Autore dell'articolo Maurizio Cuomo

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Informazioni su Maurizio Cuomo

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali. E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

stabiaeventi

stabiaeventi

“Stabiaeventi” è un calendario che si prefigge di mantenere aggiornato il lettore sugli eventi che interessano la città di Castellammare di Stabia e il circondario stabiese.

N.B.: Chiunque abbia delle date/evento da segnalare, è pregato di contattare la nostra Redazione (liberoricercatore@email.it), che sarà ben lieta di aggiungerle al calendario…

Ultimi eventi inseriti:


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Auguri di un Buon 2021

Auguri di un Buon 2021

E’ appena trascorso il 2020, anno segnato dal famelico COVID-19, anno che alle cronache sarà ricordato tra i più funesti mai avuti nella storia contemporanea.

Per scaramanzia o quantomeno per atto simbolico, abbiamo atteso con impazienza e trepidazione la sua fine, immancabili sono risultati i fuochi e i fragorosi botti allo scoccar della mezzanotte, non per festeggiare, ma quasi a voler esorcizzare le paure e buttarsi alle spalle e scacciare via questo invisibile, temutissimo nemico.

fuochi di Capodanno

fuochi di Capodanno

Molti, quasi tutti dicono che il 2020 sia un anno da dimenticare, personalmente, lo dico in punta di piedi, credo che invece sia atto doveroso ricordarlo, se non altro, come monito per i numerosi errori commessi da noi uomini, e possa essere, per le giovani generazioni e quelle che verranno, esperienza tangibile e sempre vivida, per non farsi trovare impreparate in futuro.

Il pensiero, immancabilmente va a tutti i concittadini attualmente in difficoltà sanitaria ed economica e alle tante vittime innocenti, che purtroppo, più non sono tra noi, a loro e ai loro congiunti va tutto il nostro cordoglio.

Allora che dire… mai come in questo delicato, particolare momento, trovo utile ricordare il nostro motto cittadino… che l’augurio più caro e sentito di liberoricercatore giunga a voi tutti, con l’auspicio che si concretizzi quanto prima il nostro “POST FATA RESURGO“. Buon 2021!

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di gennaio 2021

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia


SERVIZIO NOTTURNO
(dalle ore 20.00 alle 09.00)

fino al 03/01: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) tel.: 081/8715149

dal 04/01 al 10/01: Cuomo (via Napoli, 158)tel.: 081/8715149

dal 11/01 al 17/01: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) tel.: 081/8715149

dal 18/01 al 31/01: San Ciro (via Brin, 12) – tel.: 081/8711465


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.00 alle 20.00

Turno Festivo:
1: Talarico (via Sarnelli, 11) – San Carlo (via Cosenza, 194)

Turno del sabato:
2: Scepi (via Tavernola, 132) – Filoni (via Napoli, 328)
Plinio (via Plinio, 62) – Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)

Turno della domenica:
3: Ravallese (via Tavernola, 55) – San Ciro (via Brin, 12) Continua a leggere

Canzone de lo Capo d’Anno

Per il piacere di conoscere e per meglio comprendere le tradizioni locali, proponiamo la “Canzone de lo Capo d’Anno”, un’antica ballata tradizionale: il sacro e il profano che si fondono, narrato dai cantastorie popolani.

Maurizio Cuomo


La Canzone de lo Capodanno 
(nota descrittiva del prof. Luigi Casale)

La “Canzone de lo capodanno” è un lungo canto augurale: il genere letterario è “la ‘nferta” (l’offerta), che i musici portavano alle famiglie, nei giorni delle feste natalizie e di fine d’anno. Per la sua lunghezza appare quasi una sceneggiata. In alcuni centri della penisola sorrentina e della costiera amalfitana, in particolare a Maiori o a Piano di Sorrento, dove se ne attribuisce la paternità a un loro concittadino, è l’intera comunità locale a parteciparvi. Mentre nelle città più grandi generalmente la si canta in famiglia, nelle case. O anche nei cortili con la partecipazione delle famiglie del vicinato. 
Questa ‘nferta natalizia, nel testo tramandatoci dal Croce, è un componimento molto raffinato, ben strutturato, che, per scelta linguistica, e contenuti del tema, presuppone un autore acculturato, vigile, intelligente, del cui nome purtroppo si è perduta la memoria. Essa passa per anonima, perché anonima era la copia a stampa che veniva fatta circolare per Natale, e che, come tale, è stata trovata nella raccolta di cose semplici della biblioteca di Benedetto Croce tra testi ben più importanti. Meritevoli tuttavia di riguardo.
Con questo canto, nel chiedere l’offerta, gli “amici buontemponi” portano gli auguri per il nuovo anno a un destinatario di loro conoscenza del ceto sociale non meglio identificato. 
Il canto si apre con l’annuncio che si è giunti al termine dell’anno e bisogna perciò trascorrere la notte in allegria. Continua poi, per una settantina di strofe, toccando diversi punti: il mito, la storia, la realtà quotidiana di paese, il sentimento religioso, l’espressione degli auguri a tutte le professioni; e si conclude con l’intenzione della dedica e con la richiesta di un’offerta, insieme alla speranza di vedersi ancora l’anno prossimo in condizioni di maggior benessere morale e materiale (la sostanza degli auguri!). 
A leggerla oggi, la Canzone sembra composta da un fine osservatore dei tempi moderni, acuto e brillante al tempo stesso, brioso e caustico come deve essere un autore seriamente (e coscienziosamente) satirico. 

Pazzariello napoletano

Pazzariello napoletano

E concludo. La migliore offerta – insieme ai voti augurali – che l’estensore di queste note può donare ai suoi amici, anonimi lettori, è quella di porgere ad essi il testo della Canzone nella versione più diffusa, quella che ci è stata conservata dal Croce.
L’introduzione è un recitativo di due strofe di endecasillabi (ad eccezione del primo verso della seconda strofa che si presenta come un verso doppio, formato cioè da due settenari). 
Seguono 69 quartine (tre settenari, più un quinario). Il secondo e il terzo verso di ogni strofa rimano tra loro; l’ultimo rima col primo della strofa successiva, creando un concatenamento di tutto il canto. Durante l’esecuzione, divenuta classica, lo stesso richiamo dei due semicori alternati, ne sottolinea la unità compositiva. 
L’intonazione è data dal corifeo che imposta ogni strofa melodicamente, evidenziandone il tema musicale. Dopo una ripresa del primo semicoro (che ripete l’ultimo verso), i due gruppi, uniti riprendono i due ultimi versi della strofa.


 

Canzone de lo Capo d’Anno

Coro d’introduzione (parlato)

A. La bona notte e buon principio d’anno
A tutti sti signuri in compagnia !
Simmo venuti e tornarrammo ogni anno
Per farve chill’aurie che sapimmo.

B. Spilateve lli rrecchie, apritece lu core
La casa, la dispensa e la cantina
Ca cheste so ghiurnate de cuntiente
Se magna e beve e non se pensa a niente

– – –

Testo originale (cantato)

1. Aprimmo l’anno nuovo
Co tric-trac e botte
Passammo chesta notte
In allegria.

2. Nascette lu Messia
Avenne poveriello
No voje e n’aseniello
Pe vrasera. Continua a leggere

Chiesa di Santo Stefano alle Fratte (foto Maurizio Cuomo)

Santo Stefano alle Fratte

articolo di Maurizio Cuomo

Di antichissima costruzione, la chiesa di Santo Stefano1 alle Fratte, è senza alcun dubbio una delle chiese meno conosciute della città di Castellammare di Stabia. Situata nella zona collinare (imboccando strada Fratte, la troviamo sulla mano sinistra a circa 200 metri dal celebre Castello), è oggi, sotto giurisdizione della chiesa parrocchiale di San Matteo apostolo.

La chiesa di Santo Stefano (foto Corrado Di Martino)

La chiesa di Santo Stefano (foto Corrado Di Martino)

Seppur antichissima, stranamente poco si è scritto su questa chiesa; il barone Giovanni Celoro Parascandolo, riproponendo un passo tratto dall’Historia Neapolitana (vol. 2° – pag. 116) di Giulio Cesare Capaccio, così ebbe a descriverla nel suo volume “Castellammare di Stabia” edito nel 1965: “E’ situata nel luogo detto “Le Fratte” presso il castello. Fu fondata nell’anno 1144 da Stefano Certa figlio del domino Marino Certa”. Continua a leggere

  1. Protomartire, ovvero primo martire cristiano, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l’eredità spirituale diventando Apostolo delle genti. (Mess. Rom.)