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Il Venerdì Santo

Il Venerdì Santo

a cura di Tullio Pesola

Il Cristo Morto – foto Tullio Pesola

Nella prima cappella che si apre lungo la navata destra e che incontriamo quando ci portiamo in quella che un tempo è stata la Cattedrale della nostra Città, da svariati anni è esposto al culto dei fedeli un simulacro raffigurante Cristo morto. Inizialmente (ci riferiamo, a dir poco, verso la metà degli anni ’60) era stato collocato sull’altare; successivamente si ritenne opportuno adagiarlo ai piedi dello stesso, su quei gradini che, secondo un simbolismo cristiano, rappresentano la salita al Calvario.

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Il Giovedì Santo al… profumo di caffè

( a cura del dott. Tullio Pesola )

Chiesa dello Spirito Santo – Fronte

Diversi anni fa, vale a dire quando la Parrocchia dello Spirito Santo (da molti conosciuta come la Chiesa di San Ciro) era retta dai Frati minori, chi vi accedeva la sera del Giovedì Santo o il giorno dopo, avvertiva un forte, ma gradevole odore di caffè. In quell’oasi di pace e di preghiera tutti i fedeli che si alternavano nell’incontro con Cristo, si scambiavano sguardi interrogativi, ma nessuno riusciva a darsi una spiegazione e chi ci provava, concludeva –sorridendo – col dire che i frati fronteggiassero la stanchezza col sorbire diversi caffè e protrarre, così, la loro veglia di adorazione davanti alla “cappella della Reposizione”.
Già! La “cappella” o anche – per talune chiese – l’ “altare” della Reposizione! Comunque, sia l’una che l’altro costituiscono, giusto per intenderci, quello “spazio” della chiesa allestito al termine della “Missa in Coena Domini” del Giovedì Santo destinato ad accogliere le specie eucaristiche consacrate e a conservarle fino al pomeriggio del Venerdì Santo, quando, al termine della liturgia penitenziale, vengono distribuite ai fedeli per la comunione sacramentale. Continua a leggere

Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

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Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

Caro Maurizio, don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro), mi ha scritto che ha trovato in un locale della chiesa il fazzoletto allegato e desidera sapere di cosa si tratta. Gli ho risposto che rimandavo la richiesta a liberoricercatore. Fraternamente.

Antonio Cimmino.

Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

Il quesito di don Salvatore Savarese, parroco dello Spirito Santo (San Ciro)

La Risposta del dott. Tullio Pesola

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La statua di San Ciro

Inno a San Ciro

( a cura del dott. Tullio Pesola )

Dal 1948  al 1954  la cura delle anime della Parrocchia dello Spirito Santo di Castellammare di Stabia (ben 7000, in quanto a quell’epoca “Santa Maria della Pace” era solo una Rettorìa e non si pensava ancora di assegnarle una circoscrizione ecclesiastica) fu affidata ad un Sacerdote nativo di Marcianise (CE), che si distinse ben presto per il carattere gioviale, per il suo impegno sociale e per il coraggio nell’affrontare situazioni ingiuste e difficili. Nulla di scritto su di lui ci è pervenuto, per cui bisogna solo affidarsi alle testimonianze orali tramandateci da chi l’ha conosciuto e frequentato.

Pellegrinaggio al Santuario di Pompei (anni '50)

Pellegrinaggio al Santuario di Pompei (anni ’50)

In questa rara immagine lo vediamo circondato da un folto gruppo di suoi filiani in pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Rosario di Pompei in occasione dell’Anno Santo indetto da Papa Pio XII nel 1950. Possiamo facilmente individuarlo per la berretta, dalla quale non amava mai staccarsi, e per la statura che lo caratterizzava e che gli permette in questa foto di rendere visibile parte del suo volto. Continua a leggere

Fonti Vanacore (foto Enzo Cesarano)Fonti Vanacore (foto Enzo Cesarano)

Le Terme Stabiane

Le Terme Stabiane (… nei miei ricordi di ieri e nella realtà di oggi)

articolo del dott. Tullio Pesola

Il complesso che sorge tra via Brin e via Acton, con ingresso principale da piazza Amendola, era noto un tempo come “Terme Stabiane”. Questo fino al 1964, anno in cui fu inaugurata la nuova struttura al Solaro. Da allora in poi, infatti, per distinguerlo dalla seconda, prese il nome di “Antiche Terme”.

Fonti Vanacore (foto Enzo Cesarano)Fonti Vanacore (foto Enzo Cesarano)

Fonti Vanacore (foto Enzo Cesarano)

Inutile dire che per molti resta la stazione termale per antonomasia, forse perché è in essa che affiorano le acque minerali che danno vita a numerose sorgenti. Tali acque, infatti, provenienti dai monti della nostra città, sgorgano raggruppate appunto tutte in una sola zona. Che l’ingresso da piazza Amendola fosse il principale non occorre spiegarne il motivo; guardando l’immagine che segue lo si intuisce chiaramente.

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