Caldarroste al sale grosso

 articolo di Ferdinando Fontanella

Caldarroste (immagine tratta dal web)

Caldarroste (immagine tratta dal web)

La parola caldarrosta evoca gustosi sapori e antichi riti. Non molto tempo fa, nelle giornate d’autunno, quando l’aria frizzante è pregna di odori deliziosi, era consuetudine fermarsi all’angolo della strada e comprare il caldo e fumante cartoccio, camminare e sgranocchiare una castagna dopo l’altra, c’era magia in quei pochi e saporitissimi frutti, che ci riscaldavano le mani e ci deliziavano il palato. Oggi i tradizionali venditori di caldarroste sono quasi del tutto scomparsi e i pochi che sono rimasti generalmente non rispettano più la tradizione, volgari fornelli a gas hanno sostituito il braciere con i carboni ardenti e cosa più triste ancora, le caldarroste sono vendute a “peso d’oro”. Questi cambiamenti hanno “ucciso”, in un certo senso, l’anima sociale delle castagne. Molti nemmeno si rendono conto che il vecchietto all’angolo con il carrettino, la brace e i cartocci già arrotolati, per poche lire (lire e non euro) ti regalava un pezzetto d’anima, di tradizione, l’essenza di noi italiani. Sorte migliore non è toccata alle caldarroste fatte in casa, la profumata teglia di castagne che chiudeva il pranzo domenicale è per tanti un lontano ricordo. Fortuna vuole che ad alleviare questo triste declino della castagna come frutto principe dell’autunno, amato da tutti quotidianamente e non solo in occasioni speciali come sagre e festicciole varie, ci ha pensato l’ingegno dei semplici che, aguzzato dalla necessità, ha saputo unire la tradizione all’ innovazione ed ha creato l’innovativo ed economico metodo per preparare in casa le “caldarroste al sale grosso”, senza sporcare e con risultati eccellenti.

Cosa serve:

Una vecchia padella dai bordi alti, con coperchio
1 Kg di sale grosso
Castagne da arrostire (possibilmente castagne nostrane)

 

Preparazione:

( tempo: n.d.   –    difficoltà:  Inesistente )

Prendete la vecchia padella dai bordi alti e versateci dentro tutto il chilo di sale grosso livellandone la superficie. Prendete le castagne e praticate la cosiddetta “intaccatura” che consiste in un taglio orizzontale sul frutto, con un coltello appuntito, in modo da arrivare fino alla polpa. Questo accorgimento eviterà che le castagne scoppino durante la cottura.
Ponete le castagne sul sale ricoprendo uniformemente tutta la superficie. Coprite poi il tutto con il coperchio e mettete la padella sul fornello della cucina e accendete il gas.

Cosa accade:

Il calore della fiamma riscalda il sale che crea un effetto “carbone ardente” generando altissime temperature che in poco tempo cuociono le castagne in modo ottimale.
Si raccomanda una sola accortezza: rigirate spesso le castagne altrimenti le alte temperature generate dal sale riscaldato tendono a farle bruciare. A cottura ultimata le castagne si mondano facilmente e hanno lo stesso morbido gusto delle caldarroste tradizionali. A questo punto le togliete dal sale una ad una e le avvolgete, come faceva il vecchio venditore di caldarroste, in un canovaccio di tela naturale leggermente umido, così facendo le preserverete calde e fragranti fino al momento di servirle in tavola. Spegnete il gas e lasciate raffreddare la padella e il sale lentamente, poi ricoprite col coperchio e riponete il tutto in luogo asciutto, in modo da riutilizzarlo per un’altra gustosa arrostita di “caldarroste al sale grosso” (il sale a differenza delle carbonelle non si consuma).

Per segnalazioni, consigli o nuove ricette scrivere a: liberoricercatore@email.it

About 

Collaboratore di Redazione

Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E' responsabile della pagina Twitter di LR.

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