Archivi tag: racconti stabiesi

Don Giacinto ‘O Presebbio

Don Giacinto ‘O Presebbio

di Antonio Greco

( articolo del compianto M° presepista stabiese, Antonio Greco,
pubblicato sulla rivista “il Presepe” numero 66 di giugno 1971 )

presebbio

Presepe napoletano: particolare della “Natività” (opera del M° Opera del M° Antonio Greco)

Don Giacinto “o presebbio” (scherzoso nomignolo affibbiatogli dagli amici intimi), era un modesto funzionario della R. Dogana, conduceva una modesta esistenza tra casa e ufficio. Un sigaro lo fumava volentieri, ma quando glielo offrivano, altrimenti non c’era verso che varcasse la soglia del tabaccaio.
Si imponeva un itinerario fisso tra casa e lavoro senza l’uso del tram, ma, se usciva dal suo abituale, faceva volentieri una passeggiata a fine mese verso S. Biagio dei Librai a curiosare sulle soglie dei fondachi di S. Gregorio Armeno: là spendeva tutti i risparmi di un mese 2.50 o al massimo 4 lire acquistando qualche figurina eccezionale o alcuni accessori o qualche animale finemente trattato.
Fatto l’acquisto si avviava felice verso casa e a chi bene lo conosceva, passando diceva: sono andato a comprare la mia razione di “toscani” e l’altro ammiccando al pacchetto maliziosamente di rimando diceva: “Don Giacì sempre ‘o presebbio!..”.

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La tammorra e le erbe aromatiche

La tammorra e le erbe aromatiche

di Libera Coppola

Quisisana con monte Coppola, cartolina collezione Giuseppe Zingone

Quisisana con monte Coppola, cartolina collezione Giuseppe Zingone

Introduzione e brevi note sull’autrice
Mi chiamo Libera Coppola sono nata a Castellammare nel 1955 nel vico delle Mammane in via I de Turris (proprio a fianco al grande vico S. Catello), dopo aver vissuto lì l’infanzia e anche parte dell’adolescenza, mi sono trasferita con la famiglia in viale Europa precisamente zona (Summuzzariello), poi ventenne, sono andata a vivere a Sorrento dove attualmente vivo. Non ho mai dimenticato di essere stabiese e grazie a Dio ho buoni motivi per venirci spesso e viverne con piacere i miglioramenti. Continua a leggere

Santa Caterina (foto Enzo Cesarano)

Cicco d’oro

Cicco d’oro

di Corrado Di Martino

Dedicato ad un’amica per la quale nutro smisurata stima, una flaneuse

Santa Caterina (foto Enzo Cesarano)

Il Centro antico (foto Enzo Cesarano)

Premessa dell’autore
Secondo Baudelaire e forse anche Nietzsche, il flaneur da cui ho mutuato flaneuse, è un passeggiatore, un camminatore, che senza una meta o uno scopo preciso vaga in luoghi che conosce a memoria stupendosi del fatto che magari in cima ad un palazzo a lui molto familiare ci sia una finestrella mai notata prima, o che un dato campanile abbia un angelo sulla facciata etc.. un vagare alla scoperta del vecchio, dell’antico senza porsi il problema di farlo, tendendo se si riesce al rilassamento. Così l’ho inteso in Cicco d’oro, (metaforicamente) il mio sta diventando un camminare all’indietro nel tempo grazie a voi tutti, e lo faccio senza pretese, per rilassarmi a per rivivere un passato [tiempe belle ‘e ‘na vota] che ho amato tanto, nei colori, nei sapori, nelle vicende che riaffiorano vive come se le rivivessi or ora. Grazie per avermi dato la possibilità di “smetaforizzarmi”. Con stima. Corrado

Un flaneur venendo da Via Santa Caterina, prima che largo Spirito Santo si gonfi come una pera, sulla sinistra incrocia ‘a Chiazza (Via Piazza Grande): una volta era una stradina in basolato realizzata a gradoni. Un luogo ricco di umanità, con una teatralità tutta sua; quell’andar su a gradoni le conferiva l’aria di una palcoscenico a più livelli. Un venerdì di novembre del 1960 (non sono sicuro dell’anno) veniva giù da questo vicolo, urlando qualcosa, una donna vestita di nero, minuta, segaligna, mento sporgente, quasi senza denti, i capelli grigi raccolti in una crocchia sulla nuca – purtava ‘o tuppo –. Era Filumena ‘e Cuozzo, la madre di Cicco d’oro. Continua a leggere

Caramelle Leone

Don Salvatore d”e caramelle

Don Salvatore d”e caramelle
il ricordo di Bonuccio Gatti

( articolo pubblicato su LR il 24/06/2009 )

Caramelle Leone

Caramelle Leone, immagine tratta dal web

Pochi giorni fa è mancato il signor Salvatore D’Aniello, meglio conosciuto come don Salvatore d’‘e caramelle. Chi, come me ha frequentato la Scuola Elementare “Basilio Cecchi” si ricorderà sicuramente di don Salvatore e  del suo chiosco dove intere generazioni di scolari hanno comprato: caramelle, “ciù ciù”, “martellucci”, bacchette e radici di liquirizia, tavolette di cioccolato della Ferrero con l’incarto con su stampata un’avventura de: L’ultimo dei Moicani, Il giro del mondo in 80 giorni, Marco Polo ecc. ecc., per non parlare poi delle “melette” caramellate sullo stecco di legno tipo ghiacciolo, soldatini e giochini vari, le figurine dei calciatori che, prima dell’avvento della Panini, erano vendute a strisce da ritagliare o a mazzetti avvolti in carta velina ed ancora quaderni, penne e tutto ciò che serviva per la scuola. Continua a leggere

Notte al Faito

Notte al Faito

di Enrico Discolo

Castellammare e Faito, notturno, Collezione Giuseppe Zingone

Castellammare e Faito, notturno, Collezione Giuseppe Zingone

Una notte d’estate sul Monte Faito svela il mondo straordinario della natura montana della catena appenninica dei Monti Lattari che si distendono sul mare fino alla penisola sorrentina.
Mi incammino per i sentieri con la torcia elettrica che fora l’oscurità dei cespugli. Le sciabolate di luce mettono in fuga volpi e conigli con gli occhi brillanti e dilatati.

I canti notturni degli uccelli sono brevi e armoniosi come una ninna nanna.
I fiori dei giardini debordanti dalle ville attirano le farfalle notturne.
Sul margine di uno stradone i lombrichi, permeati di una particolare fosforescenza, strisciano a fisarmonica tra i fili d’erba.

Nel momento in cui il braccio di luce fruga tra le corolle dei fiori, mi viene incontro, sulla traccia luminosa, un frenetico sciame d’insetti danzatori.
Arrivo al piazzale dei Capi per soffermarmi ad osservare il golfo di notte, quando arriva improvviso da levante il bagliore dei lampi e il brontolio dei tuoni. Una cabina telefonica mi ripara dalla pioggia battente e dalle raffiche del vento. Continua a leggere