La “Cirio” di Castellammare…

di Lino Di Capua e Gelda Vollono

La Cirio di Castellammare... un ricordo perduto (foto Antonio Cimmino)La Cirio di Castellammare… un ricordo perduto (foto Antonio Cimmino)

La storia della Cirio inizia lontano nel tempo e nello spazio. Infatti il fondatore Francesco Cirio nasce a Nizza Monferrato (Asti) il 24 dicembre 1836, da un modesto negoziante di pane e pasta, che non può permettersi di pagare operai per cui Francesco incomincia a lavorare nella bottega del padre fin da piccolo. Ha appena undici anni quando inizia a lavorare in proprio: due o tre volte la settimana va al mercato di Nizza Monferrato e vi acquista qualche cesto di ortaggi o di legumi, a spalla li trasporta a Fontanile e li rivende. E’ in questo modo che mentre impara cosa vuol dire fare l’imprenditore, dall’altra intuisce che la conservazione della verdura può essere il business del futuro. Lascia pertanto, insieme al fratello maggiore Ludovico, la casa paterna per andare a cercar fortuna a Torino. Nel 1850 dopo aver lavorato in un pastificio, incontrato il favore e la fiducia dei dirigenti di una grande ditta, la Gamba (poi Marocco), ne diventa un prezioso collaboratore allargando lo smercio delle loro derrate alimentari anche all’estero: Parigi, Bruxelles, Vienna, Olanda.
Finalmente nel 1865, in possesso di un piccolo capitale di appena alcune migliaia di lire, si sente pronto a realizzare il suo sogno: conservare le verdure per rivenderle durante la stagione invernale. Incomincia con i piselli in un’unica stanza e con due grandi caldaie tuttavia, l’enorme Continua a leggere

Figure e personaggi del cantiere navale

Caro Maurizio, ti invio alcuni ritratti di personaggi e situazioni del cantiere navale di una volta. Mi sono venuti a mente in questi giorni e li ho subito trascritti per non dimenticarli.

 Antonio Cimmino

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Zazà il poeta
Lorenzo era un manovale del cantiere con l’hobby della poesia, almeno come affermava lui. La sua più famosa composizione, che recitava sempre a richiesta, tra l’ilarità generale, era “’O mare e tu” e così diceva: “E’ bello ‘o mare, ‘o mare è bello, comme a tte”. L’uomo era vedovo e, ogni qualvolta si nominava la buonanima, si toglieva il cappello. Naturalmente i compagni di lavoro, con malizia, decine di volte al giorno, gli ricordavano la moglie per assistere al suo scappellamento.

Fafino
Fafino era un saldatore elettrico non troppo affezionato al suo lavoro. Quando furono costruiti i traghetti, con doppio fondo molto angusto, di fronte alle titubanze degli operai ad infilarsi nei passi d’uomo per saldare i madieri e i correnti, egli si offerse volontario. Entrato carponi, subito dopo accusò un malore per cui i compagni di lavoro lo estrassero subito. Aveva la bava alla bocca. Si seppe poi che aveva ingerito del citrato di magnesio per simulare la schiuma. Il capo operaio, da allora, gli proibì di saldare nel doppi fondi dei traghetti. Continua a leggere

Via Nuova

Via Nuova
testo del prof. Giuseppe D’Angelo, tratto da:
“Le Strade di Castellammare: i luoghi, i personaggi, le storie”
Via Nuova, riflessi antichiVia Nuova, riflessi antichi (foto Giuseppe Zingone)

Via Nuova il cui toponimo fu acquisito per “voce pubblica”, è delimitata da un lato dalla strada del Gesù e nel lato opposto dal Largo Marchese de Turris.

Noi sappiamo che l’attuale via Nuova, fino a più di un secolo fa, era un rivo scoperto, il rivo di San Pietro, le cui acque provenienti da Privati, attraversata la piazza della caperrina, ove c’era un ponte (il ponte della caperrina)1 e proseguendo per l’attuale strada nuova, strada del Gesù, allora campo di mola, ed al di sotto del Collegio dei Gesuiti, sfociava a mare. Continua a leggere

  1. ASC, fondo museo, serie d’Ayello, vol. IX, foll. 53 et v., 2a numerazione. L’atto citato, datato 29 ottobre 1616, riguarda le spese sostenute dalla città per “…refar il muro del ponte dela Caperrina quale minacciava de cascarse il ponte de detta Caperrina…”. Negli anni 1844-46, coperto il rivo della caperrina, fu creata l’attuale via Nuova. ASC, Busta 64, inc. 1, doc. 4 e Busta 84, inc. 8.

Bar Umberto

articolo del dott. Tullio Pesola

In via Brin, sull’ampio marciapiede di fronte all’attuale Farmacia “San Ciro” (un tempo nota come Farmacia “Del Gaudio”, ubicata, però, all’inizio di via Santa Caterina), si apriva un lussuoso punto di ristoro. Infatti, se il Centro della nostra Città riceveva lustro dal “Bar Mosca” o dal “Gran Caffè Napoli”, la Periferia veniva impreziosita dalla presenza del “Bar Umberto”.

L'ingresso del Bar Umberto era ubicato dove ora vi il barbiereL’ingresso del Bar Umberto era ubicato dove ora vi il barbiere

Si trattava di una elegante struttura con architettura in stile liberty. Con le sue bellissime decorazioni e stucchi, rimasti assolutamente intatti nonostante il secondo conflitto mondiale, era un importante luogo di ritrovo dove potersi fermare per gustare una ineguagliabile tazzina di caffè, intrattenersi ai tavoli con qualche amico con cui dissertare di sport o di politica, o dilettarsi al gioco del biliardo. Titolare di questo Gran Bar, che tra l’altro gestiva di persona, era ‘Onna Puppinella,  una donna forte di carattere, che non si fermava certo alle prime difficoltà, ma andava avanti con grande caparbietà. Svolgeva con determinazione la sua attività, animata da grande fiducia in se stessa, che le dava il coraggio di affrontare al meglio ogni situazione. Ella sapeva interpretare le aspettative dei clienti e capiva eventuali situazioni che richiedessero azioni di immediato intervento. Sapeva ascoltare, sapeva consigliare, sapeva diventare confidente per il cliente abituale, sia che avesse voglia di scherzare o che invece avesse bisogno di una parola di conforto, qualora lo stato d’animo dello stesso lo richiedesse in quel determinato momento. Tutta questa sicurezza, però, non le impediva di possedere anche una spiccata vena autoironica. Sapeva ridere di se stessa e riusciva a prendere la vita con la giusta dose di ironia. Continua a leggere

Un nuovo giro sulla “giostra”

testo e foto di Maurizio Cuomo

Nella speranza che la vera politica esista ancora e nella piena convinzione che candidarsi politicamente sia un atto d’amore verso gli altri e non “un giro in giostra” per il proprio tornaconto…

Giostre di Castellammare di Stabia: altro giro altra corsa... alla poltrona!!! (foto Maurizio Cuomo)Giostre di Castellammare di Stabia: altro giro altra corsa… alla poltrona!!! (foto Maurizio Cuomo)

A tutti gli aspiranti politici stabiesi ed in particolar modo a tutti coloro che hanno fallito nella scorsa consiliatura (avidi personaggetti che quest’anno vengono a ri-candidarsi senza “scuorno”), liberoricercatore.it, portale web notoriamente apartitico per scelta presa, offre un bel giro virtuale nella storica giostra posta in Villa Comunale, con l’auspicio che la visione degli scorci cittadini dipinti sui pannelli che ne compongono la struttura, possa servire, se non altro, a risvegliare un po’ di amor di terra natìa!!!


Prego signore e signori, si accomodino… Continua a leggere