Archivi tag: Maurizio Cuomo

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di maggio 2019

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia


SERVIZIO NOTTURNO
(dalle ore 20.30 alle 09.00)

dal 28/04 al 05/05: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) tel.: 081/8715149

dal 06/05 al 19/05: San Ciro (via Brin, 12) – tel.: 081/8711465

dal 20/05 al 26/05: Cosentini (c.so V. Emanuele, 148) tel.: 081/8715149

dal 27/05 al 09/06: Cuomo (via Napoli, 158) tel.: 081/8715149


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.30 alle 20.30

Turno della domenica:
1: Scepi (via Tavernola, 132) – Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)

Aperta nell’intervallo pomeridiano:
2: Ravallese (via Tavernola, 55)
3: Ravallese (via Tavernola, 55)

Turno del sabato:
4Lauro (viale delle Terme) – Filoni (via Napoli, 328) – Plinio (via Plinio, 62)
Scepi (via Tavernola, 132) – Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)

Turno della domenica:
5: Imparato (S. Maria dell’Orto, 16) – Ponte Persica (via Pozzillo, 40) Continua a leggere

La Cassarmonica… gioiello architettonico e vanto stabiese

La Cassarmonica… gioiello architettonico e vanto stabiese

articolo di Maurizio Cuomo

Uno dei vanti della città di Castellammare di Stabia è sicuramente la Cassa Armonica, una preziosa opera architettonica che si erge maestosa sul tratto di Villa Comunale antistante piazza Principe Umberto, laddove a poche decine di metri di distanza, è presente il Monumento ai Caduti, suo fiero dirimpettaio dal 1931. Ma facciamo un passo indietro, ciò ci aiuterà a capire le motivazioni che spinsero l’Amministrazione comunale dell’epoca a richiedere la messa in opera di questa storica struttura che ha ospitato per quasi un secolo musicisti e orchestrali di elevato spessore. Nella seconda metà del 1800, Castellammare di Stabia divenne il luogo d’incontro prediletto di noti personaggi d’epoca: scrittori, poeti, pittori, nonché fucina di artisti di rinomata fama.

La Cassarmonica (coll. Enzo Cesarano)

La Cassarmonica (coll. Enzo Cesarano)

L’Amministrazione per far fronte alla crescente esigenza di poter ospitare e allietare la cittadinanza, i turisti e gli illustri ospiti sempre più numerosi, decise quindi di sostituire lo Stabia Hall, un preesistente padiglione in legno utilizzato per accogliere spettacoli e concerti musicali, con una struttura fissa più consona ad espletare tale funzione, e diede quindi mandato di progettare un’opera in sostituzione a tale struttura. Il prestigioso incarico ricadde su di un giovane ingegnere stabiese, Eugenio Cosenza, fratello minore di Giuseppe, noto archeologo locale. Nel 1898 Eugenio Cosenza presenta all’Amministrazione comunale il suo progetto, che soddisfa pienamente la richiesta e viene approvato nello stesso anno. Dopo circa due anni di lavoro, il 28 aprile 1900, Cosenza consegna alla cittadinanza la prima Cassa Armonica. Tale struttura, purtroppo, ebbe uno sfortunato destino e  vita assai breve, in quanto distrutta appena nove anni dopo (ore 18,45 dell’1 marzo 1909), a causa di un violentissimo vento di libeccio. Continua a leggere

Carnevale (1970)

Le immagini della memoria

( della città di Castellammare di Stabia )

Nella rubrica “Le immagini della memoria”, esponiamo per il piacere di poterle rivivere (sia pur soltanto mentalmente), alcune vecchie immagini (inquadrature inedite, particolari interessanti e scorci suggestivi) della città di Castellammare di Stabia.

Prima Comunione

Prima Comunione

Si riconoscono in foto: Enzo Di Martino (secondo seduto da destra), Nino Viesto (seduto al centro), Corrado Di Martino (davanti a padre Mario Croco, che gli tiene la mano sulla spalla). La foto della prima comunione è del sig. Luigi Longobardi, primo seduto a sinistra.

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Allegoria di Stabia - particolare (foto Maurizio Cuomo)

Allegoria di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Da una lettera inviataci dal prof. Luigi Casale (di Bressanone), si evincono le tante perplessità che una persona può incontrare nell’ammirare la statua (si veda il sottostante rif. fotografico), posta in villa Comunale, a cui, purtroppo, “il vandalo” di turno, penso per una bravata, ha divelto la targhetta illustrativa.

Allegoria di Stabia (foto Maurizio Cuomo)

Allegoria di Stabia (foto Maurizio Cuomo)

Come vedremo la lettera, scritta da Luigi, in quanto persona colta (per supposizioni e interpretazioni) non si discosta poi tanto dalla realtà e con un po’ di fantasia, dà al lettore, nuovi interessanti motivi di riflessione. Ma il prof. Casale di certo rappresenta un caso raro, di certo non tutti, siamo in grado di interpretare cosa voglia esprimere con esattezza un artista con una determinata opera, e quindi mi chiedo: cosa potrà mai capire di questa statua, un turista di medio livello culturale, che non conosce affatto la storia della nostra Castellammare? Faccio pertanto appello, e ringrazio anticipatamente gli amministratori locali se vorranno investire qualche centesimo per allocare nuovamente ai piedi della statua una targhetta illustrativa, a beneficio di quanti, nel visitare Castellammare dovessero ammirare quello che per ora può considerarsi solo un “anonimo” monumento. Continua a leggere

L’eruzione del Vesuvio del 1906

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Nella pagina riportiamo la cronaca dell’eruzione del Vesuvio avvenuta nell’aprile del 1906, sicuramente uno degli eventi più suggestivi ed intensi di vita cristiana, vissuti nella città di Castellammare di Stabia negli ultimi secoli. La suddetta cronaca estrapolata da due scritti d’epoca è tratta dagli archivi della Cattedrale stabiese.

Particolare di un dipinto di Francesco Filosa (Cattedrale stabiese)

Protezione della liberazione ottenuta nella terribile eruzione del Vesuvio mediante l’intercessione del nostro Protettore San Catello (libro VI delle conclusioni del Capitolo Stabiese pag. 18).

Fin dal giorno 2 aprile di questo corrente anno 1906 il vicino monte Vesuvio manifestò segni precursori di una eruzione. Aumentò l’attività nei giorni 5, 6, 7, con emissione continuata di lava di fuoco in vari punti, con sbuffi di cenere e sabbia, accompagnati a brevi intervalli da forti boati. Nella notte però dal 7 al 8 di detto mese, giorno di Domenica delle Palme, l’eruzione pigliava tali proporzioni da ridestare la più grave costernazione ed il più intenso terrore, in un tratto si aprivano varie bocche che gittavano laghi di fuoco, sicché tutto il Vulcano sembrava diventare una massa di fuoco presentando terrificante spettacolo. Allo spuntare dell’infausto giorno 8 immensa folla di gente di questa nostra città corse nella nostra Cattedrale fatta aprire ben per tempo e supplicava l’aiuto del nostro amato Protettore S. Catello, e più nostro vivo il desiderio che il venerando simulacro fosse portato fuori la Chiesa a vista del … monte. Continua a leggere