Archivi tag: Stabia

‘E furastiere

Gli Anni '30 a Castellammare

‘E furastiere
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera ) 

Furastiere alle Terme Stabiane (particolare di una cartolina d'epoca).

Furastiere alle Terme Stabiane (particolare di una cartolina d’epoca).

Come tutti i miei concittadini sanno, una volta le Terme stabiane si trovavano “fora ‘o cantiere”: proprio di fronte all’entrata principale del Cantiere Navale. L’interno delle Terme era architettonicamente armonioso e ben proporzionato tra gli spazi coperti e quelli all’aperto. Con pochi angoli e con dei graziosi padiglioni retti da colonne. Niente a che vedere con il freddo e squadrato cemento delle attuali terme.

Quelle preziose acque, che da secoli arrecano tanti benefici alla salute di chi ne fa accorto uso, avevano colà trovato degna residenza. Quel luogo ameno e tranquillo veniva raggiunto al mattino presto da molti stabiesi. Chi vi arrivava a piedi, chi col tram (quando esisteva ancora e che attraversava tutta la città, dalla Ferrovia al Cantiere) o con l’autobus.

Ci si andava per curarsi dai veri o presunti acciacchi, ed anche per incontrarsi con gli amici, i conoscenti e magari pettegolare sugli uni e sugli altri, sui risultati calcistici delle “vespe”, cioè dello Stabia, la squadra di calcio locale, della situazione generale del paese e del Cantiere il cui lavoro non sempre era assicurato. Continua a leggere

Proverbi stabiesi

Proverbi stabiesi

a cura di Maurizio Cuomo

Al fine di preservare i vecchi detti stabiesi da una probabile estinzione generazionale, ne raggruppiamo a seguire alcuni tra i più noti.

Proverbi stabiesi

Proverbi stabiesi

Ultimo proverbio inserito:

Chi fatica oro e ramme nun se more maje ‘e famme

(Chi lavora oro e rame non muore mai di fame)

L’amico Vincenzo Santaniello, orafo stabiese, ricorda questo detto, raccontatogli dalla nonna, di certa chiarezza, indica che queste due categorie di lavoratori, attraverso la loro arte, portano a casa il pane quotidiano indipendentemente dalle difficoltà della società in cui vivono.


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Omaggio a Don Carlo Schizzo

Storia e Ricerche

Omaggio a Don Carlo Schizzo

di Rodolfo Armenio

Don Carlo Schizzo

Il sacerdote Don Carlo Schizzo

Don Carlo nacque a Caivano il 12 aprile del 1919: era il quinto di sette fratelli. Dopo aver frequentato l’Istituto ginnasiale del Sacro Cuore di Frattamaggiore, iniziò il Seminario Diocesano, preparandosi con impegno alla teologia. Continua a leggere

I Vigili del Fuoco

Storia e Ricerche

I Vigili del Fuoco

di Giuseppe Zingone

I Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia

Pompieri di Castellammare, 1953, la Caserma

I Vigili del Fuoco, questi sconosciuti angeli, al servizio dei cittadini, uomini che spesso mettono a repentaglio la propria vita per salvarne altre. Chiamati anche sul nostro territorio ad imprese difficili e straordinarie, per molti cittadini, i pompieri non hanno volto.

In questi giorni il signor Alberto Coppola, classe 1935, attraverso l’architetto Salvatore Gallo ci ha fatto pervenire delle foto, (anno 1953) della vecchia stazione dei pompieri sita all’epoca nello spazio dove successivamente sorgerà il Teatro Montil.

Queste rarissime e belle immagini ben si conciliano con un piccolo ritaglio de Il Giornale di Trieste del 15 agosto 1951.

Nel breve articolo si racconta un episodio toccante: il salvataggio eroico compiuto dai pompieri di Castellammare.

Grazie al loro intervento tempestivo, tre persone in grave pericolo furono tratte in salvo e sottratte a una probabile tragedia.

Il racconto, pur nella sua semplicità, restituisce tutta la forza e l’umanità di un gesto straordinario, compiuto con coraggio e spirito di servizio.

Accostare queste immagini al fatto di cronaca rafforza il valore della memoria storica e celebra l’impegno quotidiano dei nostri vigili del fuoco.

Sono testimonianze che raccontano non solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che siamo stati e ciò che ancora, nel profondo, ci caratterizza.

L’articolo sui pompieri di Castellammare1

Pompieri di Castellammare, 1953, con alcuni bambini

Pompieri di Castellammare, 1953, una pausa dal lavoro

Anno 1953, una pausa dal lavoro

I Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia

Pompieri di Castellammare, 1953

I Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia

Pompieri di Castellammare, anno 1953

Articolo terminato il 3 dicembre 2024


Note:

1. Il Giornale di Trieste, 15 agosto 1951, pag. 5.

Né ammice né compare

A Castiello a Mare né ammice né compare

di Giuseppe Zingone

Antonio Bulifon, libraro all'insegna della Sirena, MDCLXXIV, Né ammice né compare

Antonio Bulifon, libraro all’insegna della Sirena, MDCLXXIV

Ѐ Giangrazio a proferire le parole “A Castiello a Mare né ammice né compare”, si tratta di un affermazione tratta da “Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille” opera di Giambattista Basile del 1634. IL Pentamerone del Basile scritto in dialetto napoletano, ebbe in Europa grande successo, tanto da essere un punto di riferimento per le fiabe riscritte nei secoli successivi, come la gatta Cenerentola, (Cenerentola) rivisitate da Perrault e dai fratelli Grimm, oltre all’opera teatrale di Roberto De Simone.

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