Francesco Filosa da Castellammare

a cura di Maurizio Cuomo

Francesco Filosa, nacque a Castellammare di Stabia il 20 ottobre del 1910 in un’antica famiglia di pittori e decoratori. Dopo le primissime esperienze, maturate insieme al padre, si aprì alle forme artistiche del Novecento.

Francesco Filosa

Francesco Filosa

Le sue prime partecipazioni alle collettive sindacali risalgono alla metà degli anni Trenta dove, oltre ai già affermati Viti, Volpe, Pratella, Crisconio e Irollo, ebbe modo di conoscere e frequentare giovani artisti del calibro di Galante, Casciaro, Striccoli, Brancaccio, Ciardo, Buono e Bresciani.

Pur continuando la sua attività di decoratore nelle varie chiese di Castellammare e della penisola sorrentina, Francesco Filosa affinò le sue doti pittoriche grazie ai suggerimenti di Carlo Striccoli e Francesco Galante. Alla fine dell’ultima guerra mondiale, la sua vita artistica ebbe una svolta decisiva, infatti, abbandonò l’attività paterna e si dedicò completamente alla pittura. Dal 1950 è stato costantemente presente in tutte le manifestazioni della ”Promotrice Salvator Rosa” e iniziò a partecipare a rassegne e mostre collettive. Notato dalla critica e dagli estimatori d’arte, nel 1966 fu prima invitato alla Quadriennale di Roma e poi a quella europea di Londra, dove gli fu conferito il Sigillo d’argento. Continua a leggere

Alvino: Viaggio da Napoli a Castellammare

a cura di Gaetano Fontana

Titolo: Senza titolo (Scoglio di Rovigliano)
Tipo di incisione: Acquaforte cm 14 x 9 – Anno: 1845
Incisore: A. Gigante
Tratta da: F. Alvino “Viaggio da Napoli a Castellammare” Stamperia dell’Iride Napoli 1845 Continua a leggere

Ricreatorio San Gerardo 1903

San Gerardo, 16 Ottobre

San Gerardo, 16 Ottobre
di Zingone Giuseppe

Ricreatorio San Gerardo 1903

Ricreatorio San Gerardo 1903

In giorni come questi dove a volte fa caldo e a volte freddo in largo Pace, nella Parrocchia, si aprivano i festeggiamenti per il santo patrono, San Gerardo Maiella, la cui devozione ultracentenaria  portava in chiesa numerosi fedeli, da tutta la città ed anche dal circondario. Già nel lontano 1903 l’allora diacono e poi parroco don Luigi Castellano, fondò il Ricreatorio San Gerardo, lo scopo era accogliere ed educare i giovani troppo spesso abbandonati delle strade del centro antico. Fino agli anni novanta del secolo scorso l’oratorio con la presenza dei giovani gerardini continuava ad essere segno, e baluardo della Parrocchia di Santa Maria della Pace, nella processione del Santo Patrono di Castellammare.

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Don Giacinto ‘O Presebbio

Don Giacinto ‘O Presebbio

di Antonio Greco

( articolo del compianto M° presepista stabiese, Antonio Greco,
pubblicato sulla rivista “il Presepe” numero 66 di giugno 1971 )

presebbio

Presepe napoletano: particolare della “Natività” (opera del M° Opera del M° Antonio Greco)

Don Giacinto “o presebbio” (scherzoso nomignolo affibbiatogli dagli amici intimi), era un modesto funzionario della R. Dogana, conduceva una modesta esistenza tra casa e ufficio. Un sigaro lo fumava volentieri, ma quando glielo offrivano, altrimenti non c’era verso che varcasse la soglia del tabaccaio.
Si imponeva un itinerario fisso tra casa e lavoro senza l’uso del tram, ma, se usciva dal suo abituale, faceva volentieri una passeggiata a fine mese verso S. Biagio dei Librai a curiosare sulle soglie dei fondachi di S. Gregorio Armeno: là spendeva tutti i risparmi di un mese 2.50 o al massimo 4 lire acquistando qualche figurina eccezionale o alcuni accessori o qualche animale finemente trattato.
Fatto l’acquisto si avviava felice verso casa e a chi bene lo conosceva, passando diceva: sono andato a comprare la mia razione di “toscani” e l’altro ammiccando al pacchetto maliziosamente di rimando diceva: “Don Giacì sempre ‘o presebbio!..”.

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