Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di ottobre 2026

Farmacie di Turno


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.00 alle 20.00


Aperta nell’intervallo pomeridiano:

1: Ponte Persica (via Ponte Persica, 18/F)
2: Filoni (via Napoli, 328)


Turno del sabato:

3: San Carlo (via Cosenza, 194) – Bosso (via Annunziatella, 61)
Guacci (via Nocera, 78) – Talarico (via Sarnelli, 11)


Turno della domenica:

4: San Ciro (via Brin, 12) – Ravallese (via Tavernola, 55)


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Castagni e castagne, nella tradizione stabiese

Natura di Stabia

Castagni e castagne, nella tradizione stabiese

“Storia, tradizione e cultura dell’albero e del frutto principi dell’autunno”

Castanea sativa

Castagne del Monte Faito

Cosa sarebbe, in autunno, il pranzo domenicale se non terminasse con una calda e profumata teglia di castagne? E come sarebbero le nostre strade se all’angolo non ci fosse il venditore di caldarroste? Quanta magia c’è in quel cartoccio fumante che contiene quei pochi, saporitissimi frutti, che ci riscaldano le mani e ci deliziano il palato. Il castagno (Castanea sativa Miller) è una pianta che da millenni accompagna l’uomo fornendogli nutrienti frutti e ottima legna, ricevendo in cambio amorevoli cure.

E’ proprio grazie all’uomo che il castagno oggi è ampiamente diffuso in tutta l’Italia. Questa pianta, indigena nel nostro territorio, ha rischiato di estinguersi nell’ultimo periodo glaciale (circa 18.000 anni fa); il clima troppo freddo e asciutto costrinse la specie a ritirarsi in poche nicchie al sud del paese dove ancora persistevano condizioni climatiche ottimali. In rapporto alle precipitazioni, il castagno, specie mesofila, vive di regola in stazioni con una media annua compresa fra i 600 ed i 1600 mm ed una media nei tre mesi estivi di almeno 30 mm di pioggia. Riguardo alla temperatura, il castagno è specie mesotermica, adatta a vivere in quelle zone caratterizzate da una temperatura media annua compresa fra +8°C e +15°C e da una temperatura media mensile superiore a +10°C per almeno sei mesi. In epoca romana, quando il periodo glaciale era ormai da tempo finito, l’uomo iniziò a diffondere ampiamente il castagno come pianta coltivata, immense piantagioni a ceduo e a frutto sono state impiantate fino al secolo scorso. Solo negli ultimi decenni per motivi economici i castagneti  sono stati abbandonati, però il castagno ormai completamente rinaturalizzato continua a mantenersi come specie boschiva tipica della flora italiana. Continua a leggere→

San Michele

San Michele

di Maria Moreno Amendola

San Michele

San Michele

Su gentile concessione della sig.ra Lucia Amendola, pubblichiamo questo ricordo della mamma Maria, scritto nel lontano 1952 per futura memoria e dedicato ai figli.

“Le invio una testimonianza di mia madre lasciata a noi figli, su di una gita al monte Molare (mia madre, oltre a essere una valente insegnante di matematica e fisica si dilettava a scrivere, ottenendo anche qualche successo letterario)”.

Lucia Amendola


“Si. E’ proprio la sagoma cara, imponente, inconfondibile del San Michele. Davanti le ridono i monti della costiera e il mare, spicchio di madreperla, stende ai piedi della catena una splendida striscia chiara.
San Michele: il mio monte -Il muto testimone della mia più pura ora di ebbrezza- La vostra inconsapevole culla – Il pietroso custode dei miei ricordi più belli.

Il Canino ed il Molare (foto Maurizio Cuomo)

Il Canino ed il Molare (foto Maurizio Cuomo)

San Michele. Accanto la fontanina di San Catello zampilla sotto la grotta ove l’Arcangelo apparve, e impose al pio Vescovo la costruzione del piccolo tempio, poi diroccato, ora ricostruito. E la cresta di Faito scende, dritta, fino alla villa Giusso, cosparsa di fiori profumati, di erbe miracolose. E le acque di Stabia, le portentose acque, già care ai romani, gorgogliano alla base, sgorgando ricche dei sali della montagna, feconde di emanazioni radioattive, per fortificare i corpi e guarirli. Continua a leggere→

Castellammare di Stabia (8-28 settembre 1943)

Storia e Ricerche

Castellammare di Stabia (8-28 settembre 1943)

CRONISTORIA
( a cura di Antonio Cimmino )

Lapide posta sul muro perimetrale del Cantiere navale di Castellammare (foto Maurizio Cuomo)

Lapide posta sul muro perimetrale del Cantiere navale di Castellammare (foto Maurizio Cuomo)

Castellammare di Stabia: tramonto di mercoledì 8 settembre 1943

Una giornata di guerra, come le altre, nel regio cantiere navale di Castellammare di Stabia. Alle ore 18,30 circa ammaina bandiera sulle corvette  Lucciola (Capitano di corvetta Michelangelo Flaman di La Spezia) e Vespa ormeggiate al molo dell’Acqua della Madonna, complete di equipaggio e già allestite.

Le corvette in allestimento Grillo, Cicala e Calabrone sono ormeggiate alla banchina del cantiere.

Più in là, in corrispondenza del forte borbonico, si dondola alla brezza vespertina l’incrociatore leggero Giulio Germanico varato due anni prima e quasi completamente allestito. Da qualche giorno sono terminati i lavori di riparazione della zona poppiera colpita il 10 agosto,  da colpi da 152 mm lanciati a parabola (a forcella), dal Golfo di Salerno dai cctt. britannici Penelope e Aurora. Continua a leggere→

1959 - Seconda elementare Basilio Cecchi

Scolaresche stabiesi – Immagini della Memoria

Le Immagini della Memoria: le scolaresche stabiesi

a cura di Maurizio Cuomo

Immagini della Memoria

La rubrica raccoglie e custodisce una preziosa collezione di fotografie d’epoca che immortalano gruppi di alunni, scolari e studenti stabiesi, testimoni silenziosi di un tempo che fu. Attraverso queste immagini, spesso ingiallite dal tempo ma cariche di significato, si compie un emozionante viaggio nella memoria collettiva, alla riscoperta della vita scolastica di generazioni che hanno frequentato gli istituti cittadini.

Ogni fotografia racconta molto più di un semplice anno scolastico: narra di abitudini, di abiti, di ambienti e, soprattutto, di volti. Sono volti giovani, sorridenti, talvolta impacciati, ma sempre sinceri, che parlano di un’epoca fatta di lavagne di ardesia, grembiuli neri, penne stilografiche e lezioni impartite con rigore e passione. Le classi in posa davanti agli edifici scolastici o nei cortili raccontano un senso di comunità, di appartenenza e di formazione che ha contribuito a costruire l’identità stabiese.

La rubrica, curata con attenzione e dedizione, non si limita a mostrare immagini, ma mira a conservare la memoria di un importante segmento della vita cittadina: la scuola. Un patrimonio affettivo e culturale da valorizzare, che stimola la curiosità dei più giovani e suscita nei più anziani ricordi indelebili.

“Immagini della Memoria” è un tributo alle nostre radici, un modo per onorare la storia scolastica stabiese e mantenere vivo il legame tra passato e presente.


Ultima immagine inserita:

1959 - Seconda elementare Basilio Cecchi

1959 – Seconda elementare Basilio Cecchi

Scuola Basilio Cecchi

Anno 1959 – Classe 2a

foto concessa dal sig. Enrico Orazzo


Archivio scolaresche stabiesi:

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