Autore dell'articolo Maurizio Cuomo

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Informazioni su Maurizio Cuomo

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali. E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

Guglielmo Perez

I Giorni della Memoria a Castellammare di Stabia

I Giorni della Memoria a Castellammare di Stabia

(25 luglio – 30 settembre 1943)

articolo del dott. Raffaele Scala

Premessa: caro Maurizio, dopo un lungo silenzio ritorno con una nuova inedita ricerca sui fatti del settembre 1943, utilizzando alcune, inedite relazioni dell’allora Segretario Generale del comune, poi Commissario Prefettizio ed infine Podestà, prima di ritornare al suo lavoro originario. Relazioni scritte a caldo, nel fuoco di quei giorni terribili che raccontano dell’orrore vissuto, della fame e della disperazione degli stabiesi, la crudeltà nazista, le complicità fasciste. Se vi sono testimonianze di quanti vissero quei giorni ed hanno voglia di raccontare, sono pronto a raccogliere le loro voci. Allego le foto di due protagonisti dell’antifascismo stabiese, immagini inedite di Guglielmo Perez, operaio ebanista e Luigi Blundo, impiegato.

Come sempre ringrazio per lo spazio che mi concedi. Raffaele Scala.

Guglielmo Perez

Guglielmo Perez (antifascista stabiese)

Luigi Blundo

Luigi Blundo (antifascista stabiese)

          Il 25 luglio 1943 fu un giorno traumatico per la metà del Paese, in tanti, i più, si liberarono di camice nere, distintivi e gagliardetti buttandoli nel più vicino bidone della spazzatura, rinchiudendosi in casa o mettendosi al sicuro da probabili, sicure vendette allontanandosi dalla propria città. Vi fu chi pianse, chi giurò vendetta contro il tradimento patito da Mussolini e pronto a dare la propria vita per riscattare l’onore del Paese. In gran parte furono i più giovani, quelli nati e cresciuti nel mito dell’Impero, attratti dal fascino delle parole d’ordine di cui erano pieni i muri dei mille e mille campanili d’Italia, gli altri che corsero a rafforzare la Repubblica di Salò erano i disperati, quelli consapevoli che per loro non c’era speranza di salvezza nel caso fossero caduti vivi nelle mani dei nuovi vincitori, assetati di giustizia e di vendetta. L’altra metà si lasciò andare a festeggiamenti di varia natura, invadendo le strade e brindando allegramente alla ritrovata libertà, lo fecero due volte, ripetendo il giubilo anche nella tarda serata dell’otto settembre, ma ben presto costretti a rinchiudersi nuovamente nelle loro case perché il peggio doveva ancora arrivare, con il suo lungo, interminabile, micidiale colpo di coda nazifascista.  La messa in minoranza del Duce d’Italia nel corso della drammatica riunione del Gran Consiglio e il suo successivo arresto fecero esplodere le mille contraddizioni di una Italia ormai allo stremo, stanca di una guerra che neanche Mussolini aveva in realtà voluta, almeno non nell’anno in cui fu effettivamente dichiarata, quando, ormai convinto della guerra lampo immaginata e voluto da Hitler, volle sedersi al tavolo dei vincitori con il minor danno possibile aggredendo la confinante Francia, già invasa dai nazisti. Continua a leggere

Carboncino - Vincenzo D'Angelo

Microstoria stabiese

articolo di Maurizio Cuomo

In una società fatta di grandi nomi, nella quale si ricordano quasi esclusivamente storie di personaggi famosi, non è raro che ci si dimentichi del normale quotidiano, per meglio capirci, le scene vissute con semplicità da persone comuni, che trascorsa una vita di sacrifici, alla loro scomparsa, finiscono per confondersi nell’anonimato della grande massa. Con “Libero Ricercatore”, ripeschiamo dai ricordi una micro-storia stabiese, posta alla nostra attenzione dal nostro valido ed indispensabile collaboratore Catello Esposito Sansone, con la speranza possa renderci partecipe di qualche attimo della sua infanzia. Per maggiore chiarezza va detto che a casa di Catello, ad una parete del corridoio è affisso in bella mostra un piccolo quadro, che suo padre Filippo ebbe in regalo dal pittore Vincenzo D’Angelo, suo amico.

D'Angelo (bozzetto)

D’Angelo (bozzetto)

Il disegno fu realizzato in occasione di uno dei tanti incontri che Filippo, Vincenzo ed altri inseparabili amici, erano soliti fare al “bar Spagnuolo” (punto di ritrovo del gruppo). Visto il potenziale valore del disegno (raffigurante l’autoritratto dell’autore), Filippo, alla morte dell’amico Vincenzo, per il quale nutriva profonda stima, decise di aggiungere una cornice per preservare l’integrità dell’opera. Attualmente l’opera è gelosamente custodita da Catello, per lo straordinario valore affettivo che lega il quadro al ricordo di suo padre Filippo (purtroppo, non più in vita). Da una prima analisi, ricavata dagli elementi visibili, si evince che il disegno fu realizzato su di un semplice supporto in cartoncino, mediante una penna ad inchiostro. I tratteggi disordinati, la velocità con la quale sono stati eseguiti e l’apparente esecuzione infantile, evidenziano la spontaneità con la quale l’autore ha operato, mostrando in modo tangibile ed inconscio la straordinaria semplicità del proprio essere. Catello ricordava perfettamente che il supporto cartaceo del disegno, in realtà era un vecchio biglietto della Circumvesuviana, per cui, spinti dallo spirito di ricerca, con il quale siamo soliti operare all’interno del “Libero Ricercatore”, decidemmo di verificare se il retro dell’immagine potesse fornire ulteriori notizie utili (una dedica, una data o ad esempio una semplice sigla distintiva). Continua a leggere

La brocchetta delle Terme

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

La brocchetta delle Terme (foto Enzo Cesarano)

 

La brocchetta delle Terme

“anni ’30”
( collezione Pio Natale )

Carnevale (1970)

Le immagini della memoria

( della città di Castellammare di Stabia )

Nella rubrica “Le immagini della memoria”, esponiamo per il piacere di poterle rivivere (sia pur soltanto mentalmente), alcune vecchie immagini (inquadrature inedite, particolari interessanti e scorci suggestivi) della città di Castellammare di Stabia.

Il carnevale a Castellammare:

Carnevale del 1970

La sfilata dei carri allegorici - Carnevale 1969

La sfilata dei carri allegorici – Carnevale 1969

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Disastro ferroviario ( il treno 8017 )

Su gentile richiesta di un nostro affezionato visitatore, il sig. Pignataro, riportiamo a giusta memoria, un elenco delle vittime del disastro ferroviario del treno 8017, avvenuto il 3 marzo del 1944 nella galleria di Balvano (PZ). Il tragico incidente causò la morte di circa 500 persone (tra le sfortunate vittime erano presenti anche numerosi stabiesi).

“Spero che il Sito possa accogliere anche questa ulteriore notizia, che segnalo per restituire agli stabiesi un altro piccolo pezzo di storia della nostra amata Città, nella certezza che in tal modo si possa dare ad un parente o amico il momento di ricordare qualcuno che partito per barattare qualcosa in cambio di cibo per i propri cari, poi non è più tornato” (Gioacchino Pignataro).


ELENCO DELLE VITTIME IDENTIFICATE
( N.B.: riportiamo in grassetto le vittime stabiesi )

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