Il mosaico del rapimento d’Europa

Il mosaico del rapimento d’Europa

di Giuseppe Zingone

Il rapimento d’Europa, Villa San Marco, mosaico I° secolo dopo Cristo

E’ notizia di questi giorni che il Sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino, ha scritto al Ministro Dario Franceschini affinché, le autorità italiane si adoperino per riportare nella nostra Città una statua trafugata 44 anni or sono, ed attualmente esposta negli Stati Uniti al Minneapolis Institute of Art, il Doriforo di Stabiae.

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Francesco Filosa da Castellammare

a cura di Maurizio Cuomo

Francesco Filosa, nacque a Castellammare di Stabia il 20 ottobre del 1910 in un’antica famiglia di pittori e decoratori. Dopo le primissime esperienze, maturate insieme al padre, si aprì alle forme artistiche del Novecento.

Francesco Filosa

Francesco Filosa

Le sue prime partecipazioni alle collettive sindacali risalgono alla metà degli anni Trenta dove, oltre ai già affermati Viti, Volpe, Pratella, Crisconio e Irollo, ebbe modo di conoscere e frequentare giovani artisti del calibro di Galante, Casciaro, Striccoli, Brancaccio, Ciardo, Buono e Bresciani.

Pur continuando la sua attività di decoratore nelle varie chiese di Castellammare e della penisola sorrentina, Francesco Filosa affinò le sue doti pittoriche grazie ai suggerimenti di Carlo Striccoli e Francesco Galante. Alla fine dell’ultima guerra mondiale, la sua vita artistica ebbe una svolta decisiva, infatti, abbandonò l’attività paterna e si dedicò completamente alla pittura. Dal 1950 è stato costantemente presente in tutte le manifestazioni della ”Promotrice Salvator Rosa” e iniziò a partecipare a rassegne e mostre collettive. Notato dalla critica e dagli estimatori d’arte, nel 1966 fu prima invitato alla Quadriennale di Roma e poi a quella europea di Londra, dove gli fu conferito il Sigillo d’argento. Continua a leggere

Corbezzoli (foto Gennaro Cesarano)

Il Corbezzolo, ovvero ‘a Sovera pilosa

Corbezzolo (Arbutus unedo) foto Nando Fontanella

Corbezzolo (Arbutus unedo) foto Nando Fontanella

Castellammare è una città fortunata, il luogo dove la pianura incontra le montagne, i monti toccano il mare e l’acqua salata si mescola con quella dolce.

In un posto così fatto non si corre mai il rischio di annoiarsi, una semplice passeggiata, fatta in un qualsiasi periodo dell’anno, sa sempre regalarti lo spunto interessante per una riflessione, un ricordo, una ricerca.

Nel mio girovagare per questa terra meravigliosamente ricca, quest’autunno ho avuto modo di soffermarmi a pensare ad una pianta comune nei nostri monti ovvero il Corbezzolo. Continua a leggere

Call me Back (coll. Giuseppe Zingone)

Lettere alla Redazione (anno 2020)

Lettere alla Redazione

Lettere alla Redazione


Domenica, 18 ottobre (Nunziata Grasso)

Buongiorno Sig. Zingone, sono una laureanda in architettura e mi è stato assegnato per la tesi in Restauro lo studio delle antiche riggiole napoletane.
Cercando notizie su internet mi sono imbattuta nel suo articolo “L’arte calpestata, le riggiole a Castellammare” che mi è stato di grande aiuto.
Nell’abaco delle riggiole riportato a fine articolo c’è una riggiola che potrebbe interessarmi perchè molto simile ad una oggetto del mio studio. La riggiola in questione è la “36”;
è possibile ricevere qualche informazione in più su questa riggiola, potrebbe indicarmi la sua locazione in modo da poterla vedere da vicino?
La ringrazio per il tempo dedicatomi, attendo Sue notizie. Distinti Saluti, Nunziata Grasso.

RISPOSTA:

Gentile Nunzia, buongiorno, piacere di esserLe stato utile.
Allora iniziamo col dire che queste immagini soprattutto le prime ed anche quella che interessa a Lei sono state da me fotografate tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90.
Di molte conosco la provenienza le ultime inserite invece ci giungono da appassionati o quando ne trovo di nuove quando mi reco a Castellammare durante le due festività maggiori e le vacanze estive. Non vorrei sbagliarmi ma forse potrebbe trovarsi nel campetto di calcetto della Chiesa di San Giacomo, a Castellammare, le ripeto però che non ne sono certo. Non le dovrebbe essere difficile accedere può fare anche il mio nome la Priora signora Napolitano le sarà di certo d’aiuto. I confratelli della congrega eretta in tale istituzione mi raccontarono, che un loro confratello oramai non più in vita, salvava queste riggiole da perdita certa e ne pavimentò un piccolo spazio con quelle recuperate. Ne troverà diverse se sono ancora lì, la modernità non apprezza la storia e l’arte seppur minore…. però se dovessi dire che è lì che l’ho scovata le direi una bugia… Saluti Giuseppe Zingone.

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Libero d'Orsi

Libero d’Orsi – La Biografia

articolo a cura di Martina Cesarano

Libero D’Orsi (Castellammare di Stabia, 30 marzo 1888 – Castellammare di Stabia, 18 gennaio 1977) è stato un archeologo italiano, noto per aver ripreso le attività di scavo presso Stabiae.

Libero d'Orsi

Libero d’Orsi

Libero d’Orsi nacque a Castellammare di Stabia il 30 marzo del 1888 da Antonino e Concetta Vitale. Si laureò in Lettere presso l’Università di Napoli e in Filosofia presso l’Università di Padova. Insegnò per molti anni in Puglia, Veneto e Romagna, dove ottenne l’incarico di preside; nel 1946 divenne preside della scuola media Stabiae dove rimase fino al 1958, ritornando così nella sua città natale. Nel 1949 fu nominato ispettore onorario alle Antichità e Belle Arti e poi Conservatore Onorario del Museo Statale di Castellammare di Stabia. Fu Grande Ufficiale della Repubblica Italiana e fu insignito della Medaglia d’Oro al Merito della Repubblica per la Scuola, la Cultura e l’Arte. Affascinato dall’Archeologia nel 1950, assieme a pochi operai, con non poche difficoltà sia a causa dello scetticismo dei proprietari terrieri, sia per problemi economici, ottenne la possibilità di effettuare degli scavi archeologici sulla collina di Varano, dove due secoli prima i Borbone avevano riportato alla luce le antiche vestigia della città romana di Stabia e dove alcuni anni prima, tra il 1931 e il 1933, in alcuni fondi agricoli erano riaffiorate parti di mura. Continua a leggere