Archivi categoria: Tradizioni

struscio a castellammare

‘O struscio a Castellammare

articolo di Enzo Cesarano

struscio a castellammare

Era rituale del Giovedì Santo visitare i cosiddetti sepolcri, ovvero le solenni esposizioni del Santissimo, allestiti in occasione della Settimana Santa.

Secondo un’antica tradizione le chiese da visitare dovevano essere in numero dispari, tre o sette, da qui il noto detto “Fà ‘e ssette Chiese”.

Questo cerimoniale era conosciuto come “giro dei sepolcri”, ma a Napoli e in buona parte della Campania veniva invece chiamato ‘o struscio, un rituale che risale agli anni del Viceregno (1503-1734).

L’antica pratica veniva eseguita nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo, uno dei pochi momenti in cui tutti i componenti delle famiglie erano liberi da impegni e potevano riunirsi per fare il giro e la visita delle chiese.

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L’assalto ai forni

articolo del dott. Tullio Pesola

L'assalto ai forni

L’assalto ai forni

Richiamare alla mente aspetti di un contesto di vita oggi del tutto inimmaginabile spesso suscita tenerezza, se non vogliamo credere che talora possa ingenerare in noi addirittura nostalgia. E di esempi coloro che vantano un notevole vissuto dietro di sé o, per meglio intenderci, hanno una
ricca e lunga esperienza di vita, ne potrebbero fare a sfascio. Ciò non toglie, però, che tutti avremmo sempre e comunque qualche caso da presentare. Ne potrebbe essere conferma proprio questo ricordo, il ricordo di un rituale che si ripeteva ogni anno. Ammetto che oggi tantissimi farebbero fatica a pensare che tale cerimoniale veniva programmato anzi tempo ed era appunto quello che quasi tutte le famiglie della nostra Città si imponevano coll’approssimarsi della data fissata: valutare quale panificio valesse la pena prendere nella giusta considerazione.

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I vecchi e la memoria

I vecchi e la memoria

Gli anni ’30 a Castellammare
  nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera

Lo spunto per questa riflessione me lo ha dato l’amico Frank Avallone che dalla Florida con un suo scritto risponde ad una domanda rivoltagli dal Signor Umberto Cesino. La domanda verteva sulla prodigiosa memoria di certi vegliardi. Il buon Frank, con un certo…anticipo, si è collegato fra costoro e ha dato la sua risposta. Naturalmente non contesto le sue tesi, ma sull’argomento credo di avere qualcosa da dire anche io essendo… parte in causa. Incominciamo col dire che vicino al traguardo dei 90 anni non c’è una ressa. E poi non è detto che chi ci arriva non è già ‘nzallanuto.

I vecchi e la memoria

I vecchi e la memoria

Arrivarci con la mente lucida dipende da molti fattori. Eccone alcuni: 1° la predisposizione genetica (sapersi scegliersi i genitori….); 2° una sana condotta di vita, tutta la vita; 3° la curiosità intellettuale, cioè la voglia di apprendere, di sapere in che mondo viviamo, tralasciando i fatti insulsi. Fateci caso: di vecchi con queste caratteristiche ne vedete ben pochi imbambolati davanti agli schermi televisivi. Strumento, in certi casi volgare e diseducativo. Ora mi ricollego a quanto detto da Frank. Quali erano le fonti delle nostre cognizioni? Per prima la famiglia, poi la strada. I discorsi ascoltati in casa (a volte con finta noncuranza perché trattavano argomenti delicati); le confidenze e i pettegolezzi che si scambiavano ‘e cummare in certe occasioni. E quali erano queste occasioni? Quando in una famiglia si festeggiava un evento, quando vi si abbatteva una disgrazia, una malattia o un lutto molti amici e conoscenti portavano o la loro allegria o la loro solidarietà. E qui devo citare il grande Eduardo. Ricordate la scena iniziale del terzo atto di “Natale in casa Cupiello”? Quando Lucarie’ è a letto colpito da malore nell’apprendere le malefatte della figlia. In segno di solidarietà gli abitanti del palazzo si avvicendano per portare sostegno e conforto a Cunce’. Stazionano a gruppetti nella piccola stanzetta. Alcuni si interessano effettivamente della salute del malato, altri pettegolano bisbigliando qualcosa di superficiale e generico. Confortati ogni tanto da una tazza di caffé preparata da Rafele, il portiere dello stabile. Continua a leggere

Piastrella 45 c (foto Enzo Cesarano)

Le piastrelle artistiche stabiesi

a cura di: Maurizio Cuomo e di Ferdinando Fontanella

Piastrella 45 c (foto Enzo Cesarano)

Piastrella 45 c di Via Annunziatella (foto Enzo Cesarano)

13 marzo 2019: “Salve, allego immagine fotografica con il numero civico 45C di Via Annunziatella (non presente in galleria). Cari saluti. Enzo Cesarano.


La stabianità illustrata da una serie di piastrelle decorate, che con semplicità e realismo da numerosi anni richiama l’attenzione su scorci e simboli della città di Castellammare di Stabia, un microracconto di facile fruizione per cittadini, turisti e passanti occasionali.
E’ quello che oggi rischiamo di perdere, a causa della progressiva sostituzione delle vecchie piastrelle dei numeri civici (presenti all’ingresso degli edifici stabiesi), con i freddi e stereotipati numeri moderni.
Una peculiarità che per numerosi anni ha caratterizzato la città delle acque, del castello, degli scavi archeologici, del cantiere navale, ecc. ecc.
Con la presente galleria di immagini, i curatori intendono salvaguardare ed omaggiare le piastrelle ancora presenti e che per anni ci hanno tenuto compagnia dando un tocco di colore artistico alle strade e ai vicoli cittadini, un patrimonio che giorno dopo giorno va riducendosi per la mancata lungimiranza e l’imponderata leggerezza di qualcuno.

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Galleria fotografica

(foto Ferdinando Fontanella, Maurizio Cuomo, Corrado Di Martino, Enzo Ceasarano & Salvatore Avella)

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La brocchetta delle Terme

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

 

La brocchetta delle Terme

“anni ’30”
( collezione Pio Natale )