AccaddeOggi
Segui il linkNel 1585 viene fondato il convento di S. Maria del Loreto (oggi convento di S. Francesco a Quisisana).

Vicoli, scale e archi

Vicoli, scale e archi

(di Enzo Cesarano)

In Oriente si dice: “Ogni volta che vuoi giudicare qualcuno, cammina prima per tre lune nei suoi sandali”. Dobbiamo diventare dei grandi camminatori non credete? Camminare, camminare oltre e camminare ancora, l’uno di fianco all’altro, scambiandoci le calzature, uno nei sandali consunti dell’altro.

Vicoli scale e archi (by Enzo Cesarano)

Vicoli scale e archi (by Enzo Cesarano)

Camminare pensando al giorno in cui abbiamo iniziato il nostro cammino, il giorno in cui siamo “venuti” al mondo e, a quello in cui ce ne andremo, quando smetteremo di camminare. Camminare accanto alla debolezza, completamente nudi e indifesi, senza indici tesi e levati. Dobbiamo camminare per costruire il mondo, le cui basi non siano più il giudizio o peggio ancora il pregiudizio, ma l’umiltà, la comprensione, il desiderio di incontrare l’altro.

Uno slide show di Enzo Cesarano, che invita nel rivisitare le strade antiche della nostra Castellammare, a porci domande sull’altro, sul prossimo, sul nostro vicino. Salire, scendere, valicare, andare oltre pregiudizi e giudizi frettolosi, crescere, percorrendo con attenzione l’antico. Continua a leggere

San Gennaro a Castellammare

San Gennaro a Castellammare

di Giuseppe Zingone

San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

San Gennaro a Castellammare (foto Enzo Cesarano)

Fu grazie a Carlo I d’Angiò1 che l’abitato di Castellammare venne cinto di mura, in tale occasione furono ampliati il castello ed il porto e fu ricostruito ed ampliato su un vecchio complesso risalente agli ultimi anni del dominio svevo, il Palazzo Reale, detto di Casasana o Quisisana, quello stesso edificio dove soggiornò nel 1316 Roberto figlio di Carlo recuperando il suo cattivo stato di salute.2

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  1. Francesco Alvino,Viaggio da Napoli a Castellammare con 42 vedute incise all’acquaforte, Napoli stamperia dell’Iride 1845, pag. 89.
  2. La presenza di Roberto D’Angiò a Castellammare è documentata nel 1316. In Guida d’Italia, Napoli e dintorni, pag. 582, Touring Club Italiano, sesta edizione, Milano 2001. Vedi anche: Catello Parisi, Cenno storico descrittivo della Città di Castellammare di Stabia, pag. 19-20, Firenze 1842.

L’abbigliamento

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Le discrete e simpatiche sollecitazioni dei miei giovani amici stabiesi mi inducono, ogni tanto, a parlare dei miei ricordi giovanili. Ciò mi obbliga ad arrampicarmi agli ormai sottili e aggrovigliati fili della mia memoria (“‘a vicchiaia è ‘na brutta bestia!”, diceva mio padre). Ma per mia fortuna i cromosomi ereditati dai miei genitori, e il costante esercizio cui sottopongo questo meraviglioso giocattolo che è il cervello (come lo chiamava Charlie Chaplin) mi permettono di soddisfare le loro richieste. Ciò è dovuto anche al fatto che ero un bambino, un giovane, curioso di tutto; tutto mi interessava. Ero un osservatore attento. Quindi non ci si deve stupire se i ricordi che ogni tanto affiorano nella mia mente sono abbastanza precisi. Del resto è noto che i vecchi ricordano bene le cose del lontano passato e dimenticano facilmente i fatti recenti.

Anni '30 - Il tram Castellammare - Sorrento

Anni ’30 – Il tram Castellammare – Sorrento

E veniamo a noi. Io ho avuto la fortuna di vivere gli anni della mia fanciullezza, prima giovinezza nel centro storico di Castellammare. Dove vi abitavano famiglie di tutti gli strati sociali. Dal sotto-proletariato, agli operai, dagli artigiani ai negozianti. Nella mia stessa famiglia convivevano due categorie sociali: mio padre modesto, ma dignitoso impiegato statale e mio nonno materno benestante commerciante. Questo privilegiato osservatorio (la strada e la famiglia) mi permette ora di soddisfare la curiosità del miei amici stabiesi che vogliono sapere come ci si vestiva allora. Gli uomini, quasi tutti e quasi sempre, portavano il cappello. Specialmente coloro che appartenevano alla piccola/media borghesia. Anche se l’abbigliamento era modesto il gilé, con numerosi taschini, completava l’abbigliamento. Ma siccome tutto aveva una funzione, in uno dei suoi molti taschini si riponeva l’orologio (allora non erano in voga quelli da polso) tenuto in sicurezza da una catenella (molte volte d’acciaio, poche volte d’oro o d’argento) infilata in un’asola dello stesso gilé. Negli altri taschini si riponevano le monete metalliche allora in corso. Dato che la unità di misura monetaria era la lira, buona parte delle merci che si comprava era pagata in centesimi. All’età di 10/11 anni andavo a fare il garzone da un barbiere che si trovava di fianco alla Chiesa della Pace. L’importo della mercede che ogni tanto si degnava di darmi era a sua completa discrezione. Una sola condizione garbatamente gli ponevo: che fosse tutta in centesimi. Quando questo modestissimo frutto del mio impegno, lo consegnavo a mia madre mi sembrava di donarle un tesoro. E sentivo forte l’orgoglio di aver partecipato anch’io al miglioramento delle sorti economiche della famiglia (figuriamoci! Con pochi centesimi!).  Continua a leggere

Le immagini della memoria

( della città di Castellammare di Stabia )

Nella rubrica “Le immagini della memoria”, esponiamo per il piacere di poterle rivivere (sia pur soltanto mentalmente), alcune vecchie immagini (inquadrature inedite, particolari interessanti e scorci suggestivi) della città di Castellammare di Stabia.

ultime immagini inserite:

Villa Comunale - anno 1959 (foto gentilmente concessa da Onofrio Iezza)

Villa Comunale – anno 1959 (foto gentilmente concessa da Onofrio Iezza)

Villa Comunale (anno 1959)

fanciullo con pallone gonfiabile… sullo sfondo bagnanti e le mitiche cabine sulle palafitte

( per gentile concessione del sig. Onofrio Iezza )

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