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Librerie a Castellammare negli anni ’30: Canzanella

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Il "Quaderno Stabia" di Canzanella

Il “Quaderno Stabia” di Canzanella

In quegli anni frequentavo la scuola elementare che si trovava nel palazzo della stazione meteorologica in Piazza Municipio. Per raggiungerla, da Santa Caterina dove abitavo, percorrevo tutta via del Gesù. Poco dopo la chiesa e prima di arrivare in Piazza Municipio, a sinistra, sotto l’androne di un palazzo c’era un negozio di dolciumi con le vetrinette poste a fianco del portone. Era una piccola fabbrica anche di biscotti ed io, ogni tanto, quando avevo a disposizione qualche centesimo o soldino entravo in questo androne e chiedevo di darmi il corrispettivo in biscotti rotti, quelli cioè che si erano danneggiati durante la confezione e non potevano essere messi in vendita. La nostra domanda era sempre la stessa: “Signò mo date nu sordo e mozzicone?”. E da questo negozio uscivamo con dei cartocci piene di prelibatezze che ci consolavano durante l’intervallo fra una lezione e l’altra. Continua a leggere

La storia delle cartoline a Castellammare di Stabia (Prima parte, 1898-1910)

LA STORIA DELLE CARTOLINE A CASTELLAMMARE DI STABIA (Prima Parte, 1898-1910)
collezione del Dott. Carlo Felice Vingiani

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La storia delle cartoline a Castellammare di Stabia

La storia delle cartoline postali ha inizio verso il 18891, ma su di esse compare l’illustrazione solo nove anni più tardi, nel 18982, e prende piede di pari passo col consolidarsi di una borghesia sempre più facoltosa, colta e desiderosa di viaggiare e mostrare ad amici e conoscenti i tanti luoghi visitati. Questo nuovo bisogno viene soddisfatto proprio dalla cartolina illustrata, che diviene fin da principio oggetto da collezione.
Risulta abbastanza semplice riconosce gli esemplari più antichi di cartolina, ossia quelli stampati durante il primo decennio del ‘900, caratterizzati dal cosiddetto “retro indiviso” (vedi foto 1), privo cioè della linea divisoria verticale, destinata a separare l’area riservata all’indirizzo del destinatario da quella del messaggio del mittente. In questa fase pionieristica sul retro della cartolina si poteva apporre esclusivamente il recapito del destinatario, mentre i più o meno brevi messaggi di saluti trovavano posto sul fronte della stessa, andando talvolta a deturpare il soggetto raffigurato.

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  1. Furio Arrasich, “Regionalismo Italiano 1889-1950”, Ediz. Millecartoline, 2003
  2. Furio Arrasich, “L’ABC della cartolina. Tutto sul mondo del collezionismo cartofilo” Ediz. Millecartoline, 2001

Librerie a Castellammare (Canzanella)

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Libreria Canzanella (Piazza Municipio)

Libreria Canzanella (Piazza Municipio)

In quegli anni frequentavo la scuola elementare che si trovava nel palazzo della stazione meteorologica in Piazza Municipio. Per raggiungerla, da Santa Caterina dove abitavo, percorrevo tutta via del Gesù. Poco dopo la chiesa e prima di arrivare in Piazza Municipio, a sinistra, sotto l’androne di un palazzo c’era un negozio di dolciumi con le vetrinette poste a fianco del portone. Era una piccola fabbrica anche di biscotti ed io, ogni tanto, quando avevo a disposizione qualche centesimo o soldino entravo in questo androne e chiedevo di darmi il corrispettivo in biscotti rotti, quelli cioè che si erano danneggiati durante la confezione e non potevano essere messi in vendita. La nostra domanda era sempre la stessa: “Signò mo date ‘nu sordo ‘e mozzicone?”. E da questo negozio uscivamo con dei cartocci piene di prelibatezze che ci consolavano durante l’intervallo fra una lezione e l’altra.
A quei tempi, proprio di fronte alla scuola c’era il vecchio ospedale San Leonardo. Ed al piano stradale c’era anche la libreria Canzanella che vendeva libri, giornali e cartoline. E questo era il mio regno! Molte volte, finite le lezioni, ci andavo aggirandomi affascinato dai libri, le riviste, i giornali e giornaletti, approfittando della benevole comprensione del proprietario, che mi conosceva bene in quanto da lui comperavo libri di scuola, quaderni e pennini ed anche perché mi limitavo a sbirciare i titoli dei libri e dei giornali senza toccare nulla. Poiché la carta stampata è stata sempre la mia passione in quel dedalo pieno di sapere mi ci aggiravo come in un castello incantato.
I giornali più venduti erano il ROMA e il MATTINO e poi la SETTIMANA ENIGMISTICA. Ma la mia passione per la lettura e la mia giovane età mi spingevano verso i giornaletti come il Corriere dei piccoli, Il Vittorioso, L’Intrepido. Questi due ultimi erano nati per far concorrenza al primo e dai nomi guerreschi delle testate si può capire l’etica imperante in quei tempi: l’esaltazione delle guerre vittoriose dell’antica Roma, i successi del nostro esercito.
Successivamente iniziarono le pubblicazioni di piccoli fascicoletti col soggetto dei film più famosi e più belli, specialmente americani. Ricordo che il primo che comprai narrava le vicende di un film: San Francisco che descriveva il terremoto e il successivo incendio che distrusse completamente questa città degli Usa. Gli interpreti principali di quel film erano Spencer Tracy e Clark Gable, allora attori famosissimi. Il giornalino che compravo io era L’Intrepido, perché ritenevo che il Corriere dei Piccoli fosse proprio per i più piccoli, figuriamoci!
Che mi ricordi, un’altra importante cartolibreria era alla Ferrovia. Uscendo dalla stazione delle FS si trovava in un palazzo a destra andando verso C.so Garibaldi. Anch’essa era ben fornita e ricca di libri e giornali. Ma la più importante per me, forse perché più a portata di mano, era senz’altro, Canzanella, era tanto importante che la ricordo con nostalgia.