AccaddeOggi
Nel 1967 entrano in funzione le poste alla via Plinio il Vecchio.

Faggi secolari del Monte Faito, maestosi monumenti dimenticati

articolo di Ferdinando Fontanella

Il Re dei faggi (immagine gentilmente concessa dalla dott.ssa Roberta Gargiulo, ritratta nella foto)

Il Re dei faggi (immagine gentilmente concessa dalla dott.ssa Roberta Gargiulo, ritratta nella foto)

Nell’ormai lontano 1982 il Corpo Forestale dello Stato pubblicò il censimento degli alberi monumentali d’Italia, un lavoro lodevole in cui sono elencati gli alberi nazionali che presentano le  caratteristiche di maggiore interesse ambientale e culturale.

In sostanza il censimento ha interessato le essenze arboree che per una o più caratteristiche biologiche (come ad esempio la longevità, la maestosità) e/o culturali (alberi legati a particolari avvenimenti storici e sociali) sono meritevoli di protezione e rispetto. Continua a leggere

Il Faito

a cura di Maurizio Cuomo

Seppur brevemente vogliamo dedicare una pagina di LR al Faito, il nostro “gigante buono”, riportando ciò che nel 1842 scriveva il nostro conterraneo Catello Parisi, nel suo encomiabile “Cenno storico descrittivo della città di Castellammare di Stabia”.

Faito - litografia del 1823 (coll. Gaetano Fontana)

Faito – litografia del 1823 (coll. Gaetano Fontana)

Dagli Appennini sub-Campani Castellammare è dominata. Il monte Faito che ne una diramazione da molti autori l’antico monte Lattario creduto, verso il sud le fa immediatamente spalliera e nel sottoposto mare si specchia. Alle sue falde fabbricata è la nostra città… Sulla sommità del monte Faito una immensa spianata trovasi di sorprendente amenità.

Il golfo di Stabiae (foto Maurizio Cuomo)

Panorama dal Faito (foto Maurizio Cuomo)

Vari paesi da essa guardansi sottosposti e l’occhio incantato percorre un estesissimo orizzonte di variato e pittoresco spettacolo. Gli Appenini, il Vesuvio, Napoli, tutta la Campania, il nostro golfo il nostro cratere vedesi da una parte, e dall’altra il golfo di Salerno è pur dominato da sì bella incantevole pianura. L’animo dello spettatore si eleva a tal sublime panorama e di pura dolcissima gioia trasogna. Continua a leggere

Castellammare nella guida Bradshaw

Castellammare nella guida Bradshaw

di Giuseppe Zingone

George Bradshaw, immagine wikipedia

George Bradshaw, immagine wikipedia

George Bradshaw nasce a Pendleton, in Salford (Lancashire) il 29 Luglio 1800 e muore di colera in Norvegia durante un viaggio il 6 settembre 1853.

Fu un cartografo, incisore e un editore, il suo nome è tornato in auge negli ultimi anni grazie ad un giornalista e politico britannico Michael Portillo che insieme alla BBC Two, ha realizzato dei documentari basati sulla famosa guida Bradshaw del 1863 sul Great British Railway Journeys. Questa fortunata serie ha suscitato nel pubblico un rinnovato interesse per i viaggi in treno e per la guida Bradshaw, tanto che la BBC Two, insieme con Portillo ha deciso di uscire fuori dai confini britannici per realizzare una nuova serie di puntate intitolate Great Continental Railway Journeys. Inconsapevoli che di lì a poco il Regno Unito si sarebbe separato dall’unione europea, con non pochi strascichi e polemiche.

Continua a leggere

Faito “brucia”!!!

l’editoriale di Maurizio Cuomo

L’estate 2017 con il suo caldo torrido e la crescente siccità dovuta alla mancanza di pioggia, hanno inaridito all’ennesima potenza i terreni, riducendo quelli che appena un paio di mesi fa erano floridi cespugli ed arbusti, a sterili sterpaglie. Intere aree montane, come ben noto sono andate a fuoco, tra di esse, dapprima il versante Sud del Vesuvio, poi il versante gragnanese di monte Pendolo e a seguire il Faito in vari punti (versante Positano e zona Scurorillo fino ad arrivare al Belvedere).

Anche il Faito, il nostro “polmone verde” sta andando in fumo e con esso innumerevoli ettari di vegetazione… impossibile poi quantificare il numero di piccoli animali che nei roghi sono morti e che ancora moriranno.

Incuria ed abbandono e la totale assenza di pulizia preventiva del sottobosco, spiega il nostro naturalista Ferdinando Fontanella, sono la causa principale di possibili inneschi naturali. La natura di questi importanti incendi: dolosa, colposa o per cause naturali (rimandiamo alle cronache eventuali approfondimenti), in questi giorni, ha messo a nudo l’impreparazione e l’approssimazione della macchina  organizzativa, orfana alla base di un vero e proprio piano antincendio come la totale assenza di linee di taglio nelle zone boschive…

Sottintesi sono i ringraziamenti ai VV.FF., alla Protezione Civile e ai tantissimi Volontari che si sono realmente prodigati per spegnere le fiamme; ai tanti cialtroni, agli speculatori, ai mercenari e soprattutto ai diavoli incendiari eleviamo invece la peggiore delle maledizioni, nella speranza di vederli un giorno bruciare nei roghi da loro stessi appiccati per insulsi, beceri interessi!!!

Nella certezza che le immagini possano illustrare molto più di tante inutili parole e spiegare il mio e lo stato d’animo di chi come me ama la natura, a seguire poniamo il reportage fotografico di Enzo Cesarano, una galleria di immagini che tutti dovrebbero vedere! Continua a leggere

Lettere alla Redazione (anno 2017)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Martedì, 15 agosto 2017  (Antonio Cimmino)

Castellammare rimuove una parte della sua memoria storica? All’inaugurazione del secondo tratto della villa comunale, con stupore ci siamo accorti che, nell’aiuola accanto al monumento Stabia al Marinaio, mancava la lapide che ricordava il sacrificio del comandante Domenico Baffigo, ucciso dai tedeschi dopo l’armistizio, mentre tentava di difendere il cantiere e le navi dalla distruzione.

La lapide scomparsa (foto Antonio Cimmino)

La lapide scomparsa (foto Antonio Cimmino)

La lapide in memoria del Cap. Domenico Baffigo (foto Antonio Cimmino)

La lapide in memoria del Cap. Domenico Baffigo (foto Antonio Cimmino)

La Memoria in frantumi (foto Antonio Cimmino)

La Memoria in frantumi (foto Antonio Cimmino)

Già nel febbraio 2016 dopo la recinzione della zona, con Aldo Verdoliva, presidente dell’ANMI, ci accorgemmo che la lapide era stata frantumata. Raccogliemmo i pezzi sparsi nelle aiuole circostanti e, in un cesto, li portammo nell’ufficio del comandante dei VV.UU.

Stabia al Marinaio (foto Antonio Cimmino)

Stabia al Marinaio (foto Antonio Cimmino)

Oltre alla lapide sparita, anche il monumento è rimasto così come era, con scritte e graffiti al basamento e le gradinate senza una mano di pittura,15 né un tentativo minimo di manutenzione alle altre parti della struttura. Come è possibile tutto ciò?

Cordialmente, Antonio Cimmino
(Associazione Nazionale Marinai d’Italia – Gruppo M.O.V.M. “Luigi Longobardi”).
Continua a leggere