

di Giuseppe Zingone 

Un sospiro sospeso

Dalla terrazza del Quisisana

Guardate questa fotografia. Non è solo carta e sali d’argento è un respiro sospeso. È quella “napoletanità” che non si urla, ma che si siede a tavola con la compostezza di chi sa che la bellezza, in fondo, è per noi un diritto di nascita.

Siamo sulla terrazza della Reggia di Quisisana, che pare un palcoscenico. Sopra di noi, quel tendone a strisce arancioni non serve solo a riparare dal sole: è un filtro magico che trasforma la luce del Golfo in una carezza color miele. E fuori? Fuori c’è “Lui”, il Vesuvio, che osserva sornione come un vecchio pescatore che aspetta il caffè alla fine del pranzo, avvolto in una foschia azzurrina che confonde il mare con il cielo.

Osservate i commensali. C’è una dignità antica in queste giacche chiare, in queste acconciature composte che resistono alla brezza marina che sale dall’azzurro specchio sottostante. Non è solo un pranzo, è un rito.

Il bambino ci guarda, ci interroga e si mette in posa per rubare lo scatto che lo sta per immortalare, si fa beffa di noi, ci sfida, pare quasi chiederci “E voi, che ne sapete di questa pace?”.

Le donne, con quella severità dolce che nasconde la saggezza di chi regge le fila di intere dinastie tra una forchettata di maccheroni e un consiglio sussurrato, sono le nostre polene, che tagliano la storia del mondo.

Qui sulla terrazza del Quisisana, non si mangia per nutrirsi, si mangia per stare al mondo. C’è quella “lentezza pensante” tanto cara alla gente del sud, a quella non fretta che si gode ogni bicchiere di vino. È una virgola in un discorso infinito sulla vita, ogni sguardo verso l’orizzonte è un punto esclamativo di gratitudine.

È nostalgia del presente. Guardando questa immagine, sentiamo la mancanza di un tempo che forse non abbiamo nemmeno vissuto, ma che ci appartiene nel DNA. È la Castellammare delle grandi occasioni, della “matinée” che diventa pomeriggio, dell’odore di mare che si mescola al ragù che ancora profuma nell’aria.

View of Vesuvius from Villa Quisisana, natinalmuseum Sweden

Johan Christian Dahl,View of Vesuvius from Villa Quisisana,

Questa terrazza è il nostro Albergo dell’Anima. Questa terrazza sfidava il Vesuvio. Siamo qui in un mondo che oggi corre senza sapere dove va, mentre questi signori seduti ci insegnano che il paradiso non è un luogo lontano, ma un tavolo apparecchiato con cura, una sedia di paglia, una buona compagnia e il Vesuvio che ti fa da testimone.

Vedete, certi angoli di Castellammare non sono fatti di mattoni, sono fatti di sguardi. E finché ci sarà qualcuno pronto a guardare questa foto con l’emozione di chi ritrova una vecchia lettera d’amore, Quisisana rimarrà aperta. Il tavolo è ancora apparecchiato, il Vesuvio è sempre lì a fare da testimone, e noi siamo ancora quegli stabiesi che, davanti a tanta bellezza, sanno restare in silenzio. Per rispetto.

Articolo del 27 febbraio 2026


Immagini della Memoria (archivio)

Immagini della Memoria

Le Immagini della Memoria
(galleria completa delle immagini):

Le Immagini della Memoria raccontano Castellammare di Stabia attraverso fotografie d’epoca. Libero Ricercatore, cura con passione questo prezioso archivio, che raccoglie scatti storici e frammenti visivi del passato stabiese.

Queste immagini provengono da fonti diverse. Alcune arrivano da giornali e vecchie riviste locali. Altre emergono da opuscoli dimenticati o da collezioni private. Ogni fotografia apre una finestra su un’epoca ormai lontana, ma ancora viva nel ricordo collettivo.


Ultime foto inserit2 (19 marzo 2026):

Piazza Vesuviana anni '60

Piazza Vesuviana anni ’60 (foto Francesca Tucci)


Rione Postiglione anni '60

Rione Postiglione anni ’60 con un giovane Don Franco Esposito, i seminaristi e alcuni dei ragazzi del posto
(foto Diego Antonella)


I volti segnati dal tempo, le strade acciottolate, le botteghe di quartiere e le processioni religiose raccontano storie silenziose ma intense.

L’archivio non è statico. Al contrario, cresce nel tempo. Infatti, la selezione si arricchisce gradualmente grazie a continue ricerche e nuovi ritrovamenti. Ogni aggiunta rafforza il valore storico e culturale del progetto, trasformando semplici fotografie in tasselli di una memoria condivisa. Ogni immagine viene scelta con cura, valutata, contestualizzata e presentata con il rispetto che merita.

Lo scopo è chiaro: conservare la memoria visiva della città e condividerla con chi ama Castellammare. Grazie a questo lavoro, possiamo riscoprire volti, strade, edifici e momenti che altrimenti andrebbero perduti. Inoltre, le fotografie aiutano a comprendere meglio l’identità stabiese e il suo percorso nel tempo. Offrono spunti di riflessione, emozioni sincere e un senso di appartenenza profondo.

In sintesi, Le Immagini della Memoria non è solo un archivio. È un viaggio emotivo, una testimonianza visiva, un ponte tra passato e presente. E continuerà a crescere, foto dopo foto, per raccontare ancora e sempre Castellammare di Stabia.


 La Galleria delle immagini d’epoca Continua a leggere