Le pacchianelle, una tradizione stabiese perduta

(di Enzo Cesarano)

La tradizione finisce quando non è più sentita nella cultura popolare. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere quello che è capitato alla processione natalizia delle pacchianelle1 di Castellammare che si è estinta agli inizi degli anni Settanta, a differenza della vicina Vico Equense dove tutt’ora si svolge il 6 gennaio.

Le Pacchianelle

Bambine travestite da pacchianelle (usanza del periodo natalizio) foto gentilmente concessa dal sig. Ugo Meli.

Il corteo dell’Epifania stabiese, organizzato dalla chiesetta di Sant’Anna a Licerta, era composto da bambine e giovani donne vestite con costumi della tradizione contadina e perciò definite pacchianelle.

Ogni pacchianella portava un cesto in cui la famiglia, in base alle possibilità economiche, offriva in dono a Gesù bambino prodotti tradizionali dei Monti Lattari e della penisola: agrumi, formaggi, pane, dolci, castagne, noci, polli, conigli… ecc. Partecipavano anche numerosi fedeli e sacerdoti portando una statua del Bambinello, il vero fulcro del Natale.

Pacchianella

Festa delle Pacchianelle inizio anni ’50 manifestazione organizzata dalla Parrocchia di S. Gioacchino. In foto Annamaria Cimmino (su gentile concessione del sig. Antonio Cascone).

La sfilata nell’insieme ricordava un piccolo presepe itinerante che attraversava tutte le strade del centro antico fino ad arrivare ‘nmiez”o Rilorgio (p.zza Cristoforo Colombo) dove gli inni religiosi intonati da una banda musicale e i fuochi d’artificio concludevano la cerimonia. Così è stato fino agli anni del dopo guerra.

Successivamente a causa dello spopolamento del centro antico a favore dei nuovi quartieri popolari la tradizione si è spostata via via in periferia; dagli anni Cinquanta fino agli inizi dei Settanta ad organizzare la sfilata delle pacchianelle è stata, infatti, la parrocchia di San Gioacchino al rione Postiglione. Nonostante la lontananza però, il punto d’arrivo della sfilata era sempre il centro cittadino.

Pachianelle 1950 (foto gentilmente concesse da Enzo Amato

Pacchianelle Piazza Quartuccio 1950 (foto gentilmente concesse da Enzo Amato)

1950 pachianella

Pacchianella della cosiddetta “Casa Janca” di via Napoli (foto gentilmente concessa dal dott. Antonio Cimmino).

Oggi delle pacchianelle di Castellammare restano come testimonianza tangibile alcune foto ingiallite dal tempo e la vivida memoria degli anziani,  fragili e importanti ricordi che potrebbero riaccendere il sentimento popolare della tradizione.

Sig.ra Anna Zurolo in Amato travestita da pacchianella 1950( foto gentilmente concessa da Enzo Amato)

Buonocore Anna 1947 Chiesa di Licerta

Sig.ra Buonocore Anna travestita da pacchianella 1947 Chiesa di Licerta ( foto gentilmente concessa Lucia Montuori)

Pacchianelle

Pacchianelle

Recentemente, infatti, le maestre e i bambini dell’Istituto Comprensivo 5° Karol Wojtyla, plessi Postiglione e Rovigliano, con l’aiuto dei genitori, prima della pausa natalizia hanno riproposto una versione rivisitata della processione che è sfilata nelle strade del rione.


(Foto gallery Francesca Tramparulo)


Note: 

  1. Il termine dialettale pacchianella, in lingua italiana contadinella, donna del contado, o anche villana, donna rustica, veniva attribuito affettuosamente alla contadinotta di generose forme, che ogni giorno era solita rifornire le case dei cittadini di generi alimentari freschi (uova, formaggi, insaccati, latte, burro nonché verdure ed altri prodotti dell’orto)

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Collaboratore di Redazione

Appassionato di folklore, teatro e tradizioni locali. Amante della fotografia, è l’ideatore della rubrica “Banca della Memoria stabiese” ed autore di numerosi interessanti articoli a sfondo popolar-tradizionale. E' responsabile della pagina Facebook di LR.

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