Villa Lucia a Castellammare di Stabia

Storia e Ricerche

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

storia di una residenza e del suo giardino di palme

a cura di Enzo Cesarano

Villa Lucia a Castellammare di Stabia è una delle residenze storiche più significative della città, capace di raccontare l’evoluzione architettonica, botanica e sociale di un intero territorio. Le sue
origini risalgono al primo Ottocento, quando era conosciuta come Casino Longobardi, appartenuto all’omonima famiglia che la mantenne fino alla metà del XIX secolo.

Villa Lucia a Castellammare di Stabia

Villa Lucia a Castellammare di Stabia (coll. Gaetano Fontana)

Una descrizione del 1842 la definiva elegante ma isolata, con una fontana, spazi verdi e una piccola villetta interna, elementi tipici delle dimore suburbane del tempo. Nel 1877 la proprietà fu acquistata dalla principessa Lucia Saluzzo fu Gioacchino, moglie del senatore Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, alla quale la villa deve il suo nome attuale. La principessa ampliò notevolmente il complesso acquistando edifici circostanti e trasformandolo in una residenza nobiliare di prestigio.

A questo periodo risale anche il curioso recinto funerario dedicato ai suoi cani, dotato di una stele in peperino e di un bassorilievo bronzeo con iscrizione latina, testimonianza dell’affetto verso i suoi animali. Con l’arrivo dei Ruffo, Villa Lucia visse la sua più straordinaria stagione botanica: il giardino, che inizialmente ospitava poche specie di palme come Chamaerops humilis, Phoenix dactylifera, Phoenix sylvestris, Trachycarpus excelsa e Washingtonia filifera, fu trasformato nel giro di tredici anni in un eccezionale giardino di acclimatazione. Continua a leggere

Stabia-Eventi

Stabia eventi

Stabia-Eventi

a cura di Maurizio Cuomo

Questa rubrica è pensata per tenerti sempre aggiornato sugli eventi che si tengono a Castellammare di Stabia e nel suo circondario.


Eventi in programma:

Giovedì, 11 dicembre 2025 (ore 17,00)

Poesie sul Natale

Poesie sul Natale


fino al 6 gennaio 2026

X Mostra di Arte Presepiale

X Mostra di Arte Presepiale

X Mostra di Arte Presepiale

X Mostra di Arte Presepiale


fino al 5 gennaio 2026

Presepi dal Mondo

Presepi dal Mondo


fino al 19 gennaio 2026

L'arte Sacra nella vita dell'uomo

L’arte Sacra nella vita dell’uomo


fino al 19 gennaio 2026

La Luce di Stabia

La Luce di Stabia

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Accadde Oggi (10 dicembre)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 10 dicembre

1 Castellammare piazza orologio

Piazza Orologio

Nel 1925 piazza Orologio diviene piazza Cristoforo Colombo

10 dicembre 1925 – Con una Delibera di Consiglio, Largo Mercato venne intitolata a Cristoforo Colombo, ma la Soprintendenza non approvò il cambio di nome.

Nel tempo la piazza subì vari tentativi di rinomina: già il 9 dicembre 1869 era stata designata come Piazza del Popolo (senza mai diventarlo davvero) e il 29 marzo 1932 una Delibera Podestarile ripropose il nome di Colombo, bocciato però dal MinCulPop. Di fatto, dunque, l’area dovrebbe ancora chiamarsi Piazza del Mercato, memoria dell’antico mercato che qui si svolgeva, tra via G. Bonito, Calata Mercato e strada Dogana Regia.

Nonostante tutto, gli stabiesi continuano a identificarla semplicemente come Piazza Orologio. Sulla banchina antistante, alla fine dell’Ottocento sorse la Capitaneria di Porto, trasferita qui da un vecchio edificio vicino alla Fontana Grande e demolito nel 1905.

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Il Santuario di San Michele

Storia e Ricerche

Il Santuario di San Michele

di Giuseppe Zingone

Padre Antonio Vivoda e Alcide De Gasperi, 1 Gennaio 1951, Grand Hotel Monte Faito, immagine restaurata

Vorrei intrecciare questa breve ricerca, sia con altri articoli precedenti, aventi lo stesso argomento, sia con un’interessante approfondimento comparso nelle pagine de IlMediano.com a firma di Alessandro Masulli: Padre Antonio Vivoda, l’eremita del Monte Faito. Continua a leggere

Fratielle e surelle (oggi è ‘o nomme bello d”a Maronna)

Fratielle e surelle, oggi è ‘o nomme bello d”a Maronna

a cura di Enzo Cesarano

Volendo dare, ai numerosissimi stabiesi emigrati dalla nostra Castellammare, la possibilità di riascoltare “fratielle e surelle”, anni fa, chiedemmo al carissimo Aniello Lascialfari di prestare la sua voce per la nobile causa…

A distanza di anni, il modulare limpido e sonoro di Aniello omaggia e rappresenta (in punta di piedi) l’operato dei numerosi cantori stabiesi.

Fratielle e surelle: le Voci Votive dell’Immacolata, tra Fede e Devozione

Nella suggestiva cornice della tradizione stabiese, il periodo della “dodicina” – dal 26 novembre all’8 dicembre – si illumina di un rito antico e carico di spiritualità: le voci votive dell’Immacolata.

All’alba, quando la città è ancora avvolta dal silenzio della notte, i cantori stabiesi, con sacrificio e assoluta devozione, percorrono le strade intonando la voce votiva.

La melodia riecheggia nell’aria con l’invito solenne ai fedeli, chiamati a raccogliersi in preghiera per la recita del Rosario in onore della Vergine Immacolata.

Questa tradizione, tramandata di generazione in generazione, è un simbolo profondo dell’identità religiosa e culturale della comunità stabiese.

Il canto dei devoti cantori, crea un’atmosfera intensa, capace di risvegliare nei cuori un senso di appartenenza e di fede autentica.

Le voci votive non sono solo tradizione o un richiamo alla preghiera, ma anche un ponte tra passato e presente, tra vecchie e nuove generazioni.

Le voci di Fratielle e surelle sono un segno tangibile della devozione che unisce il popolo stabiese all’Immacolata.

Fratielle e surelle omaggia l'Immacolata Concezione della Concattedrale di Castellammare di Stabia (foto Maurizio Cuomo)

L’Immacolata Concezione della Concattedrale di Castellammare di Stabia (foto Maurizio Cuomo)


Ascolta la voce votiva di Aniello Lascialfari
(il “fratielle e surelle” del web) Continua a leggere