Lettere alla Redazione (anno 2017)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Giovedì, 25 maggio 2017  (dott. Raffaele Scala)

Caro Maurizio, qualche giorno fa parcheggiando l’auto in via A. de Gasperi e poi proseguendo a piedi, percorrendo la nuova corsia ciclabile, ho notato questi grandi vasi posti come muri ad impedire, o quanto meno a rallentare la pedalata di chi ha deciso di utilizzare la bicicletta, obbligando il ciclista ad invadere il marciapiedi a lato.

Le fioriere sulla ciclabile di via de Gasperi (foto dott. Raffaele Scala)

Le fioriere sulla ciclabile di via de Gasperi (foto dott. Raffaele Scala)

Strano che nessuno dei nostri solerti amministratori abbia controllato e supervisionato provvedendo a far liberare la ciclabile. Forse pensano che quei vasi, senza piante, servano a movimentare la noiosa pedalata del ciclista, creando qualche emozione nel pedone travolto dalla bici.

Ai lettori ogni altro commento… Il vostro, Raffaele Scala.

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Via Cassiodoro due: il terremoto del 21 agosto 1962

( nei ricordi del dott. Raffaele Scala )

Premessa d’autore:

Caro Maurizio, ritorno con il racconto breve della seconda parte dei ricordi di via Cassiodoro, mettendo a fuoco la sera del 21 agosto 1962, quando ci fu il terremoto, che però non colpì la nostra città, se non per la scossa avvertita in tutte le abitazioni, provocando molta paura ma nessun danno a persone e a cose.
Il racconto ha una sua importanza perché ricorda alle nuove generazioni, cresciute in case in cui ci sono tanti televisori quante sono le stanze e trecento canali sui quali sbizzarrirsi h24, mentre a quei tempi la televisione, uno scatolone enorme, con rivestimento in legno, la Rai trasmetteva soltanto poche ore al giorno. Erano i tempi della preistoria della tecnologia!

Con immutata simpatia. Raffaele Scala.

Castellammare in Televisione (coll. Bonuccio Gatti)

Castellammare in Televisione (coll. Bonuccio Gatti)

In un articolo precedente ho parlato del tempo in cui portavo ancora i calzoni corti ed abitavo in via Cassiodoro. Appartiene a quel tempo lontano, erano gli anni Sessanta, un ricordo ancora vivo in chi lo ha vissuto: quello del terremoto verificatosi nel tardo pomeriggio del 21 agosto 1962, quando due forti scosse di magnitudo sei colpirono le province di Avellino e Benevento, provocando 17 morti e migliaia di senza tetto. In quel tempo, lasciata la casa di Salita I De Turris, dopo una breve parentesi in via Napoli, la nostra balda famiglia Scala si trasferì in via Aurelio Cassiodoro, una traversa cieca di via Giuseppe Cosenza in un appartamentino al piano terra con un piccolo cortiletto e cancello che dava sulla strada. Continua a leggere