Villa Lucia a Castellammare di Stabia
storia di una residenza e del suo giardino di palme
a cura di Enzo Cesarano
Villa Lucia a Castellammare di Stabia è una delle residenze storiche più significative della città, capace di raccontare l’evoluzione architettonica, botanica e sociale di un intero territorio. Le sue
origini risalgono al primo Ottocento, quando era conosciuta come Casino Longobardi, appartenuto all’omonima famiglia che la mantenne fino alla metà del XIX secolo.
Una descrizione del 1842 la definiva elegante ma isolata, con una fontana, spazi verdi e una piccola villetta interna, elementi tipici delle dimore suburbane del tempo. Nel 1877 la proprietà fu acquistata dalla principessa Lucia Saluzzo fu Gioacchino, moglie del senatore Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, alla quale la villa deve il suo nome attuale. La principessa ampliò notevolmente il complesso acquistando edifici circostanti e trasformandolo in una residenza nobiliare di prestigio.
A questo periodo risale anche il curioso recinto funerario dedicato ai suoi cani, dotato di una stele in peperino e di un bassorilievo bronzeo con iscrizione latina, testimonianza dell’affetto verso i suoi animali. Con l’arrivo dei Ruffo, Villa Lucia visse la sua più straordinaria stagione botanica: il giardino, che inizialmente ospitava poche specie di palme come Chamaerops humilis, Phoenix dactylifera, Phoenix sylvestris, Trachycarpus excelsa e Washingtonia filifera, fu trasformato nel giro di tredici anni in un eccezionale giardino di acclimatazione. Continua a leggere













