San Gerardo, 16 Ottobre

Storia e Ricerche

San Gerardo, 16 Ottobre

di Zingone Giuseppe

Ricreatorio San Gerardo 1903

Ricreatorio San Gerardo 1903

In giorni come questi dove a volte fa caldo e a volte freddo in largo Pace, nella Parrocchia, si aprivano i festeggiamenti per il santo patrono, San Gerardo Maiella, la cui devozione ultracentenaria portava in chiesa numerosi fedeli, da tutta la città ed anche dal circondario. Già nel lontano 1903 l’allora diacono e poi parroco don Luigi Castellano, fondò il Ricreatorio San Gerardo, lo scopo era accogliere ed educare i giovani troppo spesso abbandonati delle strade del centro antico. Fino agli anni novanta del secolo scorso l’oratorio con la presenza dei giovani gerardini continuava ad essere segno e baluardo della Parrocchia di Santa Maria della Pace, nella processione del Santo Patrono di Castellammare.

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Caldarroste al sale grosso

Piatti tipici stabiesi

Piatti tipici stabiesi

Caldarroste al sale grosso

 articolo del naturalista Ferdinando Fontanella

Caldarroste (immagine tratta dal web)

Caldarroste (immagine tratta dal web)

La parola caldarrosta evoca gustosi sapori e antichi riti. Non molto tempo fa, nelle giornate d’autunno, quando l’aria frizzante è pregna di odori deliziosi, era consuetudine fermarsi all’angolo della strada e comprare il caldo e fumante cartoccio, camminare e sgranocchiare una castagna dopo l’altra, c’era magia in quei pochi e saporitissimi frutti, che ci riscaldavano le mani e ci deliziavano il palato. Oggi i tradizionali venditori di caldarroste sono quasi del tutto scomparsi e i pochi che sono rimasti generalmente non rispettano più la tradizione, volgari fornelli a gas hanno sostituito il braciere con i carboni ardenti e cosa più triste ancora, le caldarroste sono vendute a “peso d’oro”. Continua a leggere→

Castagnaro (antichi mestieri)

Antichi mestieri

Castagnaro
( a cura di Maurizio Cuomo )

Venditore di Caldarroste: pastorello del presepe con cuoppo e pinze in mano ed una fornacella con teglia di caldarroste sul fuoco

Il venditore di caldarroste (presepe Maurizio Cuomo), omaggio del mio carissimo amico Massimiliano Greco.

Il venditore di castagne, noto come ” ‘o castagnaro “, è una figura iconica della nostra tradizione. Con poche risorse allestisce il suo banco nei primi freddi autunnali. Gli bastano un grande fornello, un pentolone annerito, una padella bucherellata e un panno di lana grezza. Così riesce a scaldare i passanti infreddoliti.

Caldarroste, allesse e castagne d’ ‘o prevete

L’offerta del castagnaro comprende due varianti classiche. Le prime sono le immancabili caldarroste, cotte sulla brace viva (un’arte tradizionale che potete approfondire anche leggendo l’articolo sulle caldarroste al sale grosso a cura di Ferdinando Fontanella). La buccia viene incisa con cura per evitare che il frutto bruci. Le seconde sono le delicate “allesse”. Si tratta di castagne lesse, cotte in un brodo aromatizzato con alloro, finocchietto selvatico e sale.

Nella memoria dei nostri vicoli si ricordano anche le “Castagne d’ ‘o prevete”. Esse subiscono un lungo processo di essiccamento e una successiva infornatura. Diventano così scure, dure e sfiziose da masticare. Un tempo erano reperibili soprattutto durante il periodo invernale e pasquale.

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Napoli e Dintorni Guide Treves

Napoli e Dintorni Guide Treves Castellamare

di Giuseppe Zingone

Napoli e Dintorni Guide Treves

Guide Treves, Napoli e Dintorni 1908

Un piccolo volume dalla copertina rutilante, impresso dai Fratelli Treves nel 1908, custodisce un ritratto vivido di Castellammare di Stabia, tra ottocento e primo-novecentesco. Chi sfoglia oggi queste pagine riscopre una città che non si limita a subire il passaggio dei forestieri, ma governa da protagonista le dinamiche economiche e culturali del golfo.

La guida descrive una realtà in piena mutazione tecnologica: annota con precisione che, dal 1906, una moderna tramvia elettrica sostituisce le vecchie carrozze, coprendo i sedici chilometri verso Sorrento in un’ora e mezza al costo di una lira in prima classe. Eppure, dietro i grandi alberghi come il Grand-Hôtel Quisisana o lo Stabia presso il porto, pulsa un territorio immenso. Continua a leggere→

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

Pitture nostrane

Pitture nostrane

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

ULTIMA OPERA INSERITA NELLA GALLERIA E ALTRI DIPINTI


Pitture nostrane

Baia di Napoli con vista del Vesuvio, Attilio Pratella

Titolo: Baia di Napoli con vista del Vesuvio

Autore: Attilio Pratella

Tecnica: Olio su Tela

Dimensioni: 39,5 cm x 26 cm

 Periodo: Novecento

Luogo: Opera apparsa su Invaluable.com

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