AccaddeOggi
Nel 1957 viene varato il posacavi 'Salernum'.

Purchiacchielli a fungetiello ( Portulaca a funghetto )

Su gentile concessione del naturalista stabiese dott. Ferdinando Fontanella.

purchiacchielli

purchiacchielli

La pianta che nel dialetto stabiese è conosciuta come “Purchiacchiello” è per la nomenclatura scientifica Portulaca oleracea L. In Campania è nota anche come: Perchiacchiella, Porchiacca, Porcellana, Chiaccunella. Si tratta di una pianta erbacea annuale, dal portamento prostrato con fusto e foglie succulenti di colore verdastro con riflessi rosso-bruno. I rami primari e secondari spessi come il fusto principale determinano un accrescimento radiale della pianta che arriva ad occupare aree con diametro superiore anche a 60 cm . per tale motivo gli Arabi l’hanno denominata baqla hamqa, che significa ‘pianta pazza’ o ‘pazzesca’ a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo. Si tratta di una pianta infestante delle colture orticole, originaria dell’Asia, oggi diffusa in tutto il mondo. La Portulaca è interamente commestibile ed è conosciuta fin dall’antichità come importante pianta alimentare e medicinale. La tradizione contadina stabiese annovera due metodi per cucinare i purchiacchielli. Continua a leggere

25 aprile 2005, Castellammare di Stabia, decorata

Castellammare di Stabia, decorata

Il 25 aprile del 2005, a sessant’anni dalla liberazione, Castellammare di Stabia per aver combattuto il nazifascismo a difesa della città, del cantiere navale e delle altre industrie, riceve dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la Medaglia d’Oro al Valore Civile.

Questa la motivazione: – Importante centro del Mezzogiorno, all’indomani dell’armistizio, fu oggetto della violenta reazione delle truppe tedesche, che, in ritirata verso il Nord, misero in pratica la strategia della terra bruciata; distruggendo il Cantiere Navale simbolo della città, altamente difeso dai militari del locale presidio e, gli altri stabilimenti industriali. Contribuì alla guerra di liberazione, con la costituzione spontanea dei primi nuclei partigiani, subendo deportazioni e feroci rappresaglie, che provocarono la morte di numerosi concittadini. 1943, 1945, Castellammare di Stabia.


Ringraziamenti:

Si ringraziano: Antonio Cimmino e Francesco Ruocco, per le video riprese affidateci.

25 Aprile ieri, oggi, domani

Manifesto Invito 25 Aprile 2018

Castellammare, per il 25 aprile 2018 – La Città di Castellammare di Stabia, Il Comitato di sezione dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Castellammare di Stabia, l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia1, l’Associazione Carabinieri, l’Associazione Marittima di Mutuo Soccorso tra Capitani – Casina dei Capitani di Meta di Sorrento, l’Associazione Decorati Medaglie d’oro di Lunga Navigazioneinvitano tutti i cittadini a manifestare in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, per la riaffermazione dei valori della Libertà e della Democrazia. L’appuntamento è fissato alle ore 10,00 di mercoledì 25 aprile 2018 in piazza Matteotti: da qui muoverà il corteo che raggiungerà Palazzo Farnese, dopo aver deposto delle corone d’alloro al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, al Monumento al Marinaio, al Monumento ai caduti per la Resistenza.

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  1. sezioni di Castellammare di Stabia, Pompei e Nocera

Vita di un comunista stabiese: Luigi D’Auria

Vita di un comunista stabiese: Luigi D’Auria

di Raffaele Scala

Franco Martoriello; Raffaele Scala; Luigi D’Auria

Premessa

Luigi D’Auria, militante comunista dal 1944, dirigente della Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia e del suo patronato, l’Inca e per molti anni consigliere comunale del PCI, scomparve il 21 marzo 2010. A suo modo D’Auria fu un protagonista della vita sociale e politica stabiese della seconda metà del’900. Molti ancora lo ricordano, già vecchio e malato, diffondere il periodico di Rifondazione Comunista, Liberazione e poi quello dei Comunisti Italiani, Rinascita della Sinistra. Nei decenni precedenti era stato uno tra i più efficaci diffusori del quotidiano comunista, lUnità.[1]

La militanza nel Fronte della Gioventù

Figlio di Ignazio, operaio dell’AVIS, militante comunista e attivista sindacale, e di Maria Romito, Luigi D’Auria nacque a Castellammare di Stabia il 16 luglio 1925, primo di sei figli.

Dopo la licenza elementare, fece le sue prime esperienze con alcuni lavori saltuari, poi, nel 1939, fu assunto come garzone nella Navalmeccanica, apprendendo il mestiere di carpentiere in ferro e montatore di scafi, con una paga di 67 centesimi l’ora. Nel 1942 partì come volontario per la guerra in qualità d’allievo motorista navale e assegnato a Pola, dove fu sorpreso dall’armistizio dell’8 settembre 1943. Pochi giorni dopo, il 12, nella caserma dove prestava servizio, irruppero i tedeschi facendo prigionieri tutti i militari, con l’intenzione di deportarli in Germania. Ammassati come bestie nei diversi vagoni, il treno fu bloccato a Pesina e attaccato da donne partigiane jugoslave guidate, sembra, dalla compagna di Tito, Davorjonka Pannovic, detta Zdenka, consentendo la fuga dei prigionieri. Con mezzi di fortuna, ma camminando quasi sempre a piedi, con pochi altri compagni di ventura, il giovane D’Auria riuscì finalmente a raggiungere Castellammare il 24 settembre. Appena arrivato sfuggì ad un rastrellamento operato dai tedeschi grazie alla prontezza di spirito di una ragazza che lo prese sottobraccio, allontanandolo dal pericolo. Nei giorni successivi, fino a quando i tedeschi non lasciarono la città, visse nascosto in casa di una zia.

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Il Circolo Nautico Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

“Il Circolo Nautico Stabia, inaugurato il 23 aprile 1922, cominciò ad avere vita intorno al 1921, ad iniziativa dei proprietari dei Magazzini Generali, sigg. Enrietti e Cozzolino, che, occupando con uno chalet in legno l’area demaniale marittima in via Bonito, al tempo disponibile, vollero evitare l’eventuale sorgere di un doppione dell’attività commerciale già in piena efficienza, da essi realizzata, a lato della Capitaneria di Porto.

Giovani canottieri stabiesi: "Oggi come ieri" (fotorendering Corrado Di Martino)

Giovani canottieri stabiesi: “Oggi come ieri” (fotorendering Corrado Di Martino)

Sul motivo contingente c’era però una lodevole finalità sportiva, rispondente ai desideri della gioventù stabiese: far nascere e dare incremento allo sport nautico a remi. L’idea fece subito breccia, e fra i primi canottieri furono il dott. Carlo Vitelli, l’ing. Guglielmo Vanacore, il sig. Paolo Scognamiglio, gli avv. Guido e Nino Gaeta, il capitano di lungo corso Vincenzo Sorrentino, oggi tutti noti e stimati professionisti. E furono essi, sorretti dal primo presidente del Circolo, avv. Giuseppe Cozzolino (che poi ricoprì anche la carica di vice podestà al Comune) a dare localmente grande impulso all’attività nautica; la quale andò sempre più allargandosi e intensificandosi, continuando sempre ininterrotta, con la partecipazione a tornei e gare nazionali, conquistando primati e premi”1. Continua a leggere

  1. Tratto da “Stabiae e Castellammare di Stabia”, di Michele Palumbo – Aldo Fiory Editore Napoli, anno 1972, pag. 387.