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Anna Maria Forte

La sig.ra Anna Maria, che si diletta di poesia, negli anni ha raccolto un po’ delle emozioni e dei ricordi a lei trasmessi dal marito Giovanni Iorio, rendendoli in versi scritti, per il piacere di condividerli con i lettori di liberoricercatore.it.

Castellammare è un sogno

rivissuto ogni volta,

ricco di suoni e luci

nel DNA assorbiti dal

tuo profumato rimpianto

dei giorni dell’adolescenza.

Il lungomare vissuto

a piedi scalzi… beati bagni!

E l’Acqua d’‘a Maronna,

‘a ‘Mbricciatella e piazza Ferrovia

e le surriate…, tante,

riviste nel ricordo.

A scesa dal Castello fino a riva…

tutte ‘e nnammuratelle

che t’affollano ‘a mente!

malinconia struggente,

ma pure gioia viva

vedere ogni qualvolta

colorata e ridente sta città

c’‘o mare all’intrasatte

che trase dint’‘e ccase.

E manca sempe ‘o sciato

di fronte al golfo splendido

che s’apre a vista

scendendo dolcemente

verso Vico.

T’incanta chesta costa

comme tant’anni fa

e oggi comme a jeri

nuje putimme sugnà.

‘E papagne sfritte ( papaveri sfritti )

Ricetta dello stabiese Francesco Rosato (detto Ciccio bosco), pubblicata
su gentile concessione del naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella.

Papagne sfritte

Papagne sfritte

Il papagno (il papavero), in particolare la pianta raccolta quand’è ancora giovane, a differenza di quanto si potrebbe credere è commestibile. Cotto e condito il papagno, è infatti, un’ottima verdura e può essere cucinato allo stesso modo di scarole, spinaci e broccoli. Mischiato ad altre erbe contribuisce a rendere uniche minestre ed insalate.
Infine, risultano squisiti i papagni sfritti, ecco a seguire una tipica ricetta della cucina povera stabiese: Continua a leggere