Premio di Pittura Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Premio di Pittura Castellammare di Stabia

a cura di Giuseppe Zingone

Donato Frisia

Donato Frisia, Castellammare, 1934, olio su tela, 91×155 cm

Spesso i nostri articoli possono sembrare ripetitvi e forse lo sono davvero, ma lo scopo principale del continuare a parlare di un argomento è proprio quello di fornire quante più informazioni e punti di vista diversi, su uno stesso evento.

In questo caso abbiamo anche interessanti immagini che vanno ad accompagnare e in un certo qual modo a chiudere il cerchio, apportando informazioni, piccole ma spesso nuove agli altri articoli.

Emerge sempre più spesso inoltre, l’idea che noi sposiamo da sempre:  Il nostro passato non è solo un ricordo dei tempi che furono e che non tornano indietro. Ma uno spunto dal quale poter ripartire, qualora le giuste persone e le sane forze, rimboccandosi, disinteressatamente, le maniche, riescano a riportare in vita o realizzare da zero, un percorso di recupero dell’immagine di Castellammare che tanti di noi auspicano.

Critiche, Proposte e Senso Civico

Ci siamo così abituati al pessimismo, che tra i commenti che la gente lascia (non sempre) nelle nostre pagine, oltre al buongiorno e al buonasera, regna l’incapacità di saper proporre idee nuove, di essere propositivi ed entusiasti di vivere in una città come Castellammare.

I nostri antenati pur tra mille errori, sono stati per noi dei fari, se ancora parliamo del nostro passato con tanta nostalgia. Regnano invece i catastrofici della modernità da tastiera, gente che spesso come asseriva il buon Raffaele Viviani: “E manco ‘e figlie lloro sapevano educà.”

Dalle Parole ai Fatti: Il Cambiamento Parte da Noi

Qui non è questione di giovani perché ai giovani abbiamo dato ed insegnato veramente poco. Qui diceva don Milani è questione di “Cuore” e a molti stabiesi questo cuore manca. Vedo per fortuna anche da lontano, l’impegno associazionistico dilagare (ed è un bene, qualora non abbia secondi fini) e fornire piccoli rimedi ai grandi mali della città, ma Viva Iddio, c’è qualcuno che ancora pensa e agisce.

Il mio invito è questo: Basta dare la colpa agli altri! Gli altri siamo noi (lo diceva anche Umberto Tozzi nel 1991) astenetevi da commenti negativi, superficiali e sconsiderati, perché così facendo oltre ad offendere e oltraggiare la nostra città, ci palesate di che materia siete veramente fatti.

Mi piacerebbe vedere qualcuno che con grande senso civico, che vedendo una bottiglia pericolosa a terra, la raccogliesse anche se non sua, e la mettesse in una pattumiera.

Questa è la gente che mi piacerebbe vedere agire a Castellammare. Allontanatevi dai social, perché fanno davvero male e incattiviscono le persone, siate più attenti alle piccole cose del vostro quotidiano, lasciate le tastiere dei telefoni e dei Pc. La vostra, Castellammare vi attende, non pretendete niente da nessuno se voi stessi non siete disposti a farlo, avreste già torto in partenza anche senza aprire bocca. Buona lettura.

CRONACHE NAPOLETANE

Il Premio di Pittura Castellammare di Stabia

Hanno partecipato a questo Premio circa duecento pittori di tutte le regioni d’Italia.

In questi ultimi mesi si è inveito da ogni parte contro l’istituzione dei premi, le giurie, i verdetti ecc. creando uno stato di perplessità in coloro che erano disposti ad istituirne altri, negli artisti che avrebbero voluto parteciparvi, nei Commissari che avrebbero dovuto giudicarli. Anzitutto si è inveito contro la divisibilità dei premi, come se questi fossero tempi di inaudita prosperità per gli artisti…

Nessuna cosa è perfetta a questo mondo e anche i premi, di qualunque natura essi siano, vanno perfezionati. L’importante è di non allontanare dagli artisti quegli Enti e quei privati che hanno, per essi, disposizioni favorevoli. Ci siamo sempre lamentati del disinteresse del pubblico per gli artisti. Non bisogna, ora, paralizzare le buone iniziative. Tanto più che, con le loro finalità pratiche, questi premi hanno il merito di richiamare gli artisti a una maggiore schiettezza e cordialità dei loro mezzi espressivi, a un’arte vogliamo dire non disumanata ma sempre più aderente alla vita e ai bisogni contemporanei.

Che cosa si richiedeva agli artisti concorrenti al Premio di Castellammare? Quello, appunto, che essi non hanno dato: un quadro che celebrasse la bellezza del paesaggio stabiese, che riassumesse questa bellezza e potesse giovare ai fini dell’Ente di Cura e Turismo che aveva istituito il premio delle ventimila lire.

La Giuria composta da S. E. Ettore Tito, presidente, da S. E. Ojetti, assente giustificato, da Roberto Papini, dal prof. Prencipe in rappresentanza di Antonio Maraini, da Vincenzo Migliaro, dal Commissario del Sindacato Campano B. A. prof. Barilla e dal Presidente degli Amici dell’Arte, Ermindo Campana dopo avere tributato un alto elogio all’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare per la esemplare munificenza addimostrata verso gli artisti, chiamati a collaborare al potenziamento di Stabia non ha giudicato meritevole delle ventimila lire nessuna delle opere esposte. É venuta allora nella deliberazione di frazionare il Premio assai meglio che perderlo assegnando: a Loris de Rosa la somma di lire seimila, a Chiancone e Colucci, a pari merito, lire quattromilacinquecento ciascheduno, a Ciardo lire tremila, a Cortiello lire duemila.

Loris de Rosa è un sardo, e ha venticinque anni, Colucci è ischitano, Ciardo è pugliese; Chiancone e Cortiello, napoletani: care conoscenze della Biennale di Venezia.

Restano da assegnare le medaglie d’oro che sono state offerte da Enti e da privati agli Amici dell’Arte e all’Azienda Autonoma. Una ventina in tutte. Napoli non poteva più calorosamente esprimere la sua simpatia e la sua ammirazione ai pittori convenuti qua a dipingere da ogni provincia d’Italia e gli Amici dell’Arte hanno il merito, con questa loro iniziativa, di aver fatto conoscere ai napoletani pittori fra i più apprezzati d’Italia, pittori che non avrebbero avuto la possibilità di presentarsi al nostro pubblico senza questo premio. A concorso espletato, cioè dopo l’assegnazione delle medaglie, potremo forse intrattenerci sulle opere più degne di rilievo.

La mostra è ordinata con gusto e con chiarezza nei locali del nuovo edificio delle scuole medie di Castellammare, Sono, complessivamente, ventitrè sale, con circa quattrocento opere. Di particolare interesse la Galleria dei ritratti, schizzi e caricature che i pittori si son fatti reciprocamente nella loro permanenza a Castellammare. Bellissima la sezione del bianco e nero, con opere del de Bernardi, di Lipinsky, di Piombanti, di Finamore, de Giorgio, Serao, Brenson e Wesselow: questi due non partecipanti al premio a causa della loro nazionalità. Tra i saggi di arte decorativa per l’attrezzatura di una Stazione di cura vanno segnalate Zina Aita, Emma de Martino e Giuseppina Goglia: quest’ultima con trenta mattonelle in ceramica, riuscitissime.

Il Guf Mussolini ha una sala a sé, con opere di più di venti iscritti. L’Azienda Autonoma presenta la collezione di fotografie e composizioni fotografiche (Parisio) con le quali partecipò, molto ammirata, alla Fiera del Levante e ad altre rassegne nazionali e internazionali.

Non c’è, insomma, da annoiarsi, pur fra centinaia di opere ispirate allo stesso paesaggio.

Gli organizzatori hanno saputo, con la varietà delle sezioni, tenere sempre vivo l’interesse dei visitatori. S. A. R. la Principessa di Piemonte, il Direttore Generale delle B. A. e le altre Autorità hanno espresso tutto il loro compiacimento agli Amici dell’Arte e all’Azienda Autonoma per il successo della loro iniziativa, fra le più riuscite nel campo artistico e turistico.

 E. Campana

Premio di pittura Castellammare di Stabia

Il premio di Castellammare

Premio di pittura Castellammare di Stabia

Il premio di Castellammare 2

Premio di pittura Castellammare di Stabia

Il premio di Castellammare 31

 

Sullo stesso argomento leggi: L’estate dei pittori e Il premio di Castellammare, Premio di Pittura Castellammare di Stabia ,Donato Frisia e Castellammare.

Articolo del 7 luglio 2025


1.  E. Campana, Il premio di pittura di Castellammare di Stabia, in: Emporium, parole e figure, volume LXXX, n° 480, pag. 366-368.

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