Vocabolario dialettale

a cura di Maurizio Cuomo

I caratteristici termini dialettali (in uso a Castellammare di Stabia), che qui riportiamo in ordine alfabetico e a mo’ di brevissimo vocabolario dialettale “napoletano/italiano”, sono stati raccolti da Maurizio Cuomo nel corso degli anni, in occasione di piacevoli chiacchierate con anziani stabiesi (patrimonio inestimabile, troppo spesso sottovalutato).

Vocabolario dialettale

Vocabolario dialettale

abbacchiato
deformazione stabiese del termine napoletano abbaccato. L’esser d’accordo, intendersi ad occhi chiusi per aver preso un accordo segreto con un compagno all’insaputa degli altri.

abbrucato
rauco e roco con bruciore di gola.

abbuccato
caduto, cascato, crollato.

abbuffare
gonfiare

abbuscare
prendere botte, essere picchiato, ma anche guadagnare: “abbuscà’ ‘na cosa ‘e sorde”. Insomma tutto quello che si riesce a portare a casa, talvolta anche le “mazzate”

acchiantate
socchiuse, accostate

accimmate
in genere di vino andato a male, acetoso

accucchiate
messi insieme, radunati, coniugati, congiunti

accufuliato
rannicchiato, raggomitolato per stare più al caldo

accuoncio
aggraziato, a modo

accuppatura
le cose migliori, spesso riferito alla frutta di prima scelta messa in bella mostra per attrarre l’attenzione e convincere all’acquisto

accuvarse
abbassarsi per nascondersi, accovacciarsi per celare la propria presenza

addimmannare
domandare, nominare o anche chiedere il nome di qualcuno

alluccare
gridare, strillare, urlare

allummare
letteralmente accendere, mettere a fuoco. In particolare questo termine è molto utilizzato per indicare che si è azzeccato con uno straordinario colpo di fortuna, un “terno a lotto”, o più semplicemente un goal nel giuoco del calcio (voluto e fortunosamente trovato, come ad esempio un rocambolesco tiro da fuori area, che coglie impreparato il portiere avversario)

ammarrare
tappare, colmare a soddisfazione. Turare una buca

ammuccare
assestare al volto altrui un sonoro ceffone o anche un pugno con forza e violenza, questo termine (non contemplato affatto da alcuni vocabolari napoletani) in taluni casi viene utilizzato anche come sinonimo del verbo credere (es.: ammuccarse tutte ‘e cose)

ammucciare
cessare di parlare, chetarsi, azzittire

ammuina
confusione nel senso stretto, riferito a cose o anche a persone

ammunnare
sbucciare, togliere la buccia

ammuntato
colui il quale crede di essere chissà chi

annuzzare
mandare qualcosa di traverso: un sorso d’acqua o un boccone

appiccecarse
litigare, venire alle mani,

appilato
quasi esclusivamente riferito ad un lavandino intasato, otturato

arraggiate
molto adirato, arrabbiato

arrassare
scostare, mettere da parte, discostare

arrasso sia
formula deprecativa significante: lontano sia, non sia mai, che Iddio discosti da noi

arrecogliere
letteralmente: raccogliere, ma quasi sempre riferito al denaro da riscuotere

arrenzecata
spesso indica un ruzzolone, ma tante volte l’espressione è usata per indicare l’azione che poteva portare a un capitombolo o ad arrecare comunque un danno ( non necessariamente in senso fisico o materiale)

arrepezzate
rattoppato, ma in un senso più enfatico, a significare un riaggiustamento fatto alla buona

arrevutate
termine che sta a significare lo scombinare le cose in modo sconcertante

arriffà’
sia nel significato che anche in lingua ha e cioè mettere in palio dei premi attraverso un’estrazione, ma anche detto nel senso di appropriarsi di beni in maniera esagerata

arriggiuta
vecchia, decrepita, consunta dal tempo

arrunnà’
radunare, ammucchiare per poi raccogliere

arrunzone
frettoloso nel fare.

arteteca
parola che indica un movimento continuo e alquanto fastidioso con il corpo o con le mani da parte di qualcuno (tipico dei bambini), argento vivo addosso

asteco
dal latino lastricus solaio lastricato con massetto di lapillo battutoastipà’
conservare, mettere da parte

aurienzia
“nun dà aurienzia” significa non dar retta, non dar udienza, non ascoltare

azziccare
attaccare

baiardo
antico attrezzo agricolo in legno, composto da due pertiche parallele (di circa due metri) tenute insieme da quattro doghe strette di circa un metro. Il baiardo serviva per trasportare (a mo’ di barella) il letame per concimare i terreni

battummo
termine prettamente stabiese, equivalente del napoletano pampuglia. Truciolo di legno, residuo di piallatura

bavattella
bavattella o bagattella. Cosa da nulla, inutilità

brasciòla
fettina di carne avvolta e legata con spago utile a trattenere un ripieno di odori (aglio, prezzemolo e pepe) nel mezzo, la cui cottura avviene nel sugo di pomodoro

buatta
barattolo di latta

bubbazza
capitale, ricchezza disponibile

bubbilibbù
“vué bubbilibbù” frase rivolta a persona estremamente grassa ed impacciata che denota scarsa agilità nei movimenti

bufagna
afa, calore insopportabile

buffettone
ceffone molto violento

caccaviello
pentolone

cacciuttiello
cagnolino, piccolo cane

cagliosa
termine usato nel giuoco del calcio per definire un tiro potente ed improvviso che risulta estremamente difficoltoso da parare

cajola
gabbietta per uccelli, piccola voliera

campale
stivali in gomma a tenuta stagna, gambali

cantaro
vaso da notte, urinatoio

cannarone
canna della gola

canzo
“nun he avuto ‘o canzo”, nel senso di non avere avuto il tempo materiale o l’opportunità per fare qualcosa

capera
persona che ha l’abitudine di impicciarsi dei fatti altrui e di godere nel riferirli facendone pubblico dominio. Il termine nasce probabilmente dalla professione povera ormai quasi estinta, delle donne che andavano di casa in casa per pettinare il “capo” alle clienti. L’inevitabile ascolto di questa lavoratrice di: fatti, episodi e faccende private altrui, apprese durante la lavorazione e la lunga pettinatura dei capelli, era poi inevitabilmente riversato (a mo’ d’inciucio) alle clienti che seguivano il giro.

capitiuolo
capriola, capitombolo

capuzziare
annuire, muovere il capo su e giù

caramella (a gomma)
gomma da masticare, chewing-gum

caramella (a spireto ‘a menta)
caramella alla essenza di menta

carestuso
che vende a caro prezzo

carocchia
colpo secco e ben assestato dato in testa con la nocca delle dita (‘a carocchia)

carriare
trasportare con fatica, a volte anche carriare ‘ncuollo (addosso), il termine è forse derivante dall’usanza ormai quasi del tutto estinta di trasportare un carico mediante un carro

carruocciolo
piccola carriola in legno, il carrettino tirato dai ragazzi per gioco, carriola rudimentale

carusiello
salvadanaio, vasetto di terracotta da riporvi monete spicciole (così denominato per la caratteristica forma liscia, quasi sferica, che lo rende simile ad una piccola testa pelata “caruso”

cascia
letteralmente la cassa, ma in taluni casi questo termine indica anche la cassapanca, ovvero il vecchio cassone di famiglia ereditato dai nonni nel quale venivano riposto e custoditi i pezzi di biancheria più importanti

cavurara
grossa pentola di rame nella quale è possibile portare ad ebollizione una notevole quantità di liquido

cazzimma
indica uno smisurato egoismo unito a una furbizia di bassa lega

chiachièllo
ciarlatano, chiacchierone. E’ ‘nu chiachièllo (detto di persona “tutto fumo e niente arrosto”)

chiagnere
piangere

chiagnuta
l’aver pianto

chiajetare
litigare, disputare, contendere sul prezzo

chianchière
chi lavora nella “chianca”, macellaio

chianozza
comune attrezzo da falegname, pialla utilizzata per levigare le superfici in legno

chiaveca
Fogna, luogo sudicio, lurido

Ciccillo
diminutivo di Francesco, anche riferito a pasta di piccolo formato (‘e ciccille)

cistunia
tartaruga

ciucciuvettela
civetta, nella tradizione popolare: uccello di cattivo augurio

ciunco
paralizzato. “Ciunco de friddo”: intirizzito, come un pezzo di ghiaccio. “Statte ciunco!”: sta’ fermo e buono

ciuoto
detto di persona poco perspicace

connola
la culla

crianza
buona educazione, civiltà

crisommola
albicocca. Questo frutto è anche detto “mennola”

cucchiarella
il comune mestolo di legno usato in cucina

cucuzziello
zucchina, anche detto di persona poco furba

cuffejare
burlare, schernire, prendere in giro

culunnetta
termine (usato ancora dagli anziani) con il quale si indica il comodino della camera da letto

cummuoglio
letteralmente il coperchio

cuoppo
cartoccio, pezzo di carta ravvolto a forma di cono

cupiello
mastello, tinozza a doghe di legno, munita di due manici, nei quali si usava infilare un bastone di legno per facilitarne il trasporto. Un tempo utilizzata dai contadini per vari usi

cuppino
ramaiuolo. La quantità di minestra, brodo o altro preso in una sola volta con il ramaiuolo

currea
la cintura, in tempi passati usata dal padre di famiglia per punire il figlio irrispettoso

cuscio
morbido, soffice, caratteristica fondamentale dal guanciale (cuscino) del letto, dal quale ha probabile origine il termine

denocchie
letteralmente le ginocchia; “Addenucchiato”: inginocchiato

farfagliuse
che dice cose a vanvera o che racconta balle; ma anche che parla troppo e in modo poco comprensibile

femmeniello
individuo di sesso maschile, per atteggiamento e movenze molto simile ad una “femmina”

filone
marinare la scuola

foja
impeto, furia, la foga nel fare

frammellicco (franfellicco)
caramella zuccherina di antica tradizione

fravaglio
fragaglia, piccoli pesci da frittura

freddigliuso
chi ha sempre freddo, detto di persona particolarmente freddolosa

frenzela
piccola porzione, cosa di poco conto, bazzecola, nullità, detto anche di cose piccole, leggere, sottili. Esteso anche alle persone negli stessi significati

friariello
piccolo broccolo di rapa, molto adatto a cuocere fritto in padella. In alcune zone della città con questo termine viene anche indicato un tipico peperone verde (‘o puparuliello ‘e ciumme), anch’esso molto saporito, usato per contorno ad altre pietanze

friccicariello
il solletico

friscone
persona alla moda, presa a modello per portamento, stile e modo di presentarsi

frusciare
soffiare dalle altrui mani con atteggiamento superbioso e per dar noia

gliommero
gomitolo, rotolo. Pigliare ‘o capo d”o gliommero (trovare il bandolo della matassa)

gnora
la suocera

inticchiare
intendere, capire, vedere ciò che si nasconde (anche in senso figurato come l’intuire la soluzione di un enigma)

jettaco
persona esageratamente magra e di colorito pallido

jogliaro
termine con il quale si indica per similitudine una persona manovrata come un jo-jo

jonda
aggiunta, “miette ‘a jonda” aggiungi il superfluo

jorda
“tene ‘a jorda” chi insiste e persevera in qualche cosa: testa dura, cocciuto

laccia
‘a laccia (il sedano)

lacerta vermenara
lucertola di colore verdognolo (vermiglio)

lacierte
‘e lacierte, sono striature della pelle, verdi o marroni, provocate da percosse (un tipico avvertimento offensivo ormai in disuso era: “te faccio chino ‘e lacierte”). Queste lividure sono differenti dalle cosiddette “mulignane” (melenzane), perchè queste (più tondeggianti e di colore marrone), possono essere state causate anche accidentalmente da un urto o da una caduta).

lagnasanta
frutto del cachi

locco
fuori di testa. Termine originato dall’ispanico loco (matto)

lota
fango. Se rivolto ad un uomo: ” ommo ‘e lota “, manifesta disprezzo

maccarone
maccherone, babbeo, stupidone; probabilmente derivazione dal latino “maccare” (ammaccare) la spiegazione etimologica si giustifica con il fatto che i primi maccheroni erano nient’altro che gnocchi, che si ottenevano con lo schiacciamento dei pezzetti d’impasto. Frasi tipiche: “Maccarone sautame ‘ncanna” (maccherone saltami in gola) per definire chi, incapace di mangiare da sé, aspetta che i maccheroni gli saltino spontaneamente nella gola. “Maccarone senza pertuso” (maccherone senza buco) persona sciocca e insignificante, perché i maccheroni senza buco sono ritenuti meno pregiati e anche di più difficile digestione. “‘Mmità a maccarune e carne” (invitare qualcuno a mangiare maccheroni e carne) ovvero fare una proposta molto allettante; per la miseria di larghi strati della popolazione napoletana che considerava i maccheroni e la carne, alimenti delle giornate festive, un miraggio difficile da raggiungere e appetitoso. “Maccarune ‘e zite” (maccheroni da sposa); perché presso il popolino erano quei maccheroni che si usava cuocere e servire ai convitati in occasione di pranzi di nozze. “È caduto ‘o maccarone dint’‘o ccaso” (la cosa è venuta a proposito). “Maccarone senza sale” (individuo stupido, scialbo). “Maccarune vierde” (maccheroni al dente).

maccaturo
termine in disuso con il quale veniva indicato il fazzoletto di stoffa (oggi sostituito dai moderni fazzolettini di carta monouso), termine indicante anche un grosso fazzoletto (indossato a mo’ di bandana) utilizzato dalle donne di campagna per riparansi dal sole

malupino
imbroglioncello

mambrucco
persona bizzarra ed alquanto atipica

mammalucco
estremamente ingenuo e privo di malizia

mammasantissima
uomo estremamente influente, onnipotente

mammone
l’uomo nero che fa paura ai più piccoli, ovvero il mostro immaginario che si invoca per spaventare i bambini. Deriva dall’arabo “maimun” che significa “scimmia” (anche se questo termine in senso proprio significa “fortunato, che porta fortuna” e fu dato alla scimmia per eufemismo perché era ritenuta un diavolo). Inoltre si ricordi anche il brigante Gaetano “Mammone” che terrorizzò le nostre contrade ai tempi della Repubblica Partenopea per difendere i Borbone contro i Francesi.

mantesino
il grembiule (della casalinga), dal latino tardo abante “avanti” e sinus “seno” con raccostamento paretimologico a “manto”

mappuoglio
grosso malloppo, quasi esclusivamente riferito ad indumenti accatastati alla rinfusa

manucolo
lo stesso che dire “sarcinella”, modesta fascina di legna

maravuottolo
il rospo

marenna
merenda in genere. In particolare questo termine indica l’abbondante pasto di metà mattinata consumato dai muratori e da tutti gli operai che svolgono lavori mattinieri

marpione (viecchio)
scaltro di pensiero, furbacchione, vecchia volpe

maschiatura
serratura

mastressa
donna che vuol troppo impicciarsi in cose che non gli appartengono e pretende addirittura di saperne più degli altri

mastrillo
trappola per topi, costituita da una piccola gabbia in fil di ferro montata su di un manico in legno. Particolarmente utile ed efficace per catturare i piccoli roditori, il “mastrillo” non dava scampo agli incauti prigionieri, perché una volta ingabbiati i topolini venivano direttamente immersi ed annegati in una tinozza d’acqua, da ciò l’antico detto: fare ‘a fine d”o sorece (cioé andar incontro al proprio destino senza alcuna via d’uscita). Per similitudine si identifica come mastrillo anche una piccola stanza (stretta e corta) priva di punti d’aria

mavutone
dicesi di persona mastodontica, enorme

mazzamma
termine dispregiativo indicante un insieme di persone di evidente basso ceto sociale. Piccoli pesci di vario tipo catturati in rete.

mazzariello
bastoncino in legno, bacchetta

mazzecare
masticare, in modo figurativo “mazzeca” colui il quale mostra il proprio malcontento senza aprire bocca

mazziata
le legnate, o per meglio intenderci darle o prenderle di santa ragione

‘mbicciuso
che è difficile da accontentare; mai soddisfatto; anche detto di persona rompiscatole

‘mbrusatura
letteralmente imbroglio. L’atto di frodare, o di ricevere una truffa

mesale
panno di lino o di cotone steso a copertura del tavolo da cucina. Probabilmente ha origine dal termine spagnolo “meseta”, con il quale viene indicato un altopiano iberico

mezzanino
palco costruito in una stanza altrimenti troppo alta, che divide in tal modo il pavimento dal soffitto. Il mezzanino, se abitabile, comunemente veniva utilizzato come piccola stanza supplementare, buona ad ospitare letti per coricarsi, o anche come soppalco per depositare le attrezzature di casa

mèzziare
consigliare, istigare, aizzare ma detto in termini piuttosto bonari (in genere in situazioni grottesche, infantili, di divertimento)

‘mmano
letteralmente in mano. Spesso si usano espressioni come: “‘mmano a Francischiello”, “‘mmano ‘e Burbone” ecc. e si vuole intendere: al tempo di Francischiello, al tempo dei Borboni. Si fa riferimento soprattutto a sovrani o personaggi importanti; si usa la voce “mano” per il fatto che l’autorità regia era rappresentata dallo scettro che si portava appunto in mano

‘mmeriuse
invidioso

‘mpapucchiare
fare un pasticcio, imbrogliare, darla a bere

‘mpurpate
bagnato fradicio, assorbire in maniera abnorme un liquido

muccuso
persona immatura, bambinesca, infantile

mummarella
piccola anfora di creta senza manici, anticamente in uso. Recipiente per contenere acqua

mummélle
‘o mummélle: termine infantile usato per indicare: bernoccoli, lividure, abrasioni e taglietti

murmuliare
criticare, sparlare, spettegolare

murziello
pietanza spicciola per quantità e per semplicità: assaggio di un primo piatto o anche una esigua porzione di pane

muto
nulla a che vedere con chi purtroppo non ha la facoltà della parola, questo termine infatti, è generalmente usato dagli anziani per indicare un comunissimo imbuto: ‘o muto

‘ncerato
sodo e duro come cera rappresa, questo termine spesso è usato per definire chi fisicamente ha una struttura compatta

‘nchiaccato
sporcato, imbrattato

‘nchimare
dare temporanei punti lunghi di cucito per fermare due pezzi di stoffa, lavoro preparatorio del sarto precedente alla definitiva cucitura

‘ncignà
servirsi per la prima volta di qualcosa. Indossare per la prima volta un vestito nuovo o altro; cominciare, dare inizio; deriva dal latino tardo encaeniare, cioè inaugurare dal sostantivo encaenia che a sua volta deriva dal greco enkainia (feste inaugurali)

‘ncucciare
intestardirsi, l’esser cocciuto

‘ndruppecosa
indica qualcosa di ruvido

‘nfaccessa
impicciona

‘ngannarute
avido, ingordo, ghiotto, desideroso, bramoso, lasciarsi convincere con l’inganno, ma detto principalmente in merito all’esagerata bramosia di cibo

‘nghiomme!
esclamazione scherzosa rivolta a chi è solito esagerare nel bere vino

‘ngialliato
ingiallito, di colorito pallido, scialbo, debole

‘ngrippato
da inghippo, che non fila liscio. Propriamente del pistone bloccato nel cilindro per mancanza di lubrificazione. Riferito anche a persona che ha una idea fissa, fissazione.

‘nguttato
gonfiato e andato a male. In genere riferito a pezzi di gomma, o a guarnizioni idriche che per l’usura del tempo e dell’eccessiva umidità perdono in elasticità

‘nnervatura
“se piglia ‘a ‘nnèrvature”, chi viene estremamente infastidito da un evento contrario al proprio volere, irritando in tal modo il proprio stato d’animo

‘nquacchiare
imbrattare in modo irreversibile

‘ntalliare
dicesi quando una o più persone si attardano in una maniera tra il compiaciuto e l’apatia

‘ntecòle
sporgente come una tegola, prossimo a precipitare

‘ntridece
“staje sempe ‘ntridece”: rivolto a chi caparbiamente cerca di essere sempre presente in tutte le occasioni, stare in mezzo alle situazioni, non farsi i fatti propri

‘ntufato
gonfiato all’eccesso. Essersi rimpinzato di cibarie fino a riempirsi all’ennesima potenza

‘nturzato
gonfio. ” ‘nturzare ‘a faccia ‘a uno “: gonfiare il viso a qualcuno

nureco
nodo (‘o nureco)

‘nzallanuto
annebbiato, impacciato, disorientato, confuso, non lucido

‘nzamato
pieno zeppo, (‘nzamate e gente: ressa)

‘nzeppate
praticamente la pasta o il riso (i primi piatti in genere) legati, immangiabili, compressi

‘nzino
praticamente derivante dalla locuzione in seno, ma è detto più comunemente per indicare il sedersi sulle gambe di un altro affettuosamente

‘nzipeto
senza sale o anche rivolto a persona scialba

‘nziria
capriccio, testardaggine, cocciutaggine nel volere una cosa non opportuna, riferito soprattutto ai bambini e agli immaturi

‘nzivato
untuoso, grassoso; spesso è detto in senso figurato di persona subdola, viscida, ipocrita

‘nzogna
sugna, grasso suino

‘nzulfà’
istigare, aizzare, indurre, incitare, ma fatto in maniera alquanto bizzarra e con fini bonari

‘nzurato
coniugato, ammogliato, maritato. Il termine ‘nzurarse (prendere moglie) deriva dal latino volgare in-uxorare

paglioccola
è il grumo che talvolta può formarsi, per un cattivo mescolamento di farina e latte (ingredienti essenziali nella preparazione di crema per dolci)

paliatone
da “paliare”: bastonare, legnare (in lingua spagnola apalear); paliatone inteso come enorme “paliata” (legnata)

palmentina
piccola piattaforma di approdo alle barche. Questo termine tipico stabiese (‘a palmentina) che sembra essere sconosciuto in altri distretti campani, indica lo scalino di cemento in linea al pelo d’acqua (sottostante alla banchina del porto) utilizzato dai pescatori per il carico e lo scarico delle piccole barche (gentile segnalazione del sig. Dino De Luca)

palumia
muffa di tipo alimentare, sottile e superficiale di colore biancastro che si forma su conserve, confetture o altre cibarie andate a male

pampuglia
si veda “battummo”

panaro
paniere

panella
il bernoccolo

pantosca
zolla di terreno, questo termine spesso viene impropriamente utilizzato per indicare pietanze ingombranti e di improbabile digeribilità

papagno
pesante schiaffo inferto a mano aperta ed indirizzato al volto, tale da stordire chi lo riceve, così come stordisce l’oppio contenuto nel papavero che in napoletano è appunto detto ‘o papagno

papiscio
questo termine indica il cosiddetto “cavalluccio”, ossia il modo con il quale un uomo carica sulle spalle un bambino piccolo, operazione generalmente eseguita affettuosamente da un papà (da ciò forse “papiscio”), con il proprio figlio

paposcia
letteralmente l’ernia

papuscio
pantofola morbida

parapatta
nell’espressione avverbiale parapatta e pace “pari e patta, par pari” da una formula latina paria pacta “patti chiari”parasaccodiavolo, demonio, orco, belzebù; espressione con la quale si vogliono intimorire i bambini; deriva da parare nel senso di “aprire” e sacco; quindi “insaccatore di bambini”paraustielloparagone; “puorte ‘e paraustielli”: fare degli esempi

pastinare
seminare i campi (pastinà’ ‘a terra)

pazziella
piccolo giocattolo

pellecchia
pellicina, sottilissimo strato di epidermide

percuoco (percoca)
varietà di pesca gialla che per trazione viene immersa a pezzettoni nella brocca di vino rosso da tavola; chiaramente al termine del pasto i pezzettoni di “percuoco” (insaporiti di vino) vengono distribuiti e consumati come porzione di frutta fresca. Detto anche di persona poco furba e di poca malizia

perzeca (pierzeco)
albero e frutto della pesca, deriva dal latino persicus, cioè persiano, ossia originario della Persia (attuale Iran), il paese di cui si ritiene originaria la pianta

perzenaca
termine in disuso con il quale, oggi, viene erroneamente ad intendersi la comune carota. Chiaramente derivante da pastinaca, un ortaggio quasi del tutto sparito dalla cucina locale, che per aspetto risulta essere molto simile alla carota

picciuso
piagnucoloso

picciotta
ragazza, giovane donna

pimmice
detto di persona abbastanza odiosa per il suo comportamento ipocrita ed egoistico

piricchiuso
pidocchioso, detto di persona troppo legata ai soldi e per tal motivo poco propensa a spendere

pònteco
detto dei cachi per indicare che hanno un sapore agro, ruvido, amarognolo, acerbo, rugoso, amaro. Il termine era già riferito dai Greci a un tipo di noci dal sapore amarognolo prodotte nelle regioni del Ponto; si trattava delle cosiddette “noci del Ponto (lat. Ponticus, gr. Pontikòs”).

prena
gravida

priato
pregato, implorato, supplicato, sollecitato, anche detto di persona resa contenta (s’è priate)

priezza
estrema gioia

prommaco
miscuglio rivoltante di alimenti mangiati senza alcun criterio ed ordine

puntella
si ha la “puntella” quando al primogenito/a si dà il nome del nonno/a, la tradizione vuole che si dia precedenza ai nonni paterni.

purtuvallo
arancia, il nome è dato dal Paese di origine (Portogallo)

quaqquaraquà
detto di persona di poco conto

quèquero
povero e di cattivo stile

rariata (grariata)
scala a gradini, rampa di scale

rattacasa
grattugia. Attrezzo domestico utilizzato in cucina per grattare il formaggio

refosa
letteralmente: aggiunta

ribbotto
fucile a due canne (a due botte)

ribbusciato (debbusciato)
individuo flemmatico e debole nell’agire

ritrattiello
letteralmente significa piccolo ritratto. Generalmente il termine indica le figurine dei calciatori (tipo Panini), raccolte e collezionate dai bambini e da appassionati

ruciuliare
ruzzolare, andar ruzzoloni

ruoto
pentola circolare dal bordo alto, solitamente utilizzata per la cottura di pizze rustiche e “casatielli”

sarchiapone
il termine identifica un uomo grosso di fisico ma di poco intelletto, personaggio della “Cantata dei pastori”

sarcinella
lo stesso che dire “manucolo”, modesta fascina di legna

sbariare
pensare in modo eccessivo, arrovellarsi il cervello

sbattimiento
così è definito tutto ciò che comporta un esagerato dispendio di energie psico-fisiche

sbrevugnare
svergognare, svelare, rivelare un segreto

sbufarato
insaziabile, esagerato, ma detto in maniera piuttosto colorita e dispregiativa estremizzando il concetto di esagerazione nel cibarsi ma anche nell’appropriarsi di qualcosa

sbutecata
inciampata, con perdita parziale dell’equilibrio

scamazzato
calpestato con forza, frantumato

scapucchione
termine che indica una persona decisamente immatura e frivola, che prende tutto alla leggera

scarda
letteralmente la scheggia. Scardato (scalfito, scheggiato)

scarpesare
pestare o meglio calpestare un piede

scartellato
il gobbo (nella tradizione popolare è di buon augurio)

scassa ‘mbrello
questo termine indica un tizio che dà continuamente fastidio

scaurate
scottato, ma anche scotto, raramente anche per dire riscaldato

scazzelluso
imbroglione, chi trova cavilli per aggirare i patti

sceriare
strofinare animatamente

schiatta muorto
becchino

schizzeneare
piovigginare, pioggia lieve ed inconsistente

sciaccare
colpire, prendere nel segno

sciamarrata
forte colpo di piccone volto a rompere un muro

sciaraballo
veicolo rustico trainato da cavallo o da “ciuccio”. Calesse, barroccio, carro con sedili di legno paralleli; il termine deriva dal francese “char à bancs” che letteralmente significa: “carro a banchi”; la terminazione è dovuta all’influenza del verbo abballà

sciardello
scialbo, persona o cosa insignificante

sciarmare
disarmare ossia l’atto di abbattere, di radere al suolo o di distruggere qualcosa

sciartapelle
le cose inutili della vita quotidiana, oggetti di nessun valore

sciascione
paffutello, piacione, simpaticone

sciosciamosche
vecchio arnese artigianale composto da un manico in legno e delle strisce (o meglio frange) di carta colorata traslucida attaccate alla sommità, utilizzato per scacciare le mosche (indispensabile nelle pescherie)

scisto
così un tempo era denominato il petrolio utilizzato per le lampade

sciuliata
scivolata, sdrucciolata

sciupa femmena
casanova, personaggio convinto latin lover

sciuscella
carruba. Il vicolo stabiese che congiunge: strada Coppola a via Nuova (vico Sciuscella), ha questa denominazione perché in tale luogo vi erano i venditori di carrube (sciuscelle).

scorza
praticamente la buccia

scugnare
sgranare la pannocchia di grano o anche smallare (spogliare dal mallo) le noci

scugnato
privo di uno o più denti. Sdentato

scumma
schiuma, spuma. Riferito agli uomini: “scummare ‘e sanghe” (rompere il muso a qualcuno), oppure anche: ” Si’ ‘a scumma ‘e ll’uommene” (sei la parte peggiore dell’uomo)

scunciglio
mollusco marino commestibile

scunucchiare
venire meno nelle ginocchia

scuppulone
scapaccione

scurnuso
timido

scurtecato
propriamente del legno: graffiato, scortecciato

scutrulliare
scuotere in genere, termine molto usato per indicare il classico gesto della casalinga che al termine del pranzo scuote la tovaglia per ripulirla dalle briciole

scuzzettone
colpo a mano aperta forte e ben assestato dato sulla nuca

secreté
termine che deriva dal francese: secretaire derivante dal latino medioevale: secretarius che a sua volta deriva da secretus. In sostanza si tratta di un armadietto o stipetto (‘o secreté) dove di solito si custodivano documenti o oggetti che dovevano stare lontano da occhi indiscreti.

semmenzella
piccolissimo chiodo da calzolaio

senga
fenditura, piccola fessura

sereticcio
detto di pane o simili nel senso di raffermo

sfasteriuso
scocciato, annoiato, infastidito, indolente, insofferente

sfrantummato
ridotto in frantumi, sbriciolato

sfriddo
rimanenza, materia inutile avanzata, scarto di fine lavorazione

sfruculià’
infastidire qualcuno in modo piuttosto bonario ma insistente

sgamare
scoprire un segreto o anche una persona nascosta

sgravogliare
letteralmente srotolare, ossia l’operazione inversa all’avvolgere (arravogliare)

sguoglio
termine dialettale che identifica la foglia essiccata della pannocchia (cugina “povera” della costosa lana), un tempo largamente utilizzata come imbottitura per cuscini e materassi

singhiato
detto di oggetto che riporta una piccola crepa, una fenditura, un’incrinatura

smierzo
in senso contrario, posto al rovescio, girato (smerzare: girare, rovesciare)

spalluto
chi resta senza alcuna risorse; termine ancora in voga tra i più piccoli, usato per definire il perdente che ha perso in gioco tutte le proprie “figurine”

spantecare
bramosia, desiderio estremo

spaperanzate
spalancato

sparagnare
risparmiare

sparatrappo
il classico cerotto telato per medicazioni

sparpagliare
spargere a caso ed in modo disordinato.

spasella
cesta per trasportare, pesci e frutti di mare.

spassatiempo
termine con il quale generalmente vengono indicati i semi di zucca essiccati: sfiziosi e commestibili.

sperire
verbo che indica la sensazione o lo stato di chi, desiderando qualcosa, vede l’oggetto del suo desiderio a portata di mano (peggio ancora se qualcun altro ne sta godendo) e non può averlo.

spicciafacenne
lesto nello sbrigare, pratico e veloce nel quotidiano vivere.

spilare
sturare; “spilarse ‘e recchie”: ascoltare con attenzione.

sporta
grosso cesto usato per il trasporto di frutta e verdure.

sprucida
colei che risponde senza alcun garbo ed in maniera acida, franca di cerimonie.

spruocculo
stecco, fuscello. Detto di persona oltremodo magra: “Chillo è nu spruocculo”.

spuntecare
l’atto del rodere, dello spolpare.

spuzzuliare
fare piccoli pezzetti, spezzettare

squacchiuso
di cattivo gusto

squaquaracchiare
dilatare in modo vigoroso, slargare

stramacchio
azzeccare fortunosamente (pigliare di stramacchio)

streppegna
stirpe, razza, discendenza diretta di famiglia

streppone
è il gambo mediante il quale un frutto è attaccato al ramo, detto anche di pomodori ed in senso figurato anche di uomo: “nu’ streppunciello” (piccolo fanciullo)

streppule
spremitura finale di scarto nella lavorazione del passato di pomodoro

streveze
stravagante, strano, bizzarro, curioso; ancor di più è detto per indicare qualcosa proprio fuori dalla norma

strummolo
trottola in legno con punta di ferro azionata mediante uno spago

struppiare
letteralmente storpiare, ovvero rendere storpi

strurere
consumare, terminare del tutto, come succede per la legna da ardere che diventa carbonella e poi cenere

stucchietto
astuccio, tubetto contenente crema

stupetuto
dicesi di persona frastornata, poco lucida

stùppagliuso
audace, molto sveglio, malizioso, lesto di comprendonio

stùppolo
batuffolo, piccolo pezzo di stoffa, persona assai piccola, omiciattolo.

stutare
letteralmente l’azione di uso comune di spegnere: il fuoco o le luci. In taluni casi riferito in senso figurato anche a persona: “stutare uno” (freddarlo)

subbretta
termine con il quale agli inizi del ‘900 veniva indicata l’odierna granita al limone. Probabile radice etimologica: sorbetto (‘a subbretta)

subbuttone
grossa tinozza a doghe di legno principalmente utilizzata per la vendemmia e per usi da cortile (beveraggio animali, trasporto frutta e ortaggi)

suoccio
stesso, medesimo (‘o suoccio fatto)

supierchio
ciò che avanza, il superfluo

surchiare
succiare, russare rumorosamente aspirando forte di naso

surriata
questo termine prettamente stabiese è l’equivalente “petrata” partenopea, ovvero sassaiuola (battaglia fatta a sassate)

suste
in pratica i bollori di calore, ma il termine (detto sempre al plurale preceduto dall’articolo) indica l’ansietà, la spossatezza insieme al senso di aumento della pressione corporea

tabbacco
taluni anziani pronunciano il termine dialettale ‘o tabbacco, per intendere: denaro, moneta o soldi contanti

taluorno
lagnanza lunga e fastidiosa, lamento prolungato di notevole molestia, seccatura, tormento

tanfa
tanfo, cattivo odore dovuto alla cattiva conservazione

tantillo (tantella)
termini con i quali vengono indicate piccole misure (diminutivo di tanto e di tanta)

taratùfolo
letteralmente tartufo (di mare), nome di mollusco marino

tiella
è la padella usata in cucina

trafecare
trafficare, rovistare

trappano
detto di persona rozza e vestita in malo modo

traseticcio
dicesi di persona che abitualmente si intromette nelle faccende altrui riuscendoci con estrema facilità

trebbete
il piedistallo di sostegno che si posiziona sotto il bidone delle bottiglie di pomodoro: ‘o trebbete

tricà’
ritardare per l’essersi intrattenuto

tricchitracche
botti caratteristici di capodanno

ttuòsseco
ovvero i cosiddetti “veleni tossici” causati da una forte arrabbiatura che scombussolano l’equilibrio psico-fisico di un individuo

tuculiare
traballare, detto di oggetto alquanto instabile e traballante

tuppo
caratteristica pettinatura (chignon), mediante la quale le anziane signore raccolgono i capelli dietro il capo ( i capelli, sono ravvolti e fermati con pettine o altro)

turzo
il fusto del cavolo, del carciofo (e di piante simili); se riferito all’uomo assume tono dispregiativo in quanto inteso come persona rozza e stupida

tuzzuliare
la classica bussata alla porta con le nocche delle dita (tuzzuliare o anche tuzziliare)

uosemo
ll’uosemo è un presentimento innato, un intuito intimo molto rafforzato

vajassa
serva

vammacia
bambacia, cotone idrofilo per medicamenti

vammana
(mammana) levatrice, ostetrica

vànvera
l’essersi prodigato inutilmente, senza ottenere alcun risultato, fare qualcosa (‘a vànvera)

vasinicole
il basilico

vàvera
mento, regione della faccia posta sotto la bocca

vazzea
catino in terracotta a forma di tronco di cono smaltato internamente di un colore verde chiazzato (questo recipiente veniva anticamente usato in cucina per le faccende domestiche

veppeta
bevuta

vermenara
prendere un grande spavento, rimanere interdetti dalla paura, fare la cosiddetta (vermenara)

votamano
manrovescio, ceffone dato con il dorso della mano

votapescia
mestolo forato in acciaio

vozzula
protuberanza, rigonfiamento in genere riferito al pomo di adamo

vrasera
Braciere domestico di rame (o di ottone), progenitore della moderna stufa

vuccaglio
questo caratteristico termine dialettale definisce una particolare stomatite (la cheilite angolare) che si manifesta con eritema, dolore e fissurazioni agli angoli della bocca

zànghero
molto probabilmente da: pozzanghera, ma più propriamente inteso come sporco di fanghiglia

zazzeriare
sprecare, sperperare, sciupare in malo modo

zelluso
in pratica il calvo

zezzenella
propriamente inteso come il naturale atto di succhiare dalla poppa, ma figurativamente spesso è inteso come fonte di guadagno facile e continuo ovvero una buona opportunità da spremere fino in fondo

zimbaro (zimmaro)
il maschio della capra (caprone)

zizzelle
latte prodotto dal seno materno (in dialetto dalle “zizze”), ‘o zizzelle

zucosa
succulenta ma detto in un significato piuttosto enfatizzato

zuzzimma
sudiciume, sporcizia

zuzzuniello
altro termine indicante il pomo di Adamo

zuzzuso
sporco, esteso in senso figurato anche a persona poco corretta

Un pensiero su “Vocabolario dialettale

  1. Francesco Punzo

    Egregio dott Cuomo, sono stabiese e come tale amo la mia città e tutto ciò che la riguarda. Sentito per caso Colella di cui sono un fan ( ho comprato e regalato a tutti gli amici le sue opere) che citava come termine stabiese “ papisc “, sono andato in internet e ho trovato il dizionario a riguardo da Lei redatto. Mi chiedo sarà possibile trovare in libreria una sua specifica opera a riguardo. Sarebbe auspicabile. Grazie

    Rispondi

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