Donato Frisia e Castellammare

Storia e Ricerche

Donato Frisia e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Frisia Donato

Frisia Donato

Di lui ci è nota la sua partecipazione nel 1934, al Premio di Castellammare, raccontata egregiamente da Piero Girace, nel suo racconto l’Estate dei pittori, un premio di ventimila lire per colui che avrebbe meglio ritratto Castellammare di Stabia.

Altri tempi…. Forse si! Dico “forse” perché ritengo semplicemente che manchino oggi le persone giuste, quegli uomini il cui unico scopo e privilegio era quello di onorare e servire la città nella quale vivevano. Nessuna ricerca di autoaffermazione, notorietà o sete di potere, solo Castellammare.

Fu una cosa veramente del tutto insolita per gli stabiesi imbattersi, in quelle indimenticabili giornate dell’estate 1934, in ogni momento degli individui assai originali, che stavano piantati intiere ore dietro ad un cavalletto, in mezzo alla strada, nel viavai della gente e dei vicoli, o nelle viuzze dei borghi, e facevano gesti buffi, un occhio intento al paesaggio ed un altro alla ragazzaglia, che si affollava intorno ad essi, insistente ed avida di guardare i colori stemperati sulla tela”.

Tra gli ospiti e pittori illustri anche lui, Donato Frisia, un lombardo a Castellammare, eppure se girovagate in rete oltre ai suoi bellissimi dipinti, primeggia ed è noto anche su wikipedia, proprio un dipinto della nostra città. in realtà i dipinti sono tre, ma andiamo per ordine…

Biografia essenziale

Frisia Donato, nasce a Merate il 30 agosto 1883 e muore a Merate il 13 dicembre 1953.

Dopo i primi studi artistici a Roma, si trasferisce a Milano (1904) dove frequenta l’Accademia di Brera, allievo di Butti per la scultura, C. Tallone per la pittura e C. Boito per l’architettura. Dal 1914 partecipa a numerose edizioni della Biennale di Venezia (sala personale nel 1942) e della Quadriennale romana. Determinante per la maturazione del suo linguaggio artistico è l’incontro con E. Gola e, a Parigi, l’amicizia con A. Modigliani, che di Frisia eseguirà cinque ritratti. In rappresentanza ufficiale dell’Italia, espone in numerose rassegne all’estero; a Parigi vince la medaglia d’argento all’Esposizione Universale del 1937. Nel 1941 a Milano viene ordinata alla Permanente la sua prima grande rassegna antologica. In alcune opere degli anni Venti (soprattutto paesaggi e ritratti) si ritrovano contingenze ed elementi novecentisti, anche se nelle sue visioni rimane prevalente la tendenza ad abbreviare al massimo le forme, soprattutto attraverso una conduzione pittorica ricca di vibrazioni cromatiche.1

Le Opere stabiesi

Se la mia ricerca non mi induce in errore, Donato Frisia, presentò al premio di pittura di Castellammare un trittico: la prima immagine che inseriamo è la più nota, appartiene alle collezioni d’arte della Fondazione Cariplo; un secondo dipinto è inserito nella nostra galleria di Pitture Nostrane ed è proprio su questo dipinto messo in vendita dalla casa d’asta il Ponte 1974 che compare la voce: “Trittico di Castellammare“, che noi chiameremo semplicemente: Lungomare di Castellammare.

Mancherebbe dunque un terzo dipinto se di trittico si parla. Trittico che qui in questo articolo, andiamo a ricomporre, si tratta di un bel quadro raffigurante piazza Orologio anch’esso come i precedenti datato 1934 il quale chiude la bella parentesi di Donato Frisia e la sua esperienza stabiese.

Donato Frisia

Donato Frisia, Castellammare, 1934, olio su tela, 91×155 cm

Donato Frisia

Donato Frisia, Lungomare di Castellamare, 1934, olio su tela, cm 72,5x 98,5

Donato Frisia

Donato Frisia, Piazza Orologio, Scorcio di città, olio su tela cm 33×41, Firmato e datato in basso a destra, 1934.

Piccola curiosità

Il dipinto Castellammare, fu rappresentato e stampato ad opera dell’Agenzia Napoli. Ma come spesso accadeva all’atto della riproduzione grafica, il negativo fu invertito generando un errore speculare, come vi mostriamo:

Foto cartolina

Articolo del 4 luglio 2025

Leggi anche: Il premio di Castellammare, Premio di pittura Castellammare di Stabia.


1. Donato Frisia, In: Arte moderna, l’arte contemporanea dal secondo dopoguerra ad oggi, numero 39, editoriale Giorgio Mondadori, 2003, pag. 38.

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