Archivi categoria: Cultura

Villa Comunale

Villa Comunale

Villa Comunale

( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Villa Comunale

Villa Comunale

La Villa Comunale, viene ricavata nella seconda metà dell’800 sul materiale di risulta della demolizione della vecchia muraglia difensiva che circondava la città, dal Quartuccio a Fontana Grande. Agli inizi del ‘900, su progetto dell’arch. Eugenio Cosenza, fu realizzata la deliziosa Fontana dei Tritoni. Come ogni villa comunale che si rispetti, anche la nostra possiede il suo bravo viale delle celebrità, istituito nel 1924 con l’erezione del busto al musicista Luigi Denza, opera dello scultore Renda, cui seguirono negli anni Raffaele Viviani (commediografo), Giuseppe Bonito (pittore), Michele Esposito (musicista), Annibale Ruccello (commediografo) ed infine il Monumento al Marinaio e quello alla Resistenza, opera dello scultore Antonio Gargiulo.

Rosa da Viterbo e Castellammare

Rosa da Viterbo e Castellammare

di Giuseppe Zingone

Altare santa Rosa da Viterbo

Il 31 di agosto passato, sono andato in visita a Viterbo, città meravigliosa ed ospitale, molto educata, poco nota agli italiani, con un interessantissimo centro storico medioevale. Una stratificazione architettonica, evidente, coinvolgente, appassionante. Continua a leggere

Giacinto Gigante, Ruderi del Castello, acquerello, datato 17 giugno 1851, Immagine tratta dal catalogo d’asta Giovanni Tesorone, asta tenutasi a Roma nel 1909 opera gentilmente segnalata da Massimiliano Greco

Il castello in rudere

di Massimiliano Greco

articolo pubblicato il 16 giugno 2018

Con estremo piacere segnalo a tutti gli amici di liberoricercatore.it un bellissimo dipinto che ho avuto modo di rintracciare e di apprezzare dal catalogo d’asta Giovanni Tesorone (asta tenutasi a Roma nel 1909).

Ruderi del castello

Paesaggio con ruderi

Il dipinto, uno stupendo acquerello (40×28 cm) di Giacinto Gigante datato 17 giugno 1851, come riportato nella nota che rimetto in scansione a seguire, mostra una rarissima immagine dei ruderi del castello di Castellammare di Stabia. Continua a leggere

Raffaele Cuomo (poetica stabiese)

Sono Raffaele Cuomo, sono nato e vivo a Castellammare, da diversi anni mi diletto a scrivere poesie, e fra tante poesie che ho scritto c’è ne sono alcune su Castellammare, scritte con passione e amore per questa bella Città,  grande regalo che ci ha fatto la natura. Visto che voi avete una bella rubrica dedicata alla poesia su Castellammare, mi sono permesso di allegare a questa e-mail qualche poesia, sperando che siano gradite e inserite nella vostra rubrica. Saluto tutti voi della redazione “liberoricercatore”.


Prigioniera

Prigioniera (foto Enzo Cesarano)

‘O grido ‘e sta città

Io allucc’ e grid’ forte

 ca song’ancora viva

è nu’ so’ morta.

M’avit’ abbandunat’ dint’‘e man’

‘e farabbut’ e scellerat’,

gente senza dignità

ca sul’ mal’ sap’ fà.

Io ero ‘na reggina

era ‘na rosa senza spine,

mò ca, sé cagnate stu destino,

nu’ so’ cchiù rosa ma sul’ spine.

Chi ha a cagnate chesta sciorta

song’ state sti man’ sporche,

spuorc’ hann’ fatt’ chistu mare

senza penzà e figlie ‘e dimane,

 m’hann’ accise sta spiaggia

senza scrupul’ e cu che curaggio!

M’hann’ chiuso acque e terme

ca ero il mio fiore all’occhiello,

quann’ turisti e furastiere

mo’ so’ sul’ ‘nu ricordo d’ aiere.

Ha tutt’ sti figlie

ca me vonne bene e basta

dico  scetamece

abbattimme chesta casta,

fermmam’ chesti man’

‘e sti  farabbutt’ e scellerat’

ca se stann’ arubban’ l’oggi:

e se vonn’ arrubbà

 pure ‘o dimane. Continua a leggere

Palazzo Farnese

Palazzo Farnese: sede del Comune di Castellammare

Palazzo Farnese
( a cura del prof. Giuseppe D’Angelo, testo tratto da: “Rivivi la Città” )
Palazzo Farnese

Palazzo Farnese

Nel 1566 don Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, dal 1541 signore di Castello a Mare di Stabia decise in seguito alle suppliche dei cittadini, di assicurare alla città un degno luogo per la sede della Corte del Governatore. Così la scelta cadde su un vetusto e antico casamento ad un piano, situato tra il Duomo e la strada Coppola. Dopo numerose ed ingarbugliate vicende, nel 1820 vi fu trasferita la sede dell’Amministrazione comunale, Nell’anno 1871, su progetto dell’Arch. Luigi d’Amora, la casa comunale fu ingrandita ed abbellita. Agli inizi del ‘900 fu costruito il secondo piano e rifatto lo stucco esterno, con il torrino laterale. L’Amministrazione comunale vi restò ininterrottamente sino all’ottobre del 1964, quando fu deciso il passaggio nei locali dell’ex Banca d’Italia (attuale Banca Stabiese) e l’antico edificio fu abbandonato per circa un ventennio. Trascorso tale periodo il Palazzo Farnese dopo degna ristrutturazione è tornato ad ospitare la sede del Comune.

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