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Acqua della Madonna

Catello Izzo

Egr. sig. Maurizio,
ho letto parecchie delle poesie in rubrica e mi sono reso conto di due cose: la prima è che i miei compaesani sono dotati di una pura e genuina vena poetica di fronte alla quale c’è da togliersi tanto di cappello; la seconda è che mi sono avveduto che tutte riportano chiari riferimenti alla città. Il modestissimo materiale che Le ho inviato, invece, seppure scaturito immaginando e ricordando i luoghi della mia città, non ne fa esplicito riferimento. Penso che esso possa essere considerato “fuori tema” e quindi non gliene vorrò se non le comprendesse nella rubrica stessa. Intanto La saluto cordialmente complimentandomi per il suo giornale tenuto sapientemente.

Catello Izzo.


Acqua della Madonna

Acqua della Madonna

All’Acqua d’‘a Madonna

Quant’è luong’ ‘o tiempo ch’è passato
luntano ‘a chest’i barche e a chistu’ mare!
‘Stu’ mare ca se beve tutt’ l’acqua
ca ‘a tant’anne ‘nce manna ‘sta Madonna.
‘Nu guaglione tene mmano ‘na giarra
e ‘nziste c‘a vo’ regne’ primma e me
isso va ‘e presso e ‘o tiempo mio nun conta.
‘O lascio c’a se ‘nfizza e io cu’ pazienza
me metto a’ spettà ‘a roppo c’’a butteglia
fresca è chest’acqua e nun fernesce maie;
m’invita ‘a fa’ ‘nu surzo ‘a copp’o musso.
Po’ regno ancora e faccio ‘a scalinata
pe’ turnà ‘a casa cu’ ‘stà rarità. Continua a leggere

Santa Maria di Portosalvo, raccontata da don Pasquale Vanacore

Portosalvo navata

La chiesetta di Portosalvo, in cui da domenica prossima 6 Maggio inizieranno le celebrazioni per il Mese Mariano, ci viene descritta, minuziosamente, da don Pasquale Vanacore,

Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare. Storie, tradizione e fede, si intrecciano in un interessantissimo racconto. Qui prima parte dell’intervista.

Accademica Maria Criscuolo (poetica stabiese)

All’Acqua della Madonna
(Accademica Maria Criscuolo)

L’antico paesaggio del porto

mi cattura il cuore

e nella retina

impressa resta

l’acquaiola che ciarla

l’acqua schiumosa e sporca

dai detriti delle barche

le lunghe vele

ad asciugare al sole.

Nello scorcio

d’un quadro seicentesco

le file di cozze

le giare d’acqua

i tavolini a sghimbescio

nell’attesa del forestiero

che passa e si disseta.

Ad attingere l’acqua

alla fonte è l’ora

d’un gruppo di scugnizzi

che reclama una mercede

ad ogni fiasco che riempie.

La vita non muta:

qui da noi

è rimasta la stessa.

La cura delle acque di Castellammare

articolo di Maurizio Cuomo

Castellammare di Stabia, detta “Città delle acque” per il suo straordinario patrimonio idrologico, vanta nel suo bacino idrico, la presenza di ben 28 sorgenti di acque minerali differenti. La costante composizione fisico-chimica, che ha conferito ad ognuna di queste acque distinte proprietà terapeutiche e l’abbondante gittata delle fonti, consentono di eseguire cure idropiniche termali per svariati tipi di patologie.

Le Antiche Terme di Stabia

Le Antiche Terme di Stabia

Propongo la seguente tabella, come guida alle acque terapeutiche ancora in uso1


ACQUA ACIDULABicarbonato calcica ipotonica lievemente acidula. Azione digestiva, antinfiammatoria, diuretica. Indicata in tutte le forme legate a cattiva digestione, nelle gastriti iposecretive, nel diabete e nelle varie forme di renella.

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ACQUA FERRATABicarbonato carbogassosa contenente sali di ferro. Indicata nelle anemie primarie e secondarie e nelle convalescenze; nelle malattie debilitanti, nelle astenie muscolari e nervose; nei processi da cattiva digestione anche accompagnati da irritazione della mucosa gastrica; nei disturbi della sfera genitale femminile, nello stentato sviluppo nell’epoca della pubertà, nel linfatismo e nel rachitismo.

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ACQUA DELLA MADONNABicarbonato calcica ipotonica alcalina. Azione diuretica e dissolvente per i calcoli renali. Indicata nelle forme ascendenti delle vie urinarie, nella gotta, nella renella.

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ACQUA MAGNESIACA Clorurato sodica ipotonica. Indicata nelle coliti spastiche, specie se di origine nervosa, nelle discinesie del grosso intestino (colon irritabile) e della cistifellea, nelle gastriti catarrali croniche e nelle gastroduodeniti croniche.

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ACQUA MEDIAClorurato sodica ipotonica. Azione lassativa, diuretica e purificatrice su tutte le ghiandole e mucose dell’apparato digerente: specie sul fegato svolge un’azione disintossicante di lavaggio dell’organismo e antinfiammatoria sui dotti biliari provocando secrezione biliare e correggendo quindi la stitichezza. E’ indicata nei processi morbosi cronici delle colecisti con o senza calcoli; nei soggetti operati di colecisti, di appendice e sull’intestino. E’ buona regola farla precedere da qualche bicchiere di Stabia calda.

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ACQUA MURAGLIONEClorurato sodica ipertonica. Azione purgativa; usata nella stitichezza ostinata, nella ossaluria, nella uricemia, nel diabete mellito e nella gotta.

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ACQUA POZZILLOMedio minerale ipotonica clorurato sodica. Azione diuretica, lassativa, disintossicante, antidispeptica.

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ACQUA SAN VINCENZOClorurato sodica ipotonica. Azione blandamente lassativa, diuretica, antinfiammatoria. Indicata in tutti i processi cronici catarrali dell’intestino, dispepsie intestinali fermentative o non, coliti croniche, congestione emorroidaria.

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ACQUA SOLFUREARicca di idrogeno solforato. Purgativa con azione antifermentativa intestinale. E’ indicata nella stitichezza cronica, nelle malattie allergiche, in molte malattie della pelle (eczema cronico, psoriasi e prurito), obesità e diabete.

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ACQUA SOLFUREA FERRATABicarbonato carbogassosa contenente sali di ferro ed idrogeno solforato. Azione purgativa, ricostituente ed attivante il ricambio; indicata nella stitichezza abituale, nella gotta cronica e nella iperuricemia.

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ACQUA SOLFUREA CARBONICABicarbonato carbogassosa ricca di acido carbonico. Purgativa con azione antifermentativa intestinale; indicata nella stitichezza cronica in soggetti con ipertensione arteriosa: trova impiego nella ipercolesterolomia e nel diabete.

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ACQUA STABIAClorurato sodica ipertonica. Azione lassativa, da usarsi nella stitichezza abituale, nelle enterocoliti croniche non diarroiche, nella congestione emorroidaria, nella obesità e nella piccola insufficienza epatica.


P.S.: Le acque devono essere usate per bibita a digiuno in bicchieri da un quarto di litro nella dose di 2 – 8 bicchieri, impiegando per ogni bicchiere circa 15 minuti, con intervallo di cinque minuti tra un bicchiere e l’altro, sorseggiando e passeggiando.

Note:

  1. non avendo alcuna competenza in materia, tengo a sottolineare che la suddetta tabella e il sottostante consiglio sono tratti liberamente dall’opuscolo: “Castellammare di Stabia e le sue Terme”.
Acqua della Madonna

Acqua della Madonna

a cura di Maurizio Cuomo

Pietanze, bevande e dolciumi quali: pizza napoletana, gnocchi alla sorrentina, torta caprese, vini vesuviani, pomodori San Marzano, pasta e vino di Gragnano; sono solo alcune delle decine di specialità campane conosciute in Italia ed all’estero per l’eccellente qualità. Castellammare di Stabia contribuisce notevolmente ad arricchire questa lista con diversi prodotti locali tra i quali vanno ricordati: l’acqua della Madonna, i carciofi degli orti di Schito, la galletta stabiese, torroncini ed i tipici biscotti di Castellammare.


Acqua della Madonna

Acqua della Madonna (foto Maurizio Cuomo)

Acqua della Madonna (foto Maurizio Cuomo)

A questa sorgente scoperta nel 1841 nei pressi della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, fu attribuita la denominazione di “Acqua della Madonna” per la estrema vicinanza della fonte alla succitata chiesa, edificata dalla “Congrega dei Marinai” nel 1834.

Apprezzata perché a differenza delle altre acque riesce (in maniera del tutto naturale) a mantenere inalterate per lungo tempo le caratteristiche organolettiche, fu per decenni utilizzata dai navigatori dell’epoca (prima dell’invenzione del frigorifero e della scoperta del sottovuoto), che si approvvigionavano delle indispensabili scorte d’acqua da consumare nei lunghi viaggi marittimi, acquisendola direttamente dalla comoda mescita che si affaccia sul mare.

Preferita e largamente utilizzata dai marinai per le particolari caratteristiche citate “l’Acqua della Madonna” divenne ben presto nota nelle maggiori città costiere italiane ed estere, per tal motivo, le fu addirittura attribuito l’appellativo di “Acqua dei Naviganti” (ancora oggi in uso).

La stessa zona stabiese dove è ubicata la mescita di tale sorgente (via Acton) è attualmente meglio conosciuta come “Acqua della Madonna”.