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Villa Angelina

Eugenio Cosenza, 10 aprile del 1863

articolo a cura di Corrado Di Martino

Il 10 aprile del 1863, alle ore 9,00, nacque a Castellammare di Stabia, l’architetto Eugenio Cosenza; figlio di Don Francesco (fu Pasquale Cosenza) di 30 anni, possidente e, Donna Teresa Calvanese di anni 28. Al tempo abitavano nella strada Coppola (via cinquecentesca della nostra cittadina). Fu battezzato in Cattedrale l’11 aprile dello stesso anno con i nomi di Eugenio, Riccardo, Luigi. Eugenio era fratello del più conosciuto Giuseppe Archeologo.

Villa Vollono e Vesuvio – foto proprietà famiglia Gatti

Si laureò a pieni voti presso l’Università di Napoli. Ivi residente alla via Ventaglieri, nell’agosto del 1893, nella sez. Chiaia del Capoluogo, sposò Guendalina Arata di 25 anni, nativa di Civitavecchia, figlia di Alessandro e Luisa Scultheis o Scullheis. Prepotentemente, Il giovane progettista, si inserì nell’albo d’oro degli anni altrettanto fulgidi, posti tra fine ottocento ed inizio secolo successivo. Castellammare di Stabia, era divenuta una delle località à la mode per tantissime nobildonne, nobiluomini, intellettuali, artisti e politici; ma anche, e poi soprattutto, per professionisti e gente comune sia italiani che di provenienza internazionale, che la frequentavano. Continua a leggere

Vincenzo D’Angelo e il Duce

di Corrado Di Martino

L'artista D'Angelo negli anni '70

L’artista D’Angelo negli anni ’70

Vincenzo D’Angelo (Pozzuoli, 9 marzo 1906 – Castellammare di Stabia, 10 gennaio 1984) artista poliedrico, fu pittore, poeta e scrittore di fama nazionale. Mosse i primi passi alla scuola di Leon Giuseppe Buono, di Giovanni Brancaccio e successivamente, del leccese Vincenzo Ciardo. Nel 1930 si trasferì a Castellammare di Stabia, dove nel 1936 costituì, in ricordo di Errico Gaeta, la Scuola dei Pittori di Quisisana e, successivamente, quella di Via Coppola. Era molto conosciuto e apprezzato a Bruxelles, a Helsinki, a Praga, a Bucarest, a Varsavia, a Cracovia, a Sofia, e naturalmente, in Italia. Alcune sue opere si ritrovano in collezioni private, come: la Pirelli a Milano, la Martinez a Parigi, la Sormani ancora a Milano, come anche la Villani; e in collezioni pubbliche come quella del Museo civico di Pescara, del Banco di Napoli, del Palazzo Strozzi di Firenze, del Museo Civico di Milano, e del Comune di adozione Castellammare di Stabia. partecipò al Premio Bergamo, al Premio Michetti, al Premio Suzzara, Premio Posillipo, alla Quadriennale di Roma (1937, 1951) ed alla Biennale di Venezia (1950) solo per citare la partecipazioni ai maggiori eventi.

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Intervista a Gae Maria Palumbo

Intervista al musicista stabiese Gae Maria Palumbo

di Corrado Di Martino

Intervista a Gae Maria Palumbo

Intervista a Gae Maria Palumbo

Intervista al musicista stabiese Gae Maria Palumbo, compositore della colonna sonora del promo Procida Capitale italiana della Cultura 2022.

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#procidacapitale #procida2022 #gaemariapalumbo #capitaleitalianadellacultura Continua a leggere

Il Calendario del Presepe Stabile Stabiano

Ad un anno dall’inaugurazione date le oggettive difficoltà che viviamo non tutti potranno godere della bellezza del Presepe Stabile Stabiano 1, per cui il Parroco della Concattedrale don Antonino D’Esposito, ha pensato di realizzare un calendario con le immagini dei pastori del Duomo, per renderli fruibili a tutti. Dal 24 dicembre in Cattedrale con una modesta offerta di cinque euro per il formato grande, di tre per il piccolo formato o di sette euro per entrambi, sarà possibile prenderne una copia per sé o da regalare a qualche persona cara.

il Calendario del Presepe Stabile Stabiano – YouTube

  1. Inaugurato il 18 dicembre 2019

La Cattedrale si fa bella

 

La Cattedrale si fa bella.

08-10-2020 a cura di Corrado Di Martino

Dopo l’inaugurazione del Presepe Stabile Stabiano, dello scorso dicembre, ci prepariamo ad un altro avvenimento molto importante per la città: – il restauro dell’organo polifonico della Concattedrale di SS. aria Assunta e San Catello.  In attesa di comunicarvi date e programmi dell’evento, vi invitiamo a leggere le poche note sull’organo della Cattedrale stabiese.

Catello Parisi nel 1842, scriveva: –  un organo vi si attende alla magnificenza della città. – Il riferimento era all’attesa della Curia e della Città, per il ricevimento dell’organo della Cattedrale da parte del maestro organaro D. Quirino Gennoni.

Organo polifonico – Chiesa di SS. Maria Assunta e San Catello. Foto Vincenzo Cesarano

Il Consiglio Comunale Decurionale, aveva affidato nel 1839 a Quirico Gennoni l’incarico di costruire un organo a canne che prendesse il ruolo di primo piano nella musica sacra e nella liturgia 1.

Quirino Gennoni, alto esponente di una eccellente istituzione musicale dell’epoca, diede gran mostra della sua innegabile professionalità.

Il Vescovo in carica Mons. Angelo Maria Scanzano 2, riuscì a soddisfare le spese per la costruzione dello strumento musicale, operando la vendita per 500 ducati di due campane appartenenti alla chiesa di San Francesco situata in piazza Municipio, ormai demolita; a cui si aggiunsero altri 200 ducati dalle opere di bene dell’Ente Cappella del Santissimo.

Per dare la giusta sede al nuovo organo, su progetto dell’architetto D. Ottavio d’Alaja si eseguirono lavori di ampliamento della Cantoria 3, che è quella attuale sita nella chiesa di SS. Maria Assunta.

Questa volta anche il Comune contribuì alle spese 200 ducati, oltre ai 160 elargiti dal Vescovado.

Nella prima metà del secolo scorso, don Raffaele Vanacore, raccolte offerte di carità, riuscì ad aggiungere altri strumenti e registri all’organo della Cattedrale, divenuto così un pezzo unico ed esclusivo. Parteciparono all’inaugurazione dell’organo polifonico l’Arcivescovo di Napoli S. E. Cardinale Ascalesi4 e il Vescovo S.E. Rev.ma Mons. Pasquale Ragosta. Oggi lo strumento mai più soggetto di restauro si presenta in uno stato di totale abbandono ed in pessimo stato di conservazione. Purtroppo almeno da due decenni l’organo è completamente muto. collocato sopra un’ampia cantoria lignea, sovrastante la porta dell’ingresso principale, è racchiuso in una cassa armonica di grandi dimensioni per ospitare tutti i numerosi componenti necessari al funzionamento di un organo con due manuali e pedaliera per n° 18 registri di cui n° 3 ai ‘Pedali’. La cassa dorata è riccamente adornata ed intagliata e presenta una sola finestra centrale ad arco con due ordini di canne di facciata disposte su due file parallele. Le canne di facciata sono in zinco e purtroppo tutte presentano tracce, più o meno evidenti, di corrosione dovuta al cosiddetto ‘ cancro dello stagno ‘. Sono molto palesi le tracce di infiltrazioni d’acqua sia dalla parete posteriore che dal soffitto, come testimoniano molte chiazze che hanno scolorito alcune canne del ‘pedale’ e corroso molte assi di chiusura della cassa armonica nella parte posteriore.  valvole in pelle che non eccitate per così lunghi anni, sono sicuramente da sostituire. I somieri, sono attaccati, in modo indubitabile da parassiti xilofagi 5.  Tuttavia, nonostante il pessimo stato di conservazione dello strumento, non è impedito un restauro, che allo stato attuale invita all’ottimismo, garantendo il ritorno alla piena funzionalità nel pieno rispetto delle caratteristiche costruttive originarie

  1. In musica, l’o. (dal greco ὄργανον organon, “organo, strumento”) è uno strumento a tastiera formato da una o più divisioni di canne o altri mezzi per produrre suoni, ognuna suonata con la propria tastiera o con la propria pedaliera.
  2. Angelo Maria Scanzano in carica dal 1837 al 1849
  3. Inizialmente le prime cantorie sorsero in sostituzione delle precedenti scholae cantorum in forma di pergamo e dal XV secolo di balconata, variamente decorata con sculture e bassorilievi. Ne sono esempio la cantoria di Luca della Robbia (1431-1438) e quella di Donatello (1433-1439). Con la collocazione dei palchetti per i cantori al di sotto delle canne dell’organo, dal XVI secolo cantoria e organo vengono inclusi in un’unità architettonica, spesso posta sulla contro-facciata della chiesa.
  4. Alessio Ascalesi (Casalnuovo, 22 ottobre 1872 – Napoli, 11 maggio 1952) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano nominato da papa Benedetto XV.
  5. Insetti che si nutrono di legno vivo o morto